18/03/2020
È trascorsa una settimana da quando questa foto è stata scattata; una settimana assurda, in cui la cronaca ci aggiorna costantemente sugli sviluppi, ancora non troppo positivi, del procedere di questo male per il nostro Paese, che oggi si chiama “coronavirus”.
Speravamo tutti, noi famiglia “in primis”, che gestiamo da anni, questa piccola, ma instancabile attività, che le cose si sviluppassero in maniera differente; purtroppo non è così; le misure eccezionali (e giustissime in tema di sicurezza) varate dal governo, ed allo stesso tempo (conseguentemente) un calo del 90% del nostro fatturato, ci hanno costretto ad un ridimensionamento oltre misura dell’attività. Sono già 7 giorni che in un paio di ore giornaliere e ad organico ridotto( noi soli componenti della famiglia) apriamo il nostro stabilimento e svolgiamo il lavoro. Un senso di forte vuoto ci attanaglia, noi abituati a rumori, noi abituati al contatto con il pubblico, noi abituati a dei ritmi frenetici, ma soprattutto noi abituati ad essere contornati da chi, con la costanza del lavoro quotidiano, ci supporta, lavora per noi.
Vorremmo, in questo momento storico, di decreti e restrizioni, dare ed avere più certezze, speriamo di poterlo fare nel più breve tempo possibile, come speriamo di accantonare velocemente questa pagina buia e ricominciare da come ci siamo lasciati.
Stavolta sì, mano nella mano.