03/09/2026
Il 12 agosto è entrato in vigore un nuovo decreto che modifica i meccanismi di accertamento tributario. Non è una piccola cosa. È un cambio di equilibrio tra Amministrazione finanziaria e contribuente. E potrebbe lavorare a vostro favore, se sapete come.
Tre novità che non potete ignorare:
Primo: componenti pluriennali. Se avete spese o ammortamenti che si distribuiscono su più anni, il termine entro cui il fisco può controllare ora decorre dal primo anno in cui avete dedotto una quota. Non cambiano le regole, ma cambia il timing. Attenzione però: questa protezione vale solo per certi tipi di costi, non per operazioni inesistenti.
Secondo: utili occulti. Finora il fisco, se trovava redditi extra in azienda, li attribuiva automaticamente ai soci come distribuzione. Adesso no. Adesso il fisco deve provare che quegli utili nascosti siano stati effettivamente distribuiti e non rimasti in azienda. E potete controbattere con documenti. È un cambio di carico della prova che vi tutela—se sapete documentare.
Terzo: antieconomicità. Se il vostro prezzo è diverso dal valore di mercato, il fisco non può accusarvi di irregolarità solo per quello. Deve trovare altri elementi, gravi e concordanti. Devono incrociarsi i dati, non basta una singola difformità. Significa che se il vostro prezzo ha una ragione—zona particolare, condizioni speciali, caratteristiche del prodotto—e la documentate, siete tutelati.
Ma c’è un cavallo di T***a in tutto questo.
Tutte queste protezioni nuove girano attorno a un concetto preciso: la documentazione. Il decreto non indebolisce il fisco. Indebolisce il fisco che accerta male, che presume senza provare, che non motiva le decisioni. Se voi avete i documenti, se ogni operazione è spiegata, se i prezzi sono ragionevoli e documentati—allora le nuove regole vi proteggono.
Avete dubbi su come questo vi riguarda? Scrivetemi in DM—analizziamo il vostro caso insieme.
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