27/08/2026
Attirate dai neon anziché dal mare: a Cardedu il buonsenso salva 50 tartarughine.
Madre Natura le programma da milioni di anni per seguire il tenue riflesso della luna sull'acqua. Ma l'istinto, per quanto infallibile, non aveva fatto i conti con l'illuminazione dei chioschi balneari. Così, sabato sera a Cardedu, una cinquantina di neonate tartarughe della specie Caretta caretta, appena sbucate dalla sabbia, invece di puntare verso le onde hanno fatto un'inversione a U, marciando compatte verso le luci del bar del Perd'e Pera Resort.
Poteva essere l'ennesima strage dettata dall'antropizzazione delle nostre coste. Invece la cronaca estiva registra un rincuorante sussulto di civiltà. Di fronte a quell'invasione di minuscoli carapaci disorientati, il titolare del resort non ha perso tempo a cercare lo scatto perfetto per i social. Ha alzato il telefono e ha chiamato la Base Navale di Arbatax del Corpo Forestale. E, nell'attesa dei soccorsi ufficiali, ha mobilitato dipendenti e turisti in un cordone di salvataggio improvvisato ma provvidenziale: hanno raccolto le bestiole a una a una con la dovuta delicatezza, le hanno girate verso il mare e le hanno accompagnate fino alla battigia, riconsegnandole al loro elemento.
Quando i forestali sono arrivati sul posto, il grosso del lavoro manuale era già stato fatto dal buonsenso cittadino. Ai militari è toccato il compito, altrettanto fondamentale, di ripristinare il buio. Fatte spegnere le luci del locale e transennata l'area del nido – di cui nessuno fino a quel momento sospettava l'esistenza – la natura ha ripreso il suo corso senza ulteriori distrazioni ottiche. La prova del nove è arrivata a notte fonda, quando un'altra tartarughina ritardataria ha fatto capolino dalla sabbia: complice l'oscurità ritrovata, ha puntato dritta al mare senza esitazioni.
Ora l'area resterà sotto stretta sorveglianza per tre giorni. Gli esperti del Centro di Recupero del Sinis (CReS) ispezioneranno il nido per contare i gusci schiusi e verificare se ci sia ancora qualche uovo in attesa di aprirsi.
La lezione che arriva dalle spiagge dell'Ogliastra è semplice e disarmante. Per tutelare l'ecosistema, spesso, non servono crociate ideologiche. Come giustamente sottolineato dallo stesso Corpo Forestale nel ringraziare la struttura, basta il civismo di chi vive e lavora sulla costa. Spegnere un interruttore, evitare i flash dei telefonini e avvisare le autorità. Lasciando all'istinto il compito di fare il resto.