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03/06/2026

Insieme per il paese con Antonio Barile

San Giovanni in Fiore: riflettori sulla stabilità per la statua della "Vittoria Alata", fessure evidenti alla baseNESSUN...
03/06/2026

San Giovanni in Fiore: riflettori sulla stabilità per la statua della "Vittoria Alata", fessure evidenti alla base

NESSUN ALLARMISMO MA SOLO PREVENZIONE DI PROBABILE RISCHIO.

Massima attenzione nel centro cittadino di San Giovanni in Fiore per le condizioni strutturali del Monumento ai Caduti, la storica scultura della "Vittoria Alata" realizzata nel 1963.
A seguito del recente spostamento dell'opera dalla sua collocazione originaria, sono emerse vistose e profonde lesioni orizzontali che interessano la base bronzea della statua. Come documentato dalle immagini, le fessurazioni sembrano estendersi lungo l'intera circonferenza della sezione, mostrando già evidenti segni di ossidazione causati dalle infiltrazioni di acqua piovana all'interno della struttura.
Trattandosi di un’opera monumentale di notevole altezza e peso, dotata di un'ampia apertura alare che genera un forte effetto "vela" in caso di raffiche di vento, la profonda crepa alla base potrebbe compromettere la stabilità statica dell'intero monumento.
Il rischio potenziale per l'incolumità pubblica e dei passanti va valutato attentamente.
Per questo motivo, si rende necessario un tempestivo sopralluogo tecnico da parte degli organi competenti — quali i Vigili del Fuoco e i tecnici comunali — per una perizia statica ufficiale e l'eventuale messa in sicurezza dell'area.
L’obiettivo, oltre alla fondamentale tutela della sicurezza dei cittadini, resta quello di preservare l'integrità di un simbolo storico e identitario della comunità florense, prima che il danno possa diventare irreversibile.
FlorenseTV continuerà a monitorare la situazione per fornirvi ulteriori aggiornamenti.

Florense TV dalla parte del cittadino sempre.

02/06/2026

Passeggiata candidato sindaco Antonio Barile.

San Giovanni in Fiore al bivio del ballottaggio: il voto è una scelta di coscienza e libertàIn vista del ballottaggio de...
31/05/2026

San Giovanni in Fiore al bivio del ballottaggio: il voto è una scelta di coscienza e libertà
In vista del ballottaggio dell'7 e 8 giugno, San Giovanni in Fiore si appresta a vivere un momento democratico decisivo per il proprio futuro. In queste ore di frenetica campagna elettorale, è fondamentale rimettere al centro l'unico vero protagonista di questa scadenza: il cittadino.
Gli elettori non sono spettatori passivi, né tantomeno pedine da muovere sulla scacchiera della convenienza politica. Pensare che la comunità florense possa farsi trascinare da semplici proclami, o peggio, farsi ammaliare da promesse illusorie e soluzioni artificiali, significa commettere un grave errore di valutazione. Significa, in ultima analisi, offendere l'intelligenza e la dignità dei singoli individui.
Ogni cittadino di San Giovanni in Fiore possiede la piena capacità di analisi e di giudizio per distinguere ciò che è reale da ciò che è fittizio, e sa valutare perfettamente cosa rappresenti questo voto per il destino della collettività e dello sviluppo del nostro paese. Tentare di distogliere o influenzare l'elettorato con falsità o inganni non è solo una strategia sterile, ma diventa un atteggiamento oltremodo offensivo verso la maturità di una comunità intera.
Come organo di informazione, FlorenseTV non si schiera e non parteggia per alcuna forza politica in campo. Il nostro unico auspicio è che i cittadini esercitino il proprio diritto-dovere in piena autonomia.
L'invito che rivolgiamo a tutti voi è quello di recarvi alle urne il 7 e 8 giugno ed esprimere la vostra preferenza secondo coscienza e cuore, guardando esclusivamente al bene comune e al futuro di San Giovanni in Fiore.

30/05/2026

CONFERENZA STAMPA ACCORDO ELETTORALE ANTONIO BARILE, PINO BELCASTRO E LUIGI CANDALISE.

30/05/2026

Conferenza stampa accordo elettorale

Editoriale di florensetv La coscienza di una comunità e il debito di gratitudine: perché l’isolamento di Antonio Barile ...
29/05/2026

Editoriale di florensetv

La coscienza di una comunità e il debito di gratitudine: perché l’isolamento di Antonio Barile è un’ingiustizia che pesa su San Giovanni in Fiore

