Mario Pagani - Consulente Digital Marketing

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"Non scrivo per primo su LinkedIn perché a me darebbe fastidio riceverlo." Me lo dicevano qualche anno fa, nelle lezioni...
23/07/2026

"Non scrivo per primo su LinkedIn perché a me darebbe fastidio riceverlo."

Me lo dicevano qualche anno fa, nelle lezioni dal vivo, ma succede di sentirlo ancora oggi in videochiamata.

In questi casi mi viene naturale chiedere: "Sei sicuro che tutti funzionino come te?"

Ci ha messo un secondo a rispondere.

Poi mi ha raccontato che per anni aveva pensato che scrivere per primo fosse una forma di disturbo.

Ogni volta che riceveva messaggi a freddo sgraditi pensava: non voglio essere quello lì.

Quelli graditi, invece, finivano nel dimenticatoio: non gli venivano nemmeno in mente quando doveva decidere se scrivere o no.

Quindi non scriveva per primo a nessuno.

In pratica stava proteggendo degli sconosciuti da un fastidio che forse non provano nemmeno, e nel frattempo lasciava andare relazioni che non sono mai partite e clienti che non ha mai contattato.

Stava confondendo due cose diverse: lo spam e la conversazione.

Un messaggio a freddo non è sempre spam, dipende dall'intenzione e da come è costruito.

Un messaggio piazzato senza nessun contesto probabilmente sarà spam.

Ma un messaggio che parte da un commento, un post letto, un interesse condiviso, è una potenziale conversazione, anche se arriva "a freddo".

Sono due cose diverse, che da fuori potrebbero sembrare la stessa.

Purtroppo la paura di ricevere un rifiuto o un tono freddo pesa più della sua reale probabilità.

Gli era già capitato, prima, di scrivere per primo e di non sentirsi rispondere bene, capita a tutti.

Ma erano episodi rari, gestibili, quasi mai gravi quanto se li immaginava.

Il ricordo di quei pochi casi negativi, però, occupava più spazio nella testa di tutte le volte che era andata bene o semplicemente indifferente.

Non è un caso isolato, questo è uno dei blocchi che vedo in chi vorrebbe usare meglio LinkedIn.

Per questo ho dato vita a Potenziale LAB, uno spazio di confronto dove abbattere questi muri.

Se vuoi iscriverti a BUSSOLA, commenta il post o scrivimi in privato

C'è qualcosa su LinkedIn che eviti di fare perché a te darebbe fastidio riceverla?

21/05/2026

"Non voglio sembrare quello che vende."

Scommetto che ci hai pensato almeno una volta prima di aprire LinkedIn.

E lo capisco. Immagino che anche tu abbia visto come certe persone lo usano: ogni post è una chiamata all'azione, ogni frase è un "clicca qui", ogni storia è un pretesto per vendere qualcosa. Tu invece hai deciso che non vuoi essere così.

E questo ti blocca perché questa paura, nel tempo, ti ha convinto a non dire niente.

Ma il non sembrare chi vende non è la stessa cosa che stare in silenzio.

Sono due cose completamente diverse.

La verità potrebbe essere un altra: il problema non è vendere. ma che non hai ancora qualcosa di abbastanza chiaro da comunicare.

Proviamo a fare un esempio. Quando sai esattamente chi sei, per chi lavori e su cosa puoi aiutare davvero... non devi venderti.

Ma puoi, semplicemente, essere riconoscibile, per le persone giuste.

Per tutte quelle persone a cui serve quello che fai.

Quella chiarezza probabilmente non strilla forte e non si impone, semplicemente si vede.

E quando impari a costruirla, smetti di temere di sembrare quello che vende.

Perché non stai vendendo: stai diventando utile a chi, probabilmente, ti stava già cercando.

Quindi la domanda che mi porrei non è "come faccio a non sembrare commerciale?"

Ma "cosa succederebbe se invece di non disturbare iniziassi a essere davvero utile?"

---

Uno dei motivi per cui sto dando il via a @ è questo. Da questa credenza, e da altre sei che tengono bloccati la maggior parte delle persone su LinkedIn.

C'è un percorso gratuito di 7 video per smontarle una per una, si chiama BUSSOLA. Se ti ritrovi in questo blocco, è da qui che puoi iniziare.

[link Potenziale LAB]

12/05/2026

Non devi diventare un creator per trovare clienti su LinkedIn.

