22/05/2026
Come da nostra ultima circolare n. 986/2026, trattiamo un argomento di forte attualità e interesse per tutta la Pubblica Amministrazione:
📢 EQ fino a 22.000 €: cosa cambia davvero con il nuovo CCNL?
Il nuovo CCNL del 23 febbraio (art. 16) ha innalzato a 22.000 euro il valore massimo della retribuzione di posizione per le Elevate Qualificazioni (EQ).
Una novità importante, che amplia lo spazio teorico di manovra per gli enti, ma che richiede un'attenta lettura operativa.
In concreto, ecco i 4 punti chiave da tenere a mente per non commettere errori:
- Nessun automatismo: L'innalzamento del tetto non comporta un aumento automatico degli importi in pagamento. Spetta al singolo ente decidere se e come intervenire.
- Serve uno stanziamento vero: Le risorse per le EQ derivano da uno stanziamento annuale di bilancio, non da un fondo autonomo. Per aumentare la retribuzione serve una decisione di bilancio con copertura finanziaria effettiva; il solo richiamo alla norma contrattuale non basta.
- Restano tutti i vincoli finanziari: L'eventuale incremento deve fare i conti con i paletti normativi vigenti. In particolare, vanno rispettati il tetto del trattamento accessorio (limite 2016) e i limiti generali della spesa di personale. Attenzione anche all'equilibrio interno: va garantita la quota minima del 15% destinata alla retribuzione di risultato.
- Non serve rifare la graduazione: Se l'assetto organizzativo e le funzioni rimangono invariati, non è necessario procedere a una nuova pesatura delle posizioni. Sarà sufficiente aggiornare il raccordo tra i punteggi già esistenti e i nuovi valori in euro.
Insomma, maggiore flessibilità contrattuale, ma sempre nel segno della sostenibilità finanziaria e della programmazione dell'ente.
Con le dovute cautele, può essere un'ottima leva di valorizzazione del personale.