20/02/2026
Ricordo bene l’epoca in cui aprire un sito significava entrare in uno spazio costruito da qualcuno con intenzione, con carattere, con una certa dose di imperfezione. Il web aveva una grana riconoscibile. Si inciampava in pagine lente, in colori improbabili, in scelte grafiche discutibili. Però dietro ogni pixel si avvertiva una presenza umana. Era disordinato, certo. Ma autentico.
Oggi lo scenario sta cambiando sotto i nostri occhi, e il passaggio è molto più profondo di quanto sembri. Non riguarda soltanto la tecnologia, ma la direzione stessa della progettazione digitale. Il caso di Cloudflare con il suo sistema di conversione automatica in Markdown per agenti AI rappresenta uno spartiacque silenzioso. Una scelta infrastrutturale che, se osservata con attenzione, racconta una storia più ampia: stiamo costruendo un internet che dialoga prima con le macchine e solo dopo con le persone.
L’idea è tanto semplice quanto potente. Un’intelligenza artificiale accede a una pagina web?
Ricordo bene l’epoca in cui aprire un sito significava entrare in uno spazio costruito da qualcuno con intenzione, con carattere, con una certa dose di imperfezione. Il web aveva una grana riconoscibile. Si inciampava in pagine lente, in colori improbabili, in scelte grafiche discutibili. Però di...