28/01/2022
Siamo tutti, soltanto, il risultato di gradienti di variabilità genetica. Le razze non esistono, esiste solo bellezza di un diverso dettaglio fra un appartenente e l'altro della specie umana. Siamo tutti cresciuti in un certo ambiente, abbiamo tutti una certa storia. Tutto questo ci rende le persone che siamo. Diversi, diversi uno dall'altro. La nostra riflessione di oggi va alle maschere dietro alle mascherine. Stiamo combattendo una guerra che ci copre il viso con armature da guerrieri di battaglie visibili al microscopio. Mentre succede questo, mentre tutti i volti sembrano insespressivi e tutti uguali, sale la necessità e la paura del politically correct. Ogni nuovo film, ogni spot comporta una analisi pubblica da parte di chi, in qualche modo, non si sente rappresentato adeguatamente oppure si sente stereotipato. Il risultato è una narrazione del tutto globalizzata, appiattita perchè colma di compromessi maldestri che stanno depauperandoci proprio della nostra diversità, laddove per mettere tutti, non valorizza nessuno e taglia fuori per forza sempre qualche etnia, o qualche orientamento, o qualche credo. Tutto ciò che vediamo cerca di rappresentare tutti, oppure non rappresenta fino in fondo nessuno, perchè non dà il giusto spazio ai suoi protagonisti? Fino a quale limite possiamo e dobbiamo spingerci per riuscire a trasmettere messaggi di valore e, fondamentalmente, in grado di attuare reali cambiamenti culturali positivi?
Ecco quindi, la vera domanda: siamo in grado di superare le ipocrisie degli schermi e di accettare che siamo TUTTI DIVERSI, ma tutti CON GLI STESSI DIRITTI e di agire davvero, nel concreto, per garantirli a tutti?