Informatica Alexis Romero SRL

Informatica Alexis Romero SRL Assistenza informatica e telecomunicazioni ASSISTENZA E INFORMAZIONE INFORMATICA

05/09/2026
17/08/2026

Windows abbassa di nascosto a 60Hz i monitor ad alto refresh
Windows può riportare automaticamente a 60 Hz un monitor configurato per funzionare a frequenze superiori, senza mostrare un avviso evidente all’utente. Il comportamento emerge dopo operazioni comuni come la reinstallazione dei driver grafici, il passaggio fra schermi differenti o l’attivazione di un profilo energetico. Il risultato è un’immagine meno fluida, nonostante il pannello continui a essere riconosciuto e a funzionare apparentemente senza anomalie.
Uno dei casi più frequenti riguarda la rimozione dei driver GPU, effettuata manualmente oppure tramite strumenti di pulizia come Display Driver Uninstaller e AMD Cleanup Utility. Durante l’operazione il sistema passa a un driver generico, sufficiente per visualizzare il desktop ma normalmente impostato a 60 Hz. Dopo l’installazione del nuovo pacchetto grafico, Windows può conservare tale valore anziché recuperare la frequenza selezionata in precedenza.

Una situazione simile può verificarsi sui sistemi AMD quando Windows Update installa una versione più vecchia o non corretta del driver grafico. Sui notebook, invece, il principale indiziato è spesso il risparmio energetico: utility come ASUS Armoury Crate e MSI Center possono ridurre il refresh rate quando il computer funziona a batteria, dopo un riavvio oppure quando viene attivato un profilo orientato all’autonomia.
La frequenza effettiva resta consultabile nelle impostazioni avanzate dello schermo e dovrebbe essere controllata dopo ogni reinstallazione pulita dei driver, cambio di monitor o modifica dei profili energetici. Non si tratta necessariamente di un guasto del pannello o della scheda video: il sistema continua a generare un segnale valido, ma sceglie il valore conservativo di 60 Hz e non sempre recupera automaticamente quello nativo del monitor.

16/07/2026

Google è in cima alla lista degli account più hackerati
Identifica gli account Google come i più frequentemente bersagliati dagli hacker negli Stati Uniti, con oltre 84.000 ricerche mensili legate agli hack.
Metti in evidenza Facebook, Roblox, Instagram e Microsoft come altre piattaforme principali vulnerabili agli attacchi informatici, con decine di migliaia di ricerche mensili legate agli hack ciascuna.
Raccomando di abilitare l'autenticazione a due fattori (2FA) come misura di sicurezza efficace per proteggere gli account digitali da accessi non autorizzati.

le nostre vite digitali sono più intrecciate che mai, con tutto, dal banking alle socializzazioni, allo shopping e persino al gaming, che si svolge online. Ma man mano che la nostra dipendenza dalle piattaforme digitali cresce, cresce anche il rischio di attacchi informatici. Una recente ricerca di Click Insight, che ha analizzato le tendenze di ricerca tra novembre 2024 e ottobre 2025, ha fatto luce su quali piattaforme online siano più frequentemente prese di mira dagli hacker negli Stati Uniti—e i risultati rivelano alcuni nomi familiari in cima alla lista.

Secondo l'analisi di Click Insight, gli account Google sono i più frequentemente compromessi negli Stati Uniti, con una media sorprendente di oltre 84.000 ricerche legate agli hack ogni mese. È un numero impressionante, e non è difficile capire il perché. Come porta d'accesso a una suite di servizi nativi di Google—pensate a Gmail, Google Drive, YouTube e altri—un singolo account Google compromesso può sbloccare un tesoro di informazioni personali e professionali. Non c'è da stupirsi che gli hacker vedano Google come il sacro graal dei bersagli online.

Al secondo posto di lontano c'è Facebook, il colosso dei social media di proprietà di Meta. Nonostante la sua età, Facebook rimane un bersaglio principale, con 40.058 ricerche mensili legate a hack. La popolarità duratura della piattaforma e il suo vasto archivio di dati personali la rendono un punto attraente per i cybercriminali, che sono costantemente alla ricerca di nuovi modi per violare account e raccogliere informazioni.

