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Aiutiamo imprenditori ed aziende a concepire, sviluppare e realizzare business agroalimentare, innovando i processi e i modelli organizzativi per produrre alimenti nel rispetto della compliance, dei valori etici e di sostenibilità.

𝐏𝐨𝐬𝐭𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐢: 𝐥'𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢Per anni i probiotici hanno guidato l'innovazione negli...
22/06/2026

𝐏𝐨𝐬𝐭𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐢: 𝐥'𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢

Per anni i probiotici hanno guidato l'innovazione negli alimenti funzionali, ma gestirli non è semplice: stabilità, processi produttivi, normativa complessa.

I postbiotici offrono un'alternativa interessante: preparazioni da microrganismi inattivati e loro componenti bioattivi, senza i vincoli dei microrganismi vivi. Più stabilità, compatibilità tecnologica e più flessibilità applicativa.

Le applicazioni? Alimenti funzionali, shelf life, nutraceutica, cosmetica, pet food.

Nell'articolo completo: meccanismi d'azione, processi produttivi, regolamentazione e opportunità concrete per le PMI

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𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞: 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento ...
18/06/2026

𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞: 𝐢𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨

Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT). Una riforma attesa da anni, ma fortemente divisiva.

Le piante NGT-1 — il 94% di quelle future — non avranno etichettatura né tracciabilità. Per gli agricoltori biologici le tutele sono insufficienti per i rischi di contaminazione. I brevetti rimangono un nodo irrisolto.

Non si tratta di essere pro o contro l'innovazione. Si tratta di chiedersi: per chi funzionerà questa riforma? Chi ne pagherà i costi?

Biodiversità, filiere locali e libertà di scelta dei consumatori meritano risposte chiare. Non solo in laboratorio, ma nelle regole del mercato.

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𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭à 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐏𝐌𝐈Con il nuovo regolamento europeo PPWR cambiano le regole: ...
17/06/2026

𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟔: 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭à 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐏𝐌𝐈

Con il nuovo regolamento europeo PPWR cambiano le regole: più attenzione a riciclabilità, contenuto riciclato, riduzione dei materiali e progettazione degli imballaggi.

Per le aziende alimentari questo significa ripensare non solo il packaging, ma anche processi, costi, relazioni con clienti e accesso al mercato.

La vera domanda non è se il regolamento avrà un impatto, ma quanto le aziende siano già oggi preparate ad affrontarlo.

Nel nuovo articolo analizziamo cosa cambia e perché prepararsi in anticipo può trasformarsi in un vantaggio competitivo.

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𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐭𝐲 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞: 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢Per anni abbiamo investito in tecn...
16/06/2026

𝐅𝐨𝐨𝐝 𝐒𝐚𝐟𝐞𝐭𝐲 𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐞: 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢

Per anni abbiamo investito in tecnologia, HACCP, audit e sistemi sempre più evoluti per garantire alimenti sicuri.

Eppure una domanda rimane aperta: se le procedure ci sono, perché continuano a verificarsi errori e non conformità?

Con il Regolamento (UE) 2021/382 entra sempre più al centro il concetto di Food Safety Culture: la sicurezza alimentare dipende anche dalle persone.

Leadership, comunicazione, fiducia e possibilità di segnalare problemi incidono direttamente sulla qualità e sulla sicurezza del cibo.

Perché il cibo sicuro non nasce solo dai manuali, ma nasce dalla cultura che ogni organizzazione costruisce ogni giorno.

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𝐓𝐫𝐞𝐛𝐛𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐫𝐫𝐚: 𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨Le trebbie di birra vengono spesso considerate solo ...
03/06/2026

𝐓𝐫𝐞𝐛𝐛𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐫𝐫𝐚: 𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐥𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨

Le trebbie di birra vengono spesso considerate solo un sottoprodotto da valorizzare, in realtà potrebbero essere molto di più.

