GiottoStudio

GiottoStudio Obiettivo: No Stress. 👇 Contattaci per un check-up.

Giotto Studio è il tuo partner di fiducia a Treviso. 🛡️ Consulenza Fiscale, Societaria & Modelli 231. ⚖️ Risoluzione conflitti con la Pratica Collaborativa. 📈 Trasformiamo i numeri in strategia. L’attività dello Studio riguarda consulenza e assistenza contabile, societaria, fiscale e contrattuale, consulenza e assistenza in materia di agevolazioni d'impresa e contributi comunitari, nazionali, regi

onali e provinciali, consulenza e assistenza tributaria, perizie di stima e valutazione di aziende, dichiarazioni e adempimenti fiscali, realizzazione di analisi e di budget aziendali annuali e infrannuali, attività di sindaco, revisore e membro di organismi di vigilanza.

«Francesca, pago l'affitto del capannone da quindici anni. Praticamente sto buttando via i soldi, vero?»È il classico du...
24/06/2026

«Francesca, pago l'affitto del capannone da quindici anni. Praticamente sto buttando via i soldi, vero?»

È il classico dubbio amletico di chi fa impresa. Comprare i muri dell'azienda ha un richiamo psicologico fortissimo: l'idea di avere "qualcosa di proprio", di non dover più rendere conto a un padrone di casa e di lasciare un patrimonio solido in famiglia.

Tutto molto rassicurante a livello emotivo. Ma finanziariamente la partita è un'altra.

Quei soldi usati per l'acquisto — o l'esposizione bancaria per sostenere un mutuo ventennale — restano letteralmente immobilizzati nel cemento. E sono risorse cruciali che vengono sottratte alla vera benzina dell'azienda: l'acquisto di un macchinario più performante, lo sviluppo commerciale, o banalmente la liquidità che serve per tenere botta quando i clienti pagano in ritardo.

L'affitto non costruisce patrimonio immobiliare, è innegabile. Ma tiene la cassa libera e l'azienda molto più flessibile di fronte agli imprevisti.

La scelta corretta non si fa a sensazione, perché non esiste una risposta uguale per tutti. Dipende da quanto rende il vostro capitale quando lo fate girare dentro l'azienda rispetto a tenerlo fermo nei muri. E, aspetto fondamentale, dipende da come si compra: spesso ha senso farlo con una holding immobiliare separata, per proteggere il bene, mai con la società operativa che rischia tutti i giorni sul mercato.

Pensare di "buttare via soldi" con l'affitto è un istinto naturale. Ma le operazioni immobiliari aziendali si decidono con i flussi di cassa alla mano, non con la pancia.

«Tranquilla Francesca, tanto ho una Srl. Al massimo rischio il capitale sociale che ho versato.»Quando un cliente mi dic...
22/06/2026

«Tranquilla Francesca, tanto ho una Srl. Al massimo rischio il capitale sociale che ho versato.»

Quando un cliente mi dice questa frase, faccio sempre una domanda molto semplice: "Ma la fideiussione in banca per farti dare il fido, chi l'ha firmata?"

Di solito, a quel punto, scende il silenzio.

È uno dei più grandi e pericolosi malintesi di chi fa impresa. Sulla carta è giustissimo: la Srl nasce proprio per creare una barriera tra i debiti della società e il tuo patrimonio personale. Ma questo scudo protettivo viene disintegrato nel momento esatto in cui metti una firma a garanzia.

E la verità è che quella firma la mettete quasi sempre. Per il fido di cassa, per il mutuo, per il leasing di un macchinario importante. La banca vi chiede una fideiussione personale (art. 1936 c.c.) e da quel momento, di quel debito specifico, rispondete voi in prima persona. Con la vostra casa, con i vostri conti correnti, con i vostri risparmi.

Vedo troppi imprenditori dormire sonni tranquilli cullati dall'illusione della "responsabilità limitata", rimuovendo dalla memoria quante volte hanno bucato quello scudo con la loro stessa penna.

