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Agrilabconsulting - Laboratorio Analisi e Consulenza AgroAlimentare

11/04/2023

di : l'importanza del controllo delle tracce allergeniche

Lo scorso 24 gennaio è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2023/5 che consente la commercializzazione per uso alimentare della farina parzialmente sgrassata di grillo.

È necessario che vengano previsti precisi requisiti di etichettatura, in quanto gli insetti possono contribuire a causare pericolose reazioni allergiche.

L’inserimento di farine a base di insetti negli alimenti è una pratica ancora relativamente nuova e il loro uso è limitato in molti Paesi. Tuttavia, negli ultimi anni ci sono stati significativi progressi nell’accettazione da parte dei consumatori e delle autorità di regolamentazione nei confronti degli insetti come fonte di proteine per l’alimentazione umana. Alcune aziende hanno iniziato a introdurre alimenti contenenti farine di insetti sul mercato, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti.

Questi nuovi alimenti appartengono alla categoria dei novel food - ossia a tutti quei cibi innovativi o prodotti, tradizionalmente consumati al di fuori dell’UE, che utilizzano nuove tecnologie e processi di produzione. Questi prodotti hanno iniziato a essere regolamentati nei mercati europei a partire già dal 2021: a giugno è arrivata la larva del Tenebrio molitor (inizialmente solo in forma essiccata e poi nel 2022 anche congelata), alla fine del 2021, la Locusta migratoria e adesso la farina parzialmente sgrassata di grillo (Acheta domesticus) e i vermi della farina minore (Alphitobius diaperinus), congelati, in pasta, essiccati oppure in polvere.

Il 24 gennaio 2023, infatti, è entrato ufficialmente in vigore il Regolamento (UE) 2023/5 che consente la commercializzazione per uso alimentare della farina parzialmente sgrassata di Acheta domesticus all’interno di tutta una serie di prodotti che si è soliti consumare. Ad esempio:

pane e panini multicereali, cracker e grissini, barrette ai cereali;
premiscele per prodotti da forno (secche), biscotti, prodotti a base di pasta (secchi), prodotti a base di pasta farcita (secchi);
salse;
prodotti trasformati a base di patate;
piatti a base di leguminose e di verdure;
pizza e prodotti a base di pasta;
siero di latte in polvere;
prodotti sostitutivi della carne;
minestre e minestre concentrate o in polvere;
snack a base di farina di granturco;
bevande tipo birra;
prodotti a base di cioccolato;
frutta a guscio e semi oleosi;
snack diversi dalle patatine;
preparati a base di carne.

È innegabile che l’Unione Europea veda negli insetti, e in generale nelle cosiddette proteine alternative, una possibile soluzione all'aumento del costo delle proteine animali, al loro impatto ambientale, all'insicurezza alimentare, alla crescita della popolazione e alla corrispondente e crescente domanda di proteine. Tuttavia, l’UE è ben consapevole anche dei rischi che possono derivare dai novel food e per questo istituisce precisi requisiti di etichettatura per quanto riguarda l’allergenicità.
Gli insetti, infatti, possono causare reazioni allergiche anche gravi (shock anafilattico) a soggetti già sensibili a crostacei, molluschi e acari della polvere, specie evolutivamente vicine e che condividono tra di loro quindi potenziali allergeni.

Nell’etichettatura di questi novel food va specificato che possono provocare reazioni allergiche in soggetti che sono già allergici a crostacei, molluschi e acari. E anche il consumo prolungato e assiduo potrebbe condurre a una sensibilizzazione anche in chi non è allergico.

Con l’introduzione di questo nuovo ingrediente nella filiera alimentare, considerando la sempre più articolata e complessa catena di approvvigionamento e produzione, si possono verificare più frequentemente casi di contaminazione crociata, anche a causa di una maggiore presenza di tracce di Acheta domesticus in prodotti che normalmente non lo dovrebbero contenere. È importante quindi che i produttori e i fornitori implementino misure di controllo atte a escludere la presenza accidentale dell’allergene.

Fonte: Tuv Italia

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17/08/2021

❗❗ATTENZIONE: UNA VALANGA DI RICHIAMI DI PRODOTTI ALIMENTARI PER PRESENZA DI OSSIDO DI ETILENE❗❗

L'ossido di etilene è un gas che ha capacità disinfettanti e disinfestanti contro batteri, funghi e virus e da tempo viene impiegato negli ospedali come sterilizzante.

Nell'industria alimentare viene usato per lo stesso motivo, per la decontaminazione dei silos e dei magazzini dove sono conservati gli alimenti prima di entrare nel ciclo produttivo: succedeva in Europa, dove però non succede più, o meglio non dovrebbe succedere più; succede ancora all’estero, dove le normative sono spesso meno stringenti delle nostre.
Quindi in Europa il suo uso è regolato per legge perché questa sostanza è inserita fra quelle ritenute cancerogene e tossiche.

Purtroppo sono tanti, troppi i prodotti ritirati all’interno dell’Unione Europea per un contenuto di ossido di etilene oltre la norma ed il primo allerta risale a febbraio 2020.

È un problema piuttosto grande ma non è oggettivamente semplice capire come evitare i cibi che contengono tracce di questa sostanza, o che comunque ne contengono tracce a livelli considerati pericolosi.
È talmente difficile che l’Unione Europea ha stabilito che è “necessario che gli operatori del settore alimentare che hanno immesso questi prodotti sul mercato li ritirino o li richiamino”.

