Saving Bees

Saving Bees Proteggiamo le Api creando un Oasi Apistica: uno spazio dedicato alla loro crescita e prosperità

vi voglio parlare del silenzio... da domani ma poi nei prossimi dialoghi con voi, amici cari vi voglio parlare del silen...
21/09/2026

vi voglio parlare del silenzio... da domani ma poi nei prossimi dialoghi con voi, amici cari vi voglio parlare del silenzio..

Perché ci sono due silenzi completamente diversi

su cui sto tanto riflettendo e ve ne parlerò...

🐝 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐧𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨. 𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚. Con 𝐋𝐈...
17/09/2026

🐝 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐧𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨.
𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.

Con 𝐋𝐈𝐕𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐍𝐈𝐂𝐈𝐀𝐓𝐔𝐑𝐀 𝐒𝐍𝐂 la nostra è iniziata nel 2021.
Ricordo ancora quando abbiamo iniziato a dialogare per la prima volta.

Dietro un'azienda che da oltre trent'anni lavora nel mondo della verniciatura del mobile, ho incontrato soprattutto delle persone con una sensibilità immensa: 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐞 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨.

Abbiamo parlato di Impollinatori, di api, di Natura, di quello che stavamo cercando di costruire con Savingbees.org. Da allora sono passati cinque anni.
🌿 E forse è proprio il tempo che permette di capire quanto siano vere certe scelte.

ha continuato a lavorare sul proprio modo di produrre: l'utilizzo di vernici all'acqua, l'attenzione alla riduzione dell'impatto dei processi, la certificazione ambientale ISO 14001 e nuovi investimenti sull'energia. Noi, nello stesso periodo, siamo cambiati molto. Abbiamo imparato che proteggere gli impollinatori significa prima di tutto proteggere gli habitat.

Abbiamo creato nuovi prati fioriti permanenti, boschi, aree dedicate alle officinali e agli arbusti. Abbiamo iniziato a guardare ancora più attentamente alle Api selvatiche e, in alcune nuove Oasi, abbiamo scelto persino di non introdurre nuove colonie di api mellifere gestite.

Due percorsi diversi, quindi. Ma con tantissimo in comune.
🌱 La consapevolezza che fare meglio non significa arrivare a un punto e fermarsi. Significa continuare a cambiare.

𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐞 𝐌𝐚𝐮𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐧𝐨𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏.
E quando una collaborazione attraversa gli anni e continua ad evolvere, per me smette di essere semplicemente una partnership. Diventa un pezzo della storia di Savingbees.org. 🐝 E Livenza, ormai, è un pezzo meraviglioso della nostra Storia.

by Matteo De Simone [email protected]

🌿 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨. 𝐄 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐧𝐢. Quando penso a Petra Mayr-Thoma  e 𝐊𝐥𝐚𝐮...
15/09/2026

🌿 𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨. 𝐄 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐞𝐧𝐧𝐢.

Quando penso a Petra Mayr-Thoma e 𝐊𝐥𝐚𝐮𝐬 𝐓𝐡𝐨𝐦𝐚 dell’ & Family Hotel Gioiosa, penso proprio a questo.
Il loro hotel, vicino al Lago di Garda e alle montagne del Trentino, accoglie da oltre 60 anni famiglie, bambini e persone che amano vivere all’aria aperta.
E forse proprio i bambini sono una delle ragioni più belle per cui le nostre strade si sono incontrate.

Petra una volta mi raccontò che, per anni, a fine soggiorno regalavano un piccolo gadget ai loro ospiti.
Poi si sono fatti una domanda:
𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞?

Così hanno scelto di sostenere Savingbees.org e la nostra Bio-Oasi Alpina della Val Concei, proprio nel loro territorio.

Un luogo particolare anche per noi.
Qui, insieme al naturalista Michele Segalla, abbiamo lavorato su miscugli di piante alpine adatti a un ambiente delicato, evitando specie aliene e cercando di favorire anche varietà native minacciate.
Ma la cosa che più mi piace della storia di Petra e Klaus è un'altra.
Non hanno iniziato a parlare di ambiente perché oggi è diventato importante farlo.
Da anni eliminano plastica e monoporzioni dove possibile, riducono i consumi, scelgono prodotti locali e stagionali e invitano i loro ospiti a vivere il territorio con maggiore attenzione.

🐝 E poi ci sono i bambini.

