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18/08/2024

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24/03/2017

Rottamazione cartelle Equitalia, ufficiale la proroga al 21 Aprile.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per prorogare dal 31 marzo al 21 aprile la scadenza per fare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali e dare tempo a Equitalia e agli altri enti della riscossione di rispondere ai contribuenti non più entro il 31 maggio ma entro il 15 giugno

23/10/2015

EQUITALIA - UN'ALTRA CHANCE PER LE RATEAZIONI
Entro il 21 novembre 2015 potranno chiedere di essere riammessi alla rateazione le persone fisiche, le ditte individuali e le società che sono decadute dopo il 22 ottobre 2013 da vecchie rateazioni per:
- cartelle di pagamento;
avvisi di accertamento esecutivi ammessi dalle Entrate e/o dalle Dogane e/o dai monopoli;
avvisi di addebito emessi dall'Inps.
In assenza di dati normativi contrari, la riammissione dovrebbe essere possibile anche per chi è decaduto da una precedente riammissione alla dilazione, come quella, ad esempio, concessa ai contribuenti che, al 31 dicembre 2014, avevano perso il beneficio di una rateazione precedente, se la domanda fosse stata presentata entro il 31 luglio 2015. ai fini della nuova dilazione, è irrilevante la tipologia di debito rateizzata. Il nuovo piano di rateazione concesso si potrà estendere fino a 72 rate mensili (sei anni), ma non sarà ulteriormente prorogabile. Quindi, anche nelle circostanze di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità, non sarà mai concessa al contribuente riammesso al beneficio la possibilità di accedere a un piano di rateazione straordinario fino a dieci anni.
I soggetti riammessi dovranno fare attenzione alla puntualità dei pagamenti. Solo per la nuova ammissione alla dilazione, infatti, è stata prevista la revoca del beneficio per il mancato pagamento di due rate anche non consecutive, e non di otto rate non consecutive (come per le dilazioni concesse dal 23 giugno 2013 al 21 ottobre 2015) o di cinque rate anche non consecutive (come per le nuove dilazioni concesse dal 22 ottobre 2015, data di entrata in vigore del D.Lgs. 159/2015.
La nuova richiesta per la riammissione alla rateazione va compilata in linea con i moduli disponibili sul sito di Equitalia e non deve essere accompagnata da alcuna ulteriore documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.

