Nel 2000 ha avuto inizio un’intensa stagione di ricerche storiche e archeologiche incentrate sul castello della Brina, un insediamento fortificato medievale posto sui rilievi dietro Sarzana, del quale si erano p***e quasi del tutto le tracce. Grazie alla localizzazione di alcuni toponimi che nella documentazione medievale erano legati al sito e alla presenza del moncone di una torre segnalato dal
CAI nella stessa area, in anni recenti gli archeologi sono potuti giungere alla scoperta del castrum de Brina. Da allora una ricognizione intensiva e numerose campagne di scavo, nell’ambito di una convenzione pluriennale tra vari Enti pubblici, Istituzioni di ricerca e Associazioni, hanno riportato alla luce questa importante fortificazione e ne hanno ricostruito le complesse vicende, dai Liguri fino ai giorni nostri. I risultati delle ricerche archeologiche
Grazie ai documenti raccolti nel registro della Chiesa lunense erano note alcune vicende del castello della Brina tra XI e XIII secolo, ma molte altre informazioni erano mancanti. Attraverso le ricerche archeologiche e l’uso integrato delle fonti siamo ora in grado di riscrivere i la storia della Brina per un periodo lungo quasi 3000 anni!. Tra l’antichità e l’alto medioevo
Il sito fu infatti già frequentato tra il V e il IV secolo a.C., quando vi sorse un villaggio di capanne dei Liguri. vi nacque un nuovo abitato di altura, con edifici e strutture difensive in materiale deperibile. Dal Mille al Duecento
A cavallo del Mille i domini Da Burcione decisero di trasformare l’insediamento, costruendo un’alta torre, alcuni ambienti e una cinta in pietra a protezione della sommità collinare. Altre ristrutturazioni della rocca si ebbero nel Duecento, quando il Vescovo di Luni affermò il proprio dominio sul castello
Tra basso medioevo ed età moderna
Lo scontro che nacque in seguito per il controllo del castrum tra lo stesso Vescovo e i Malaspina agli inizi del Trecento portò alla distruzione della rocca. Da allora la parte alta del sito fu abbandonata, mentre la zona meridionale fu usata come punto di avvistamento dai Malaspina e quindi come dogana di Sarzana fino XVI secolo, quando la luce della Brina smise per sempre di brillare.