Petra ci disse:
«𝑉𝑜𝑟𝑟𝑒𝑚𝑚𝑜 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜, 𝑜 𝑠𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑟𝑒»
Forse è proprio questa la storia che mi piace raccontare dei nostri Partner.
Non aziende che semplicemente “sostengono” Savingbees.org.
Ma persone che, ad un certo punto, decidono di lasciare qualcosa che rimane. 🌱

by Matteo De Simone [email protected]

🌿 Ma siamo sicuri che un ambiente naturale debba essere bello per funzionare?Qualche giorno fa pensavo ad uno degli elem...
03/09/2026

🌿 Ma siamo sicuri che un ambiente naturale debba essere bello per funzionare?

Qualche giorno fa pensavo ad uno degli elementi che abbiamo deciso di lasciare nella nuova Oasi di Savingbees.org.
Dei tronchi morti.

potrebbero sembrare dei pezzi di legno abbandonati a terra.

Se lo guardiamo con gli occhi con cui siamo abituati a guardare un giardino, probabilmente la prima tentazione sarebbe quella di portarlo via.

Perché noi esseri umani abbiamo imparato che un luogo curato deve essere pulito, Ordinato, con l'erba tagliata, gli alberi sistemati e possibilmente niente fuori posto.

La Natura però sembra avere un'idea diversa dell'ordine.

Quel legno morto, ad esempio, per noi può essere qualcosa da eliminare.
Per moltissimi organismi è habitat.
Insetti, funghi, licheni, mu**hi.
E anche alcune Api selvatiche possono utilizzare il legno per nidificare (come la Xylocopa violacea).
Nella nostra nuova Oasi lasceremo anche tronchi e legno morto proprio per questo.

🌳 E sicuramente, anche il prato fiorito permanente non avrà quell'aspetto perfettamente ordinato che siamo abituati ad associare ad un'area “ben tenuta”. Ma forse il punto è proprio questo.
Un ecosistema non deve rispettare i nostri criteri estetici.
Deve offrire fiori.
Deve offrire rifugi.
Deve permettere di nidificare.
Deve permettere alla vita di completare il proprio ciclo.

E mentre costruiamo questa nuova Oasi mi accorgo che stiamo imparando qualcosa che va molto oltre gli impollinatori.

L'essere Umano ha semre cercato di mettere ordine nella Natura

Forse qualche volta dovremmo avere il coraggio di fare il contrario:
creare le condizioni giuste e lasciare che un po' di (dis)ordine lo decida lei

È anche questo il modo in cui vogliamo far evolvere Savingbees.org
Non cercando necessariamente la soluzione che si racconta meglio
Non quella più bella da fotografare
Non quella che in quel momento va più di moda
🌱 Ma quella che, in quel luogo e in quelle condizioni, ha più possibilità di funzionare

E questo significa anche essere pronti a cambiare idea. Continuamente.

Perché se osserviamo davvero la Natura, forse è proprio lei a ricordarci che evolvere significa non smettere mai di imparare

e qui mi permetto di consigliarvi di leggere il libro "Caduto. La seconda vita degli alberi", pubblicato da Cocai Books/Cocai Design, ideato e illustrato da dall'amica Valentina Gottardi, vi lascio qui il link se siete curiosi [https://cocaidesign.it/shop/prodotto/caduto-la-seconda-vita-degli-alberi]

by Matteo De Simone [email protected]

📚 Riferimenti scientifici
Haeler E., Bergamini A., Bl**er S. et al. (2021), Saproxylic species are linked to the amount and isolation of dead wood across spatial scales in a beech forest, Landscape Ecology
Zajdel B., Dylewski Ł., Jojczyk A. et al. (2025), Sown wildflower meadows: Can they replace natural meadows in urban spaces for bees, butterflies and hoverflies?, Ecological Entomology

🐝 E se per aiutare le api, qualche volta, dovessimo… non aggiungere api?Sembra quasi un controsenso.Soprattutto detto da...
20/08/2026

🐝 E se per aiutare le api, qualche volta, dovessimo… non aggiungere api?
Sembra quasi un controsenso.

Soprattutto detto da noi di Savingbees.org

Per anni abbiamo lavorato anche con le api mellifere, continuiamo a farlo e continueremo a farlo, ma ricordiamo sempre che la nostra missione sono gli impollinatori tutti. Abbiamo creato Savingbees.org partendo da un principio: "la semplificazione del paesaggio sta raggiungendo livelli altissimi, ovvero, stiamo perdendo biodiversità a ritmi sempre maggiori" e poi da un altro concetto, "manca cibo nel raggio di volo degli impollinatori" ovvero, certamente ci sono tanti problemi, ma ricordiamoci che tra i grandi problemi che stanno affrontando gli impollinatori ce n'è uno tremendamente semplice: in molti territori, in alcuni periodi dell'anno, manca cibo

Nella nostra crescita, in questi anni ci siamo fatti milioni di domande e una di queste, qualche tempo fa, è stata piuttosto scomoda: "siamo sicuri che introdurre nuove famiglie di api mellifere sia sempre la scelta migliore quando vogliamo aiutare gli impollinatori?"