21/05/2015

CARTELLA NULLA SE NON PASSA DALLE POSTE
La giurisprudenza di primo grado dà seguito ai richiami della Cassazione sulla notifica degli atti di Equitalia – L’utilizzo di un’agenzia privata di recapito diventa per l’atto un vizio non sanabile
E’ nulla e non sanabile la cartella di pagamento emessa da Equitalia e notificata con raccomandata A/R a mezzo di un’agenzia privata di recapito, per inesistenza della notifica stessa. A dirlo è stata la CTP di Reggio Emilia con la sentenza 199/03/2015 depositata il 28 aprile scorso. E così, mentre la Cassazione ha ribadito che è legittima la notifica fatta direttamente dall’agente della riscossione a mezzo raccomandata A/R, la CTP emiliana ha specificato meglio – ai fini della validità dell’atto – da chi questa raccomandata A/R deve essere consegnata (Poste Italiane o agenzie private). Nel caso specifico, un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento, ritenendola nulla per inesistenza della notifica, in quanto l’agente della riscossione non aveva utilizzato per l’invio della raccomandata A/R le Poste Italiane, così come previsto dalla legge, ma un’agenzia privata di recapiti. Nel costituirsi in giudizio, a comprova della legittimità del proprio operato, Equitalia ha sostenuto che si era avvalsa legittimamente del servizio privato atteso che era stata espletata, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, una procedura di affidamento del servizio di notifica delle cartelle e che di tale procedura era stata data pubblicità nelle forme di legge. Infine, per Equitalia, la presentazione del ricorso avrebbe sanato l’irritualità della notifica. La CTP ha accolto il ricorso del contribuente. In buona sostanza i giudici emiliani hanno fatto proprio il principio espresso dalla Cassazione nella recentissima sentenza 2922/15 del 13 febbraio scorso, secondo la quale quando il legislatore prescrive, per l’esecuzione di una notificazione, il ricorso alla raccomandata con avviso di ricevimento non può che fare riferimento al “servizio postale universale” fornito dall’Ente Poste su tutto il territorio nazionale; con la conseguenza che, se questo adempimento è affidato ad un’agenzia privata di recapito, esso non è conforme alla formalità prescritta dall’articolo 140 del codice di procedura civile e, pertanto, non è idoneo al perfezionamento del procedimento notificatorio, sia che trattasi di di raccomandata riconducibile nell’ambito dei servizi inerenti le notificazioni degli atti giudiziari a mezzo posta di cui alla Legge 890 del 1982, sia alla raccomandata diretta a mezzo del servizio postale ai sensi dell’articolo 16, comma 3, del D.Lgs. 546 del 1992, ove la notifica sia effettuata nei confronti del contribuente o società privata. Il merito di questa sentenza della Cassazione è stato quello di chiarire quali atti amministrativi sostanziali, e quali atti processuali, possono essere notificati con le Poste Italiane e quali con le agenzie private. In questo senso la CTP di Reggio Emilia, applicando l’appena richiamato principio espresso dalla Cassazione, ha ritenuto inesistente la notifica della cartella impugnata e, in quanto inesistente, ha ritenuto tale vizio non sanabile dalla costituzione in giudizio del ricorrente. In questo modo i giudici emiliani, ritenendo la notifica inesistente, hanno aderito a quell’orientamento che ritiene che un vizio così radicale, quale è quello di avvenuta esecuzione della notifica di una cartella di pagamento da parte di un soggetto non rientrante nel novero di coloro ai quali è normativamente conferito il potere notificatorio, non può dar luogo né a una irregolarità dell’atto di notificazione (trattasi di un vizio, infatti, che influisce sull’efficacia dell’atto), né ad annullabilità, appunto perché tale da rendere l’atto inefficace, sì da non essere rimovibile da un provvedimento adottabile dal giudice.

22/12/2014

Stretta sul Regime dei minimi. Chi vuole avviare un'attività usufruendo delle agevolazioni del suddetto regime, trae più vantaggio se richiede il numero di Partita IVA entro la fine dell'anno

19/12/2014

PRECOMPILATA, PIU' FACILI I CONTROLLI
I dati su premi assicurativi, mutui e contributi previdenziali per la dichiarazione precompilata serviranno anche a valutare la capacità contributiva del contribuente. A evidenziarlo sono i tre provvedimenti (160358/2014, 160365/2014 e 160381/2014) emanati ieri dall'Agenzia delle Entrate che fissano termini e modalità per l'invio delle informazioni su deduzioni e detrazioni da parte di imprese assicuratrici, enti previdenziali, banche e intermediari finanziari che troveranno collocazione nel 730 precompilato che sarà messo a disposizione di circa 20 milioni di dipendenti e pensionati entro il prossimo 15 aprile. I dati non serviranno solo alla precompilata ma anche a valutare la capacità contributiva ossia potranno essere utilizzati per i controlli anche nell'ottica delle novità in arrivo con Ddl di Stabilità che puntano a consentire al contribuente di visualizzare le informazioni già a disposizione del fisco sulla sua posizione. I soggetti interessati alla trasmissione (imprese assicuratrici, enti previdenziali, banche e intermediari finanziari) sono chiamati a comunicare all'Anagrafe tributaria i dati dell'anno precedente relativi a:
- premi di assicurazione detraibili, cioè quelli sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e contratti di assicurazione che danno diritto a bonus (tranne quelli su responsabilità civile, assistenza e garanzie accessorie);
- contributi previdenziali e assistenziali;
- interessi passivi e oneri accessori su mutui agrari e fondiari.
Tali dati, che saranno raccolti e ordinati su scala nazionale, verranno inseriti nei sistemi informativi dell'Anagrafe tributaria. In questa prima fase attuativa le informazioni trasmesse avranno ad oggetto le principali casistiche di oneri deducibili/detraibili. Stante le finalità dei dati (compilazione del quadro riferito a oneri deducibili/detraibili) questi ultimi devono essere trasmesse dai soggetti interessati con le necessarie indicazioni di dettaglio. Ad esempio, per le assicurazioni è richiesta l'indicazione non solo della quota del premio deducibile ma anche quella del codice fiscale dell'assicurato se diverso dal contraente. Per i mutui oltre alla tipologia del contratto (acquisto, ristrutturazione o costruzione prima casa) sono richiesti anche i dati relativi all'ammontare delle rate effettivamente pagate con separata indicazione degli oneri accessori e interessi, nonché dell'eventuale cointestatario del mutuo stesso.

