Vitenova

Vitenova Vitenova è la società di consulenza alle aziende vitivinicole in campo agronomico che assicura la mas

Vitenova opera dal 2008 allo scopo di sviluppare soluzioni taylor made, su misura, per la singola azienda frutto di una ricerca scrupolosa. Analisi sul campo e presso laboratori specializzati portano all’individuazione della strategia migliore per assicurare la massima qualità della produzione. Le aziende vitivinicole che si rivolgono a Vitenova hanno compreso la necessità di salvaguardare e valor

izzare il proprio patrimonio in funzione della produzione presente e futura e desiderano ottenere i più alti risultati di produzione in termini di qualità. Vitenova, grazie alle collaborazioni attivate con i principali laboratori ed enti di ricerca di riferimento in Italia e all’estero – Università di Udine, Fondazione Edmund Mach, Megalab - svolge le analisi agronomiche dei terreni con precisione e determinazione dei dati fondamentali. Le informazioni che si ricavano dall’attività analitica, vengono poi utilizzate per sviluppare azioni che portano ai massimi livelli la produzione, conseguendo performance ottimali. Tali risultati sono il frutto di un percorso che mira ad individuare le precise caratteristiche dei terreni, delle piante, dell’ecosistema, in una parola del terroir dell’azienda, per metterle in rete e raggiungere la situazione di equilibrio. Quando ogni elemento di un ecosistema è in equilibrio, anche se dinamico per sua natura, si ottiene uno stato di armonia, che incide sul benessere della pianta e quindi sulla sua qualità di produzione.

Tra le specie di inizio primavera, nei vigneti mediterranei, è facile incontrare il giacinto romano (Bellevalia romana (...
08/05/2026

Tra le specie di inizio primavera, nei vigneti mediterranei, è facile incontrare il giacinto romano (Bellevalia romana (L.) Sweet). Si tratta di una pianta dotata di un bulbo sotterraneo non molto grande che arriva ad avere un diametro di 3 cm. Grazie alla sua infiorescenza, lunga fino a 10 cm, la si può riconoscere per i numerosi fiori di colore bianco sporco. 

È una specie che sopporta le lavorazioni superficiali del suolo che aiutano anche a diffondere la pianta rompendo e diffondendo i bulbi. La sua presenza ci indica quindi suoli a medio impasto con pH leggermente basici abbastanza profondi e con poco scheletro.

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Among the early spring species found in Mediterranean vineyards, the Roman hyacinth (Bellevalia romana (L.) Sweet) is a common sight. It is a plant with a relatively small underground bulb that can reach a diameter of 3 cm. Thanks to its inflorescence, which can grow up to 10 cm long, it is recognizable by its numerous off-white flowers.
It is a species that tolerates shallow soil tillage, which also helps the plant spread by breaking up and dispersing the bulbs. Its presence therefore indicates medium-textured soils with a slightly alkaline pH, fairly deep, and with little skeletal material.

L’Agrobacterium, oggi classificato come Allorhizobium vitis, è uno dei principali patogeni che può colpire le barbatelle...
01/05/2026

L’Agrobacterium, oggi classificato come Allorhizobium vitis, è uno dei principali patogeni che può colpire le barbatelle della vite provocando il tumore batterico. Può sopravvivere nel suolo, nei residui vegetali infetti e nei tessuti legnosi delle piante ospiti.
L’infezione avviene attraverso ferite causate da tagli di potatura, lesioni da innesto, gelo o danni da operazioni meccaniche. Una volta entrato nella pianta, il batterio trasferisce parte del proprio DNA alle cellule vegetali, inducendo la formazione di galle tumorali soprattutto al colletto o al punto di innesto. Queste alterazioni compromettono la crescita della pianta, in alcuni casi riducendone la vigoria o causando il deperimento precoce delle barbatelle.
L’impiego di materiale vivaistico certificato, un attento monitoraggio fitosanitario e una corretta gestione agronomica rappresentano strategie preventive fondamentali per limitarne la diffusione e garantire longevità e produttività dei vigneti.