Questa è una cosa importante da sapere.

Mi capitato di parlare con una persona quando si riferiva a "usare LinkedIn bene", intendeva: post ogni giorno, crescita dei follower, engagement, viralità.

Il modello del creator applicato a chiunque voglia usare la piattaforma.

(ma questa è solo una parte del gioco, e forse non è nemmeno quella che ti interessa davvero)

Perché questa persona in realtà non voleva fare il creator. Voleva trovare clienti.

E questi sono due obiettivi diversi, con strategie diverse.

Una non esclude l'altra, ma chiedono sforzi e impegni diversi.

Il creator ha bisogno di massa. Di reach, di numeri, di contenuti che girino il più possibile.

Lui aveva bisogno di fiducia. Di essere riconoscibile per le persone giuste, nel momento in cui hanno il problema che sai risolvere. Non gli servivano mille follower in più al mese. Gli sarebbero bastate le conversazioni con le dieci persone giuste.

In pratica: non di misurare il successo su LinkedIn con le impressioni.

Inizia a misurarlo con le conversazioni che hai avuto questo mese con qualcuno del tuo potenziale pubblico reale.

Questo cambia completamente la prospettiva, e ti fa stare qui con una prospettiva diversa

Come descrivi a te stesso quello che stai cercando di fare su LinkedIn?

LinkedIn non è un posto dove cercare clienti. Questa frase mi fa prudere gli occhi e sentire un forte bisogno di rotearl...
30/04/2026

LinkedIn non è un posto dove cercare clienti.

Questa frase mi fa prudere gli occhi e sentire un forte bisogno di rotearli verso l’alto.

Eppure, a guardare come lo usano la maggior parte delle persone, è esattamente quello che stanno facendo.

Magari nel modo sbagliato (ne esiste uno giusto? A ognuno il suo)

Certo, inviando richieste a caso, scrivendo messaggi freddi che sembrano script, pubblicando contenuti sperando che qualcuno risponda con "posso lavorare con te?" (Personalmente è un approccio che non userei. Preferisco lavorare al contrario: prima costruisco relazione, poi eventualmente vendo.)

Naturale poi lamentarsi che LinkedIn non funziona.

Ma forse non è la piattaforma che non funziona.

Io questa cosa la vedo spesso: scrivere a decine di persone al giorno senza una logica, senza avviare conversazioni reali.

È che viene troppo spesso usata come un sistema di vendita diretta (anche quando è controproducente), quando in realtà potresti pensarla come uno spazio di relazione.

La differenza non è sottile.

Quando vai a un evento di networking non attacchi bottone con un pitch commerciale al primo che incontri (a meno che non sia la giornata dei pitch). Di solito ti presenti, ascolti, fai qualche domanda, capisci chi hai davanti. Magari poi vi scambiate i contatti e nasce qualcosa.

LinkedIn può funzionare così. Solo che dura più a lungo e puoi farlo da casa.

Il problema di fondo è che nessuno ti ha detto quale dovrebbe essere il tuo obiettivo reale quando apri l'app.

Che oggi potrebbe non essere trovare clienti, ma costruire il contesto in cui i clienti vengono da te, o ti riconoscono abbastanza autorevole da ascoltare anche il tuo pitch commerciale.

Come lo stai usando tu in questo momento?

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21/04/2026

Perché un post fa reach ma non genera clienti?

Like, commenti e impression sono segnali. Non sono risultati.

Il problema nasce quando colleghi direttamente la visibilità al business, come se più persone vedono un post, più clienti arrivano. In molti casi non funziona così, perché stai misurando una cosa diversa da quella che vuoi ottenere.

Detto semplice: la reach misura attenzione. I clienti arrivano da intenzione.

Sono due piani diversi.

Se è vero che senza visibilità è matematico che non ti vedano nemmeno i potenziali clienti è anche vero che un post può fare numeri alti perché è leggero, condivisibile, riconoscibile.
Ma proprio per questo potrebbe non filtrare e attirare tante persone, ma non necessariamente quelle giuste.

Al contrario, un contenuto più specifico può fare meno reach e generare più conversazioni utili, perché parla a qualcuno con un problema reale.

Se vuoi capire perché non stai convertendo, guarda tre cose:

- Chi sta reagendo ai tuoi contenuti
- Che tipo di conversazioni si aprono dopo il post
- Se stai dando un passo successivo chiaro (profilo, messaggio, offerta)

Se manca uno di questi tre, la reach resta superficiale.

