Da anni i soci svolgono regolari campagne di scavo, seguite da pubblicazioni scientifiche, presso il Castellazzo di Iato, all’interno del Parco Archeologico di Monte Iato puntando alla riscoperta del luogo in cui l’Imperatore Federico II e le sue truppe posero l’assedio alla musulmana Giato. I soci sono attivi anche in progetti didattici nelle scuole primarie e secondarie e nell’organizzazione di campi archeologici di alternanza scuola-lavoro svolti sia presso il Castellazzo di Monte Iato che presso il Museo Regionale di Palazzo D’Aumale a Terrasini. Dal 2016 è attiva anche una sezione di speleologia in cavità artificiali, nata a seguito di uno studio sulle famose fosse granarie di Monte Raitano in territorio di San Cipirello. In collaborazione con altre associazioni che lavorano sul territorio, sono stati organizzati laboratori di archeologia sperimentale e percorsi di archeo-trekking alla riscoperta del paesaggio storico ed archeologico a due passi da Palermo. I soci del Gruppo hanno contribuito ad organizzare e hanno partecipato a tutti gli eventi culturali legati al territorio vallivo, come le commemorazioni in onore di Giuseppe Giordano per Legambiente, che si tengono regolarmente entro la prima metà di giugno. Nell’ambito del , Festival delle Associazioni Jatine, il Gruppo Archeologico ha esposto le proprie attività presso lo stand allestito a San Giuseppe Jato ed ha organizzato presso la propria sede il laboratorio Archeojato. Il Gruppo Archeologico, sin dalla sua creazione, ha organizzato ogni anno per il 25 aprile la visita didattica presso il Sito Archeologico di Monte Iato. Recentemente il Gruppo Archeologico è stato vincitore di un bando di finanziamento ministeriale per la gestione integrata del territorio e, nello specifico, per la realizzazione di un Giardino Storico presso il Giardino della Memoria. Il titolo del Progetto è “Dalla memoria un percorso verso il futuro: il nuovo Giardino della Memoria, da bene confiscato alla mafia a centro propulsivo per la valorizzazione territoriale ed il turismo integrato della Valle dello Jato”.