La risposta che ci siamo dati è stata: no. Non sempre.

La letteratura scientifica ci dice infatti qualcosa di molto più interessante.
In determinate condizioni, soprattutto quando le risorse floreali sono limitate o la densità degli alveari è elevata, le api mellifere gestite possono entrare in competizione per le risorse con alcune specie di Api selvatiche

Ma gli effetti dipendono dalle specie, dal territorio, dalla disponibilità di fiori e da molti altri fattori

Ed è proprio qui che per noi è iniziata una piccola rivoluzione.
🌱 Nella nuova Oasi che stiamo costruendo ad est di Milano, oltre 30.000 m² dedicati agli impollinatori, non introdurremo nuove colonie di api mellifere.
Creeremo habitat
Prati fioriti permanenti, piante officinali, arbusti, bosco, legno morto e luoghi adatti alla nidificazione

E poi faremo una cosa che forse oggi siamo poco abituati a fare: aspetteremo.

Aspetteremo che sia la Natura a dirci chi vuole abitare quel luogo.

Perché stiamo imparando una cosa anche attraverso Savingbees.org: non dobbiamo innamorarci degli strumenti. Dobbiamo innamorarci dell'obiettivo.

E se nuove conoscenze ci portano a cambiare qualcosa che abbiamo fatto per anni, credo che il nostro dovere sia avere il coraggio di farlo. Anche quando è più difficile da raccontare. Anche quando è meno “di moda”.

Perché alla fine dobbiamo cercare di fare ciò che funziona meglio.

by Matteo De Simone [email protected]

📚 Riferimenti scientifici
Mallinger R.E., Gaines-Day H.R., Gratton C. (2017), Do managed bees have negative effects on wild bees? A systematic review of the literature, PLOS ONE, 12(12)
Wojcik V.A., Morandin L.A., Davies Adams L., Rourke K.E. (2018), Floral Resource Competition Between Honey Bees and Wild Bees: Is There Clear Evidence and Can We Guide Management and Conservation?, Environmental Entomology, 47(4)

Anch'io, tante volte, mi accorgo di cercare risposte nuove continuando però a farmi le stesse domande di sempre. Ed è un...
18/08/2026

Anch'io, tante volte, mi accorgo di cercare risposte nuove continuando però a farmi le stesse domande di sempre. Ed è un errore. se cntinuo a fare le stesse cose come faccio a cambiare?

In queste settimane sto pensando tantissimo.
Osservo. Prendo appunti. Leggo. Cerco studi. Ma soprattutto parlo con persone che, magari, lavorano da anni su problemi che io sto iniziando a vedere solo adesso.

E poi torno fuori. Perché, alla fine, è sempre la natura che mi dice se quello che ho letto ha davvero senso.

Perché credo che il cambiamento abbia bisogno di una cosa che spesso dimentichiamo.
Umiltà.
L'umiltà di osservare.
L'umiltà di dire:
"Forse qualcuno ci è già passato prima di me." 🌍

E sapete una cosa?
E mentre facevo questi ragionamenti mi sono reso conto di una cosa curiosa.
La natura e le aziende, in fondo, hanno molto più in comune di quanto immaginiamo.
Entrambe vivono dentro un ambiente che cambia continuamente.
Entrambe possono scegliere se ignorarlo... oppure imparare ad ascoltarlo.

Quando un mercato cambia...
quando cambiano le persone...
quando cambia il clima...
continuare a fare esattamente quello che funzionava vent'anni fa raramente è la scelta migliore. Il primo passo non è cambiare. Il primo passo è osservare. Il secondo è avere il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze.

Solo dopo arrivano le idee nuove.
E solo alla fine arrivano le decisioni.🌱

Forse è proprio questo che sto imparando e realizzando nella mia mente sempre di più.
Il cambiamento non inizia quando trovi una soluzione.
Inizia quando smetti di credere che quella vecchia funzionerà per sempre.

by Matteo De Simone [email protected]

🐝 Possiamo aiutare gli impollinatori anche da un balcone?Chiaro che Sì.Ma forse non nel modo che spesso leggiamo in rete...
13/08/2026

🐝 Possiamo aiutare gli impollinatori anche da un balcone?
Chiaro che Sì.

