GIANNA PEDONI
Elezioni politiche 2022
25 SETTEMBRE
Mi presento come candidata alla Camera dei Deputati per l'uninominale, sono una mamma di due figlie, nonna di quattro nipoti. Ho ricominciato a fare la politica attiva dopo quarant'anni, tempo che ho dedicato a studiare e lavorare per diventare una libera professionista, dal 1988 sono una ragioniera commercialista. Conosco il tessuto economico d
ella nostra Città di Sassari, ma anche la realtà della nostra provincia. Vorrei portare la mia esperienza, il mio coraggio, la mia passione, in un ambito più fatti- vo dove poter incidere in scelte, che oggi sono estremamente difficili e che produrranno effetti nei prossimi dieci/venti anni. La rivoluzione tecnologica, la transizione energetica, cambieranno totalmente il nostro modo di vivere, di lavorare, con la perdita di tanti posti di lavoro e con la nascita di nuovi profili professionali. La Sardegna è la terza regione d'Italia per superficie, 24.100 km per 1.573.089 abitanti. Possiamo e dobbiamo realizzare nuovi progetti per risolvere i problemi della viabilità e conse- guentemente migliorare i trasporti, utilizzando i fondi del PNRR e dei fondi europei, questi ultimi non vengono mai utilizzati completamente per la mancanza di progetti. Realizzare una rete ferroviaria elettrica, che colleghi non soltanto i grandi centri, ma che corra lungo tutto il perimetro. Dalla costa al centro dell'Isola, consentendo agli abitanti sardi di potersi spostare, per il lavoro, per lo studio. I luoghi serviti da una rete ferroviaria efficiente, ad alta veloci- tà, indicano una percentuale di PIL (prodotto interno lordo) maggiore del 7-8%. Il turismo potrebbe, finalmente, trovare uno sviluppo più adeguato, avvicinando le zone interne con quelle della costa. La Sardegna può fare turismo per tutto l'anno, sviluppando il turismo culturale - ricreativo, con la conoscenza del l'immenso patrimonio storico, la presenza di oltre 8.000 nuraghi (unicità al mondo), e della cultura lasciatici da fenici, greci e romani. Potremmo avere uno sviluppo economico e sociale talmente importante, da non dover più con- sentire ai nostri figli e nipoti di lasciare la loro terra. Lavoro serio qualificato pagato che dà digni- tà. Non assistenzialismo, non pietismo. Rimettiamo la Scuola al centro delle nostre attenzioni, miglioriamo la formazione di coloro che sono fuori dal mondo del lavoro e che possono rientrarci a testa alta e sentirsi di nuovo persone. Tutto questo è possibile, occorrono le persone capaci e qualificate. il voto è un dovere e un diritto. Lo dobbiamo a chi, prima di noi ha perduto la vita per donarcelo.