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Tecnica,

16/11/2025
04/10/2025

Mentre il nostro cemento si sgretola, quello romano si auto-ripara.

Succedeva nei Campi Flegrei, vicino all'antica Pozzuoli. Le comunità locali raccoglievano cenere vulcanica finissima dalla terra che fumava ancora.

Quella polvere grigia, mescolata con calce e acqua, non sembrava nulla di speciale. Eppure nascondeva un segreto chimico che avrebbe sfidato i millenni.

Quando il composto toccava l'acqua salata dei porti, accadeva la magia. La reazione tra pozzolana e mare creava cristalli microscopici che sigillavano ogni crepa, trasformando il danno in rinforzo.

Gli antichi romani del I secolo avanti Cristo non conoscevano la chimica moderna. Ma avevano capito che quella cenere di Puteoli era diversa da tutte le altre, osservando come le loro costruzioni diventassero più forti con il tempo.

L'opus caementicium prendeva forma nei cantieri di Ostia, Pozzuoli, Baia.

I moli che costruirono sono ancora lì, dopo duemila anni di mareggiata. Il Pantheon a Roma resiste da quasi due millenni senza armature di ferro, solo con quella miscela antica.

Oggi i ricercatori del MIT hanno scoperto il trucco. Piccoli frammenti di calce nella pozzolana funzionano come micro-fabbriche: quando appaiono le crepe, si attivano e riparano il danno in due settimane.

Il nostro cemento armato moderno, invece, si corrode in pochi decenni a contatto con l'acqua salata. Quello che doveva essere progresso si rivela un passo indietro.

Forse la vera innovazione non è sempre nel futuro. A volte è sepolta sotto strati di storia, in attesa che qualcuno la riporti alla luce con occhi nuovi.

La saggezza degli antichi costruttori parla ancora oggi dalle pietre dei loro porti.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 La pozzolana dei Campi Flegrei si auto-ripara quando incontra l'acqua salata
👉 I moli romani durano 2000+ anni, il cemento moderno si degrada in decenni
👉 Il MIT ha scoperto che i "clasti di calce" fungono da catalizzatori per l'auto-riparazione
👉 L'opus caementicium romano diventa più forte con il tempo invece di indebolirsi

17/08/2025
09/08/2025

Ancora una volta, Mario Tozzi, geologo e personaggio televisivo, ha attaccato la realizzazione del Ponte sullo Stretto, sostenendo che sarebbe “inadatto” in una zona sismica e che non sarebbero state studiate tutte le faglie attive dell’area.

Si tratta di affermazioni infondate, prive di riscontro nei dati tecnici, scientifici e nelle attività di progettazione svolte. Purtroppo, le sue dichiarazioni trovano diffusione grazie alla sua visibilità come influencer, pur non esercitando Tozzi da anni la professione tecnica, non avendo alcun ruolo nel progetto, e non disponendo della documentazione su cui si basa il lavoro di centinaia di esperti di massimo livello internazionale.

Le sue dichiarazioni, come già accaduto per altri temi, sono ideologiche, non scientifiche, e sono già state smentite da accademici, tecnici e ricercatori.

Il Ponte sullo Stretto è al contrario una delle opere ingegneristiche più approfondite, verificate e sicure mai concepite a livello mondiale, con un livello di studio sismico e geologico mai raggiunto da nessun’altra infrastruttura sospesa nel mondo.

Tutte le faglie attive, capaci e potenzialmente sismogenetiche presenti nello Stretto di Messina sono state oggetto di analisi dettagliata. Non esiste alcuna faglia significativa nell’area che non sia stata:
• individuata e mappata con strumenti ad alta risoluzione (sismica attiva/passiva, rilievi geologici, interferometria satellitare);
• monitorata in continuo con reti geofisiche (GNSS, sismometri, inclinometri);
• analizzata in profondità fino a milioni di anni con tecniche di paleosismologia, stratigrafia, datazioni radiometriche (C14, OSL), geocronologia e tettonica attiva.

Il livello di dettaglio raggiunto è superiore a qualsiasi altro studio simile mai condotto in Europa per un’infrastruttura strategica.

Chi afferma che “non tutte le faglie siano state studiate” o mente, o non conosce il progetto, o non è tecnicamente in grado di comprenderlo.

