24/05/2016
Egregi Pantagruelici, galantuomini e galantdonne,
cogliamo l'occasione in questo spazio da post per offrirci a voi come si dice 'a braccio'. La comunicazione da fare meglio farla subito: Pantagruelico va ufficialmente in vacanza! :) , spronato dal caldo arrembante (che sarà) e da una pausa - ci permettiamo di dirlo - meritata. Sarà un'occasione per riflettere sui cinque lunghi mesi in cui si è stemperata questa avventura, su ciò che è stata e voleva essere, e su ciò che non è stata forse perché semplicemente non voleva.
Pantagruelico è stato innanzitutto un esperimento che è partito da un concetto brutalmente semplice: non c'è limite alla possibilità di 'fare cose', bastano una buona idea e una vera volontà a realizzarla. Punto. E conta poco dove sei, e le difficoltà a cui si potrebbe andare incontro: l'unico motore veramente funzionante è l'Entusiasmo, che sappia svincolarsi dalla corruzione di rendere un progetto in attività, e sappia rendersi propriamente Puro, per quello che è.
Non è affatto un caso che Pantagruelico nasce in una sola sera, seduti su un divano a chiacchierare, senza sapere effettivamente dove si volesse andare a parare, con la sola voglia di mettere su uno spazio di idee, "progetto in divenire" lo chiamavamo, proprio perché poteva diventare qualunque cosa.
Non è nemmeno un caso che tutto è nato a costo zero, che poteva nascere e finire il giorno dopo stesso, e non è nemmeno un caso che per le medesime ragioni il progetto ci è cresciuto tra le mani, al punto da portarci poi quasi a dover compiere una scelta, se proteggere quel 'divenire' indefinito o lasciarlo 'divenire' in qualcos'altro, con un pizzico d'impegno in più.
Non avendolo mai inteso come attività, noi quattro abbiamo dato sempre priorità ai nostri lavori, e l'impegno profuso per Pantagruelico veniva donato per la sola gioia di donarlo e quando riuscivamo a donarlo. E' pur giusto insomma che se si avverte anche un minimo calo dell'entusiasmo di cui sopra, viene da sé che sentiamo l'esigenza di cristallizzare ciò che è stato per non correre il rischio di comprometterlo, è un processo naturale.
Tanto abbiamo imparato in questi cinque mesi da un punto di vista tecnico, pratico, organizzativo, 'autarchico', ma soprattutto tante sono state le soddisfazioni che Pantagruelico ci ha regalato. Su tutte, il supporto onesto e sincero degli amici più cari, di quel supporto che t'aspetti all'inizio di un'avventura ma che abbiamo avvertito come un supporto che andava ben oltre, un bisogno di uno spazio simile che sembra ancora oggi mancare, quel bisogno di dimensioni più sociali che social, volontà di arricchirsi, confrontarsi con persone nuove, migliorarsi col rapporto umano e caldo di conversazioni 'a proprio agio' con un bicchiere di vino in mano.
Come i tanti che son giunti da tante parti dell'hinterland, persone che sono diventati amici e che ci preferivano nonostante le distanze (lunghe alle volte, complicate), ma che trovavano in Pantagruelico un'occasione che riuscisse a sfidare anche il freddo, le tempeste, le strade sgarupate e i collegamenti quasi inesistenti.
Ancor più soddisfacente è vedere oggi amici in comune diventare migliori amici, ci sono stati momenti in cui Pantagruelico ci è apparso come una comunità nuova, mossa da una semplice esigenza di condivisione, che travalicasse le età, gli interessi, le opinioni, ma che esprimesse appieno un mero e incondizionato senso di coesione.
A tutti coloro che hanno animato questo progetto vogliamo rivolgere un nostro vivo e vibrante Grazie, anticipando il pensiero che saranno proprio tutti loro, le dinamiche, le chimiche mosse, a mancarci più di tutto, è l'unica certezza che abbiamo e con cui sappiamo bene che faremo i conti in questa lunga pausa estiva. E chissà che poi sarà proprio questo a spingerci a tornare con più idee di prima, e con tutte le vostre idee che finora hanno contribuito a rendere Pantagruelico quello che è stato finora.
Col cuore aperto e mezzo commosso,
vi abbracciamo tutti, ma proprio tutti tutti tutti.
Vostri
Dino, Myriam, Giuseppe, Francesco.