La vera domanda con cui fare i conti oggi non è "che forma giuridica ha la mia azienda?". La domanda è: avete l'elenco esatto e aggiornato di quanti debiti aziendali state garantendo con il vostro patrimonio di famiglia?

L'estate è ufficialmente arrivata e io, finora, l'ho vista a malapena dal finestrino della macchina.È la grande fregatur...
19/06/2026

L'estate è ufficialmente arrivata e io, finora, l'ho vista a malapena dal finestrino della macchina.

È la grande fregatura del mio mestiere: i miei mesi preferiti dell'anno coincidono esattamente con il tritacarne delle dichiarazioni dei redditi. Questa settimana è stata un tunnel continuo di scadenze, bilanci, F24 e urgenze da incastrare.

Avevo in mente di scrivervi un post tecnico, uno di quelli belli strutturati sui numeri, ma la verità è che arrivata a questo venerdì sera l'unica cosa che mi è rimasta è la stanchezza.

Quindi oggi faccio quello che ripeto spesso ai miei clienti di fare quando arrivano al limite: metto un confine netto.

Domani e domenica il computer resta chiuso in ufficio. Niente notifiche, stacco tutto e mi godo un po' di quell'estate che finora ho passato chiusa in studio.

Anche perché oggi chiudere una dichiarazione non significa fare una banale somma di CU e spese mediche. Significa anche (ma non solo) districarsi in un marasma di ristrutturazioni edilizie e bonus vari con i loro mille vincoli normativi e decifrare prospetti di criptovalute e attività finanziarie da indicare nei quadri RW da far ve**re letteralmente il mal di testa.

Per sbrogliare questa roba senza fare danni serve una testa lucida. E stasera la mia ha solo bisogno di spegnersi.

Buon fine settimana. Spegnete tutto anche voi, se potete.

«Francesca, sulla carta chiudiamo in attivo. Ma se guardo il conto in banca, siamo in rosso.»È uno dei paradossi più fru...
17/06/2026

«Francesca, sulla carta chiudiamo in attivo. Ma se guardo il conto in banca, siamo in rosso.»

È uno dei paradossi più frustranti per chi fa impresa. E la causa, nove volte su dieci, è sempre la stessa: i clienti che ti usano come un bancomat.

Fatturi a 30 giorni, ma i soldi arrivano a 90 o a 120. Nel frattempo, gli stipendi, l'F24 e i tuoi fornitori non aspettano. Il risultato pratico è che stai facendo da banca ai tuoi clienti, prestando loro soldi gratis. E per coprire quel buco, usi il fido della tua banca, pagandoci sopra fior di interessi. Una follia.

C'è una regola che ripeto spesso qui in studio: il fatturato è una bellissima opinione, finché non diventa un incasso.

Per invertire la rotta serve metodo, non si spera nel buon cuore altrui. Significa mettere nero su bianco i termini di pagamento e abituarsi a sollecitare senza timore reverenziale. Significa avere un monitoraggio settimanale per sapere con precisione chirurgica quanto credito hai fuori e verso chi.

E, soprattutto, significa avere il coraggio di tagliare i clienti che pagano male pur di "fare numero". Perché un cliente che non ti paga non è un cliente: è un costo puro che ti sei messo in casa.

Voi sapete esattamente, in questo momento, quanti soldi avete fuori scaduti e da chi?

«A luglio incasso bene. È agosto che mi spaventa.»Me l'ha confessato qualche giorno fa un cliente che lavora nell'ediliz...
15/06/2026

«A luglio incasso bene. È agosto che mi spaventa.»

Me l'ha confessato qualche giorno fa un cliente che lavora nell'edilizia. E aveva tutte le ragioni per essere preoccupato.

L'estate nasconde un'insidia finanziaria che troppe aziende non mettono a budget per tempo: ad agosto i clienti rallentano drasticamente i pagamenti (o spariscono del tutto per le ferie), ma i fornitori no. Voi chiudete l'azienda, fermate i cantieri o rallentate la produzione, ma gli stipendi, l'INPS, le rate in banca e la parcella del commercialista (sì, anche la mia) arrivano puntuali.

