Eagle Europeana

Eagle Europeana A Digital Bridge to the Ancient World

The EAGLE Best Practice Network

EAGLE, The Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy is a best-practice network co-funded by the European Commission, under its Information and Communication Technologies Policy Support Programme. EAGLE will provide a single user-friendly portal to the inscriptions of the Ancient World, a massive resource for both the curious and for the scholarly. The

EAGLE Best Practice Network is part of Europeana, a multi-lingual online collection of millions of digitised items from European museums, libraries, archives and multi-media collections. EAGLE will collect, in a single readily-searchable database, more than 1.5 million items, currently scattered across 25 EU countries, as well as the east and south Mediterranean. The project will make available the vast majority of the surviving inscriptions of the Greco-Roman world, complete with the essential information about them and, for all the most important, a translation into English. The technology that will support the EAGLE project is state-of-the-art and tailored to provide the user with the best and most intuitive possible experience. Our services will include a mobile application, enabling tourists to understand inscriptions they find on location by scanning with a smartphone, and a story-telling application that will allow teachers and experts to assemble epigraphy-based narratives. A multilingual Wiki will be set up for the enrichment and enhancement of epigraphic images and texts, which will provide a basis for future translations of inscriptions into other European languages. The results of the EAGLE project will be disseminated as widely as possible, both within the scholarly community and within the public at large. To this end, EAGLE will publish its own Wikimedia Commons, and will also develop an inscription-themed documentary with a related teaser video. EAGLE will work within the Europeana, and with its sister projects, to ensure full and effective integration within this flagship project to make European culture globally available.

01/08/2025

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È online il Bando relativo alle modalità di ammissione al Corso di laurea in inglese (ad accesso non programmato) in:
– Classics – Civiltà e letterature classiche

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19/10/2023

👉Mettete alla prova i vostri "pregiudizi"! 🫣
Vi aspettiamo al Museo per parlare di epigrafia e vi promettiamo che le lapidi romane sono tutt'altro che "lettera morta"! 😁
Ci vediamo sabato 21 ottobre alle ore 17 al Museo Civico Archeologico di Bologna
Musei Civici Bologna Card Cultura Comune di Bologna Patrimonio Culturale ER
Bologna Welcome

19/10/2023

Helena avvicinò al viso gli orecchini e si specchiò in una delle lamine d’oro appoggiate sul tavolo di Flaccus, l’orefice. Provò una punta di invidia per la sua patrona a cui avrebbe consegnato quei delicati gioielli di lì a poco e che, di certo, li avrebbe indossati la sera stessa. Osservò da vicino il raffinato lavoro di incastonatura di quelle piccole perle: ci voleva di certo molta pazienza, esclamò divertita. Flaccus annuì pensoso; ci volevano anche dei buoni occhi e probabilmente qualche anno in meno, sospirò tra sé. Gli seccava ammetterlo ma la sua vista era peggiorata e aveva fatto una gran fatica a rigirare quei minuscoli fili d’oro intorno a quelle perline altrettanto minuscole. In questo modo sarebbe stato difficile continuare a lavorare. Helena sorrise; perché non passare a oggetti più grandi? La sua ricchissima patrona, per esempio, si era spesso lamentata di non avere abbastanza “vasa aurea”: coppe, bicchieri, calici, brocche… Tutti in oro e alcuni, addirittura, incastonati di gemme e perle. Flaccus rimase in silenzio; nella sua vita aveva sempre lavorato agli “ornamenta”, i gioielli. L’idea non era male ma, in effetti, non aveva proprio idea di come fossero fatti questi “vasa”. Helena lo soppesò con lo sguardo; quel tipo gli piaceva e di certo non si sarebbe messo a rubare. In fondo bastava mettersi d’accordo con gli schiavi che si occupavano della sicurezza delle suppellettili perché gli permettessero di dare un’occhiata. «Ma dovrai seguirmi passo passo e fare tutto quello che ti dico» disse Helena, con aria maliziosa. Flaccus sorrise divertito; chissà se, oltre a un nuovo mestiere, non sarebbe riuscito a procurarsi anche una moglie! Quella sera stessa, Flaccus osservò i preziosi recipienti: alcuni erano addirittura cesellati ma la maggior parte era ottenuta da lamine non troppo sottili, decorate con punzoni non molto diversi dai suoi. Guardò raggiante Helena e fece scivolare nella sua mano due piccoli orecchini molto simili a quelli della patrona: «I primi per te, gli ultimi per me» le sussurrò all’orecchio, intrecciando le sue dita alle sue e, con quelle, le loro vite.