Compilare una lista degli alimenti a rischio è impossibile: ci sono i semi di sesamo, i gelati, tantissimi alimenti a base vegetale, ma pure tanti yogurt, sughi e piatti pronti, zenzero, peperoncino e altre spezie e prodotti senza glutine e integratori che contengono materie prime che arrivano dall’India, ma anche da Turchia, Cina, Paraguay e Argentina in cui l'uso di questa sostanza è ammessa.

Ricevere dai propri clienti queste notizie è una bella soddisfazione.Complimenti ancora, Lucio!    '
23/07/2021

Ricevere dai propri clienti queste notizie è una bella soddisfazione.
Complimenti ancora, Lucio!

'

14/07/2021

❗❗Richiamo Granarolo Spa e Gra-Com Srl – B***O (1000 g e 250 g)❗❗

Le aziende GRANAROLO Spa e GRA-COM srl hanno avviato la procedura di richiamo dal mercato dei prodotti:

📌 B***o Granarolo Expert 1000 g, lotto 250821, data di scadenza 25/08/2021
📌 B***o del Buon Pascolo 1000 g (Gra-com), lotto 250821, data di scadenza 25/08/2021
📌 B***o 250 g (Gra-com), lotto 250821, data di scadenza 25/08/2021

per presenza di non dichiarato in etichetta.

07/07/2021

NOCCIOLE : isolata proteina che la scatena



L'allergia alla nocciola, caratterizzata da sintomi che vanno da lievi a gravi, è una delle allergie più comuni nei bambini di tutta Europa tanto che secondo il Registro Europeo dell'anafilassi, che raccoglie i dati di bambini e adolescenti di dieci Paesi europei inclusa l'Italia, la nocciola è il secondo alimento, dopo l'arachide, causa di reazioni allergiche severe nei bambini in età scolare, il terzo nei bambini in età prescolare.

Colpa della oleosina, una proteina allergenica.
In questo panorama si capisce quanto sia essenziale una diagnosi accurata di questa allergia. Tuttavia, gli allergeni lipofili, come le oleosine, sono generalmente sottorappresentati nei test diagnostici.
Lo studio condotto dalla dottoressa Giovanna Monti, del servizio di Allergologia pediatrica della Pediatria diretta dal dottor Marco Spada e afferente al Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino dell'ospedale infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, diretto dalla professoressa Franca Fagioli, ha cercato di caratterizzare la reattività IgE di oleosine di nocciole crude e tostate, utilizzando i sieri di pazienti pediatrici allergici alla nocciola.

Lo studio Oleosin Cor a 15 is a novel allergen for Italian hazelnut allergic children, realizzato con il sostegno della Fondazione CRT, in collaborazione con i ricercatori dell'Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del CNR di Torino, coordinati dalla dottoressa Laura Cavallarin e condotti dalla dottoressa Maria Gabriella Giuffrida, è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Pediatric Allergy and Immunology, periodico ufficiale dell'Accademia Europea di Allergia e Immunologia Clinica.

Un'indagine proteomica e genomica ha permesso di identificare due nuove oleosine, oltre a Cor a 12 e Cor a 13, nei corpi di olio di nocciola. Una delle nuove oleosine è stata registrata come nuovo allergene, secondo i criteri della banca degli allergeni dell'OMS/IUIS, e denominata Cor a 15. Cor a 15 è stata l'oleosina più frequentemente immunoriconosciuta nella coorte. Le oleosine sono risultate essere gli unici allergeni immunoriconosciuti in un sottogruppo di pazienti allergici che mostravano bassi valori di IgE del test ImmunoCAP e OFC e PbP positivi. La tostatura delle nocciole ha determinato un aumento dell'immunoreattività dell'oleosina.

L'isolamento della proteina allergenica è stato possibile anche grazie all'analisi del genoma del nocciolo, condotta dai genetisti e dai biotecnologi vegetali del Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari dell'Università di Torino e dell'Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR.

In Italia, secondo produttore mondiale di nocciole dopo la Turchia, questo frutto a guscio è il più utilizzato nelle creme spalmabili di cioccolato, nelle merendine, nei dolciumi o nei gelati, nelle torte, nei biscotti, nei cereali per colazione, oltre ad essere spesso consumata come tale.
Secondo quanto riportato da EuroPrevall, è l'alimento che più causa reazioni allergiche nella popolazione studiata, circa 890mila persone sul totale di 446 milioni di abitanti dell'Europa, tra cui circa 20mila bambini e adolescenti solo in Italia. Le reazioni allergiche possono essere di diversa entità: da quelle lievi, come prurito o bruciore orale alla sua ingestione, a quelle più severe. E proprio nel bambino possono arrivare a mettere a rischio la vita.

Lo studio ha permesso così di scoprire una nuova oleosina di nocciola, Cor a 15, che potrebbe svolgere un ruolo nell'indurre una reazione allergica in un sottogruppo di pazienti pediatrici che immunoriconosce esclusivamente oleosine. L'elevata prevalenza di sensibilizzazione all'oleosina di nocciola riportata nello studio conferma la necessità di includere le oleosine nelle procedure diagnostiche di routine.

Oleosin Cor a 15 is a novel allergen for Italian hazelnut allergic children →

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