15/10/2026
Sulle tote bag della Product Heroes Conference c’era stampata, senza che ci fossimo accordati, la stessa idea da cui partiva il talk di Nicolò Volpato: ora che con l’AI si può realizzare quasi qualsiasi cosa, il lavoro difficile è scegliere cosa vale la pena tenere.
Nei team e nelle aziende con cui lavoriamo lo osserviamo spesso: quando un prototipo costa pochissimo, la matrice valore-effort si appiattisce e la priorità smette di emergere da sola. Lo scope cresce senza che nessuno lo decida e se non scegliamo noi cosa lasciare fuori, a farlo è l’ordine in cui le cose sono state generate.
Ci è capitato perfino di vedere persone discutere a lungo sul perché Claude avesse inserito un certo contenuto in un prototipo, invece di chiedersi se quella pista avesse ancora senso.
Per questo il design torna a lavorare su contesto e confini, su cosa sta dentro e cosa resta fuori. E oggi deve farlo per due interlocutori, le persone che decidono e le AI che costruiscono dentro quello spazio, a cui il contesto va consegnato in una forma che anche una macchina possa leggere ➡️ https://vist.ly/5ni57
📸 Foto credits - Product Heroes Conference