Le nostre attività di ricerca e sviluppo mostrano che la farina ottenuta dalle trebbie presenta un profilo nutrizionale particolarmente interessante, grazie al contenuto di fibre, proteine, composti fenolici e minerali.

L'aspetto più promettente riguarda però l'interazione con il microbiota intestinale. Le fibre presenti possono favorire la crescita di microrganismi benefici e la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), metaboliti associati a numerose funzioni fisiologiche.

A questo si aggiungono proprietà tecnologiche che ne consentono l'impiego in prodotti da forno, snack funzionali, alimenti plant-based e nutrizione sportiva.

La sfida oggi, tuttavia, non è recuperare uno scarto, ma trasformarlo in un ingrediente standardizzato, sicuro e realmente utilizzabile su scala industriale.

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𝐋'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐨-𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨Lo dimostra il piano francese Ecoantibio: riducen...
01/06/2026

𝐋'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐨-𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚 𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨

Lo dimostra il piano francese Ecoantibio: riducendo l'uso degli antibiotici critici negli allevamenti, la resistenza di E. coli alla colistina è passata da circa il 40% a valori compresi tra il 5% e il 10%.

Un risultato che merita attenzione perché mostra come interventi mirati possano produrre effetti concreti in tempi relativamente brevi.

La sfida, però, non si ferma agli allevamenti. Batteri resistenti e geni di resistenza possono circolare attraverso acqua, suolo, ambiente e alimenti, coinvolgendo l'intera filiera agroalimentare.

Per questo il contrasto all'AMR richiede un approccio integrato: biosicurezza, sorveglianza epidemiologica, visione One Health, e soprattutto scelte coerenti

La lotta all’antibiotico-resistenza non può essere vista soltanto come un obbligo sanitario o regolatorio, ma come parte di una più ampia responsabilità collettiva.

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𝐌𝐚𝐥𝐭𝐨𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 Le maltodestrine resistenti stanno t...
27/05/2026

𝐌𝐚𝐥𝐭𝐨𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢



Le maltodestrine resistenti stanno trovando sempre più spazio nello sviluppo di alimenti funzionali e prodotti a ridotto impatto glicemico.



Il motivo è chiaro: queste fibre solubili, ottenute dalla trasformazione controllata dell’amido, possono contribuire a modulare la risposta glicemica e favorire la fermentazione da parte del microbiota intestinale.



Ma la ricerca più recente sta mostrando anche un altro aspetto importante, non basta più “aggiungere fibra” a una formulazione. La risposta metabolica agli alimenti non dipende soltanto dai singoli nutrienti, ma dalla struttura della matrice alimentare e dai processi biologici che la trasformano.



È qui che fermentazione e bio-trasformazione stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. Non solo per migliorare digeribilità, biodisponibilità e risposta glicemica, ma per progettare ingredienti e alimenti che sviluppino naturalmente proprietà funzionali.



Maltodestrine resistenti, fermentazioni controllate di cereali e legumi, modulazione dell’amido e sviluppo di composti bioattivi stanno aprendo nuove prospettive per il settore agroalimentare.



Probabilmente la vera innovazione dei prossimi anni non sarà “correggere” alimenti raffinati, ma ripensare i processi capaci di generare qualità biologica direttamente nella materia prima.



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𝐏𝐨𝐥𝐢𝐟𝐞𝐧𝐨𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐄𝐕𝐎 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭à: 𝐠𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨L’olio extravergine di oliva vive oggi una contraddizione e...
23/05/2026

𝐏𝐨𝐥𝐢𝐟𝐞𝐧𝐨𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐄𝐕𝐎 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭à: 𝐠𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐛𝐢𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨

L’olio extravergine di oliva vive oggi una contraddizione evidente.

I polifenoli dell’EVO sono associati dalla ricerca scientifica a proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e protettive. Eppure, secondo un recente studio scientifico, proprio gli attributi sensoriali che ne indicano la presenza, amaro e piccante, vengono percepiti dal consumatore come difetti o caratteristiche poco piacevoli.

