15/07/2019
SOLO CENERE E TRISTEZZA INFINITA
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Ma tu sei diverso,
sei il figlio bastardo di questa terra,
sei una pietra senza cuore,
senza storia
e senza futuro
perché non hai voluto capire,
non hai voluto respirare per un attimo,
chiudendo gli occhi e aprendo il cuore.
Sei un traditore
che usa i doni per distruggere gli uomini,
gli animali e la terra.
Sei quello che hai creato.
Sei solo cenere.
Che la nostra terra abbia pietà di te.
Millina Spina, 13 luglio 2017
SOLO CENERE E TRISTEZZA INFINITA
Forse a casa tua si parla sardo
e al bar bevi solo Ichnusa,
forse sventoli la bandiera dei quattro mori
ad ogni occasione,
con orgoglio magari,
forse sei uno di quelli
che asserisce che i prodotti sardi siano i migliori
e che il nostro mare sia il più bello al mondo.
Forse nelle feste scorgi la bellezza delle donne della tua terra,
nelle loro vesti
intessute di storia,
di silenzi,
di sofferenze
e di speranza in un domani migliore.
Forse hai ballato stretto
insieme alle tue sorelle ed ai tuoi fratelli
in un magico ballu tundu
dove la musica arrivava da un tempo remoto.
Forse hai figli da abbracciare ogni sera
ed una donna da amare
mentre ti tuffi nella profondità della sua anima.
Forse non sai
che il suolo che occupi
non è opera tua:
è l’eredità che il tempo con la sua pazienza
e donne ed uomini
dallo sguardo intenso e dal profilo deciso
hanno tramandato
perché ne avessimo cura
con passione e fierezza.
Tante ipotesi, le mie,
ed un’unica certezza:
che tu un cuore non ce l’abbia.
Perché se solo l’avessi avuto
avresti capito che sei un ospite
in questa meravigliosa terra,
avresti sentito l’erba spuntare
e difeso ogni essere
che qui viaggia insieme a te,
fosse anche solo una formica.
Se avessi avuto un cuore
saresti stato grato
per tutti i doni che su questa Terra
hanno una valenza diversa:
l’ombra delle querce che asciuga il sudore
e ritempra dalle fatiche instillando nuova e magica energia;
il mare, splendida cornice della nostra storia millenaria
racchiusa dalle pietre rivestite di muschio,
morbido velluto
che preserva
e attraverso il quale passa,
lieve ma soave,
la voce del passato;
il vento,
abile e paziente cesellatore
delle nostre rocce,
profusore di profumi unici
che arrivano in ogni dove,
fino all’ultimo dei villaggi più isolati e irraggiungibili.
Ma tu sei diverso,
sei il figlio bastardo di questa terra,
sei una pietra senza cuore,
senza storia
e senza futuro
perché non hai voluto capire,
non hai voluto respirare per un attimo,
chiudendo gli occhi e aprendo il cuore.
Sei un traditore
che usa i doni per distruggere gli uomini,
gli animali e la terra.
Ma mentre noi, figli veri e grati
verso questa terra
ci scrolleremo di dosso la cenere
e volgeremo ancora lo sguardo al cielo
ad implorare l’aiuto delle stelle
per ricoprire di querce il suolo
e di muschio le pietre,
tu sarai morto.
Lo sai, sei morto dal momento
in cui la fiamma si è propagata
ed ha inghiottito storia e progetti,
fatiche immani e pezzi di pane.
Sei morto perché non sei più un essere umano,
non sei un animale
e non sei neanche il più piccolo
ma prezioso granello di sabbia.
Sei quello che hai creato.
Sei solo cenere.
Che la nostra terra abbia pietà di te.
Millina Spina, 13 luglio 2017