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Agrobacterium, now classified as Allorhizobium vitis, is one of the main pathogens that can infect vine cuttings, causing bacterial canker. It can survive in the soil, in infected plant debris and in the woody tissues of host plants.
Infection occurs through wounds caused by pruning cuts, grafting injuries, frost or damage from mechanical operations. Once inside the plant, the bacterium transfers part of its DNA to the plant cells, inducing the formation of tumour galls, particularly at the collar or grafting point. These alterations compromise the plant’s growth, in some cases reducing its vigour or causing the early decline of the vine shoots.
The use of certified planting stock, careful phytosanitary monitoring and proper agronomic management are fundamental preventive strategies to limit its spread and ensure the longevity and productivity of vineyards.

23/04/2026

I piccoli e antichi vigneti nascosti, dove non passano mezzi meccanici, si possono trasformare in ambienti di conservazione di specie preziose. È il caso di questa orchidea, serapide brunastra (Serapide neglecta De Not.), specie endemica che vive esclusivamente nelle regioni che si affacciano sul mar Tirreno a partire dal sud della Francia fino alla Toscana.
Ha uno spazio (areale) molto ristretto in cui vivere e questo la rende preziosa e protetta a livello mondiale.

A differenza di molti fiori che attirano gli insetti con nettare, con colori o con profumi che promettono accoppiamenti, la Serapias offre un servizio di ospitalità. La sua forma a "lingua" o "elmo" crea un piccolo tubo protetto e caldo. Piccole api solitarie entrano nel fiore per ripararsi dalla pioggia o per passare la notte.
L'ape dorme comoda e asciutta, ma uscendo si ritrova involontariamente appiccicati addosso i pollini (sacchetti di polline), che trasporterà al prossimo "hotel".

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Small, ancient, hidden vineyards, where mechanical vehicles rarely pass through, can become habitats for the conservation of precious species. This is the case with this orchid, the brownish serapis (Serapis neglecta De Not.), an endemic species found exclusively in the regions bordering the Tyrrhenian Sea, stretching from the south of France to Tuscany.
It has a very limited range in which to live, making it precious and protected worldwide.

Unlike many flowers that attract insects with nectar, colours or scents promising mating, the Serapias offers a service of hospitality. Its ‘tongue’- or ‘helmet’-shaped form creates a small, protected and warm tube. Small solitary bees enter the flower to shelter from the rain or to spend the night.
The bee sleeps comfortably and dry, but upon leaving, it unwittingly finds pollen (pollen sacs) stuck to its body, which it will carry to the next ‘hotel’.

La scorsa settimana abbiamo parlato della correlazione positiva tra precipitazioni tardo primaverili e incidenza del mal...
16/04/2026

La scorsa settimana abbiamo parlato della correlazione positiva tra precipitazioni tardo primaverili e incidenza del mal dell'esca in vigneto.
Oggi analizziamo un esempio pratico. Nel grafico abbiamo riportato la distribuzione della piovosità (asse orizzontale) e delle temperature medie (asse verticale) di maggio e giugno dal 2010 registrate nella stazione di Capriva del Friuli (Collio, Gorizia. Dati ARPA FVG), rappresentazione che ci aiuta a distinguere le stagioni fresche e piovose da quelle calde e secche. 
Prendiamo come esempio due stagioni molto diverse tra loro: nel 2022, annata calda e secca, la percentuale media regionale di viti sintomatiche è risultata del 2% circa (la più bassa degli ultimi dieci anni), mentre nel 2024 (la seconda più piovosa dal 2010) la percentuale ha superato il 6%.