14/03/2014

REDDITOMETRO, LETTERE “MIRATE”
In partenza 20mila inviti a comparire: sotto tiro gli scostamenti 2009 più rilevanti
Saranno inviate a breve, con ogni probabilità da inizio aprile, le lettere di avvio dei controlli da nuovo redditometro che saranno però meno numerose del previsto. Dopo la circolare 6/E dell’11 marzo scorso l’Agenzia delle Entrate ha infatti avviato la stesura delle “liste selettive” dei contribuenti da controllare e “confezionato” anche il fac simile di quello che sarà un vero e proprio invito a comparire, con tanto di possibili sanzioni per chi non si presenterà all’incontro o fornirà risposte incomplete o non le fornirà affatto. Le lettere saranno inviate “solo” a 20mila contribuenti. Il budget iniziale di 35mila inviti ipotizzati l’anno scorso è stato infatti ridotto – precisa l’Agenzia delle Entrate – per ragioni di economicità. Nel mirino finiranno le persone fisiche che, sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria, risulteranno aver sostenuto spese incompatibili con il reddito dichiarato per quell’anno (in UNICO 2010) con un margine di tolleranza ben più ampio dell’annunciato 20 per cento.

14/02/2014

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGLIA N. 20 DEL 13.02.2014
Nasce "NIDI, Nuove Iniziative d'Impresa" il nuovo bando da 54 milioni di euro per chi vuole fare impresa e, allo stesso tempo, un'opportunità concreta per combattere la disoccupazione con l'autoimpiego. L'avviso che la Regione Puglia dedica a quanti - giovani, donne, disoccupati, precari - stanchi del lavoro che non arriva, hanno voglia di mettersi in gioco avviando un'attività in proprio.
L'intervento è costruito non soltanto come potente strumento anticrisi ma con una grande attenzione affinché non si ecceda rovinosamente negli investimenti: è infatti un mix tra fondo perduto, mutuo e risorse proprie nel quale è favorito il passaggio generazionale: può essere agevolata infatti anche un'attività che passa dal padre al figlio senza che sia necessaria la chiusura della prima. Inoltre anche gli iscritti agli ordini professionali possono accedere all'aiuto.
LE REGOLE DELL'AVVISO
L'iniziativa si rivolve a chi intende aprire una nuova impresa o ne ha già una da meno di 6 mesi, ma inattiva. L'azienda dovrà avere meno di 10 addetti ed essere partecipata per almeno la metà da persone appartenenti ad una di queste categorie: giovani con età tra i 18 e i 35 anni; donne di età superiore a 18 anni; disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato (negli ultimi 3 mesi; persone che stanno per perdere in posto di lavoro (lavoratori in mobilità, in cassa integrazione o dipendenti di imprese in liquidazione); lavoratori precari con partita Iva con meno di 30mila euro di fatturato e massimo 2 clienti. L'incentivo ha l'obiettivo di permettere al piccolo idraulico, al costruttore, al meccanico, al ristoratore e a tanti altri lavoratori, anche professionisti, di aprire un'attività. La nuova impresa deve infatti operare nelle attività manifatturiere; costruzioni ed edilizia; riparazione di autoveicoli e motocicli; affittacamere e bed & breakfast; ristorazione con cucina; servizi di informazione e comunicazione; attività professionali, scientifiche e tecniche; agenzie di viaggio; servizi di supporto alle imprese; istruzione; sanità e assistenza sociale non residenziale; attività artistiche sportive, di intrattenimento e divertimento; attività di servizi per la persona.
