Dott.ssa Annalisa Autiero,Sostegno psicologico e Psicoterapia Bioenergetica

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Dott.ssa Annalisa Autiero,Sostegno psicologico e Psicoterapia Bioenergetica Psicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo analitico-bioenergetico. Conduttrice di classi di esercizi di Perché frequentare le classi di esercizi?

L' analisi bioenergetica parte dall'assunto che il corpo e la mente sono funzionalmente identici, e dunque, quello che succede nella mente riflette quello che succede nel corpo e viceversa. Alexander Lowen, Medico Psichiatra e Psicanalista, da cui nasce l'Analisi Bioenergetica, in una sua famosa frase, “ Tu sei il tuo corpo”, mette in evidenza come Mente , Corpo e Anima sono un insieme unico e all

a base di queste tre nostre componenti ve ne è una in comune: l’Energia del corpo. Ecco perchè l'Analisi Bioenergetica pone attenzione al respiro, come fonte essenziale per la percezione e l’espressione delle proprie emozioni. Dunque la terapia ad indirizzo bioenergetico associa il lavoro verbale a quello corporeo teorizzando che il corpo e la mente sono funzionalmente identici. Quando le contrazioni muscolari si rilassano permettono di far affiorare alla coscienza le emozioni che hanno provocato i blocchi emozionali, così da restituire alla persona uno stato di naturale carica energetica. Per sciogliere le tensioni muscolari, aumentare la vitalità del corpo, approfondire la respirazione. Per migliorare il contatto con se stessi e con le proprie emozioni.

17/10/2025

Io li chiamo i "legami belli"..
Pazienti che arrivano, pazienti che terminano il loro percorso..
In questo lavoro, si impara ad accogliere ma anche a lasciar andare chi si sente pronto a concludere un percorso, certamente fatto di alti e bassi, ma sopratutto di passi e di conquiste.
Ci sono legami che ti svuotano,
e legami che ti nutrono. In quest ultimi, respiri, ti senti visto, puoi raccontare la tua storia, cominci a sentire di esistere.
Nei legami che nutrono non ci si preoccupa, ma ci si occupa dell altro, non si tiene ma si sostiene. È lì dentro che si comincia a fiorire. Sono legami che non ti consumano, ma ti ricaricano. E quando cominci a scegliere ciò che ti fa stare davvero bene, ti basta restare, con tutto quello che sei.
In quel tempo del nostro saluto, commossi, sappiamo entrambi che quel tuo "Dottore' ci vediamo in giro eh" è una frase detta per smorzare l emozione, e anche se non si avvererà, non genera un vuoto, perché quel legame non riempie il tempo, ma ci ha riempiti dentro.

Non so se sia una casualità (non credo), ma dopo la tua perdita, sul mio cammino ho incontrato persone che mi hanno port...
22/03/2025

Non so se sia una casualità (non credo), ma dopo la tua perdita, sul mio cammino ho incontrato persone che mi hanno portato in terapia il tema di una loro perdita, profonda, terribile, senza fiato..
Un faro spento nella loro vita, così essenziale da farmi domande : "e mo come faccio?", "non ho soluzioni, aiutami a trovarne una".. all inizio ho pensato che la vita mi stesse chiedendo troppo ma poi ho compreso quanto questi incontri potessero essere un dono per me e per l altro.
Così dopo una prima tentazione di scappare, sono rimasta.
Ho ascoltato le stesse identiche domande che mi sono fatta io , ma stavolta dall altra parte mi sono trovata a rispondere , e a non avere risposta, 'solo' a rimanere li in silenzio dentro un caldo abbraccio, disarmata affianco a chi si sente disarmato.. all inizio provando a dire.. quella persona ti è sempre affianco, ma mi è stato risposto, 'si ok ma io non la vedo' e allora ho compreso che era meglio tacere e dire 'solo' ti comprendo profondamente.
Perché quando il faro si spegne, il primo impatto è quello della ricerca di soluzioni, ma se ci si lascia il tempo di accogliere il dolore del sentirsi spezzati, ci si lascia anche la possibilità di affrontare quel passaggio dal fuori al dentro e dal dentro al fuori, perché è 'solo' lì, in quel momento che si diventa adulti di sé stessi, è 'solo' lì che si può sperimentare quello che in psicologia chiamiamo 'costanza dell oggetto ' , ossia per il bambino tenere dentro la sua mamma anche quando la mamma non c e', quando ci si separa da lei, tema da sempre a me caro, e approfondito in tesi e tesine da sempre..
E allora si, quando il faro si spegne, ci si spezza, non si è più gli stessi, quella luce non la vedi piu, è vero! E quant e' dura accettare di non essere piu illuminati da quella luce, ma si può imparare a diventare casa anche nel buio.. il faro non si vede perche sta dentro di te 💖