Si crea una forbice pericolosissima: le entrate si congelano, mentre le uscite continuano a correre. Il risultato? Arrivate a settembre in apnea, costretti a rincorrere la liquidità per pagare i buchi di agosto, proprio nel momento in cui dovreste avere le risorse per ripartire a pieno regime.

Come se ne esce? Non certo sperando nel buon cuore di chi deve pagarvi. Si previene costruendo oggi una proiezione dei flussi di cassa che arrivi almeno fino a ottobre. Mettendo i numeri in fila adesso, si ha il tempo di decidere a mente fredda quali uscite si possono rinegoziare o rinviare, e quali invece vanno coperte a tutti i costi.

Guidare un'impresa non è una questione di ottimismo o pessimismo. Significa guardare la strada davanti a sé, non lo specchietto retrovisore.

Voi la vostra cassa di agosto la conoscete già, o scoprirete come siete messi solo a fine mese?

«Francesca, quest'anno è andata bene. L'utile me lo porto a casa.»È la frase che sento spesso quando ci avviciniamo alle...
12/06/2026

«Francesca, quest'anno è andata bene. L'utile me lo porto a casa.»

È la frase che sento spesso quando ci avviciniamo alle chiusure di bilancio. E vi capisco perfettamente: la fatica l'avete fatta voi, il rischio d'impresa è il vostro, ed è sacrosanto voler godere dei frutti di tanto lavoro.

Ma prima di deliberare la distribuzione totale, vi chiedo sempre di fermarvi a ragionare sui numeri.

Ogni euro che prelevate è un euro che esce definitivamente dall'azienda. Ogni euro che lasciate dentro, invece, va a irrobustire il Patrimonio Netto. E se c'è una riga del bilancio che le banche guardano con la lente di ingrandimento quando vi sedete a chiedere un fido o a finanziare un nuovo macchinario, è proprio quella.

Un'azienda patrimonializzata assorbe gli imprevisti e tratta le condizioni di credito da una posizione di forza. Un'azienda che viene sistematicamente svuotata ogni anno, anche se fattura milioni, al primo starnuto del mercato va in affanno.

Il mio consiglio in studio non è mai "non prelevate nulla". Il mio lavoro è aiutarvi a decidere con un criterio finanziario, non di pancia: calcolare con precisione quanto serve a voi per vivere sereni, e quanto serve alla vostra azienda per restare indipendente.

L'utile non è solo la vostra ricompensa. È l'assicurazione sulla vita della vostra impresa.

«Ti pago per trovarmi la soluzione, non per dirmi di no.»Me l'ha detto tempo fa un imprenditore, palesemente contrariato...
10/06/2026

«Ti pago per trovarmi la soluzione, non per dirmi di no.»

Me l'ha detto tempo fa un imprenditore, palesemente contrariato, dopo che gli avevo appena smontato un'operazione che, sulla carta, gli avrebbe fatto "risparmiare parecchio".

Capisco la frustrazione del momento, ma il mio mestiere non è assecondare l'entusiasmo per compiacere chi ho davanti. Il mio lavoro è dirvi, prima, cosa succederà dopo.

Quell'escamotage che sembra geniale oggi (magari suggerito dal famoso amico al bar), di solito è una bomba a orologeria che esplode tra tre anni sotto forma di accertamento, sanzioni o, peggio, di una responsabilità che intacca direttamente il vostro patrimonio personale.

Un professionista che vi dice sempre di sì non vi sta tutelando, sta solo scegliendo la via più facile per evitare di discutere. Ma state pur certi che quando arriverà il conto, a pagarlo sarete soltanto voi.

Dire di "no", numeri e normative alla mano, è la parte più scomoda e faticosa del mio lavoro. Ma è anche la più importante. Ed è esattamente il motivo per cui mi pagate.

