27/03/2023
"Ma io lavoro, per non stare con te."
Emozioni, sentimenti, verità, forzature, trappole, esasperazione, ironia: tutto questo e forse di più in una sola frase... Splash!
[La più forte dichiarazione di non amore della storia.]
Lorenzo Urciullo, in arte , e Antonio Di Martino, in arte , sono due adorabili canaglie, un duo di simpatici satanassi che hanno stregato la canzone italiana. Con un leggerissimo “Splash”!
A Sanremo 2021 portano una canzone all’apparenza del tutto innocua, e così continua a sembrare per un po’ finché, quando è troppo tardi, ci si rende conto che abbiamo lasciato libero il più potente e invasivo tormentone degli ultimi anni.
«Metti un po’ di musica leggera, perché ho voglia di niente, anzi leggerissima, parole senza mistero, allegre, ma non troppo, metti un po’ di musica leggera, nel silenzio assordante, per non cadere dentro al buco nero che sta a un passo da noi», capito che roba, con quel titolo capace di imbrogliare anche il più navigato dei consumatori, altro che leggerissima, loro avevano trovato l’inno del Covid e del post-Covid, l’antidoto da cantare per farci passare il mal di solitudine, il male dell’isolamento.
Non paghi, tornano al Festival con un titolo che sembra ancora più disimpegnato, un secco “Splash” che nessuno potrebbe prendere sul serio: «Ma che mare, ma che mare, meglio soli su una nave», sebbene la cantino in febbraio sono già estivi, guardano lontano, con perfida lungimiranza, ma la parte diabolica è un’altra, è quella che tradisce perché non la si nota subito.
In un periodo in cui le canzoni fanno davvero fatica a farsi notare, e soprattutto a parlare a tutti, loro che sono nuovi, ma anche un poco antichi, loro che cavalcano la nuova scena ma non hanno ansie generazionali, non hanno da rivendicare un lessico di appartenenza adolescenziale, buttano lì una frase destinata a perseguitarci a lungo: «Ma io lavoro, per non stare con te». Gettata lì come per caso, la più forte dichiarazione di non amore della storia.