Marica A. Gigante

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Marica A. Gigante Visual Merchandising Evangelist Mi chiamo Ma**ca Gigante e mi definisco un’evangelista del visual merchandising.

Da 20 anni mi occupo di questa materia e non ho mai smesso di imparare. Ho lavorato per grandi brand della moda e del lusso in giro per il mondo, insegno in università e master internazionali e collaboro con associazioni di commercianti. Il mio scopo è quello di divulgare, portare questa materia ad un livello comprensibile a tutti perché è utilizzabile da tutti. Insomma, ti metto a disposizione quello che ho imparato dai grandi marchi tradotto in una lingua chiara e semplice, perfetta per il tuo negozio o i tuoi clienti.

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My name is Ma**ca Gigante and I define myself as a visual merchandising evangelist. I have been dealing with this subject for 20 years and I have never stopped learning. I have worked for big fashion and luxury brands around the world, I teach in universities and international masters and I collaborate with trade associations. My aim is to disseminate, to bring this matter to a level understandable to all because it is usable by all. In short, I make available to you what I have learned from the big brands translated into a clear and simple language, perfect for your shop or your customers.

Guarda questo allestimento e dimmi: stai immaginando una cena a casa tua o cercando un regalo? ☕️Nella prima situazione ...
01/10/2026

Guarda questo allestimento e dimmi: stai immaginando una cena a casa tua o cercando un regalo? ☕️

Nella prima situazione potresti soffermarti sull’atmosfera e sugli accostamenti, nella seconda, una coppia di tazze potrebbe farti pensare: quanto costa? Come viene confezionata?

L’esposizione è la stessa, cambiano le domande con cui la guardi.

Ora che comincia ottobre, questa è una prospettiva utile per avvicinarsi ai mesi delle promozioni e del Natale: quali esigenze porteranno con sé le persone che entreranno?

Nella newsletter di oggi parto da questa immagine di ZARA HOME, a Milano, per proporti una domanda da portare davanti alla prossima esposizione.

Leggi Allenare lo sguardo dal link in bio.

Questi bracciali hanno trovato un posto insolito 👀Guarda le canne dell’organo al centro della vetrina, gli accessori le ...
24/09/2026

Questi bracciali hanno trovato un posto insolito 👀

Guarda le canne dell’organo al centro della vetrina, gli accessori le circondano e sembrano far parte della struttura.

Poi abbassa lo sguardo verso le ruote. Riconosci i piatti?

Da Hermès il prodotto ha due ruoli: è un oggetto esposto e, contemporaneamente, un elemento che costruisce la scena.

La forma circolare di un piatto suggerisce una ruota, quella di un bracciale permette di inserirlo attorno a una canna. La scenografia nasce anche da queste corrispondenze.

Scorrendo le fotografie puoi osservare come cambia il rapporto fra prodotti, supporti e personaggi, alcuni oggetti si riconoscono subito, altri chiedono un secondo sguardo.

È proprio questo passaggio che mi interessa ovvero il momento in cui riconosci qualcosa che avevi già visto, attribuendogli un altro ruolo.

Con Hermès si conclude il percorso di settembre di Allenare lo sguardo: quattro appuntamenti, quattro cose da imparare a osservare e portare con sé nelle osservazioni e nei prossimi progetti.

Nella newsletter trovi l’analisi completa e se vuoi continuare questo lavoro puoi farlo con Appunti di Retail, il mio osservatorio mensile.

Leggila dal link in bio.

Intanto prova: «È un ______, ma nella scena fa da ______». Quale oggetto scegli? ✨

Qui il cielo comincia dal pavimento☁️💙Un blu intenso sotto i piedi, volumi bianchi arrotondati e una sequenza di capi ch...
22/09/2026

Qui il cielo comincia dal pavimento☁️💙

Un blu intenso sotto i piedi, volumi bianchi arrotondati e una sequenza di capi che accompagna lo sguardo dalle tonalità più scure alle più chiare.

È il pop-up di PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE da 10 Corso Como, dedicato alla serie AZURE COLORS e ispirato alle trasformazioni del cielo.

A colpirmi ( oltre alle sfumature del mio colore preferito) è soprattutto il rapporto tra il prodotto e il modo in cui viene presentato.

I capi appesi permettono di leggere forme, lunghezze e accostamenti cromatici, quelli distesi sul tavolo mostrano la costruzione e il ritmo del plissé.
Le stole arrotolate, diventano piccole sequenze di materia e colore da confrontare.

