«Una foto è la sintesi di un momento rimasto indelebile»
Queste non sono le parole di qualche grande maestro del passato, ma di un giovane fotografo napoletano: Valerio Savino, nato a Pompei il 1 Febbraio del 1995. La fotografia entra nella sua vita quasi per caso: volendo soddisfare il suo desiderio di immortalare ogni momento importante, Valerio decide di fare un gioco con se stesso, con il sol
o scopo di divertirsi. Il futuro però è un libro non scritto, e Valerio scopre la passione della sua vita, ponendosi un obbiettivo preciso, ossia lavorare dietro ad una fotocamera. Così inizia a realizzare i suoi primi scatti, immortalando le immagini dei suoi amici, scoprendo in se stesso un talento che avrebbe potuto cambiare la sua vita.
È per questo che Valerio, una volta completato il ciclo di studio, entra a far parte del gruppo Fotografi Vesuviani, unione di giovani fotografi talentuosi, desiderosi di coltivare la propria passione e creare qualcosa di nuovo. Però Valerio, grazie all’interesse che rivolge al mondo che lo circonda, non si limita a questo. La sua formazione infatti trova un forte sprint, durante le sue esperienze artistiche, presso il Liceo Artistico Santissimi Apostoli di Napoli. Il tempo trascorso in questo nuovo ambiente cittadino si è impresso nell’animo di Valerio, che è cresciuto molto, grazie al confronto con individui culturalmente differenti da lui. Purtroppo questa esperienza artistica è solo una breve parentesi, perché Valerio decide di entrare all’Istituto Eugenio Montale di Somma Vesuviana, per studiare Informatica. Questa però scelta si rivela molto fortunata perché, grazie alle sue conoscenze tecniche e appunto informatiche, Valerio riesce con destrezza a padroneggiare diversi programmi di rielaborazione grafico-digitale. La vita di Valerio sembra aver preso una direzione precisa, e riesce a realizzare diversi book fotografici per diverse aziende d’abbigliamento e privati, migliorando ad ogni scatto. Il primo passo importante della sua giovane carriera è la sua mostra presso il Santuario di Madonna dell’Arco, durante il famoso premio Fontana d’Argento, evento che attira diversi artisti di tutti i campi. Una promettente carriera quindi per il giovane Valerio, che però coltiva anche un’altra passione. Quando non è dietro la sua macchina fotografica, lo si può trovare a suonare la sua amata chitarra. L’amore per la musica gli è stato trasmesso dalla famiglia, che da diverse generazioni vede appassionati di musica tra le proprie fila e, soprattutto, dal suo desiderio di prendere tutte le emozioni che la musica trasmette, e di farle confluire nella fotografia. La musica ispira le sue foto, crea per loro uno sfondo sul quale tutte le note si dispongono una davanti all’altra, prendono lentamente forma fisica, e diventano immagini. Non è una rarità infatti che Valerio ascolti la sua musica mentre lavora nel suo studio fotografico. Nell’ultimo periodo volge la sua arte verso l’impegno sociale, Proprio questa sua collaborazione lo porta a partecipare al Convegno per il femminicidio internazionale − Mai più violenza infinita: riEduchiamo la cultura − tenutosi al Senato della Repubblica di Roma, nella Sala Atti Parlamentari “Giovanni Spadolini”. Valerio dimostra di avere, quindi, un profondo interesse per il sociale, impegno che porta avanti con costanza e dedizione. Tutt’ora collabora con “La Campania non deve morire”, mobilitazione nazionale volta alla “salvezza” della regione, per la quale ha prestato la propria abilità per la realizzazione di un calendario per la lotta al cancro. Tutt’ora Valerio vive a Sant’Anastasia, un attivo comune in provincia di Napoli, e lo si può trovare alla sua e-mail [email protected]. Insomma, nonostante la sua giovane età, Valerio non si preclude nessuna strada e, ambisce a migliorarsi sempre più. Per il resto, come ho scritto sopra, il futuro è un libro non ancora scritto.