12/10/2026
L'IRES premiale è l'ultima chiamata, e si gioca in dichiarazione.
La riduzione dell'aliquota IRES dal 24% al 20%, introdotta dall'art. 1 commi 436-444 della L. 207/2024, riguarda il solo periodo d'imposta 2025. La legge di bilancio 2026 non l'ha prorogata.
Chi ha i requisiti li spende ora, nel modello Redditi da presentare entro il 31 ottobre 2026. Dopo, quella leva non c'è più.
I requisiti vanno verificati tutti insieme, ed è qui che molte imprese si fermano senza saperlo:
-almeno l'80% dell'utile 2024 accantonato a riserva;
-investimenti in beni strumentali nuovi rilevanti, anche in leasing, effettuati dal 1° gennaio 2025;
-incremento occupazionale: nuove assunzioni a tempo indeterminato pari ad almeno l'1% della media, e comunque non meno di un dipendente;
-nessun ricorso alla cassa integrazione nel 2024 e nel 2025, salvo le eccezioni previste.
Il requisito occupazionale è il più selettivo: non basta investire in macchinari, serve personale stabile in più.
E attenzione alla coda: il beneficio decade se la riserva viene distribuita entro il secondo esercizio successivo o se i beni agevolati vengono dismessi nel periodo di sorveglianza. Un dividendo deciso senza guardare il calendario può costare il recupero dell'imposta.
Resta invece operativa la maggiorazione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, al 120% e al 130% per le categorie meritevoli di maggior tutela, in vigore fino al 2027.
Il punto non è prendere il bonus. È che agevolazioni così cambiano il ritorno di un investimento e la convenienza di un'assunzione: vanno decise dentro il piano, non scoperte in dichiarazione.
Nella tua azienda la verifica dei requisiti l'avete fatta, o l'IRES premiale è una di quelle cose che "guardiamo dopo"?
Parliamone.
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Sono Simona D'Alessandro | Business & Fiscal Strategist - CFO e Optimizer per aziende - Finanza e Margini - Peer per Crescita PMI - Co-founder Innova Consult Srl - Manager Partner d'Impresa