Tre modalità espositive, tre modi di portare l’attenzione su caratteristiche diverse.

Intorno, le pieghe delle tende richiamano quelle dei tessuti, mentre i volumi bianchi danno all’ambiente un aspetto soffice, quasi sospeso, in netto contrasto con le riconoscibili plissettature tipiche del brand.
Anche il camerino riprende lo stesso linguaggio e completa il contesto.

È questa continuità alternata al contrasto, che trovo interessante perché le qualità del prodotto diventano uno spunto per costruire lo spazio che lo accoglie.

📍 10 Corso Como, Milano. Fino all’11 ottobre.

Ci sono vetrine che ti fanno fermare. Queste di  ti fanno desiderare di entrare nel loro mondo. 🍋🌿Non serve essere del m...
20/09/2026

Ci sono vetrine che ti fanno fermare.
Queste di ti fanno desiderare di entrare nel loro mondo. 🍋🌿

Non serve essere del mestiere per restare a bocca aperta e immaginarsi immersi in questi giardini.
Per chi si occupa di visual merchandising, alla meraviglia si aggiunge il piacere di leggere l’allestimento: materiali, composizione e dettagli costruiscono un racconto che accoglie il prodotto e invita lo sguardo a esplorare.

È questo il potere di una vetrina, riuscire a trasformare il passaggio in attenzione, l’attenzione in emozione e rendere memorabile l’incontro con un brand.

Questo è l’allestimento creato per la riapertura del negozio Dior in Montenapoleone, un lavoro minuzioso e magico del team creativo di Luca Albero

Crederemi, scegliere le foto da mostrarvi è stato complicato, ogni dettaglio meritava spazio.

Sulla vetrina una targa racconta:

“Realizzate con ritagli di tessuto provenienti dagli atelier Dior, queste scene gioiose evocano un paesaggio ispirato ai giardini di Milano.
Tra i limoni, le creazioni della Maison si svelano in mezzo ad un incantevole mondo di animali: un gufo, un fenicottero, un pavone e alcuni scoiattoli prendono vita con deliziosa malizia”.

Magia riuscita, vi consiglio di andare a vederle dal vivo!✨

Arrivare. Partire. Trasportare. Viaggiare. Giocare.Quanti verbi può contenere una vetrina completamente immobile?In ques...
17/09/2026

Arrivare. Partire. Trasportare. Viaggiare. Giocare.

Quanti verbi può contenere una vetrina completamente immobile?

In questa vetrina Louis Vuitton tutto sembra dirigersi da qualche parte: il personaggio visto di profilo, il carrello inclinato, le ruote e persino la borsa appoggiata sul baule, in un equilibrio quasi surreale.

Niente si muove davvero, eppure percepiamo un’azione.

Non conosciamo la destinazione e non sappiamo se il personaggio stia partendo, arrivando o consegnando qualcosa.

È proprio ciò che manca a coinvolgerci, infatti la vetrina suggerisce una storia senza completarla e lascia a noi la possibilità di immaginare il prima e il dopo.

Anche il riflesso dell’architettura circostante entra nel racconto.

Dal vivo cambierebbe mentre ci muoviamo davanti al vetro. La fotografia, invece, lo ferma e lo trasforma quasi in una seconda scenografia, dentro la quale il personaggio sembra continuare il proprio viaggio.

È questa la lente della terza uscita di ALLENARE LO SGUARDO: l’azione implicita.

Nella newsletter approfondisco anche che cosa cambia quando osserviamo una vetrina dal vivo oppure attraverso una fotografia.

Puoi leggerla dal link in bio e iscriverti (è gratis).

Ora prova tu: se questa vetrina fosse una frase, quale sarebbe il suo verbo?

16/09/2026

Il nuovo mini-negozio a Milano è per i veri nostalgici degli anni ‘80 e ‘90.

Zaini iconici e talmente riconoscibili da non aver bisogno di spazio elaborato per emergere, anzi, il fatto che sia così drammaticamente neutro sottolinea l’iconicità dei prodotti.

ps: le cartelle hanno un tocco vintage in più, non solo sono identiche a quelle che avevamo, ma sono anche appositamente sbiadite per sembrare proprio quelle!

Quando vado ad osservare le vetrine e le fotografo, non sto cercando soltanto qualcosa di bello da postare o da archivia...
14/09/2026

Quando vado ad osservare le vetrine e le fotografo, non sto cercando soltanto qualcosa di bello da postare o da archiviare.