Forse il problema è che non abbiamo mai spiegato davvero cosa amaro e pungente significhino. Non sono soltanto sensazioni gustative, ma segnali che raccontano freschezza delle olive, qualità produttiva e talvolta maggiore stabilità ossidativa.

Nel frattempo, spesso non comunichiamo in modo adeguato il valore reale del prodotto di qualità e gestiamo l’olio EVO come una commodity relativamente stabile, nonostante la ricerca indichi con sempre maggiore chiarezza che andrebbe considerato un alimento fresco, dinamico e biologicamente attivo.

Occorre ripensare in modo nuovo il posizionamento e la valorizzazione dell’olio extravergine, non solo sul piano del marketing, ma anche su quello culturale e tecnologico.

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𝐓𝐫𝐞𝐛𝐛𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐫𝐫𝐚: 𝐝𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐭𝐨 𝐚 𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐥’𝐮𝐩𝐜𝐲𝐜𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚 Le trebbie di birra vengono spess...
20/05/2026

𝐓𝐫𝐞𝐛𝐛𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐛𝐢𝐫𝐫𝐚: 𝐝𝐚 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐭𝐨 𝐚 𝐢𝐧𝐠𝐫𝐞𝐝𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐥’𝐮𝐩𝐜𝐲𝐜𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐨𝐯𝐯𝐢𝐬𝐚


Le trebbie di birra vengono spesso presentate come una perfetta opportunità di upcycling alimentare.

E le potenzialità ci sono davvero: fibre, proteine, composti bioattivi e possibilità di sviluppare ingredienti funzionali coerenti con le nuove richieste del mercato.


Ma nella pratica industriale il tema è più complesso di quanto sembri. Perché trasformare una matrice umida, deperibile e variabile in un ingrediente destinato al consumo umano significa entrare pienamente nel campo della produzione alimentare.


Non basta dimostrare che il sottoprodotto “può essere utilizzato”, ma occorre dimostrare che può essere gestito in sicurezza, in modo ripetibile e conforme nel tempo.


Trasporto, gestione microbiologica, umidità residua, attività dell’acqua, conservabilità, qualificazione normativa, sicurezza alimentare, conformità igienico‑sanitaria, rintracciabilità e validazione del processo diventano elementi centrali.


L’upcycling richiede progettazione, cultura industriale e capacità di governare la complessità.

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𝐎𝐥𝐢𝐨 𝐄𝐕𝐎 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐚𝐜𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭à 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚L’olio extravergine d’oliva non è solo un pilastro ...
11/05/2026

𝐎𝐥𝐢𝐨 𝐄𝐕𝐎 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐚𝐜𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐨: 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭à 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚

L’olio extravergine d’oliva non è solo un pilastro della dieta mediterranea, ma un alleato concreto dell’invecchiamento attivo.

Le evidenze scientifiche mostrano come un consumo quotidiano adeguato, soprattutto di oli ricchi in polifenoli, sia associato a un migliore mantenimento della funzionalità fisica e a una riduzione della percezione del dolore con l’avanzare dell’età.

Alla base ci sono meccanismi ben noti: azione antinfiammatoria, protezione cardiovascolare e supporto allo stress ossidativo.

Eppure questo valore resta in gran parte inespresso. I consumi medi sono inferiori alle quantità efficaci e, soprattutto, la qualità reale dell’olio non è sempre preservata lungo la filiera.

Il risultato è un cortocircuito: un alimento con un forte potenziale nutraceutico viene percepito e utilizzato come una commodity.

La sfida è ripensare come produrre, comunicare e valorizzare l’olio EVO.

Serve una filiera capace di proteggere, misurare e comunicare il valore reale dell’EVO. Perché senza riconoscimento, anche l’eccellenza diventa invisibile.

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