QUANDO IL FARO SI SPEGNE

Ci sono presenze che non metti mai in discussione.
Non perché le idealizzi.
Ma perché ti abitui alla loro luce.
Come un faro, appunto.
Silenzioso, costante, affidabile.

Non importa quante tempeste hai attraversato, quante volte ti sei perso.
Sapevi sempre dove tornare lo sguardo.
Dove ricollocare il senso.
Quel faro non ti chiedeva nulla, ma ti salvava ogni volta.

E così, ci costruisci intorno.
Strati di vita, strade di ritorno, rifugi interiori.
Come se fosse eterno.
Come se la luce fosse dovuta.

Poi, succede.
Il faro si spegne.
Non avvisa.
Non fa rumore.

E tu resti lì.
Nel buio.
Con gli occhi che cercano luce,
con le mani che toccano macerie.
Con il cuore che rifiuta di capire che davvero
non c’è più.

È lì che accade la frattura.
Non solo con chi non c’è più,
ma con tutto ciò che pensavi di sapere su te stesso.

Ti crolla la direzione.
Ti crolla il senso.
“Ti crolli tu”.

E nessuno te lo insegna come si fa
a vivere senza più quel punto fisso.
Come si fa a ricostruire una casa
quando le fondamenta erano una persona.

Ma poi, con il tempo e non con la forza,
scopri che dentro di te
un piccolo bagliore resiste.
Non è un faro.
Non è forte.
Non è sicuro.

Ma è tuo.
E tremando, illumina abbastanza
per fare un passo.

Poi un altro.

E forse non tornerai mai a sentirti intero.
Ma comincerai a capire
che anche quando perdi la luce che ti teneva in piedi,
puoi imparare
a diventare casa.

Anche nel buio.

19/08/2024

Come in ogni lavoro, anche nel mio ci sono aspetti che apprezzo di piu ed altri più difficili.
Tra quelli più belli, c è la relazione, la costruzione di quelli che , mi piace chiamare, i "legami belli", i "legami sani", ed il privilegio di poter guardare da lontano, talvolta in silenzio, ma con una forte partecipazione emotiva, un paziente camminare i suoi passi, crescere, trovare nuove strade e nuove modalità, ritrovare la luce dei suoi occhi, il suo sorriso perso, smarrito, la' ed allora, da qualche parte.
Accompagnare, dal latino Cum-Panio, ossia condividere lo stesso pane, significa per me, riconoscere nel paziente la sua voglia di guarire, condividere speranza, avere fiducia in lui, camminare insieme mentre il paziente attraversa la sua storia, le sue paure , il suo senso di vergogna, il suo dolore, talvolta tenergli la mano quando lo desidera, o essere li a fare "il tifo" per lui, mentre sta combattendo la sua battaglia, aiutarlo a riparare insieme le rotture del suo cuore, ma significa anche gioire nel mio cuore per la sua pace ritrovata. E questo è uno di quei momenti.
Perché la stanza della terapia, è lo spazio che accoglie il dolore, contenendolo, ma è anche lo spazio della rinascita.

̀

27/03/2024

Dietro una persona
piena di rabbia
prima ancora dell'urlo
c'è un abbraccio di meno
un occhiolino contrario
c'è un bacio non stampato bene
una presenza appassita
o un'assenza piena,
prima di comba***re quella rabbia
potremmo amare quel vuoto
dietro il terrore del buio
non c'è un uomo pauroso
ma un'infanzia senza abat-jour

dietro una persona
colma di insicurezze
prima ancora del suo dubbio
c'è una pacca sulle spalle non ricevuta
non c'è stato un “stai andando bene, mi fido di te”
manca la forza degli altri come regalo,
c'è un isolamento forzato
o una solitudine esile,
prima di giudicare
potremmo abbracciarla più forte

dietro la paura di amare
non c'è un uomo senza cuore
ma un incantesimo preso a calci

dietro una persona
dannatamente fragile
prima ancora della debolezza
si nasconde una guerra lunga e stancante,
prima di deriderlo
potremmo stargli accanto, unirci in battaglia.