Ci sono pagine di storia locale che non si possono riscrivere a colpi di oblio o di convenienza. Ci sono verità che interpellano la coscienza collettiva e che meritano di essere raccontate ad alta voce, soprattutto quando il silenzio rischia di diventare complice dell’ingratitudine. A San Giovanni in Fiore esiste un prima e un dopo rispetto alla dignità di centinaia di lavoratori, le "Giubbe Rosse", gli storici precari del territorio – e quel "dopo" porta una firma indelebile: quella di Antonio Barile.
Oggi che la stabilità economica è un dato acquisito per molte famiglie, oggi che quegli stipendi garantiti sostengono non solo i singoli nuclei ma l’intera economia del nostro paese, è troppo facile dimenticare e dare per scontato ciò che fu il risultato di trincee politiche, di notti insonni e di scontri frontali con le istituzioni. Se quel popolo di "invisibili" ha smesso di essere un fantasma ed è diventato una realtà contrattualizzata, tutelata e rispettata, lo si deve alla visione e al coraggio di Antonio Barile. Già prima del 2010, fu lui a intuire la necessità di creare quei "link" occupazionali, a inventare letteralmente soluzioni come il progetto delle Giubbe Rosse, abbattendo muri burocratici che sembravano insormontabili.
Bisogna mettere da parte i pretesti e guardare in faccia la realtà dei fatti. Ma la politica e la memoria umana, purtroppo, consumano in fretta i propri riferimenti. Il trattamento che oggi viene riservato ad Antonio Barile da una parte di questa comunità – e in particolare da molti di quegli stessi lavoratori che lui ha difeso e sottratto al baratro della disoccupazione – è lo specchio di una profonda ingratitudine sociale. È un fatto sotto gli occhi di tutti: in tanti, troppi, hanno preferito voltarsi dall'altra parte. Uomini e donne che grazie a quelle battaglie oggi possono vantare un futuro certo, una pensione domani, la serenità per i propri figli, e che eppure oggi camminano dall'altra parte del marciapiede.
Oggi, vicino ad Antonio Barile, sono rimasti in pochissimi. E questo non è un semplice distacco politico: questa è una ferita sociale strisciante, un'ingiustizia che pesa come un macigno sulla coscienza di un intero paese, ma che deve pesare in particolar modo sulla coscienza di chi deve la propria serenità quotidiana alle lotte di quell'uomo. Com'è possibile guardarsi allo specchio la mattina, incassare il frutto di una battaglia altrui e dimenticare il nome di chi ha pagato il prezzo più alto?
Perché il punto nodale della figura di Antonio Barile non è mai stato solo politico, ma umano. Antonio Barile ha dimostrato di avere un cuore grande, che ha battuto allo stesso ritmo di quello dei disoccupati, degli emarginati, degli ultimi, di chi non aveva "santi in paradiso" né una voce per farsi ascoltare nei palazzi del potere. Laddove le istituzioni giravano lo sguardo, Barile si è fatto scudo per i più deboli. Non ha guardato alle tessere di partito o alle convenienze: ha guardato al bisogno della gente.
L'ingratitudine dei molti non cancella la storia. Può offuscarla temporaneamente, può fare comodo a chi oggi siede su poltrone comode forte del lavoro fatto da altri in passato, ma la realtà resta scolpita nei fatti. San Giovanni in Fiore ha un debito morale nei confronti di Antonio Barile. E finché quel debito non sarà riconosciuto, finché i lavoratori che oggi godono di quella stabilità non ritroveranno il coraggio della memoria e della vicinanza, questa rimarrà una ferita aperta che qualifica chi l'ha inferta, e non chi la subisce. Antonio Barile resta, per dignità e coerenza, superiore al silenzio di chi lo ha dimenticato.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.LA VERITÀ NON SI INFANGA: NOI RISPONDIAMO CON I FATTI, IL CUORE E LA DIGNITÀ! È veramente vergo...
28/05/2026

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.

LA VERITÀ NON SI INFANGA: NOI RISPONDIAMO CON I FATTI, IL CUORE E LA DIGNITÀ!
È veramente vergognoso assistere al fango e alle falsità inventate di sana pianta da chi, pur di mettere in cattiva luce Antonio Barile, preferisce raccontare bugie piuttosto che guardare in faccia la realtà. Certi personaggi dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza.
La storia parla chiaro: Antonio Barile ha sempre dimostrato un amore immenso e incondizionato per San Giovanni in Fiore. Se oggi è sceso nuovamente in campo a lottare, è solo per un motivo: salvare ancora una volta il nostro paese. Non c’è spazio per interessi personali o poltrone; la sua è una scelta dettata da pura umanità, da un legame viscerale con questa terra e dall'attenzione per chi ha più bisogno, come i disoccupati a cui ha sempre dato l'anima (anche quando è stato tradito). Antonio è un uomo tutto di un pezzo!
E noi, come suoi candidati, siamo profondamente fieri e orgogliosi del percorso fatto finora e di quello che faremo al suo fianco. Abbiamo dato il massimo sin dal primo istante. Anche su quel palco, con le sedie di plastica, abbiamo dimostrato un'eleganza rara, fatta di dignità, rispetto e affetto sincero per l'uomo che stimiamo e per tutta la nostra comunità.
La campagna elettorale si fa tra la gente, a viso aperto. Non andando di nascosto a spargere fango sperando di cambiare l'opinione dei cittadini. A questi attacchi bassi noi non rispondiamo con la stessa moneta: noi rispondiamo con il cuore, con i fatti e con la verità!
Avanti a testa alta, insieme per San Giovanni in Fiore!