Giugno è il mese in cui scopri se il tuo commercialista ha lavorato a gennaio.In questi giorni i telefoni degli studi sq...
08/06/2026

Giugno è il mese in cui scopri se il tuo commercialista ha lavorato a gennaio.

In questi giorni i telefoni degli studi squillano in continuazione. Dall'altra parte ci sono imprenditori che aprono la mail con gli F24 delle imposte, sbiancano e chiedono: "Ma così tanto? E adesso dove li trovo i soldi?"

Ve lo dico in modo molto schietto: quel numero non è una punizione divina caduta dal cielo a ridosso dell'estate. Quel numero è il risultato esatto delle scelte aziendali (e fiscali) fatte o non fatte nei dodici mesi precedenti.

La vera pianificazione non è cercare l'escamotage magico a novembre per abbassare l'utile. È un metodo che parte a inizio anno. Significa fare proiezioni, simulare il carico fiscale in anticipo, accantonare la liquidità mese per mese e pianificare per tempo investimenti, compensi amministratori e strategie societarie.

Se c'è controllo di gestione, a giugno non c'è mai nessuna sorpresa. C'è un importo che si conosceva già da mesi e, soprattutto, c'è la cassa pronta per pagarlo.

Pagare le tasse costa fatica a tutti. Ma scoprirle all'ultimo minuto, senza avere la liquidità per affrontarle, non è sfortuna. È cattiva gestione.

Il vostro bilancio 2026 si sta scrivendo esattamente adesso. Voi come volete arrivare a giugno 2027?

Ci sono venerdì in cui hai in mente il post perfetto, scritto bene e pronto per essere pubblicato.E poi ci sono i venerd...
05/06/2026

Ci sono venerdì in cui hai in mente il post perfetto, scritto bene e pronto per essere pubblicato.

E poi ci sono i venerdì veri. Soprattutto quando la settimana è stata corta per il ponte: hai l'impressione di aver dovuto infilare cinque giorni di urgenze, scadenze e imprevisti nel giro di pochissime ore. Arrivi alle 18:30 che ti sembra di aver corso una maratona.

E la verità? La verità è che per me il fine settimana non inizia stasera. Domani sarò di nuovo qui, a sistemare quelle pratiche che oggi proprio non ci stavano.

So bene che per molti di voi, imprenditori e professionisti, domani sarà esattamente la stessa cosa. Il sabato spesso è l'unico giorno in cui riusciamo a lavorare a porte chiuse, per rimetterci in pari senza il telefono che squilla in continuazione. Siamo sulla stessa barca.

Quindi niente lezioni o post perfetti per stasera. Vi mando solo un grandissimo abbraccio solidale.

Buon riposo a chi stasera riesce finalmente a staccare, e buon lavoro a chi, come me, domani tira di nuovo su la serranda.

«La società la intesto a mio cugino. Così, se va storto, io non rischio nulla.»Mi fermo sempre, quando sento questa fras...
03/06/2026

«La società la intesto a mio cugino. Così, se va storto, io non rischio nulla.»

Mi fermo sempre, quando sento questa frase. È una delle illusioni più pericolose che girano tra gli imprenditori.

La legge non guarda chi c'è scritto nella visura. Guarda chi comanda davvero: chi decide gli acquisti, tratta con le banche, firma gli ordini, gestisce i soldi. Quello è l'amministratore di fatto. E risponde come quello "di diritto", col suo patrimonio personale.

Il prestanome non ti mette al riparo. Ti espone due volte: rispondi comunque per come gestisci, e c'è una persona in mezzo che, il giorno del litigio, può fare scelte che non controlli.

Proteggere il patrimonio è una cosa seria: si costruisce con strumenti legali veri, non con un nome di comodo sulla carta.

Hai una struttura che ti protegge davvero, o solo l'illusione di averla?

Ne parliamo in privato.

Indirizzo

Via Belvedere, 9/A/Falze' Di Piave
Sernaglia Della Battaglia
31020

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 13:00
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 13:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando GiottoStudio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi