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Tutela consumatori:le novità del nuovo registro delle opposizioniBy Mauro MorelliA partire dal 27 luglio 2022 è operativ...
02/08/2022

Tutela consumatori:

le novità del nuovo registro delle opposizioni
By Mauro Morelli

A partire dal 27 luglio 2022 è operativo il nuovo Registro pubblico delle opposizioni che estende a tutti i numeri privati, compresi quindi quelli mobili la possibilità di opporsi alla ricezione di telefonate (sia tramite operatore, che tramite sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore) per fini di marketing.
La violazione del diritto di opposizione dei contraenti telefonici è disciplinata dal “Codice in materia di protezione dei dati personali” Titolo III e dal “Regolamento generale sulla protezione dei dati” Capo VIII.
Il Registro pubblico delle opposizioni è stato esteso, a decorrere dal 27 luglio 2022, a tutti i numeri di telefono fissi e mobili, sia quelli presenti negli elenchi telefonici pubblici che quelli riservati. I cittadini intestatari di un contratto telefonico possono iscriversi al servizio arrestando l’utilizzo del proprio numero per finalità pubblicitarie da parte degli operatori di telemarketing.
Cosa comporta l’iscrizione nel registro:
- opposizione al telemarketing (invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, comunicazione commerciale, compimento di ricerche di mercato);
- annullamento dei consensi al telemarketing rilasciati in precedenza per il trattamento delle numerazioni tramite chiamata telefonica (con o senza l’intervento di un operatore umano);
- divieto di comunicazione a terzi, trasferimento e diffusione di dati personali degli iscritti al Registro pubblico delle opposizioni, da parte del titolare del trattamento per lo svolgimento di telemarketing non riferibile alle attività, ai prodotti o ai servizi offerti dal titolare medesimo.
E’ possibile iscrivere uno o più numeri di telefono attraverso tre modalità:
- telefono (numero verde 800 957 766 in caso di utenze fisse, o il numero 06 42986411 in caso di cellulari),
- web /https://registrodelleopposizioni.it)
- e-mail ([email protected])

Che cos'è? Il RPO è un servizio pubblico gratuito per il cittadino che intende opporsi all’utilizzo del proprio numero telefonico, fisso o cellulare, e dell'indirizzo postale presente negli elenchi pubblici per finalità pubblicitarie e ricerche di mercato. Il servizio si rivolge anche all'opera...

La videosorveglianza in aziendaBy Mauro MorelliIl datore di lavoro può installare delle telecamere di sorveglianza all’i...
02/08/2022

La videosorveglianza in azienda
By Mauro Morelli
Il datore di lavoro può installare delle telecamere di sorveglianza all’interno dell’azienda ma con determinati limiti imposti dal nostro ordinamento e dal Regolamento europeo sulla tutela della privacy.
Per istallare sistemi di videosorveglianza in azienda occorrono motivi specifici e determinate autorizzazioni. Ci sono quindi regole specifiche da rispettare. Vediamo quindi quali sono.
Stando a quanto previsto dalle attuali leggi in vigore, i datori di lavoro non possono arbitrariamente decidere di installare sistemi di videosorveglianza in azienda per controllare i dipendenti perché si rischia di incorrere nel reato di violazione della privacy. I casi specifici in cui è permessa la videosorveglianza sul posto di lavoro in azienda sono quelli in cui è necessario il controllo nell’azienda stessa per motivi di sicurezza di chi vi lavora all’interno. Secondo la legge, la videosorveglianza in azienda è permessa solo ed esclusivamente per i seguenti motivi, sicurezza del lavoro, esigenze organizzative e produttive, tutela del patrimonio aziendale. Installare sistemi di videosorveglianza in azienda per altri motivi rispetto a quelli appena elencati o per controllare i dipendenti a lavoro è assolutamente vietato dalla legge e lì dove la stessa ne permette l’installazione è bene sapere che è necessario avere l’autorizzazione.
La legge prevede che per l’installazione di sistemi di videosorveglianza in azienda si abbiano apposite autorizzazioni. Secondo quanto disposto dalle leggi in vigore, l’autorizzazione alla videosorveglianza in azienda può essere di tipo sindacale derivante da un accordo con le Rappresentanze Sindacali Aziendali oppure di tipo amministrativo, attraverso una specifica domanda dell’Ispettorato nazionale del lavoro territorialmente competente. Chi viola le norme in materia di videosorveglianza in azienda rischia di incorrere in pesanti sanzioni, che vanno da 154 euro a 1.549 euro e possono prevede anche a l’arresto da 15 giorni a 1 anno e, nei casi più gravi, possono essere applicate insieme le sanzioni appena riportate. Per avere maggiori informazioni scrivi a [email protected]

Sicurezza informatica: il 25 luglio un webinar gratuito in diretta streaming:Sarà possibile fruire dell'evento a partire...
11/07/2018

Sicurezza informatica: il 25 luglio un webinar gratuito in diretta streaming:
Sarà possibile fruire dell'evento a partire dalle ore 17,00 fino alle 17.30 del 25 luglio 2018 in modalità innovativa.

05/06/2018

CORSO DI FORMAZIONE PRIVACY La Legge Privacy "Codice Privacy", impone al Titolare del Trattamento di pianificare interventi di formazione privacy

LA FORMAZIONE PRIVACY DI TUTTI I DIPENDENTI E' UN OBBLIGO DI LEGGE!!La Legge Privacy (Codice Privacy), impone al Titolar...
05/06/2018

LA FORMAZIONE PRIVACY DI TUTTI I DIPENDENTI E' UN OBBLIGO DI LEGGE!!

La Legge Privacy (Codice Privacy), impone al Titolare del Trattamento di pianificare interventi di formazione privacy periodici per tutti i dipendenti e collaboratori, che nell'ambito delle proprie mansioni lavorative vengono a conoscenza o possono trattare dati personali.

Per contatti e info 06.9417701 oppure 339.1743129.

04/04/2018

Trasporto locale: sì a registrazione immagini in caso di sinistri
Via libera del Garante all'installazione di un dispositivo sui mezzi di trasporto di Genova

04/04/2018

Privacy e Lavoro: vietato il controllo massivo e la conservazione illimitata delle email
Attraverso l'accesso ai contenuti delle email ricostruito lo scambio di comunicazioni, anche private, tra i lavoratori

04/04/2018

Customer care, no al software di Sky che controlla gli operatori
Il sistema non può essere considerato "strumento di lavoro"

04/04/2018

Garante privacy, 840 mila euro di sanzione a Telecom per telefonate promozionali senza consenso

Il Garante per la privacy ha ordinato a Telecom Italia il pagamento di una sanzione amministrativa di 840.000 euro per aver effettuato telefonate promozionali senza consenso nei confronti di tutti gli ex clienti che non avevano dato l'autorizzazione a ricevere chiamate commerciali o l'avevano revocata.

22/03/2018

ADEGUAMENTO NORMATIVA PRIVACY!!
Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 75 – 21 Marzo 2018

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, mercoledì 21 marzo 2018, alle ore 15.19 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi.

CODICE DELLA PRIVACY

Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati) (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione dell’art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163), introduce disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

A far data dal 25 maggio 2018, data in cui le disposizioni di diritto europeo acquisteranno efficacia, il vigente Codice in materia di protezione dei dai personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sarà abrogato e la nuova disciplina in materia sarà rappresentata principalmente dalle disposizioni del suddetto Regolamento immediatamente applicabili e da quelle recate dallo schema di decreto volte ad armonizzare l’ordinamento interno al nuovo quadro normativo dell’Unione Europea in tema di tutela della privacy.

21/03/2018

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Indirizzo

Rome
00133

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

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