Rilevante l'incentivazione: per investimenti fino a 50mila euro l'agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile; se l'investimento è invece compreso tra i 50mila e i 100mila euro, l'aiuto è del 90%, metà a fondo perduto e metà prestito; per avviare un'impresa con investimenti compresi tra 100mila e 150mila euro, l'agevolazione è dell'80%, sempre divisa a metà tra fondo perduto e prestito rimborsabile. È anche previsto un contributo sulle spese di gestione dei primi 6 mesi, pari a 5mila euro.
Il prestito rimborsabile non è erogato da istituti bancari ma direttamente da Puglia Sviluppo. Si tratta di un finanziamento della durata di 60 mesi con un tasso fisso molto basso (a febbraio 2014 sarebbe dello 0,53%). Inoltre non sono richieste garanzie fatta eccezione per le società a responsabilità limitata, cooperative e non, e per le associazioni professionali per le quali è richiesta una fideiussione personale degli amministratori.
L’incentivo serve a realizzare opere edili, ad acquistare macchinari di produzione, impianti, attrezzature, automezzi di tipo commerciale e programmi informatici. Le spese di esercizio agevolate riguardano invece l’acquisto di materie prime, semilavorati e materiali di consumo; l’affitto di immobili o impianti, le utenze (energia, acqua, riscaldamento, telefono, internet); i premi per polizze assicurative.
Il percorso per chiedere l’incentivo è semplice: per verificare se si possiedono i requisiti richiesti, ma anche per calcolare l’agevolazione, basta consultare il sito www.nidi.regione.puglia.it. Se tutto è a posto, si può passare alla candidatura attraverso il portale www.sistema.puglia.it/nidi dove si compila una domanda preliminare. Le imprese che rispettano i requisiti saranno poi convocate da Puglia Sviluppo per un colloquio di tutoraggio al quale segue la valutazione della domanda. Se l’esito è positivo il candidato sarà invitato ad un secondo incontro durante il quale firmerà il contratto di agevolazione.
L’aspirante imprenditore ha comunque a disposizione 60 sportelli informativi in tutto il territorio regionale che aiutano a verificare i requisiti e a presentare la domanda.
L’elenco degli sportelli informativi è disponibile su sito www.sistema.puglia.it/nidi.
La procedura è attiva da ieri 13 febbraio 2014 e non ha scadenza in quanto il bando è a sportello, dunque aperto finché ci sono risorse disponibili.
Per informazioni Studio Commerciale e Tributario Angelo Presta tel. 0831.212225 - Fax 0831.654342

28/03/2013
05/03/2013

BANDO COMMERCIO - LA PROCEDURA RIPARTE IL 13 MARZO 2013

Si comunica che la funzionalità della piattaforma di Sistema Puglia per la presentazione delle domande sarà ripristinata in data 13 marzo 2013.
Pertanto, la procedura per partecipare al bando "Interventi a favore delle PMI nel settore del commercio", che si rivolge ai piccoli commercianti, sarà riaperta alle ore 12.00 di mercoledì 13 marzo 2013.
Restano impregiudicati i dati già immessi nel sistema e la possibilità di compilare nuove domande.
La data di scadenza rimane fissata al 4 aprile 2013 (alle ore 12.00 chiusura della procedura, fino alle 14.00 l'invio Pec).