Gio Evan

23/12/2023

"Caro Babbonatale, per questo anno vorrei riscoprire il bambino che è in me.
Ho saputo che si sente smarrito e che spesso si affanna per soddisfare le aspettative degli altri.
E quel bambino è triste, in realtà, perche vorrebbe solo sentirsi amato ed accettato esattamente così com è.
Vorrei incontrarlo per dirgli che va tutto bene, che insieme con amore, comprensione e gentilezza, colmeremo quei vuoti e che , non abbiamo bisogno dell approvazione degli altri per sentirci soddisfatti".

La mia bambina interiore in questo Natale si sente spaventata da ciò che accade nel mondo, dalle brutalità, dal dolore che siamo capaci di generare per il potere. Si sente malinconica della sua infanzia, di quel periodo senza grandi pensieri.
Spesso vorrebbe rifugiarsi fra le braccia di mamma e papà per sentirsi al sicuro dalle paure della notte.
Le piacerebbe che questo Natale sia come quel contatto caldo che consola, che conforta e che aiuta respirare. È questo l augurio che faccio ad ognuno di noi, affinché l amore sia libero di circolare.
Buon Natale in collegamento con il tuo Cuore.

E il tuo bambino interiore cosa dice ? Quali sono le sue paure? Qual è il desiderio del suo cuore ? Non avere paura a chiederglielo 💞

03/11/2023

Amati quando crolli
quando ti dici
che non ce la fai
quando il sole
ti accoglie l'autunno
prima del tempo
quando le foglie secche
si posano
sul sentiero dei tuoi sogni

amati quando
non hai voglia di leggere,
quando i piatti da lavare sono più
degli invitati di ieri
amati quando non ti danno l'ok
quando non hai via libera

e quando incontri un vicolo cieco
tu amati,
non aver paura di tornare indietro
perché per andare avanti
a volte
è necessaria la forza di tornare indietro,
ricordati che indietro non sempre vuol dire
indietreggiare
a volte significa solo
andare a prendere una strada nuova

amati
e spazzola via la polvere
dai ricordi belli,
non permetterle di toglierti il colore
spolverati, ricordali, riordinali
appoggiali sulla mensola più forte
e prendili
ogni volta che ti servono, prendili
ché i ricordi non sono solo ricordi
sono anche la spinta
per continuare,
i ricordi buoni sono il carburante
del cuore
non lasciarti a secco mai
amati

e ricorda
che non sei una montagna, tu
non puoi franare
e ricorda che non sei un albero,
se un posto non ti fa ba***re il cuore
puoi andare

amati
resisti
e amati ancora,
che belle come te
ce ne sono poche in giro.

Gio Evan

02/11/2023

"Chiunque è circondato da assenze presenti.
Il lavoro del lutto finisce quando il corpo di chi abbiamo perduto si trasforma da peso in linfa.
Noi siamo fatti anche da tutti i nostri innumerevoli morti, da tutte le perdite che hanno scavato nella nostra anima dei vuoti, da tutte le persone significative che abbiamo incontrato e poi perduto: maestri, amori che sono finiti, amici che abbiamo perso.
Tutto quello che è stato e che non è più, che ha marchiato la nostra vita e si è perduto nel tempo, resta in qualche modo ancora qui perché lo portiamo dentro noi stessi”.
M. Recalcati

NELLE STANZE DEI TERAPEUTIQuante storie, quanta vita.Quanti conflitti, quanto non-detto.Sussulti di libertà, sofferenze ...
08/10/2023

NELLE STANZE DEI TERAPEUTI

Quante storie, quanta vita.
Quanti conflitti, quanto non-detto.
Sussulti di libertà, sofferenze e lacrime.
Riflessi e specchi infranti,
Luci ed ombre.
Nelle stanze dei terapeuti,
battagliamo e sanguiniamo da ferite mai curate, ora urlando e sbraitando, ora silenziosamente annuendo...e poi, goccia dopo goccia si riempie il vaso della coscienza.
Finalmente il più grande dei nemici: il nostro autentico dolore..
si ridimensiona, sbiadisce.
E così, nelle stanze dei terapeuti
torniamo a respirare.