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Last week we discussed the positive correlation between late spring rainfall and the incidence of grapevine downy mildew in vineyards.
Today we are analysing a practical example. The graph shows the distribution of rainfall (horizontal axis) and average temperatures (vertical axis) for May and June since 2010 recorded at the Capriva del Friuli station (Collio, Gorizia. Data from ARPA FVG), a representation that helps us distinguish cool, wet seasons from hot, dry ones.
Let us take as an example two very different seasons: in 2022, a hot and dry year, the average regional percentage of vines showing symptoms was around 2% (the lowest in the last ten years), whilst in 2024 (the second wettest since 2010) the percentage exceeded 6%.

13/04/2026

Anche quest’anno eravamo a VinNatur con il nostro stand, dove abbiamo potuto parlare e confrontarci con molte persone, presentando le nostre attività di consulenza agronomica.

Stamattina inoltre Giulia e Giacomo hanno incontrato alunni e professori dell’istituto agrario di Lonigo (VI), parlando di fertilità del suolo, biodiversità e di artropodi. L'attività di divulgazione è importante per sensibilizzare anche i giovani a tematiche centrali dell'agronomia e dell'entomologia, nonché al tema centrale della biodiversità.

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Once again this year, we had a stand at VinNatur, where we were able to chat and exchange ideas with many people, presenting our agronomic consultancy services.

This morning, Giulia and Giacomo also met with pupils and teachers from the agricultural college in Lonigo (VI), discussing soil fertility, biodiversity and arthropods. Such outreach work is important for raising awareness among young people of key issues in agronomy and entomology.

Il monitoraggio dei sintomi in campo mette in evidenza l'esistenza di una chiara correlazione positiva tra la capacità d...
10/04/2026

Il monitoraggio dei sintomi in campo mette in evidenza l'esistenza di una chiara correlazione positiva tra la capacità di ritenzione idrica del suolo (CRI), il regime pluviometrico e l’incidenza del mal dell'esca. Questi risultati sono supportati da numerose ricerche scientifiche. 

In particolare, i vigneti caratterizzati da CRI elevata (caratterizzati da tessitura fine, elevata profondità utile e bassa percentuale di elementi grossolani) presentano livelli più alti di sintomi fogliari e apoplessia, anche all’interno di regioni con condizioni climatiche simili. 

In parallelo, le precipitazioni tardo primaverili, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, risultano i fattori climatici maggiormente associati all’espressione della malattia. 

Anni con piogge abbondanti e frequenti in questo periodo risultano caratterizzati da un’incidenza di esca significativamente più elevata.

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Monitoring of symptoms in the field highlights the existence of a clear positive correlation between soil water-holding capacity, rainfall patterns and the incidence of grapevine Esca. These findings are supported by numerous scientific studies.

In particular, vineyards characterised by high SWR (characterised by fine texture, high effective depth and a low percentage of coarse particles) exhibit higher levels of leaf symptoms and apoplexy, even within regions with similar climatic conditions.

At the same time, late spring rainfall, particularly in May and June, is the climatic factor most strongly associated with the manifestation of the disease.

Years with heavy and frequent rainfall during this period are characterised by a significantly higher incidence of Esca.

La vite non segue l’orologio, segue il clima. La fenologia è il racconto del tempo nel vigneto: descrive le fasi di svil...
03/04/2026

La vite non segue l’orologio, segue il clima. La fenologia è il racconto del tempo nel vigneto: descrive le fasi di sviluppo della vite e il modo in cui la pianta risponde alle condizioni ambientali. L’annata in corso lo dimostra chiaramente: in molti areali del nostro territorio le fasi vegetative sono in anticipo. Inverni miti e primavere più calde hanno accelerato il risveglio della vite, anticipando il suo ciclo naturale.
Ma correre non sempre è un vantaggio. L'abbassamento termico di questi giorni rallenta lo sviluppo. I germogli, più esposti e delicati, possono essere colpiti da gelate, con conseguenze sulla produzione e sull’equilibrio della pianta.

Osservare la fenologia in campo significa leggere i segnali della vite, interpretare l’annata e prendere decisioni consapevoli per valorizzare al meglio ogni vendemmia.