05/03/2013

BANDO COMMERCIO - SOSPESA TEMPORANEAMENTE LA PROCEDURA

Migliaia di domande contemporanee. In poche ore il bando "Interventi a favore delle Pmi nel settore del commercio", che mette a disposizione dei piccoli commercianti 6.579.387 euro, ha superato ogni realistica previsione.
Proprio per assicurare la presentazione delle domande in condizioni di maggiore efficienza del sistema, la Regione Puglia ha disposto la temporanea sospensione del servizio.
Il picco di accessi, infatti, che ha raggiunto diverse migliaia di registrazioni simultanee, ha determinato un rallentamento della procedura telematica. InnovaPuglia, la società regionale che gestisce la procedura di accesso al bando, ha dovuto effettuare un intervento tecnico finalizzato a potenziare il sistema per ridurre i tempi di attesa. Ciononostante nel tardo pomeriggio il sistema ha subito un ulteriore rallentamento.
InnovaPuglia ha scritto in una nota: "al fine di assicurare la presentazione delle domande in condizioni di maggiore efficienza del sistema si comunica la temporanea sospensione del servizio".
"Si assicura che il sistema, alla ripresa del servizio, manterrà i dati e le informazioni già inserite e consentirà il proseguimento della compilazione ed il completamento delle pratiche in lavorazione, oltre che l'inserimento di nuove pratiche".
"Nella mattinata di domani 5 marzo 2013 - conclude la nota - sarà comunicata sui siti istituzionali (www.regione.puglia.it, www.sistema.puglia.it) la data e l'ora di riapertura del servizio di accesso alla procedura telematica del Bando PMI Commercio".

22/02/2013

AFFITTO CON RISCATTO: ECCO LA SOLUZIONE QUANDO LA BANCA NEGA IL MUTUO
Una soluzione sempre più diffusa tra i giovani con reddito basso: l’inquilino paga di più ma a fine contratto può acquistare la casa

Anche lungo tutto il 2012 è continuato l’andamento negativo dei mutui, le cui erogazioni sono scese di circa il 50% rispetto al 2011 (dati Crif). A concorrere a questo dato contribuiscono i timori delle famiglie e i plafond bancari destinati ai mutui ridotti rispetto al passato, mentre intanto cresce il popolo di quelli che attendono l’arrivo di tassi inferiori a quelli attuali o il crollo dei prezzi.
A fare le spese di questa situazione sono soprattutto i giovani i cui redditi hanno valori medi molto bassi e i tanti titolari di partita Iva che difficilmente trovano credito in banca.
Per superare questa impasse, una delle soluzioni proposte (e già ampiamente utilizzata all’estero) è rappresentata dall’affitto con riscatto, un prodotto a metà strada tra l’affitto e l’acquisto vero e proprio della casa; soltanto nell’ultimo mese, rispetto all’anno scorso, le richieste in Italia sono cresciute del 9% a fronte di un aumento delle offerte pari al 13%. Una soluzione che, almeno al momento, piace soprattutto al Nord dove al primato della Lombardia seguono le richieste provenienti dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal veneto, mentre in centro Italia è nel Lazio che si concentrano le domande.

COME FUNZIONA

Rispetto alla soluzione tradizionale, nella proposta di affitto con riscatto vengono stipulati contestualmente due accordi: un contratto di locazione a canone maggiorato rispetto a quello di mercato (perché contenente una quota destinata all’acquisto finale) e un contratto di opzione che prevede – alla scadenza concordata, in media dopo tre anni – la facoltà da parte dell’inquilino di acquistare la casa a un prezzo già stabilito, risultante dalla differenza tra prezzo concordato e somma delle quote accantonate.

VANTAGGI E LIMITI DELL'AFFITTO - RISCATTO

L’affitto con riscatto può rappresentare una soluzione interessante in alcuni casi ma occorre valutare attentamente costi e benefici dell’operazione. Può essere utile, ad esempio, a chi non dispone immediatamente della cifra necessaria a versare l’acconto per l’acquisto di un immobile oppure a chi vuole rimandare l’accensione di un mutuo a un momento successivo in maniera tale da rendere inferiore l’importo richiesto alla banca. Alcune spese come l’Imu, poi, sarebbero ancora a carico dell’effettivo proprietario della casa, così come parte delle spese straordinarie del condominio.
Tra gli elementi da valutare con maggiore attenzione, c’è, infine, la questione legata al prezzo degli immobili: se da un lato, ricorrendo all’affitto – riscatto, si ha la certezza del prezzo d’acquisto bloccato, dall’altro c’è l’incognita di un mercato in fase recessiva che, tra qualche anno, potrebbe riservare più di una sorpresa. E se questo non vale per gli immobili di prestigio, immuni dall’andamento dei mercati, è invece particolarmente importante per quella tipologia media di appartamenti che potrebbe risentire delle condizioni future.

Indirizzo

San Pietro Vernotico
72027

Telefono

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