ELEZIONI SAN GIOVANNI IN FIORE 2026: L'ANALISI DEL VOTOIl "caso" Ambrogio: l'esercito delle 10 liste frenato dal voto di...
27/05/2026

ELEZIONI SAN GIOVANNI IN FIORE 2026: L'ANALISI DEL VOTO

Il "caso" Ambrogio: l'esercito delle 10 liste frenato dal voto disgiunto. I cittadini presentano il conto alla passata amministrazione.

Benvenuti a questo speciale di FlorenseTV dedicato all'analisi del voto delle elezioni comunali di San Giovanni in Fiore. I dati definitivi ci consegnano uno scenario che merita una riflessione profonda, che va ben oltre i semplici equilibri di partito.
Quello che doveva essere, nelle intenzioni della vigilia, un cammino trionfale per il candidato del centrodestra Marco Ambrogio, si è trasformato in un brusco stop che rimanda ogni decisione al turno di ballottaggio. Con una corazzata di ben 10 liste a sostegno, Ambrogio non è riuscito a sfondare la fatidica soglia del 50% più uno, fermandosi al 45,24% dei consensi. Ora la sfida sarà un testa a testa con l'ex sindaco Antonio Barile, che ha intercettato gran parte del malcontento raccogliendo il 26,22%.
Ma qual è il dato politico macroscopico che emerge dalle urne della capitale della Sila? La risposta sta in un meccanismo elettorale preciso: il voto disgiunto.

Il paradosso dei numeri: la bocciatura "interna"

Nelle cabine elettorali di San Giovanni in Fiore si è consumato un fenomeno chiarissimo. Le 10 liste della coalizione di centrodestra hanno corso, hanno dragato consensi e hanno ottenuto una percentuale complessiva molto più alta rispetto al loro candidato a sindaco. I numeri parlano di oltre 1.400 voti di scarto: cittadini che hanno scelto di votare un consigliere comunale della coalizione di Ambrogio, ma che al momento di barrare il nome del sindaco hanno preferito virare su altri candidati (in primis Barile o il candidato della sinistra Candalise) o non votarlo affatto.

Questo non è un semplice dettaglio tecnico: è un messaggio politico mirato. Significa che una parte consistente degli stessi elettori del centrodestra ha applicato una vera e propria bocciatura personale nei confronti della candidatura di Marco Ambrogio.

Le "forzature" sotto la lente: gli elettori presentano il conto

Per capire l'origine di questo voto disgiunto, bisogna analizzare il clima politico in cui San Giovanni in Fiore è arrivata a questa tornata elettorale. Marco Ambrogio, assessore uscente e consorte della presidente della Provincia Rosaria Succurro, rappresentava la continuità diretta con la passata amministrazione.
Un'amministrazione che, se da un lato ha puntato molto sulla narrazione comunicativa, dall'altro ha imposto ai cittadini una serie di forzature gestionali, decisioni calate dall'alto e una forte personalizzazione del potere che, evidentemente, non sono piaciute alla comunità florense. I cittadini di San Giovanni in Fiore possiedono una storica maturità politica e una forte identità: il tentativo di blindare il comune attraverso una concentrazione di ben 10 liste (quasi un candidato consigliere per ogni famiglia) è stato percepito da molti come una prova di forza eccessiva, quasi un'imposizione.
La risposta dell'elettorato è stata silenziosa ma devastante: hanno accettato il candidato consigliere della porta accanto, ma hanno tolto la fiducia al vertice. È il momento in cui la democrazia presenta il conto e ricorda che il consenso non si eredita e non si impone con la quantità, ma si coltiva con l'ascolto e il rispetto del territorio.

Lo scenario verso il ballottaggio

La partita si riapre completamente. Al secondo turno le 10 liste non basteranno più come scudo: sarà una sfida diretta tra l'identità florense e la proposta di continuità del gruppo dirigente uscente. Saranno due settimane intense in cui i candidati dovranno parlare ai bisogni reali della città (lavoro, sanità, servizi, rilancio della Sila) e non più alle logiche dei posizionamenti di potere.
Da FlorenseTV continueremo a seguire ogni passo di questo confronto, con la massima obiettività e con lo sguardo sempre rivolto ai cittadini. Grazie per averci seguito.

Indirizzo

Via Monte Masella 166 San Giovanni In Fiore CS
San Giovanni In Fiore
87055

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