10/02/2026
Dichiarazione REDDITI 2025 omessa: perché conviene presentarla anche dopo il 29 gennaio 2026
Anche dopo la scadenza del 29 gennaio 2026, termine ultimo per il ravvedimento operoso, la presentazione del modello REDDITI 2025 (anno d’imposta 2024) può risultare ancora conveniente per il contribuente.
In caso di omessa dichiarazione, la sanzione ordinaria è pari al 120% delle imposte dovute. Tuttavia, se la dichiarazione viene presentata oltre i 90 giorni, prima dell’avvio di controlli fiscali e entro i termini di accertamento, la sanzione si riduce al 75%.
Vi è inoltre un aspetto di rilievo sul piano penale: se la dichiarazione omessa viene trasmessa entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo, con il pagamento integrale di imposte, interessi e sanzioni e in assenza di controlli, non si applica la punibilità penale per il reato di omessa dichiarazione, anche in presenza di importi superiori alla soglia di rilevanza penale.
In sintesi:
• dopo il 29 gennaio 2026 il ravvedimento non è più possibile;
• resta però possibile ridurre la sanzione dal 120% al 75%;
• è possibile evitare conseguenze penali presentando la dichiarazione entro i termini successivi e regolarizzando i versamenti;
• il principio vale, con alcune specificità, anche per IVA e sostituti d’imposta, tenendo conto delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026.
👉 Un tema che merita particolare attenzione in sede di consulenza, perché una scelta tempestiva può ridurre in modo significativo il rischio sanzionatorio e penale.