10/12/2022

Ulisse e gli altri è la mostra allestita fino all'8 gennaio 2023 alle Terme di Diocleziano Nazionale Romano. Grazie al lavoro fatto dall'équipe educativa del Museo Nazionale Romano e di Museo per tutti la mostra è accessibile alle persone con disabilità intellettiva. E' possibile scaricare il materiale accessibile sul sito del Museo Nazionale Romano.

10/12/2022

Heracla sospirò: pioveva. Anzi, diluviava a essere precisi. Non bastava il cattivo umore per la discussione avuta la sera prima con quei due, adesso ci si metteva anche la pioggia. E pensare che voleva solo aiutare un “conservus”, un compagno di schiavitù: uno come lui, come loro. Non era compito suo, gli avevano detto quelli, infastiditi da tanta premura e dal pensiero di doversi caricare di lavoro in più per uno che neanche conoscevano. Neanche Heracla lo conosceva in realtà ma lo aveva visto trascinarsi stremato per collocare nella cantina quell’enorme carico di anfore nel più breve tempo possibile e, senza esitare, aveva ottenuto dal suo padrone, Catullus, un liberto di Statilio Tauro, il permesso di sostituirlo, almeno per un giorno. Certo, in quel momento splendeva il sole mentre ora quella pioggia battente rendeva tutto molto diverso. Per un attimo si chiese disperatamente perché mai avesse deciso di intervenire quando sentì delle risatine alle sue spalle: erano loro, che pregustavano il momento in cui lo avrebbero visto arrancare bagnato fradicio. Bastò a rinvigorire il suo proposito: non c'era da pentirsi quando si faceva la cosa giusta. Se lo ripeté mentre il fango rendeva scivoloso il cammino, mentre l’umidità gli entrava nel profondo delle ossa, mentre la pioggia gli impediva di guardare dove metteva i piedi. Fu un attimo: si ritrovò a terra, immerso nel fango, con l’anfora accanto miracolosamente intatta. Si rialzò con fatica quando li sentì: lo avevano visto e ridevano di gusto. Il desidero che capitasse a loro la stessa cosa che avevano augurato a lui fu così forte che gli parve di vederlo e di toccarlo, rosso e ardente, come il fuoco, ma anche ruvido e pungente, come una delle coperte con cui si copriva di notte. Quel pensiero, però, con la sua violenza impetuosa, lo rasserenò all’istante: era una buona idea augurare agli altri ciò che auguravano a lui, in fondo si potevano restituire anche pensieri buoni! Divenne la sua strategia di sopravvivenza al punto da non volervi rinunciare nemmeno per la sua tomba; lo fece incidere in modo chiaro: quel che ciascuno di voi augura a me che sono morto, gli dei glielo rimandino, da vivi e da morti.