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The vine does not follow the clock; it follows the climate. Phenology is the story
of time in the vineyard: it describes the stages of the vine’s development and the
way in which the plant responds to environmental conditions. The current
vintage clearly demonstrates this: in many areas of our region, the
vegetative stages are ahead of schedule. Mild winters and warmer springs
have accelerated the vine’s awakening, bringing forward its natural cycle.
But growth isn’t always a good thing. The recent drop in temperature will slow down development. The shoots, which are more exposed and delicate, may be affected by late frosts, with consequences for the plant’s yield and overall health.

Observing phenology in the vineyard means reading the vine’s signals,  interpreting the vintage and making informed decisions to get the very best out of every harvest.

Oggi siamo ospiti di Proprietà Sperino della famiglia De Marchi. I vigneti e i vini di Lessona rappresentano una parte i...
24/03/2026

Oggi siamo ospiti di Proprietà Sperino della famiglia De Marchi.
I vigneti e i vini di Lessona rappresentano una parte importante della storia del vino italiano. Dopo il grande sviluppo dell'800 del Nord Piemonte (oltre 40000 Ha vitati) e la successiva decadenza nel 900, la resilienza della famiglia Sella e la lungimiranza della famiglia De Marchi hanno ricollocato Lessona nel Gotha dei grandi vini italiani.
Siamo nella nuova cantina di Proprietà Sperino, in centro a Lessona, e gli storici vigneti.

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Today we are guests at Proprietà Sperino, owned by the De Marchi family.
The vineyards and wines of Lessona form an important part of the history of Italian wine. Following the great expansion of northern Piedmont in the 19th century (over 40,000 hectares under vine) and the subsequent decline in the 20th century, the resilience of the Sella family and the foresight of the De Marchi family have restored Lessona to the elite of great Italian wines.
We visited the new Proprietà Sperino winery, in the centre of Lessona, and the historic vineyards.

Quest'anno faremo conoscere alle aziende con cui collaboriamo una parte del Nord Piemonte: Carema e Lessona. Oggi alle G...
23/03/2026

Quest'anno faremo conoscere alle aziende con cui collaboriamo una parte del Nord Piemonte: Carema e Lessona. Oggi alle Giornate Vitenova siamo in un luogo molto suggestivo, sia dal punto di vista paesaggistico, che dei vigneti, che del vino che qui si produce.

Il Nebbiolo, il cui biotipo è qui chiamato Picotendro o Picotener, matura su vigneti eroici, aggrappati alle montagne e alla roccia, dove il lavoro dell'essere umano resta centrale e la meccanizzazione si limita ai motocarri a 3 ruote o a cingolati portati a mano.

Nel bicchiere i vini di Carema possono raggiungere risultati sorprendenti. La diversità del Nebbiolo qui può diventare un valore unico.


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This year, we will be introducing the wineries we work with to a part of Northern Piedmont: Carema and Lessona. Today, at the Giornate Vitenova, we find ourselves in a truly picturesque setting, both in terms of the landscape and the vineyards, as well as the wine produced here.

Nebbiolo, whose biotype is known here as Picotendro or Picotener, ripens in heroic vineyards clinging to the mountains and rocks, where human labour remains central and mechanisation is limited to three-wheeled motorised carts or hand-pushed tracked vehicles.

In the glass, Carema’s wines can achieve surprising results. The diversity of Nebbiolo here can become a unique asset.

