20/06/2021
https://www.energiarchitettura.com/17-biennale-architettura/
How Will We Live Together, Giorno 1
Il mondo dell’architettura s’interroga sulle modalità di convivenza nel futuro che ci attende. Investito dalla Pandemia Globale, il quesito – quasi un vaticinio – diventa non più un interrogativo ma un mantra per urbanisti, pianificatori, progettisti. Accanto a proiezioni e visioni di nuove forme di spazialità urbane e “galattiche” (c’è un’installazione bellissima di ESA sulla superficie lunare), troneggia il tentativo di declinare la condivisione di energie e risorse. Fra tutti, l’elemento che più ha attratto la mia attenzione è la sfida utopica di pianificazione nelle non-nazioni, quegli angoli di mondo allestiti come spazio per profughi, aree transitorie divenute forzatamente casa per popoli martoriati dalla guerra, genti messe in condizione di attesa, un’estenuante e drammatica pausa di un’esistenza sospesa, negata nell’essenza più profonda di quel diritto ontologico all’esistere che ogni essere umano dovrebbe possedere. La provocazione del “Refugee Hermitage” è potente nel tentativo di far riconoscere i campi profughi come meraviglia del mondo sotto tutela UNESCO, ma una storia fra tutte mi è entrata nel cuore. Il progetto racconta di una fattoria posta sulla striscia di Gaza, che da anni continua a modificare la propria forma e la propria produzione a causa delle continue distruzioni causate dal conflitto Israelo-Palestinese. La sintesi del racconto è stata ricamata su una tovaglia e dipinta su piatti narranti la storia del cibo che la famiglia Qudaih mette in tavola, nonostante tutto, ogni giorno. La transizione energetica ha un sottobosco di sharing values la cui declinazione è complessa e profonda e mette in discussione tutto, in primis il diritto al possesso di ciò che oggi una ridotta porzione di umanità da per scontata perché nata dalla parte “giusta”, ma solo per pura, banalissima casualità che solitamente chiamiamo fortuna.
How Will We Live Together, Giorno 1 Il mondo dell’architettura s’interroga sulle modalità di convivenza nel futuro che ci attende. Investito dalla Pandemia Globale, il quesito – quasi un vaticinio – diventa non più un interrogativo ma un mantra per urbanisti, pianificatori, progettisti. Ac...