12/11/2022

Ascla tese le orecchie e rimase immobile. L’aria si faceva ogni giorno più fresca e anche quell’ostinatissimo grillo, presto o tardi, si sarebbe rassegnato ad accettare che l’estate era davvero finita. Come ogni sera, Ascla era scivolato a letto in silenzio e aveva aspettato: non ci era voluto molto e il grillo, quasi sapesse di quello spettatore esigente, aveva cominciato a cantare. Nella silenziosa oscurità della sera, quel canto incessante conduceva Ascla in un altro luogo, in un altro tempo, dove anche lui era un altro: un uomo libero. Il grillo cantava e l’aria si riempiva del profumo di sua madre e delle risate dei bambini che non aspettavano altro che di diventare grandi, di vincere aspre battaglie, le stesse che invece li avrebbero visti sconfitti e quindi schiavi; un tempo in cui ai grilli si dava la caccia, non li si aspettava come unici compagni di una solitaria e faticosa vita di grigia schiavitù. Non che Minicia, la sua padrona, fosse una donna crudele o spietata: semplicemente, ai suoi occhi, lui era solo lo schiavo Ascla, poco più di un animale o di un attrezzo parlante a cui era stato dato un nome qualunque, dal suono sgradevole che non faceva che ricordargli che la sua vita, ormai, non gli apparteneva più. Improvvisamente il grillo tacque: in quel silenzio, la notte sembrò farsi più nera. Ascla trattenne il respiro per non fare rumore: tutti i suoi sensi erano all’erta per ritrovare quel suono perduto ma non c’era altro che l’urlo di un silenzio senza voce. Attese a lungo ma alla fine sospirò rassegnato: doveva pur accadere, si disse con amarezza, la stanchezza e la fatica, in un modo o nell’altro, gli avrebbero dato il conforto di cui aveva bisogno. Si girò su un fianco e chiuse gli occhi e, proprio mentre scivolava lentamente nel sonno, il grillo ricominciò a cantare. Appena in tempo perché Ascla potesse addormentarsi con un sorriso sul viso.

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21/10/2022

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L’uomo lo ascoltò continuando a scolpire parole. Fu felice di sapere che qualcuno comprendesse davvero il senso del suo lavoro: quelle parole, incise faticosamente, avevano il compito di tramandare la storia delle loro vite alle generazioni del futuro. Le storie raccolte in questo libro nascono d...

10/09/2022

Fulvia Hetaera voleva sedersi solo per riposare un momento ma, quando appoggiò la schiena sulla parete fresca, nell’unico punto in cui soffiava un delizioso alito di vento, si addormentò all’istante. La trovarono poco dopo i suoi due padroni. C. Fulvius sorrise compiaciuto mentre sua sorella si irrigidì. Di certo avrebbe sorriso un po’ meno, si disse lei, se Hetaera si fosse addormentata nel turno di lavoro che spettava a lui... Essendo entrambi piuttosto parsimoniosi e vivendo uno accanto all’altra, infatti, i due fratelli avevano acquistato la schiava in comproprietà, così da dividersi le spese del suo mantenimento. Era stata Fulvia, la sorella, a organizzare i turni in modo che la schiava avesse sempre il suo daffare o a casa dell’uno o a casa dell’altra. Fulvius osservò la ragazza: non era la prima volta che notava la sua bellezza ma, nel vederla così abbandonata, l’espressione serena anche se lievemente imbronciata, si rese conto che non gli sarebbe dispiaciuto sposarla. Si voltò istintivamente a guardare sua sorella; certo non sarebbe stato semplice; prima di tutto avrebbe dovuto convincerla a liberarla e poi a non ostacolare le nozze. Anche Fulvia lo guardava fremente di rabbia: «L’hai fatta stancare troppo. Mi devi un turno di lavoro» sbottò. Fulvius colse la palla al balzo e disse lentamente: «Sai, è un po’ che ci penso: questa storia della comproprietà non funziona, nessuno dei due è mai soddisfatto e poi serve di più a te che a me. Ho deciso di venderti la mia parte». Fulvia impallidì: di certo le avrebbe fatto comodo ma a che prezzo! Fulvius conosceva la sorella, la lasciò sobbollire un po’ prima di aggiungere con finta indifferenza: «Altrimenti possiamo liberarla: in fondo ci dovrà sempre i servizi che i liberti offrono ai patroni e avremo meno spese». Fulvia ci pensò su; quello sciocco di suo fratello aveva qualcosa in mente ma la prospettiva di quei soldi in più la rallegrò all’istante e acconsentì. Quando Hetaera si svegliò se li trovò di fronte, entrambi con un sorriso, uno al pensiero del suo imminente matrimonio, l’altra a quello del suo imminente risparmio.

09/09/2022

ArcheoFoss è l'evento dedicato all'open science applicato all'archeologia: si parlerà anche dei progetti Wikimedia, scopri il programma.

Indirizzo

Digilab, Centro Interdipartimentale Di Ricerca E Servizi/Sapienza, University Of Rome, Via Dei Volsci 122
Rome
00185

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