Ma forse non nel modo che spesso leggiamo in rete. In estate vedo comparire continuamente un consiglio:
“Lasciate alle api acqua e zucchero”.
🍯 Il problema è che il nettare di un fiore non è semplicemente acqua zuccherata.
È una soluzione biologicamente molto più complessa: contiene principalmente zuccheri, ma anche aminoacidi, ioni minerali, acidi organici e numerosi altri composti.

Per questo preferisco una regola molto semplice:
🌸 il nutrimento lasciamolo fare ai fiori. E proprio per questo Savingbees.org crea grandi prati fioriti, se bastasse acqua e Zucchero sarebbe tutto più semplice ma non lo è, non possiamo noi sostituirci alla Natura, ma dobbiamo sapere fare un passo indietro per lasciare spazio alla Natura.

Ma Amici cari che ci leggete, sapete che anche un piccolo balcone può diventare una minuscola stazione di rifornimento.
Due vasi di lavanda, timo, origano o altre piante adatte al nostro territorio possono offrire nettare e polline.

💧 E poi possiamo mettere a disposizione dell'acqua.
Una ciotola poco profonda, mantenuta pulita, con sassi o altri appoggi che emergano dall'acqua, anche una spugna pulita meglio se naturle, permette agli insetti di posarsi e bere riducendo il rischio di annegamento.

E qui già sento che mi si chiede-: E le zanzare? 🦟🦟🦟
L'acqua stagnante può diventare un sito riproduttivo. Per questo va svuotata, pulita e rinnovata almeno una volta alla settimana, come raccomandato anche per sottovasi e abbeveratoi.

Aggiungo anche una cosa che non troverete in nessun testo scientifico, ma che tutti i vecchi apicoltori raccomandano, le api e gli impollinatori non amano l'acqua pura, hanno bisogno di sali minerali per questo se nell'acqua aggiungete un pizzico di sale, questa potrebbe risultare più Gradita agli insetti

Forse aiutare la natura significa anche questo: non inventare per lei alimenti artificiali.

🌿 Acqua pulita. Fiori. Un piccolo spazio.
Non serve avere un'Oasi Apistica di 30.000 metri quadrati.
A volte si può cominciare da mezzo metro quadrato di balcone.
E soprattutto dalla curiosità di capire davvero ciò di cui gli altri esseri viventi hanno bisogno.

by Matteo De Simone [email protected]

Riferimenti scientifici principali: Tiedge & Lohaus (2017), Nectar sugars and amino acids in day- and night, PLOS ONE; Silva et al. (2020), studio metabolomico sulla complessità del nettare; Lau & Nieh (2016), Salt preferences of honey bee water foragers

La seconda cosa che quest'estate mi ha fatto cambiare ideaNel post di qualche giorno fa vi raccontavo che quest'estate m...
11/08/2026

La seconda cosa che quest'estate mi ha fatto cambiare idea

Nel post di qualche giorno fa vi raccontavo che quest'estate mi ha fatto cambiare idea più di una volta.
Oggi vi racconto la seconda.

Negli ultimi anni, ogni volta che abbiamo progettato una nuova Oasi, la domanda è stata sempre la stessa: "Come possiamo far fiorire di più questo luogo?"
Era una domanda giusta.
O almeno... lo è stata fino a poco tempo fa.

Poi quest'estate mi sono ritrovato, ancora una volta, seduto per terra.
Con il sole che scaldava così tanto da sentire il terreno quasi bruciare

Mi guardavo intorno e continuavo a pensare:
"E se stessi facendo la domanda sbagliata?"

Forse oggi non dobbiamo più chiederci soltanto come avere più fiori.
Forse dobbiamo iniziare a chiederci come costruire Oasi che continuino a vivere anche quando l'acqua diventa sempre più preziosa. che si possano auto adattare all'ambiente che sta cambiando

🌾 È una riflessione che mi sta accompagnando da settimane.
Per questo sto leggendo, studiando e confrontandomi con persone che lavorano da anni sull'aridocultura.

Non perché pensi di aver trovato una risposta. Anzi.
Più studio e più mi accorgo di quanto ci sia ancora da imparare.

Ma una cosa la sento.

Forse dobbiamo iniziare a progettare le Oasi non come erano necessarie ieri... ma come saranno necessarie domani.

E qui mi è venuta una provocazione. Una di quelle che ti tengono sveglio la sera.
Io sto ragionando sulle Oasi per gli impollinatori... ma forse questa domanda dovremmo farcela un po' tutti.
I sistemi agricoli che abbiamo progettato quarant'anni fa sono ancora adatti al clima di oggi?
E le colture che continuiamo a coltivare da decenni sono ancora le più adatte?
Non ho la risposta.
Ma credo che iniziare a farsi la domanda sia già un passo avanti.