Ma non sono solo i titani tecnologici ad essere sotto assedio. Roblox, la piattaforma di gaming online amata da milioni di giovani utenti, si posiziona al terzo posto nella classifica, con 35.675 ricerche legate all'hack ogni mese. La vulnerabilità della piattaforma è particolarmente preoccupante dato che circa il 40 percento degli utenti Roblox ha meno di 13 anni. Questa fascia demografica, spesso meno esperta nella sicurezza online, rappresenta un bersaglio più facile per gli attori minacciosi che cercano di sfruttare pratiche di sicurezza deboli o ingannare gli utenti facendogli rivelare informazioni sensibili.

16/07/2026

2,5 miliardi di utenti Gmail messi in pericolo dopo l'hack al database di Google
abbiamo ricevuto da Google, i dati trapelati e gli attacchi di phishing sono due episodi diversi che dovrebbero essere considerati separatamente. La violazione dei dati ha coinvolto solo "un insieme limitato di informazioni di contatto aziendali di base utilizzate per comunicare con potenziali inserzionisti." Gli attacchi di phishing contro utenti privati sono considerati non correlati. Tuttavia, gli utenti dovrebbero comunque prendere sul serio l'avvertimento riguardo a potenziali attacchi di phishing.

Sono già stati visti primi rapporti di tentativi di attacchi su Reddit, probabilmente collegati alla fuga di dati. Gli utenti descrivono come presunti dipendenti di Google li abbiano contattati telefonicamente per informarli di una violazione della sicurezza nei loro account.

In questi tentativi di truffa, gli attaccanti cercano di prendere il controllo degli account Gmail attivando presunti "reset dell'account" e poi intercettando password per bloccare successivamente i titolari degli account. Un altro metodo di attacco prevede dei "secchi appesanti" (cioè indirizzi di accesso obsoleti) per rubare dati o iniettare malware in Google Cloud.

Entrambi i metodi sono estremamente pericolosi e attualmente minacciano in particolare gli utenti di Gmail e Google Cloud, circa 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo. In teoria, le aziende sono di particolare interesse per gli hacker, ma anche i privati possono essere facilmente prese di mira.

03/07/2026

Windows 11, curioso glitch grafico all'avvio: colpa di Google Chrome?
e segnalazioni arrivano principalmente dai forum e dalle community online, dove gli utenti descrivono un comportamento simile: all’accensione del PC compare una grande finestra bianca che impedisce temporaneamente l’interazione con gli elementi presenti sul desktop. Nella maggior parte dei casi il riquadro scompare autonomamente dopo pochi secondi senza provocare ulteriori malfunzionamenti. Inizialmente qualcuno aveva ipotizzato un collegamento con i driver grafici AMD, ma questa teoria è stata rapidamente smentita dalla varietà delle configurazioni coinvolte. Il problema è stato infatti osservato su sistemi dotati di hardware differenti, inclusi computer basati su processori Intel e componenti di vari produttori.
Alcuni utenti ritengono che la causa potrebbe essere un componente installato insieme a Google Chrome. L’attenzione si è concentrata in particolare sulla cartella GoogleUserPEH e su un’attività pianificata denominata RunPlatformExperienceHelperOnUnlock. Questo processo sarebbe associato a funzioni di supporto del browser e alla gestione delle interazioni tra Chrome e altri componenti software presenti nel sistema.
risolto il problema disattivando manualmente l’attività tramite l’Utilità di pianificazione di Windows. La procedura consiste nell’accedere alla libreria delle attività pianificate, individuare la cartella GoogleUserPEH e disabilitare il processo incriminato. Tuttavia, al momento non esistono conferme ufficiali che attestino un collegamento diretto tra questa attività e la comparsa della finestra bianca.
Anche l’efficacia della soluzione resta da dimostrare. Mentre alcuni utenti dichiarano di non aver più riscontrato il problema dopo la modifica, altri hanno avuto risultati più altalenanti, rendendo difficile stabilire con precisione l’origine dell’anomalia. In assenza di indicazioni ufficiali da parte di Microsoft o Google,

Se vedete una schermata come questa sul vostro Android, non premete “OK”.Chiedete invece tutte le schermate dell’errore ...
23/05/2026

Se vedete una schermata come questa sul vostro Android, non premete “OK”.
Chiedete invece tutte le schermate dell’errore e riavviate il telefono.

Successivamente, svuotate la cache del browser.

