27/06/2024
Eppur mi son scordato di te...
L'etimologia di "scordare" è interessante: deriva dal latino "excōrdāre", composto da "ex-" (fuori da) e "cor, cordis" che significa cuore. Quindi, "scordare" letteralmente significa "perdere dal cuore". La frase "Non scorderò mai le emozioni che ho provato quel giorno" rende bene l'idea.
In italiano, viene spesso utilizzato erroneamente come sinonimo di "scordare" il verbo "dimenticare". Tuttavia, l'etimologia di questa parola ci restituisce qualcosa di diverso. "Dimenticare" deriva dal latino "dementicare", composto da "de-" (prefisso che indica allontanamento o separazione) e "menticare" (derivato da "mens, mentis" che significa mente). Quindi, "dimenticare" letteralmente significa "perdere dalla mente". Dovremmo usare "scordare" quando parliamo di esperienze, emozioni o persone che hanno un valore affettivo, e "dimenticare" per indicare oggetti o situazioni concrete che, per un motivo o per l'altro, sfuggono alla nostra mente.
Per gli inglesi, questa differenza non esiste: entrambi i verbi si traducono con "forget", dall'inglese antico "forgietan", che significa "perdere la capacità di ricordare; non riuscire a ricordare; trascurare involontariamente". La parola è composta da "for-", usato qui probabilmente con valore privativo, "via" + "gietan" (afferrare); in senso fisico sarebbe "perdere la presa su qualcosa".
Anche gli spagnoli non fanno differenze tra "dimenticare" e "scordare", traducendo entrambi con "olvidar", e pure i francesi fanno lo stesso con "oublier", entrambi derivanti dal latino "obliviscor", attraverso la forma medioevale "oblitare". La scomposizione in questo caso è "ob" (sopra) e "litera" (lettera), quindi eliminare tirando una linea sopra.
Quindi, mentre noi italiani "espelliamo dal cuore" in un caso e "allontaniamo dalla mente" nell'altro, gli inglesi "non riescono più ad afferrare la cosa o il concetto", mentre spagnoli e francesi lo "censurano" tirandoci una riga sopra.
Spesso, in ambienti internazionali dove si usa l'inglese come lingua franca tra nazionalità diverse, si finisce con il perdere la ricchezza delle sfumature lessicali e culturali.
Così, mentre attraverso il vocabolario italiano saremmo in grado di esprimere con precisione emozioni e pensieri, descrivendo la complessità e la profondità delle nostre esperienze, con l'inglese finiamo semplicemente per "smettere di afferrare".
Ma dovremmo fare attenzione perché, come suggerito da Gioacchino Belli nel XIX secolo: "Gioco di mano, gioco di villano".
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