Forse dovremmo iniziare ad instillare qualche dubbio nelle nostre menti come io ora ho grandi dubbi, perché amici cari è il dubbio la vera chiave del cambiamento, non le certezze.

E sapete dove continuo a tornare con il pensiero?
Alle piante officinali.
Ho la sensazione che abbiano ancora molto da insegnarci.
Sono abituate a vivere in condizioni difficili, hanno sviluppato strategie straordinarie di adattamento e forse, potrebbero diventare protagoniste anche delle Oasi del futuro.

Non vedo l'ora di condividere con voi quello che stiamo immaginando.
Perché, alla fine, la natura, da milioni di anni, trova sempre un modo per adattarsi.
Forse dovremmo smettere di pensare che sia lei a dover imparare da noi.....e ricominciare a imparare da lei. 🌱

by Matteo De Simone [email protected]

Quest'estate mi ha fatto cambiare idea su concetti che davo per scontato almeno 3 volteNon è stato un articolo letto chi...
04/08/2026

Quest'estate mi ha fatto cambiare idea su concetti che davo per scontato almeno 3 volte

Non è stato un articolo letto chissa dove a farmelo capire. Non è stato un convegno o un video visto chissà come.

Sono stati i prati.

Sono settimane che passo molto tempo nelle nostre Oasi e, come faccio ogni estate, mi fermo ad osservare. mi ci siedo, si esatto li sulla terra a volte verde a volte arsa dal sole, nella polvere

Non guardo solo le api selvatiche.
Guardo i fiori.
E quest'anno ho visto una cosa che mi ha colpito. Le fioriture ci sono.
Ma molte sembrano "vuote". Bellissime da vedere, ma poi prendi in mano un fiore, lo osservi lo respiri e lo senti vuoto

Li guardo arrivare veloci, entrare nel fiore e, quasi senza fermarsi, ripartire. Ogni volta mi viene spontaneo chiedermi: hanno davvero trovato quello che stavano cercando?

Negli ultimi anni ho imparato a riconoscere questi piccoli segnali.
Quando il caldo si prolunga e l'acqua manca, molte piante continuano a fiorire. Ma spesso producono meno nettare.

E, in diversi casi, anche il polline diventa più scarso o di qualità inferiore. prendi in mano gli stami e li senti "secchi"

Per un impollinatore è una differenza enorme.
È come entrare in una dispensa piena di scatole... e scoprire che dentro ce n'è pochissimo.

🌍 Questo mi ha fatto riflettere.
Forse non basta più creare prati fioriti.
Forse dobbiamo iniziare a progettare Oasi capaci di affrontare il clima che sta cambiando.

Ed è proprio seduto su quella terra, tra quei dubbi e quelle osservazioni, che stanno nascendo alcune idee nuove. Idee che probabilmente cambieranno anche il modo in cui progetteremo le nostre future Oasi..

Credo che chi lavora con la natura abbia il dovere non solo di proteggerla.
Ma anche di imparare da lei.

Matteo

by Matteo De Simone [email protected]

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata centrale nel mondo aziendale.Ma c’è una differenza che farà sempre più la...
16/06/2026

Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata centrale nel mondo aziendale.
Ma c’è una differenza che farà sempre più la differenza.

👉 Quella tra chi comunica sostenibilità… e chi la costruisce.

🌿 La biodiversità sarà uno dei temi chiave dei prossimi anni. Non solo per ragioni etiche, ma per una questione sistemica.
Senza biodiversità:
✅gli ecosistemi perdono resilienza
✅la produzione agricola diventa instabile
✅il rischio ambientale aumenta

📊 Gli impollinatori selvatici giocano un ruolo chiave in questo equilibrio (Garibaldi et al., Science, 2013).
Eppure, sono i meno considerati. Perché non sono gestibili. Non sono “produttivi” nel breve termine. Ma sono fondamentali.

💡 È qui che si crea un’opportunità concreta per le aziende.
✅Investire in biodiversità reale significa:
✅contribuire a ricostruire ecosistemi
✅generare impatto misurabile
✅posizionarsi in anticipo su temi che diventeranno centrali

In Savingbees.org lavoriamo proprio su questo:
creare Oasi Apistiche come aree di ripopolamento per gli impollinatori.
Non un gesto simbolico.
Ma una scelta strategica.

💚 Le aziende che stanno entrando oggi in questo percorso stanno costruendo un vantaggio.
✅Ambientale.
✅Culturale.
✅Reputazionale.

👉 Se vuoi capire come integrare davvero la biodiversità nella tua strategia ESG, scrivici. [email protected] Matteo De Simone

https://www.savingbees.org/oasi-apistiche/

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