08/06/2016
Qualificazione, con il nuovo codice «salta» un'impresa su cinque
Il periodo di riferimento per i lavori scende da dieci a cinque anni: attestazioni al ribasso per il 50% dei costruttori. Uno su tre conferma i requisiti
Un'impresa su cinque rischia di uscire dal mercato. Mentre un'impresa su due potrebbe essere costretta a limitare il suo raggio d'azione, partecipando a meno gare o di importo minore.
Il nuovo codice appalti, nella parte che riguarda le attestazioni, pone tutti i presupposti per un vero massacro delle imprese piccole e medie: per effetto della regola che impone di guardare agli ultimi cinque anni di fatturato per sottoscrivere il contratto Soa, molti operatori saranno costretti a ridimensionarsi.
L'analisi del casellario Anac dà una dimensione preoccupante a questa valanga in arrivo: su 29mila imprese attestate, sono circa 14.500 quelle che in futuro rischiano il taglio di una categoria o di una classifica e sono quasi 5.500 quelle che, loro malgrado, potrebbero doversi limitare alle gare sotto i 150mila euro, che non prevedono attestazione Soa.
Il primo tassello di questo caos è stato piantato nell'ultimo milleproroghe (decreto n. 210/2015). Qui è stata rinviata fino al prossimo 31 luglio una previsione già in vigore da anni che, modificando l'articolo 253 del vecchio codice appalti, stabilisce che «per la dimostrazione del requisito della cifra di affari realizzata con lavori svolti mediante attività diretta ed indiretta, del requisito dell'adeguata dotazione di attrezzature tecniche e del requisito dell'adeguato organico medio annuo» in fase di sottoscrizione del contratto con la Soa per la qualificazione si guarda al decennio antecedente la firma. Questo assetto serviva, nella sostanza, a favorire le imprese in un periodo di crisi. Con l'entrata in vigore del nuovo codice appalti, dal 19 aprile scorso, il regime di favore è stato cancellato all'improvviso.
L'effetto di questo taglio è che si torna immediatamente alla regola generale fissata dall'articolo 83 del Dpr n. 207/2010. Qui si stabilisce che la cifra di affari in lavori per la sottoscrizione dell'attestazione Soa va dimostrata guardando al quinquennio antecedente la data di firma del contratto con la società di attestazione. Quindi, il mercato torna di colpo a un sistema pensato per una fase di crescita dell'economia e dei contratti pubblici. Il problema era noto da tempo ed era stato segnalato a più riprese in fase di scrittura del codice.
All'orizzonte, infatti, ci sono difficoltà anche per le imprese che hanno un direttore tecnico che svolga il suo ruolo in deroga rispetto alla regola generale che prevede un titolo di studio. E c'è anche la questione dei consorzi stabili: con la morte del vecchio codice, questi consorzi non sono più regolati da alcuna disciplina di qualificazione. Questo porterà incertezze soprattutto a chi si è già attestato e deve procedere a verifiche triennali o rinnovi delle attestazioni in corso.
Fonte
Edilizia e Territorio
Giuseppe Latour e Mauro Salerno