Sto cercando di capire quali scelte stanno guidando il mio sguardo.
Che cosa vedo per primo?
Quale relazione si crea tra prodotto, messaggio e mondo di marca?
Che ruolo hanno colore, luce, vuoto, scala e ripetizione?

Analizzare una vetrina significa passare dal «mi piace/non mi piace» al capire perché una composizione funziona — oppure no. E trasformare quella lettura in uno strumento utile quando siamo noi a progettare.

Ma una fotografia non restituisce tutto.
Dal vivo entrano in gioco profondità, riflessi, flussi, movimento e rapporto con la strada.

È quello che facciamo nei Retail Safari: portiamo l’osservazione fuori dallo schermo, per le strade di Milano.

Le nuove date 2026–2027 sono in arrivo.

Vuoi riceverle in anteprima e assicurarti il tuo posto? Scrivimi «SAFARI» in DM.

Vetrina Moncler, Milano.

Quando guardiamo una vetrina, tendiamo a comportarci come se il vetro non esistesse.ETRO fa il contrario.Le grandi forme...
10/09/2026

Quando guardiamo una vetrina, tendiamo a comportarci come se il vetro non esistesse.

ETRO fa il contrario.

Le grandi forme botaniche applicate sulla superficie diventano il primo livello della composizione, si sovrappongono al prodotto e sembrano continuare all’interno del negozio.

Restiamo fisicamente fuori, ma abbiamo la sensazione di entrare nell’universo visivo del brand.

Nella seconda uscita di Allenare lo sguardo parto da questa vetrina per osservare una cosa sola: la stratificazione.

Quanto può aumentare la forza del mondo di marca?
E quanto, invece, può ridurre la leggibilità del singolo prodotto?

Nella newsletter trovi l’analisi completa, l’esercizio finale e anche un numero d’archivio di Appunti di Retail, riaperto gratuitamente fino al 30 settembre.

Link nelle stories e in bio.

E tu, guardando questa vetrina, che cosa vedi per primo: il prodotto o il vetro?

Avere un negozio di articoli sportivi vicino ad un parco è prossimità.Avere un pallone a bordo campo, esattamente quando...
05/09/2026

Avere un negozio di articoli sportivi vicino ad un parco è prossimità.

Avere un pallone a bordo campo, esattamente quando vuoi giocare, è un’altra storia.

Qualche mese fa a Milano, Comune, Equip Sport e Decathlon hanno installato 30 smart locker con attrezzature sportive utilizzabili gratuitamente attraverso un’app. I dati sono sicuramente interessanti ma vorrei mettere il focus su un aspetto diverso.

Il modello arriva da Equip Sport ed è già stato applicato in altre città, con Decathlon e anche con brand come adidas.

La cosa interessante, però, non è soltanto il servizio, ma che
intercetta le persone nel luogo in cui l’interesse esiste già.

Non sono davanti a uno scaffale, non devo necessariamente acquistare
Prima uso il prodotto, lo provo in una situazione reale. Costruisco un’esperienza e, molto probabilmente, una futura preferenza.

In questo caso Decathlon porta fuori dal negozio esattamente ciò che promette dentro: la possibilità di praticare sport.

Quindi ti chiedo: il punto vendita inizia e finisce davvero sulla porta del negozio?

Secondo me, sempre meno!

Parliamone nei commenti 👇🏻



Crediti foto Equip Sport, Comune di Milano e Decathlon Italia

Quando un dettaglio prende troppo spazio per restare un solo dettaglio.È la prima cosa che mi ha fatto fermare davanti a...
03/09/2026

Quando un dettaglio prende troppo spazio per restare un solo dettaglio.

È la prima cosa che mi ha fatto fermare davanti a questa vetrina, Max Mara .

Per tutto settembre, voglio fare un piccolo esercizio insieme: una vetrina ogni giovedì, una sola cosa da osservare, una domanda con cui allenare lo sguardo.

Si parte da qui.

Nella newsletter di questa settimana parlo di scala, proporzione e di quello che succede quando un elemento cambia completamente dimensione rispetto al corpo e al prodotto.

Qui ti lascio solo una domanda: qual è? È la prima cosa che hai guardato in queste immagini?

L’analisi completa è nella newsletter, trovi il link in bio per leggerla e per iscriverti alle prossime.

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San Donato Milanese
20097

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