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Venerdì 26 Novembre dalle 15.30 presso la sala convegni “Rocco Chinnici” del comune di Augusta si terrà il webinar gratu...
23/11/2021

Venerdì 26 Novembre dalle 15.30 presso la sala convegni “Rocco Chinnici” del comune di Augusta si terrà il webinar gratuito

L’AVVOCATO SPECIALISTA: ESPERIENZE A CONFRONTO

Puoi seguire lo streaming iscrivendoti al link
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ci sono 500 posti disponibili.

🔴🔴🔴  IL DECRETO SICUREZZA BIS DI IERI E ALCUNE UTILI INFORMAZIONI SULLE NORME IN MATERIA D’  DELL’UNIONE EUROPEA E DELLE...
06/08/2019

🔴🔴🔴 IL DECRETO SICUREZZA BIS DI IERI E ALCUNE UTILI INFORMAZIONI SULLE NORME IN MATERIA D’ DELL’UNIONE EUROPEA E DELLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI.

📣 È noto che ieri, 5 agosto 2019, il Senato ha approvato il , sul quale il governo aveva posto la fiducia.
Il decreto, che si occupa di immigrazione, di ordine pubblico e sicurezza, ha suscitato opinioni contrastanti.
Per quello che riguarda l’immigrazione, è previsto che il Ministro dell’Interno possa limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nelle acque territoriali per motivi di ordine e sicurezza o per favoreggiamento dell’immigrazione ed è prevista l’introduzione di cospicue multe per i capitani di imbarcazioni che arrivino in Italia in violazione delle indicazioni contrarie da parte delle capitanerie di porto.
L’argomento giuridico principale di chi ha criticato il decreto, nella parte in cui regola l’immigrazione, riguarda la violazione delle norme internazionali e di quelle comunitarie.
Scopo di questo breve scritto è quello di vedere di cosa parliamo, in modo da offrire a chi si occupa della questione informazioni utili e, per quello che è possibile, oggettive.
Quali sono le norme internazionali e comunitarie cui si fa riferimento?
Credo che le principali siano costituite dalle seguenti:
la Convenzione di Ginevra sullo “status di rifugiato” conclusa a Ginevra il 28 luglio del 1951, nella sua interezza e, in particolare, all’art. 33 (Divieto di espulsione e di rinvio al confine) che prevede: >
b) il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea che prevede:
b1) all’art. 78, comma 1:

Oggi vi postiamo un breve video dell'Avvocato Emanuele Carta girato nell'ambito di una lezione di scuola   qualche setti...
23/07/2019

Oggi vi postiamo un breve video dell'Avvocato Emanuele Carta girato nell'ambito di una lezione di scuola qualche settimana fa. Ha parlato di e di . Interessante collegamento con i fatti di , e il decreto sicurezza del Min. dell'interno .

28/03/2019

📌 La domanda della settimana all'Avvocato Emanuele Carta

✨ DOMANDA
Pratica la sua professione sia a Milano che a . Quali sono le differenze sostanziali tra le due esperienze?

💢 RISPOSTA
L’attività dell’ ha a che fare con le , con le aule di tribunale ma soprattutto con le persone.
È evidente che in realtà sociali ed economiche differenti come purtroppo quelle del sud e del nord del nostro Paese le differenze ci sono.
In cosa consistono in via generalissima queste differenze? Direi nella tendenza, molto presente nella realtà milanese ma credo in genere al nord, a fissare regole, protocolli, a semplificare.
Penso all’Osservatorio sulla di cui si devono le note tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale.
Tabelle cui hanno aderito altri Osservatori italiani e rispetto alle quali la ha chiarito che, pur non essendo fonti di diritto, costituiscono, per la loro ampia diffusione sul territorio nazionale, un valido parametro di apprezzamento dell’esercizio del potere di liquidazione equitativa del danno che il è tenuto a compiere ai sensi dell’art. 1226 c.c.
Ci sono poi le persone con cui l’avvocato viene a contatto e questo è un discorso diverso nel senso che le differenze sono molto più sfumate.
Sono magari diverse le esigenze individuali, legate a realtà economiche non omologabili, ma l’ansia di ciascuno dinnanzi alla domanda di giustizia non cambia tra nord e sud.
Rimangono poi le differenze di sensibilità collettiva, se vogliamo dire così (che vanno via via sparendo con la globalizzazione).
Enzo Biagi scriveva qualche tempo fa: difficile capire l'Italia, quasi impossibile la , un'isola abitata da “italiani esagerati”. Ci sono sempre due facce da decifrare, due possibilità.
Ma questo è un altro discorso ...

✨  : …e se imparassimo a tutelare anche i nostri  ?Autore: Emanuele CartaÈ stato detto che la professione dell’avvocato ...
25/03/2019

✨ : …e se imparassimo a tutelare anche i nostri ?

Autore: Emanuele Carta

È stato detto che la professione dell’avvocato è anfibia, divisa tra il bene del e la dimensione pubblico-giudiziaria.

Questa sorta di lealtà divisa è spesso vissuta con difficoltà dagli avvocati più consapevoli ed è una delle ragioni alla base di una crisi d’identità di cui soffre la professione .

E dire che la valorizzazione del diritto di difesa è direttamente proporzionale alla crescita di valori sociali primari, quali la e la . Non c’è civiltà giuridica senza l’inviolabilità della .

L’Inquisizione ed i farsa organizzati dai regimi totalitari hanno costituito la negazione d’ogni principio di , poiché costringevano coloro che – impropriamente – venivano chiamati avvocati ad accompagnare, nella migliore delle ipotesi, pietosamente, il proprio assistito nel percorso verso l’abiura e la ritrattazione.

