Hans De Vito - Consulente Finanziario e Previdenziale

Hans De Vito - Consulente Finanziario e Previdenziale Consulenza finanziaria, assicurativa e previdenziale. Sono Hans De Vito, sposato, con 2 figli di 20 e 23 anni. Nato in Germania 51 anni fa, da genitori Italiani.

Rientrato in Italia a Poggibonsi (SI) per iniziare il percorso scolastico a 6 anni. Iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari dal 2008. Abito a Colle Val d’Elsa da 35 anni, dove inizia il mio percorso professionale. Ho sempre svolto attività che mi permettevano di gestire il mio tempo e stare in contatto con le persone. Agente di Commercio, Manager nella grande distribuzione, Responsabile ammini

strativo per l’area commerciale in una nota azienda di caffè senese. Dal 2006 ho ricoperto vari ruoli in Alleanza Assicurazioni del Gruppo Generali, debuttando nell’attività di consulente finanziario, raggiungendo ottimi risultati negli investimenti, nel risparmio e nella previdenza per centinaia di clienti, creando rapporti di fiducia, nel rispetto degli obbiettivi concordati. Oggi, mi ritrovo con grande soddisfazione a ricoprire il ruolo di IW Private Banker nel più importante gruppo bancario Italiano. Il mio obbiettivo è mettere a disposizione della clientela, la mia esperienza e passione per il mondo degli investimenti e dei mercati finanziari, attraverso una consulenza di valore, basata su onestà intellettuale, sincero interesse e la massima trasparenza e attenzione per i risultati. Nel mio tempo libero amo viaggiare, andare in bicicletta e guidare belle auto. Il mio motto: “l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fai” Steve Jobs

02/09/2026

🟢🟢🟢 Ricchezza degli italiani, quanto vale e come è distribuitaLa ricchezza delle famiglie italiane continua a crescere, ...
29/08/2026

🟢🟢🟢 Ricchezza degli italiani, quanto vale e come è distribuita

La ricchezza delle famiglie italiane continua a crescere, ma resta fortemente concentrata. Nel quarto trimestre del 2025 la ricchezza netta media delle famiglie ha raggiunto 453 mila euro, in aumento rispetto ai 431 mila euro registrati nel 2024. È quanto emerge dalle statistiche sperimentali sui conti distributivi della ricchezza delle famiglie italiane, aggiornate dalla Banca d’Italia al quarto trimestre del 2025.

Il dato medio, tuttavia, racconta soltanto una parte della storia. Dietro quei 453 mila euro si nasconde infatti una distribuzione molto diversa della ricchezza tra le famiglie. Il 10% più ricco possiede da solo il 60,6% della ricchezza netta complessiva, mentre la metà meno abbiente delle famiglie ne detiene appena il 7,2%. È proprio questa forte concentrazione a rappresentare uno degli elementi più significativi che emergono dalle statistiche di Palazzo Koch.

❇️ Dove investono le famiglie meno abbienti
Un altro elemento interessante riguarda la composizione dei patrimoni. Il tipo di attività possedute cambia infatti sensibilmente a seconda del livello di ricchezza.
Per le famiglie che si trovano nella metà meno abbiente della distribuzione, oltre il 90% delle attività detenute è rappresentato principalmente da abitazioni e depositi. In particolare, le abitazioni rappresentano il 73,6% delle attività, mentre i depositi pesano per il 17,5%. Il patrimonio delle famiglie meno ricche risulta quindi fortemente legato alla casa e alla liquidità depositata presso gli intermediari finanziari. Questa struttura aiuta anche a capire perché il patrimonio immobiliare continui ad avere un ruolo così importante nella ricchezza delle famiglie italiane. La casa di proprietà rappresenta infatti una componente fondamentale degli asset detenuti, soprattutto nelle fasce più basse della distribuzione.

❇️I patrimoni più elevati sono più diversificati
La situazione cambia man mano che aumenta il livello di ricchezza. Le famiglie appartenenti alle fasce più ricche presentano infatti un portafoglio più diversificato, nel quale accanto agli immobili e ai depositi trovano spazio anche diverse tipologie di strumenti finanziari. La maggiore diversificazione rappresenta una delle differenze più evidenti tra i patrimoni delle famiglie meno abbienti e quelli delle fasce più ricche. Mentre per le prime la ricchezza è concentrata soprattutto sulla casa e sui depositi, per le seconde cresce il peso degli investimenti finanziari diversi dalla liquidità.

🟢🟢🟢🟢  Titoli di Stato: calendario aste della prossima settimanaPer la prossima settimana sono attese diverse aste di tit...
21/08/2026

🟢🟢🟢🟢 Titoli di Stato: calendario aste della prossima settimana

Per la prossima settimana sono attese diverse aste di titoli di Stato con scadenza superiore a 1 anno. Ecco il consueto calendario delle emissioni di bond governativi di Austria, Cina, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e USA per la settimana che va dal 24 al 28 agosto 2026.

‼️‼️Treasury USA: asta trentennale al rendimento record dal 2001‼️‼️Il Tesoro USA ha collocato 25 miliardi di dollari di...
14/08/2026

‼️‼️Treasury USA: asta trentennale al rendimento record dal 2001‼️‼️

Il Tesoro USA ha collocato 25 miliardi di dollari di titoli a 30 anni con un rendimento del 5,216%, il più alto dal 2001. La domanda resta solida ma gli investitori chiedono una compensazione crescente per finanziare il deficit pubblico USA, in un contesto di incertezza sull'inflazione e di un ruolo ormai marginale della Federal Reserve come acquirente di debito.

Il rapporto bid to cover si è attestato a 2,39, in linea con la media delle ultime 6 aste comparabili, ma il rendimento finale è risultato leggermente sopra i livelli di mercato precedenti alla chiusura delle offerte, segnale di una domanda appena sotto le attese.

Il costo crescente del debito rappresenta un problema politico per Donald Trump e per il segretario al Tesoro, Scott Bessent, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.

I maggiori oneri di finanziamento pubblico si stanno già trasferendo sull'economia reale: il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso è salito la scorsa settimana al 6,69%, il livello più alto da luglio 2025.

Gli interessi sul debito pubblico restano intanto tra i principali motori del deficit federale, arrivato a 1.170 miliardi di dollari da inizio anno fiscale, in aumento del 15%. Fitch Ratings ha comunque confermato il rating AA+ degli Stati Uniti, pur avvertendo che il deficit fiscale in rapporto al PIL è destinato ad ampliarsi nel 2026.

Titoli di Stato: calendario aste della prossima settimana Per la prossima settimana sono attese diverse aste di titoli d...
14/08/2026

Titoli di Stato: calendario aste della prossima settimana

Per la prossima settimana sono attese diverse aste di titoli di Stato con scadenza superiore a 1 anno. Ecco il consueto calendario delle emissioni di bond governativi di Austria, Cina, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e USA per la settimana che va dal 17 al 21 agosto 2026. I dati sono reperiti da Bloomberg.

GOLDMINE NEWS🚨 BOND MARKET | RENDIMENTI GLOBALI AI MASSIMI DA DECENNI🇺🇸🇯🇵🇫🇷🇬🇧 Stati Uniti, Giappone, Francia e Regno Uni...
12/08/2026

GOLDMINE NEWS

🚨 BOND MARKET | RENDIMENTI GLOBALI AI MASSIMI DA DECENNI

🇺🇸🇯🇵🇫🇷🇬🇧 Stati Uniti, Giappone, Francia e Regno Unito stanno registrando rendimenti obbligazionari su livelli che non si vedevano da decenni.

Il messaggio del mercato è importante: gli investitori stanno chiedendo rendimenti sempre più elevati per detenere debito a lunga scadenza, mentre contemporaneamente le aspettative d’inflazione stanno tornando a salire.

📌 Perché i rendimenti stanno aumentando?

Il movimento riflette una combinazione di fattori:

• inflazione ancora persistente;
• rischio energetico e geopolitico;
• deficit pubblici elevati e maggiore emissione di debito;
• riduzione delle aspettative di tagli dei tassi;
• aumento del premio richiesto per detenere bond a lunga scadenza.

Se le aspettative d’inflazione continueranno a salire, le banche centrali potrebbero essere costrette a mantenere i tassi elevati più a lungo o addirittura riprendere i rialzi.

⚠️ Perché è un rischio per i mercati

Rendimenti strutturalmente più elevati significano:

• finanziamenti più costosi per governi e aziende;
• mutui e credito più cari;
• maggiore pressione sulle valutazioni azionarie;
• rischio più alto per i titoli growth e tecnologici;
• aumento del costo del servizio del debito pubblico.

🎯 Goldmine View

Il vero rischio non è soltanto che i rendimenti siano alti, ma che stiano salendo contemporaneamente in diverse grandi economie.

Se inflazione e rendimenti continueranno a muoversi verso l’alto, potremmo entrare in una fase in cui le banche centrali devono restringere la politica monetaria proprio mentre crescita e mercato del lavoro iniziano a rallentare.

È uno degli scenari più delicati per obbligazioni, azionario e asset fortemente dipendenti dalla liquidità.

❇️❇️❇️ Le pensioni di mezzo mondo stanno segnando il tempo e il passo. I numeri della popolazione del pianeta raccontano...
03/08/2026

❇️❇️❇️ Le pensioni di mezzo mondo stanno segnando il tempo e il passo.

I numeri della popolazione del pianeta raccontano che l’allungamento della vita e la denatalità stanno disegnando un quadro che tende a scurirsi sempre di più. Sono molti i Paesi che stanno cercando di correre ai ripari. Prima di ogni cosa si stanno preoccupando di sanare il possibile: le posizioni dei giovani, dei giovanissimi e dei neonati. In questi casi è il tempo il vantaggio la leva capace, attraverso l’interesse composto, di generare risultati straordinari. 💶💶💶💶

Ma per le generazioni di mezzo, anche quella di chi vi sta scrivendo, la condizione da affrontare è tutt’altro che agevole ‼️‼️
Essendo poco il tempo a disposizione, per arrivare a risultati soddisfacenti bisognerebbe investire somme ingenti di denaro. Oltretutto, la grave carenza di competenza finanziaria 🤦🏻‍♂️🤦🏻‍♂️, ha portato il nostro Paese, laddove ce n’era l’opportunità, a utilizzare asset di investimento (titoli di Stato, reddito fisso) che hanno clamorosamente mancato la promessa data ai risparmiatori: determinare capitalizzazioni ingenti nel tempo garantendo la sicurezza del capitale. Tuttavia, il mancato rendimento rispetto ad altri asset più in linea con il lungo termine, ha generato invece le insicurezze previdenziali su cui stiamo mettendo l’accento.

❇️❇️ In qualche modo ci sarà bisogno di trovare soluzioni altrimenti ci ritroveremo, come sottolineato da una ricerca di Fidelity (tra le più grosse aziende al mondo nella gestione dei danni finanziari e pensionistici), a rimanere senza soldi nel periodo di maggior fragilità della nostra vita.

🤔🧐🤔È per questo che anche in Italia si sta finalmente cominciando a spingere verso scelte di investimento più congrue con i tempi della pensione. Il 1° luglio è entrata in vigore una riforma importantissima del settore previdenziale, che riguarda – soprattutto per i nuovi assunti – la modalità di investimento del trattamento di fine rapporto. Le istituzioni finanziarie, i datori di lavoro e i lavoratori stessi sono chiamati a una forte assunzione di responsabilità reciproca. Bisognerà informarsi perché le scelte che si faranno in termini di collocamento delle masse di denaro accantonate con il Tfr possano generare nel tempo, almeno in parte, le risorse che oggi mancano al nostro sistema previdenziale. C’è da informarsi, approfondire e prendere atto che il mondo che sta cambiando impone nuove competenze e non lascia spazio all’approssimazione riguardo argomenti del genere. Del resto, innovativi strumenti finanziari – come gli ETF – riducono i costi e migliorano, in moltissimi casi, la diversificazione, permettendo di realizzare capitalizzazioni importanti.

Resto disponibile a analizzare la vostra situazione per potervi suggerire la strategia migliore.

❇️❇️❇️ Warren Buffett: “Troppi investitori trattano la Borsa come un casinò”. Il monito del guru di Omaha nell’era dell’...
01/08/2026

❇️❇️❇️ Warren Buffett: “Troppi investitori trattano la Borsa come un casinò”. Il monito del guru di Omaha nell’era dell’AI ❇️❇️❇️

Anche se non guida più operativamente Berkshire Hathaway, Warren Buffett continua a essere uno dei punti di riferimento più autorevoli per il mondo degli investimenti. Le sue riflessioni sul mercato finanziario restano infatti attuali, soprattutto in una fase caratterizzata dal boom dell’intelligenza artificiale e dalla corsa ai titoli tecnologici.

Secondo il celebre investitore, uno dei principali problemi dei mercati moderni è che un numero crescente di risparmiatori affronta gli investimenti come se fossero una scommessa, anziché considerarli un modo per diventare proprietari di aziende solide e creare valore nel lungo periodo.

❇️ La critica alla speculazione torna di attualità
Buffett ribadisce una convinzione che accompagna da sempre la sua filosofia di investimento: il mercato azionario non dovrebbe essere visto come un luogo in cui cercare guadagni rapidi, ma come uno strumento per partecipare alla crescita di imprese di qualità.

Nel corso degli anni il finanziere non ha mai criticato l’innovazione tecnologica o il fatto che investire sia diventato più semplice. La sua preoccupazione riguarda piuttosto il comportamento degli investitori. L’ampia diffusione delle piattaforme di trading a commissioni ridotte o nulle, il peso crescente dei social network nelle decisioni finanziarie, l’utilizzo sempre più frequente delle opzioni e la continua ricerca del “titolo del momento” rischiano infatti, secondo Buffett, di alimentare una cultura orientata alla speculazione piuttosto che all’investimento consapevole.

❇️ Il boom dell’intelligenza artificiale alimenta l’entusiasmo
Il messaggio assume un significato ancora più rilevante dopo il forte rally che ha interessato i mercati negli ultimi anni grazie all’intelligenza artificiale. L’AI ha dato vita a società che hanno registrato performance straordinarie e ha contribuito a sostenere valutazioni molto elevate in diversi comparti tecnologici. Allo stesso tempo, però, ha spinto molti investitori a puntare su aziende il cui valore dipende soprattutto dalle aspettative di crescita futura.

In questo contesto, Buffett invita a mantenere un approccio prudente, ricordando che le valutazioni basate esclusivamente su scenari molto lontani nel tempo possono esporre i portafogli a una maggiore volatilità qualora le aspettative non vengano confermate.

❇️ Il modello Berkshire Hathaway
La storia di Berkshire Hathaway rappresenta l’esempio concreto della filosofia sostenuta da Buffett. Nel corso di decenni, la holding è diventata una delle maggiori storie di successo della finanza mondiale senza cercare di anticipare i movimenti di breve periodo dei mercati. La strategia è stata invece quella di acquistare imprese solide, con vantaggi competitivi duraturi, mantenendole in portafoglio per molti anni e lasciando che il rendimento composto producesse i suoi effetti nel tempo.

Questo approccio, basato sulla pazienza e sulla disciplina, ha consentito alla società di attraversare con successo numerosi cicli economici e finanziari. L’uscita di Buffett dalla gestione operativa di Berkshire Hathaway non modifica il valore del suo insegnamento. Alla guida della società c’è oggi Greg Abel, ma i principi che hanno caratterizzato la storia del gruppo continuano a rappresentarne uno dei pilastri fondamentali. L’attenzione alla qualità delle aziende, la visione di lungo periodo e la disciplina nella selezione degli investimenti restano elementi centrali della cultura della holding.

❇️ Dai boom speculativi alla lezione del lungo periodo
Nel corso della sua carriera Buffett ha assistito a numerose fasi di euforia dei mercati: dall’epoca dei cosiddetti “Nifty Fifty” alla bolla delle società internet, passando per il boom immobiliare e molte altre ondate speculative. In ciascuna di queste occasioni il suo messaggio è rimasto sostanzialmente invariato: i mercati attraversano inevitabilmente periodi dominati dall’entusiasmo, ma nel lungo termine sono i fondamentali delle aziende a determinare i risultati degli investimenti.

Per questo motivo, il celebre investitore continua a distinguere nettamente tra speculazione e investimento. La prima può offrire soddisfazioni rapide, ma comporta rischi elevati; il secondo richiede tempo, pazienza e capacità di guardare oltre le oscillazioni quotidiane dei mercati.

❇️ Un messaggio ancora attuale per gli investitori
In una fase in cui molti operatori sono attratti dai guadagni veloci e dall’elevata volatilità dei mercati, il richiamo di Warren Buffett conserva tutta la sua attualità.

L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione della finanza e le nuove tecnologie stanno trasformando il modo di investire, ma secondo il guru di Omaha non cambia il principio fondamentale: costruire ricchezza nel tempo significa investire in aziende solide, evitando di lasciarsi guidare esclusivamente dall’entusiasmo del momento

❇️ Per consulenti finanziari e investitori, il messaggio rappresenta un invito a mantenere una prospettiva di lungo periodo, ricordando che il successo nei mercati non dipende soltanto dall’individuare il prossimo titolo vincente, ma soprattutto dalla capacità di adottare una strategia coerente e disciplinata.

*Trump impantanato in Medio Oriente. I mercati pagano il conto*12 notti consecutive di raid americani sull’Iran e il ris...
23/07/2026

*Trump impantanato in Medio Oriente. I mercati pagano il conto*

12 notti consecutive di raid americani sull’Iran e il risultato è un barile di nuovo sopra i *100 dollari*.

Il *Brent* ha guadagnato il *12,7% in tre sedute*, fino a 100,59 dollari, dopo che gli *Houthi*, i miliziani filoiraniani dello Yemen, hanno colpito due petroliere saudite nel Mar Rosso, prima azione del blocco navale annunciato in settimana contro il regno.

Il punto è la geografia: con lo stretto di *Hormuz* bloccato dall’inizio del conflitto, ora finisce sotto tiro anche *Bab el-Mandeb*, la rotta alternativa da cui passa circa l’8% del greggio mondiale, e il mercato petrolifero non aveva mai dovuto prezzare le due strozzature insieme.

Se il petrolio recupera il 13% in tre sedute ed il gas fa addirittura peggio, diventa *ridicolo chiedersi del futuro dell'inflazione e la direzione dei tassi delle banche centrali.* L'impressione è che Trump non abbia la minima idea di come uscire dal casino che ha provocato.

La reazione dei listini dice più del petrolio stesso: il *Nasdaq* lascia sul terreno oltre il 2,5%, Milano guida i ribassi europei, ma soprattutto salgono i rendimenti ovunque, con il decennale americano al *4,71%*, massimo da 18 mesi, e il *Bund al 3,21%*, un livello che non si vedeva dal 2011.

Quando azioni e obbligazioni (che in teoria dovrebbero coprirsi a vicenda) scendono *insieme*, come più volte menzionato nelle scorse sedute, il messaggio è uno solo: *il mercato teme l’inflazione più della recessione.*

Fino a qualche settimana fa non era neanche lontanamente all'orizzonte un aumento dei tassi della Fed il 29 luglio. Oggi le probabilità sono del 38%, in base a quanto, mentre scrivo, scontano i futures sui Fed Funds.

La *BCE* ha lasciato oggi i tassi fermi avvertendo però che *«il pieno impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora dispiegarsi»*, e con il *diesel* su del 36% in un mese il rincaro sta già scendendo lungo la filiera dei prezzi.

La Fed si riunisce la prossima settimana con la *benzina sopra i 4 dollari* al gallone e le *midterm* a 100 giorni, il che trasforma ogni notte di escalation in un costo elettorale diretto per Trump.

In uno shock da energia i titoli di Stato smettono di fare da paracadute alle azioni, come si è visto nel 2022, e la diversificazione va ripensata su altre gambe. La variabile decisiva non è l’OPEC, non è nemmeno la Fed, ma il *calendario elettorale americano*: sarà quello a decidere quanto durerà lo shock.

*Con il barile a tre cifre chi vende meno petrolio incassa quasi lo stesso. Ad avere fretta dovrebbe essere Washington, ma il dubbio che quell'essere non riesca a capirlo, è una cosa che dovremmo mettere in conto.*

La guerra che alza i tassiGli investitori ieri sono scappati dal rischio e non hanno trovato il rifugio: azioni vendute,...
14/07/2026

La guerra che alza i tassi

Gli investitori ieri sono scappati dal rischio e non hanno trovato il rifugio: azioni vendute, Treasury venduti, e l’unico prezzo in forte rialzo era quello della causa di tutto, il barile.

La quinta ondata di raid americani sull’Iran, la rappresaglia di Teheran sulle basi USA in cinque paesi dell’area e l’annuncio di Donald Trump di un blocco navale con tariffa del 20% sui carichi in transito a Hormuz hanno spinto il Brent a 83,30 dollari, +9,6% in una seduta, il rialzo giornaliero più ampio dal 2020. Il Nasdaq ha chiuso a -1,6%, l’S&P 500 a -0,8%.

Sul fronte azionario il conto lo hanno pagato i semiconduttori, il comparto più affollato dell’anno: SK Hynix, colosso coreano delle memorie sbarcato al Nasdaq appena la settimana scorsa (tempismo che definire sfortunato è un eufemismo), ha perso a Seul il 15,4%, il peggior calo della sua storia, trascinando Samsung a -10,1% e il Kospi a -9%, fino allo stop degli scambi.

Il paradosso è che TSMC, primo produttore mondiale di chip, annunciava lo stesso giorno ricavi semestrali a +36%: quando i ricavi accelerano e i prezzi crollano, il mercato non sta riprezzando il business, sta riprezzando il tasso al quale lo sconta.

Il segnale più profondo, però, arriva dal reddito fisso. Il Treasury a 2 anni, la scadenza più legata alle attese sui tassi, è salito al 4,28%, massimo da oltre un anno, perché i futures in una settimana sono passati dal prezzare un solo rialzo entro dicembre ad attenderne uno già in ottobre e un secondo entro aprile, con probabilità vicine al 50% per una stretta già in luglio. Christopher Waller, governatore della Federal Reserve, ha evocato «una politica monetaria più restrittiva nel breve termine».

Incrociando le due letture il quadro si fa scomodo: uno shock da offerta trasforma la guerra da evento deflattivo, quello dei manuali, in un evento inflattivo, con i bond venduti al posto della fuga verso la qualità.

La correlazione tra azioni e obbligazioni torna positiva come nel 2022, il che significa che la gamba obbligazionaria smette di ammortizzare quella azionaria proprio nel momento in cui servirebbe, un problema per chiunque abbia affidato ai bond la protezione del portafoglio.

La mia idea è che la variabile decisiva non sia il prossimo raid ma l’inflazione americana attesa oggi, insieme al debutto di Kevin Warsh al Congresso da presidente della Fed: finché il barile prezza il rischio Hormuz, terrei d’occhio la duration complessiva di portafoglio almeno quanto i titoli tecnologici, perché è lì che si deciderà se la diversificazione tradizionale può tornare a funzionare.

Nei giorni in cui scende tutto, il mercato non ti dice dove guadagnare: ti dice quale delle tue certezze ha smesso di proteggerti.

Indirizzo

Via Montanini, 87
Siena
53100

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