Il punto non è fare più numeri. Il punto è costruire continuità tra contenuto, profilo e relazione.

Questo è il passaggio.
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Hai 500, 800, magari 1200 contatti o più su LinkedIn. Ma se ti chiedo quante conversazioni reali hai avuto nell'ultimo m...
01/04/2026

Hai 500, 800, magari 1200 contatti o più su LinkedIn.
Ma se ti chiedo quante conversazioni reali hai avuto nell'ultimo mese con qualcuno di quella lista, la risposta spesso è: pochissime, o zero.

Al contrario di quello che potresti pensare questo non è un problema di quantità ma un problema di passaggio.

Tra avere un contatto e avviare una conversazione c'è un momento preciso in cui la maggior parte delle persone si blocca.

Non sanno bene cosa dire, non vogliono sembrare commerciali, aspettano il momento giusto che non arriva mai.

Il risultato è una rete che cresce ma non si attiva e si alimenta di contatti che diventano numeri, non persone.

Probabilmente hai abbastanza connessioni create e costruite bene.

Ma forse non hai un modo semplice e naturale per passare dal contatto alla conversazione e relazione.

E senza quello qui ti resta solo una rubrica silenziosa.

In quale punto ti senti essere quello in cui ti blocchi di più?

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01/04/2026

Hai 500, 800, magari 1200 contatti o più su LinkedIn.
Ma se ti chiedo quante conversazioni reali hai avuto nell'ultimo mese con qualcuno di quella lista, la risposta spesso è: pochissime, o zero.

Al contrario di quello che potresti pensare questo non è un problema di quantità ma un problema di passaggio.

Tra avere un contatto e avviare una conversazione c'è un momento preciso in cui la maggior parte delle persone si blocca.

Non sanno bene cosa dire, non vogliono sembrare commerciali, aspettano il momento giusto che non arriva mai.

Il risultato è una rete che cresce ma non si attiva e si alimenta di contatti che diventano numeri, non persone.

Probabilmente hai abbastanza connessioni create e costruite bene.

Ma forse non hai un modo semplice e naturale per passare dal contatto alla conversazione e relazione.

E senza quello qui ti resta solo una rubrica silenziosa.

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31/03/2026

Il modo più rapido per capire come vuoi apparire su LinkedIn? Guardare cosa degli altri senti tuo e cosa no.
Prova a fare questo esercizio.

Prendi 30 minuti. Apri LinkedIn.

Vai a guardare i profili di persone che segui, che ammiri, o che consideri competitor.

Non copiarli guarda solo cosa senti tuo e cosa no del profilo che stai guardando.

Crea una tabella semplice con queste colonne:

Col A. Nome Cognome
Col B. + Cosa mi piace e perché
Col C. - Cosa non mi piace e perché

Compila con 5, 10 profili.

Non guardare solo l'estetica.

Guarda come si presentano, cosa dicono, che tono usano, come descrivono quello che fanno.

E poi leggi i "perché". Quelli sono i tuoi.

La parte più utile, però, è l'ultima colonna.

Quella del "non mi piace perché".

Quel tono un po' troppo istituzionale, quella headline che sembra scritta per impressionare invece che per comunicare, quella foto che trasmette una cosa ma poi il testo ne trasmette un'altra.

Quando riesci a dire "questo non lo metterei mai sul mio profilo perché non sono io", stai già costruendo qualcosa di concreto.

E se non rispecchia chi sei davvero, prima o poi si sente.

Questo esercizio ti aiuta a capire cosa dovresti mettere nelle varie sezioni prima ancora di iniziare a scrivere.

Hai già fatto una cosa del genere?

Se non hai mai fatto questo esercizio provaci e poi dimmi cosa hai trovato, sono curioso.

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Qualche esempio?

Mario R.:
+ mi piace l'immagine del banner perché trasmette professionalità
- non mi piace la sezione in primo piano perché invece della fiera delle patate potrebbe invece aver messo i risultati dei clienti della sua azienda

Elena P.:
+ mi piace il suo sommario perché capisco subito cosa fa
- non mi piace la foto profilo perché sembra un selfie poco professionale

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Indirizzo

San Bonifacio

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 15:00
Martedì 10:00 - 15:00
Mercoledì 10:00 - 15:00
Giovedì 10:00 - 15:00
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