(A.La Tona, 2022)

Ti dirannoche bisogna superare la pauraper restare al passo con la meraviglia,che è necessario superare il buio pesto ch...
23/07/2023

Ti diranno
che bisogna superare la paura
per restare al passo con la meraviglia,
che è necessario superare
il buio pesto che abiti
per incontrare l'interruttore
del tuo lampadario interiore

che si deve seminare il trauma
per piantare nuove esperienze,
che basterà correre verso il sole
per evitare gli acquazzoni
dei tuoi turbamenti climatici

che il panico si supera
distraendo i tuoi pensieri,
che l'angoscia è un sentimento
che si raggira con le feste
che l'ansia muore sempre in estate
e che se non riesci a calmare il tuo mare agitato
puoi sempre fare surf

ti diranno
che bisogna superare la paura
per restare al passo con la meraviglia
ma non puoi disinfettare una ferita
se non sai dove hai urtato
non puoi curarti
se non conosci di persone l'influenza che ospiti,
non puoi incoraggiarti
se non conosci i dettagli dei tuoi terrori

non superare mai una paura,
non lasciare indietro niente
chiedile quando è nata
perché combacia con il tuo dolore,
ascolta la sua storia
perché combacia con il tuo presente,
ascolta perché è qui
perché combacia con il tuo futuro,

chiedile cosa puoi fare per lei
accettala, accoglila
invitale pure a cena al mare
perché non è un nemico da seminare
ma una parte di te da liberare.

Gio Evan

12/04/2023

Che cosa accade dopo anni e anni di lavoro come terapeuta?
Di ascolto di storie dolorose, di attese deluse e di patti infranti?
Come si fa a mettere e a tenere tutto questo nella propria vita?
Come si fa a distinguere il mio dal suo, dal loro?
Come se non fosse sempre un incontro tra inconsci che suonano e risuonano, una musica composta insieme, dentro e fuori gli spazi di un sogno congiunto, di un dolore condiviso, perché assomiglia al nostro.

Come si fa a trovare un equilibrio tra uguaglianza e differenza, tra intimità e distanza?
A un certo punto ti accorgi che ogni piccola gioia, ogni sputo di dolore, ogni evento, in realtà, non è più del tutto soltanto tuo.
Tu vivi negli altri e gli altri vivono in te.
Assomiglia molto all’esperienza della madre che concepisce un figlio e fin dal principio sa, non senza sofferenza, che la sua vita non sarà mai più soltanto sua.
Lo sanno gli amanti quando creano una mente a due, mentre il loro cuore batte all’unisono.
Galit Atlas ci racconta la storia di una terapeuta e di una paziente, entrambe incinte.
Di chi è il bambino e di quale madre stiamo parlando, tra identificazioni, proiezioni, fantasmi e desideri?

Un tempo pensavo che facciamo questo mestiere per guarire le nostre ferite e in parte è vero.
Ma se non siamo disposti ad ammalarci, a perdere i nostri riferimenti, non credo possiamo farlo bene.
Guaritori feriti e pazienti guaritori di se stessi.
Aveva ragione Jung quando scriveva che “l’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.”
Aveva ragione De Andre’ quando cantava: “Ma guardate l'idrogeno tacere nel mare. Guardate l'ossigeno al suo fianco dormire. Soltanto una legge che io riesco a capire ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
Soltanto la legge che io riesco a capire.”

Forse noi ci ammaliamo e ci curiamo al tempo stesso.
Forse i sogni parlano del futuro più che del passato, di quello che vogliamo diventare, nonostante quello che non abbiamo ricevuto.
Forse è tutto un sogno quello in cui viviamo e solo quando avremo portato a termine, se mai vi riusciremo, il nostro incontro maturo e consapevole con la nostra Ombra, svelandola, accogliendola, integrandola, potremo accedere alla nostra Luce interiore.
Forse nessuna cosa è mai del tutto limpida. Forse limpido è solo il divino in noi, che contiene tutte le polarità spesso in contrasto tra loro, il buono e il cattivo, il femminile e il maschile, la tenerezza e la violenza, senza togliere a nessuna di esse diritto di cittadinanza.