La crisi d’identità di chi è chiamato alla difesa dei cittadini non può, pertanto, che costituire il riflesso di una crisi più generale e profonda dell’assetto sociale, il sintomo dello smarrimento della capacità di comporre i conflitti, attraverso lo strumento del ed, all’interno di esso, del contraddittorio tra parti uguali.

Come uscire da questa crisi d’identità e di ruolo, senza attendere i tempi lunghi della maturazione di una diversa coscienza collettiva e facendo leva, principalmente, sulle forze e sull’iniziativa degli avvocati?

La risposta credo stia in una maggiore coscienza dei nostri doveri. Sulla scia di questo pensiero, grandi leader del mondo contemporaneo hanno esortato i cittadini del proprio a non chiedersi quel che lo fa per loro, ma piuttosto quello che essi fanno per lo Stato. Perché tutto questo dovrebbe interessare chi è chiamato alla difesa dei ? Per la semplice ragione per cui l’osservanza dei doveri e delle (cui Gherando Colombo ha dedicato un bel libro) costituisce il fondamento da cui deriva il sorgere dei diritti. La coscienza dei propri doveri, in quanto cittadino ovvero parte di una , deve andare di pari passo con la coscienza dei propri diritti.

Come mai, allora, si ritiene, comunemente, che chi è chiamato a difendere i nostri diritti possa disinteressarsi dei nostri doveri? Non si tratta d’affidare all’avvocato il ruolo improprio di controllore della probità del suo assistito, ma di porsi il problema d’una più efficace tutela delle sue ragioni.

Utilizzando un’espressione apparentemente paradossale, potremmo dire che egli è chiamato anche alla tutela dei doveri, rendendo consapevole il cittadino-cliente che solo una forte e chiara coscienza dei propri particolari doveri potrà porlo nelle migliori condizioni per esigere la tutela dei propri diritti.

Tutto ciò potrebbe essere attuato, introducendo una norma di comportamento che imponga o, quantomeno, suggerisca all’avvocato di chiarire al proprio assistito, in relazione al particolare caso, quali sono i doveri che gli fanno carico.

Norma di comportamento del tutto coerente con le previsioni del deontologico ed, in particolare, con il dovere di e di , ex art. 6 e con il dovere di , ex art. 8. Dell’avvocato, che abbia adottato tale norma di comportamento, se essa diverrà norma generale, non si dirà più si è comportato con lo scrupolo di un magistrato, ma, semplicemente, si è comportato come un vero avvocato.

Da laleggepertutti.it

Una provocazione per gli avvocati: il legale "è chiamato anche alla tutela dei doveri, rendendo consapevole il cittadino-cliente che solo una forte e chiara coscienza dei propri particolari doveri potrà porlo nelle migliori condizioni per esigere la tutela dei propri diritti".

22/03/2019

📌 La domanda della settimana all' Emanuele Carta

✨ Anche se credo sia difficile rispondere ad una domanda così impegnativa senza dire cose ovvie, l'avvocato ci ha provato e ha aggiunto questa premessa:
"Oggi la sfida dell’Avvocatura riguarda in generale l’aggiornamento del suo ruolo in relazione alle profonde modificazioni e senza perdere la propria e la funzione di dei . Credo pertanto che la ricetta sia comune e debba prevedere almeno le seguenti sfide"

18/03/2019

❇️ Oggi abbiamo chiesto ad Emanuele Carta se crede che l’ oltre al debba avere e coltivare altre conoscenze?

Assolutamente si. Le questioni giuridiche non possono essere affrontate soltanto con conoscenze tecniche. Faccio un esempio per capirci. Consideriamo una sentenza notissima. Mi riferisco a quella con cui la dei Diritti dell’Uomo il del 2011 ha riconosciuto la legittimità della esposizione del nelle aule scolastiche italiane. La Grande Camera è arrivata a questa conclusione (discostandosi da una precedente sentenza di una delle Camere) dopo avere ampiamente esaminato i rapporti tra lo e la in dal 1861 in poi e il valore sociale e culturale costituito dal simbolo del crocifisso nel nostro Paese. Sia i difensori che i giudici in un caso del genere non avrebbero potuto sostenere le loro argomentazioni se non interpretando le norme della convenzione alla luce di valori storici e sociali. Studiare dunque. Studiare per capire il contesto dal quale è nata l’esigenza di una certa normativa e il contesto nel quale quella norma va applicata. Attenzione alle semplificazioni oggi molto frequenti grazie alla informazione “usa e getta”. Queste semplificazioni distorcono spesso il contenuto delle sentenze e danno l’illusione che il “copia incolla” di alcune frasi prese da contesti differenti possa bastare.

11/03/2019

❇️ Oggi abbiamo chiesto all'avvocato Emanuele Carta di parlarci d' , nello specifico gli abbiamo chiesto di casi recente in cui l’Europa è intervenuta in favore dei

I casi sono tanti e ci portano a dire che l’Europa delle di e dei è più avanti rispetto all’Europa dei e dell’economia. Un caso recente? In questi giorni la Stampa ha riferito del giudizio di ammissibilità dato dalla Corte Europea dei Diritti dell’ ai ricorsi collettivi presentati da cittadini italiani per la vicenda tristemente nota della . I ricorrenti hanno chiamato in giudizio lo Stato Italiano sostenendo che, nonostante le autorità fossero a conoscenza dell’esistenza di un rischio reale e immediato per la vita delle persone, causato dall’accumulo e dalla combustione di nelle discariche abusive, non abbiano preso misure per ridurre il pericolo.
Va chiarito che il giudizio dato dalla Corte di Strasburgo, diversamente da quanto riportato da qualche organo di stampa, non comporta l’accoglimento delle ragioni dei ricorrenti, ma le ritiene meritevoli di essere ricevuti dalla Corte. