01/04/2020
EMERGENZA COVID-19: IL PUNTO IN MATERIA DI CONTRATTI DI LOCAZIONE
Da qualche settimana stiamo tutti vivendo una situazione di emergenza sanitaria senza precedenti.
All’emergenza sanitaria si sta aggiungendo un’ulteriore emergenza, quella economica, che si sta facendo strada a seguito dei Decreti con cui il Governo ha disposto la sospensione e la chiusura della maggior parte delle attività commerciali e produttive.
Questo si traduce, per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane, in entrate azzerate a fronte di spese e/o imposte non sempre sospese.
Uno dei principali ambiti di questa situazione sta assumendo connotati critici è quello delle locazioni.
La questione coinvolge in primo luogo la categoria degli inquilini, considerato che il canone di locazione – sia in ambito commerciale che abitativo - rappresenta una delle spese più ingenti sul bilancio familiare/aziendale.
La portata della problematica, tuttavia, investe de relato, anche la categoria dei proprietari di immobili, i quali in assenza di provvedimenti legislativi o giudiziari accertanti il mancato pagamento dei canoni, restano tenuti al pagamento delle imposte sulle rendite generate dai contratti di locazione, a prescindere dall’aver effettivamente percepito i canoni di locazione.
I Decreti in vigore ad oggi, ad eccezione del credito di imposta per i locali C/1, non prevedono misure.
In assenza di provvedimenti sul tema, molti si domandano se sia legittimamente possibile – ed in che modo – porre rimedio a tale situazione.
Un ausilio in tal senso può essere rappresentato dalla conclusione tra le parti del contratto, di specifici accordi volti alla riduzione e/o sospensione temporanea ed eccezionale dei canoni, così da tutelare i diritti e gli interessi sia degli inquilini che dei locatori.
Poiché, come detto, allo stato non vi sono provvedimenti che autorizzino la sospensione del pagamento dei canoni di locazione, occorre che conduttore e locatori si attivino per approntare caso per caso idonei strumenti di tutela, formalizzando un accordo e provvedendo alla sua registrazione presso l'Agenzia delle Entrate competente.
La complessità della materia e la mancanza di precedenti, impone tuttavia un’attenta analisi, caso per caso, dei contratti di locazione e delle clausole ivi contenute, al fine di valutare se, a seconda del tipo di attività svolta e delle clausole contrattuali, il Covid-19 possa essere assunto come causa di forza maggiore o di impossibilità sopravvenuta tale da giustificare l'adozione di misure di sospensione o riduzione degli obblighi contrattuali.
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