Forse alla fine capiremo che la connessione che creiamo ogni giorno nei nostri setting, con i nostri pazienti, non è mai solo mentale o affettiva. La connessione è spirituale. Sono le nostre anime che respirano insieme e questo è il vero grande mistero.

Giuseppe Ruggiero

17/02/2023

La psicoterapia non è come andare in palestra quando si ingrassa. Tre mesi prima dell'estate.
È un investimento in denaro e tempo che dovremmo fare con cura.
Ci dovremmo andare prima di stare male. Come prevenzione. Se la si inizia quando il dolore è già arrivato, allora dobbiamo essere fortissimi. Perché mentre vorremmo solo scappare, ci tocca andare più affondo. Scavare nelle nostre miserie. Amplificare.
Prima di iniziare dovremmo chiederci:
vogliamo stare meglio o manipolare il nostro terapeuta? Vogliamo conoscerci o raccontare una versione che ci assolva davanti a uno sconosciuto?
Vogliamo imparare dal dolore o farlo diventare un alibi per tutte le nostre mancanze, i nostri fallimenti grandi o piccoli?
Siamo in grado di ascoltare dalla nostra stessa bocca la verità? Su quello che proviamo e desideriamo? Anche se non è quello che vuole per noi chi ci sta intorno? O più banalmente la società?
La terapia oggi la fanno tutti. E se da un lato è una notizia molto positiva dall'altro ci rendiamo conto che la maggior parte la inizia senza capire che è fatica. Umiltà. Devozione verso se stessi.
Poi, a volte, guarire dalle nostre bugie è anche fortuna. Non sempre lo psicoterapeuta è in grado di aiutarci. Di smascherarci. Spesso è vittima lui o lei stessa del proprio paziente.
Sembra assurdo dirlo, ma spesso siamo noi stessi che non vogliamo stare meglio.
Abbiamo paura di guarire.
Perché quel dolore ci ha definiti fino a quel momento. E cosa saremmo una volta liberi?
Perché il punto è sempre lo stesso. La libertà è la maggior aspirazione dell'umanità ma anche la sua più temibile vertigine.
Dunque, è l'equilibrio che vogliamo davvero? O continuare a cadere su un materasso logoro ma che conosciamo alla perfezione?

C. Sarritzu, giornalista

31/12/2022

Ecco come mi piacerebbe che fosse il nuovo anno.. stranamente ho poche parole, o forse non ho tanta voglia di trovarne, personalmente questo 2022 e' stato stancante, a tratti sfiancante e in certi momenti molto triste, ma nel mio cuore cio che vorrei per me e per ognuno di voi è tutto racchiuso nelle parole di questa canzone.. anche se so che è impossibile, ma ogni tanto mi piace sognare, lasciandomi cullare dalla bellezza della parola Amore, in tutte le sue forme.
Nel mio lavoro provo tutti i giorni a "maneggiare" con delicatezza e cura il dolore dell altro, che si racconta a me, attraverso un grande atto di fiducia, ho scelto di accompagnare l altro ad accettare quel dolore,a prendersene cura, ma la verità è che tante volte, dentro di me, ho pensato che certi dolori non dovrebbero esistere.
E allora quest anno niente discorsi sulla Resilienza, necessaria e fondamentale, ma oggi ho bisogno e voglio mollare, per lasciar andare tutto il dolore di quest anno, oggi voglio sognare, sperare e augurare più leggerezza e serenità per tutti, con queste parole:
"T'immagini se con un salto si potesse
Si potesse anche volare
Se in un abbraccio si potesse scomparire
E se anche i baci si potessero mangiare
Ci sarebbe un po più amore e meno fame
E non avremmo neanche il tempo di soffrire
E poi t'immagini se invece
Si potesse non morire
E se le stelle si vedessero col sole
Se si potesse nascere ogni mese
Per risentire la dolcezza di una madre e un padre
Dormire al buio senza più paure
Mentre di fuori inizia il temporale.."
Moda'

Buon anno nuovo a tutti 💚
Ps: ogni tanto tutti noi abbiamo bisogno di mollare😘

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