Le attività condotte superano ogni normativa esistente:
• Analisi del pericolo sismico site-specific, basata su modelli regionali, deterministici, probabilistici e multiparametrici.
• Modellazione della risposta sismica locale, con caratterizzazione stratigrafica fino al substrato roccioso.
• Analisi dinamica non lineare di tutta la struttura, con time history reali e sintetiche, e simulazioni di eventi rari con PGA fino a 1,5g.
• Valutazione della risposta strutturale per diversi stati limite, compresi casi eccezionali (SLV, SLC, SLO).
• Verifiche multiple di interazione terreno-struttura, anche con presenza di liquefazione e cedimenti.
• Simulazioni worst-case con epicentro diretto sotto le torri.
• Confronti con spettri di eventi sismici reali (L’Aquila, Amatrice, Tōhoku, Northridge, Izmit, Valdivia, ecc.).

Nessun ponte in Giappone, negli Stati Uniti, in Cina o in Turchia è mai stato oggetto di una tale quantità e qualità di analisi, validazioni e confronti internazionali.

La progettazione ha coinvolto:
• I migliori esperti italiani di ingegneria sismica, strutturale e geotecnica, accademici e professionisti;
• Specialisti giapponesi provenienti dai team che hanno progettato il ponte di Akashi Kaikyō, esposto a magnitudo 8;
• Ingegneri danesi con esperienza in ponti a lunga luce e dinamica aerostrutturale (Storebælt, Øresund);
• Americani esperti in hazard assessment, modellazione sismica e rischio infrastrutturale.

Anche INGV ha contribuito, come dimostrato dai contatti pubblicati da Eurolink.

Il livello medio di competenza di questi progettisti è, oggettivamente e verificabilmente, milioni di volte superiore a quello vantato da Mario Tozzi, il quale, pur avendo una laurea in geologia, non esercita attività tecnico-professionale, non ha pubblicazioni scientifiche peer-reviewed in materia e non ha mai partecipato a progetti di grandi opere.

Grazie alla luce centrale di oltre 3 km, il Ponte ha:
• un periodo proprio di oscillazione molto lungo: 30 secondi per l’impalcato, 3 per le torri;
• una dinamica completamente desintonizzata rispetto alle onde sismiche, la cui energia si concentra sotto i 2 secondi.

Risultato:
• assenza di risonanza,
• risposta globale regolare,
• massima dissipazione senza amplificazione delle forze.

Il ponte ha solo due appoggi principali, evitando tutte le vulnerabilità proprie dei viadotti pluripilone:
• meno elementi soggetti a collasso locale;
• nessun effetto domino;
• risposta sismica più controllabile e prevedibile.

Parametri di progetto e comportamento sismico
• PGA di progetto: 0,58g (contro 0,42g previsti da NTC 2018).
• Accelerazioni spettrali massime: fino a 1,5g, ma fuori dai periodi significativi per la struttura.
• Accelerazione effettiva:
• 0,4g sulle torri,
• 0,002g sull’impalcato.

Anche in caso di evento con periodo di ritorno 2000 anni, la struttura rimane in campo elastico.

• Gli studi richiesti dalla Commissione VIA sono stati tutti eseguiti e approvati.
• Le analisi sono state validate da modelli accademici di terze parti.
• Il rapporto redatto dall’Università Federico II nel settembre 2024, nell’ambito della L. 58/2023, conferma che:
• lo spettro adottato è fortemente cautelativo;
• il valore di PGA è superiore a qualsiasi scenario scientificamente realistico.

Il Ponte sullo Stretto di Messina è, a oggi, la struttura sospesa più sicura mai progettata al mondo in area sismica. Grazie a:
• uno studio geologico e sismico completo e dettagliato;
• l’impiego di modelli numerici e simulazioni oltre ogni obbligo normativo;
• il coinvolgimento dei massimi esperti mondiali;
• l’adozione di una tipologia strutturale intrinsecamente sismoresistente,

l’opera è progettata per resistere non solo al terremoto massimo credibile nello Stretto, ma a qualsiasi sisma realistico concepibile in qualsiasi parte del mondo.

Le affermazioni di Mario Tozzi, del tutto estranee al contesto scientifico e tecnico reale risultano fuorvianti per l’opinione pubblica, diffondendo disinformazione su una delle opere infrastrutturali più sicure e controllate.

Purtroppo, negli ultimi giorni l’opera è stata attaccata da più fronti con argomentazioni che sono uno schiaffo alla scienza. E tutto questo non si fermerà. Faranno di tutto per mantenere i siciliani schiavi di traghetti e aerei e impedire l’avvio dei lavori, mettendo la popolazione contro l’opera per mezzo di menzogne. Nel nostro piccolo faremo quello che possiamo, ma non sarà facile. Perché nella battaglia tra scienza e stregoneria, purtroppo, la stregoneria parte molto avvantaggiata.

01/08/2025
23/07/2025

Indirizzo

Via Olindo Malagodi, 5
Rome
00157

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