Log dei riavvii e spegnimenti di Windows 11: come accederviPremendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando ...
24/04/2026

Log dei riavvii e spegnimenti di Windows 11: come accedervi
Premendo la combinazione di tasti Windows+R quindi digitando eventvwr.msc, si accede al Visualizzatore eventi di Windows. Cliccando su Registri di Windows quindi su Sistema, si può filtrare quanto registrato per andare alla ricerca degli Event ID d’interesse.
C’è però un modo ancora più semplice per procedere: basta premere Windows+X quindi scegliere Terminale o Windows Powershell incollando quindi quanto segue:
Get-WinEvent -FilterHashtable @{ LogName='System' Id=41,1074,6006,6008 } -MaxEvents 20 | Sort-Object TimeCreated | Select-Object TimeCreated, Id, ProviderName, Message | Format-Table -Wrap -AutoSize
Il comando PowerShell estrae gli ultimi 20 Event ID relativi a spegnimenti, riavvii e operazioni correlate. Nella risposta, si potranno leggere riferimenti ai seguenti:
Event ID 1074. Arresto o riavvio intenzionale. L’evento segnala che lo spegnimento o il riavvio è stato richiesto in modo esplicito. Può essere generato da un utente, da un processo di sistema oppure da un aggiornamento di Windows. Include dettagli fondamentali come il processo responsabile, l’account che ha eseguito l’operazione e la motivazione dichiarata. È il punto di riferimento principale per verificare azioni legittime.
Event ID 6006. Arresto corretto. Segnala che il sistema è stato spento in modo regolare, senza errori o interruzioni improvvise. Quando compare dopo un 1074, conferma che l’operazione si è conclusa correttamente.
Event ID 6008. Arresto inatteso. Questo evento indica che il sistema è stato spento in modo anomalo. Le cause più comuni includono interruzioni di corrente, crash del sistema, blocchi hardware o riavvii forzati. Non fornisce la causa precisa, ma rappresenta un segnale di anomalia da approfondire.
Event ID 41 (Kernel-Power). Riavvio senza spegnimento pulito. È uno degli eventi più critici. Indica che il sistema si è riavviato senza passare da una procedura di spegnimento corretta. È spesso associato a problemi hardware (alimentazione, RAM), driver instabili o crash di sistema. Va sempre analizzato in correlazione con altri eventi.
(Get-CimInstance -ClassName Win32_OperatingSystem).LastBootUpTime
Lo stesso dato è recuperabile anche accedendo al Task Manager (finestra Gestione attività) di Windows 11: basta premere la combinazione di tasti CTRL+MAIUSC+ESC quindi cliccare su Prestazioni, CPU. In basso, in corrispondenza di Tempo di attività, si può leggere il numero di giorni, ore, minuti e secondi trascorsi dall’ultimo avvio di Windows 11.

11/04/2026

Attenzione al sito fake di Microsoft: installa malware

Descrizione dell’attacco e consigli
Gli attacchi riguardano principalmente gli utenti francesi (il sito fake è in francese), ma la tecnica utilizzata può essere velocemente adattata per altri paesi. Non è noto quale “esca” sia stata sfruttata per portare le ignare vittime sul sito (probabilmente in seguito ad una ricerca su Google o tramite phishing). Quando si clicca sul pulsante di download viene scaricato un installer MSI da 83 MB (troppo piccolo per essere un aggiornamento di Windows 11, ndr).

L’installer copia sul computer uno script VBScript che lancia un’app Electron, il cui file eseguibile è WindowsUpdate.exe. L’app è una versione ridotta di Chrome con codice JavaScript che nasconde il payload principale, ovvero un infostealer. In questo caso intercetta i token di accesso a Discord e i dettagli di pagamento.

Il malware mantiene la persistenza aggiungendo un link alla cartella di esecuzione automatica e una chiave al registro di Windows, quindi viene eseguito automaticamente ad ogni avvio. Oltre al furto dei dati raccoglie varie informazioni sul computer, come l’indirizzo IP. Tutti i dati sono quindi inviati al servizio Gofile che consente di caricare file in modo gratuito e anonimo.

In caso di infezione devono essere cambiate tutte le password salvate nel browser ed eliminata ogni traccia del malware (manualmente o tramite un antivirus aggiornato). I ricercatori di Malwarebytes consigliano di verificare l’URL dei siti, ma soprattutto ricordano agli utenti che le uniche fonti ufficiali per scaricare gli aggiornamenti di Windows sono Windows Update e Microsoft Update Catalog.

Indirizzo

Via MICHELE BIANCHI
Rossano
87067

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