Negli ultimi anni si sta osservando in molti vigneti italiani una crescente pressione di fitofagi dannosi, in particolar...
20/03/2026

Negli ultimi anni si sta osservando in molti vigneti italiani una crescente pressione di fitofagi dannosi, in particolare cocciniglie e alcune specie già ben note di cicaline (es. Empoasca vitis, Jacobiasca lybica). Un fenomeno multifattoriale, strettamente legato a cambiamenti ambientali e gestionali.
🌡️ Cambiamento climatico
Inverni più miti e stagioni vegetative prolungate favoriscono maggiore sopravvivenza invernale, aumento del numero di generazioni e anticipo delle infestazioni. Le estati calde e secche riducono inoltre l’efficacia dei fattori naturali di regolazione delle popolazioni.
🌾 Semplificazione dell’agroecosistema
La riduzione della complessità biologica (monocoltura, inerbimenti poveri o assenti, rimozione di siepi e aree rifugio) ha impoverito la biodiversità funzionale, diminuendo la resilienza del vigneto e la capacità di contenere naturalmente le popolazioni fitofaghe.
🐞 Squilibri biologici
Strategie di difesa poco selettive, anche a causa della progressiva riduzione delle sostanze attive disponibili, hanno compromesso le popolazioni di antagonisti naturali (imenotteri parassitoidi, coccinellidi, crisopidi, ragni), favorendo squilibri trofici e pullulazioni ricorrenti.
🔎 Approccio integrato necessario
La gestione efficace richiede oggi:
✔ monitoraggi accurati e applicazione di soglie di intervento
✔ valorizzazione della biodiversità funzionale
✔ uso mirato e selettivo dei mezzi di difesa
✔ integrazione tra strategie agronomiche, biologiche e chimiche

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In recent years, many Italian vineyards have seen increasing pressure from harmful pests, particularly scale insects and certain well-known species of leafhoppers (e.g. Empoasca vitis, Jacobiasca lybi). This is a multifactorial phenomenon, closely linked to environmental and management changes.
🌡️ Climate change
Milder winters and prolonged growing seasons favour greater overwintering survival, an increase in the number of generations and earlier infestations. Hot, dry summers also reduce the effectiveness of natural population-regulating factors.
🌾 Simplification of the agroecosystem
🐞 Biological imbalances
🔎 An integrated approach is required

Qual è l'impatto dei sistemi di produzione viticola e delle pratiche agronomiche sulla biodiversità del suolo? Una meta-...
13/03/2026

Qual è l'impatto dei sistemi di produzione viticola e delle pratiche agronomiche sulla biodiversità del suolo?
Una meta-analisi, basata su 104 studi pubblicati tra il 1995 e il 2020, con particolare concentrazione in Europa e Nord America, ha messo in evidenza che il sistema di produzione influenza significativamente la qualità biologica del suolo.
La viticoltura biologica e biodinamica presentano in generale valori più elevati di biomassa microbica, respirazione e attività biologica rispetto alla viticoltura convenzionale, con maggiore presenza di micorrize e minore incidenza di funghi patogeni. Tuttavia, le comunità di lombrichi risultano spesso penalizzate nei sistemi biologici, principalmente a causa di una lavorazione del suolo più intensa.
Tra le pratiche agronomiche, lavorazioni del suolo, suolo n**o e fertilizzazione minerale hanno effetti globalmente negativi sulla biodiversità edafica, mentre coperture vegetali, fertilizzanti organici e apporti di residui di potatura risultano benefici.
Le coperture vegetali interfilari, soprattutto se permanenti, aumentano biomassa e abbondanza microbica e favoriscono micorrize e nematodi, sebbene possano ridurre la diversità fungina in alcuni casi. Il diserbo chimico mostra effetti ecotossicologici marcati su nematodi e funghi micorrizici.
Nel complesso, lo studio identifica la gestione del suolo come leva chiave per una viticoltura sostenibile e orientata all’agroecologia.

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What is the impact of wine production systems and agronomic practices on soil biodiversity? A meta-analysis based on 104 studies published between 1995 and 2020, with a particular focus on Europe and North America, has shown that production systems significantly influence soil biological quality.
Organic and biodynamic viticulture generally have higher values of microbial biomass, respiration and biological activity than conventional viticulture, with a greater presence of mycorrhizae and a lower incidence of pathogenic fungi.
Overall, the study identifies soil management as a key lever for sustainable, agroecology-oriented viticulture.

Indirizzo

Corso Italia, 44
Ronchis
33050

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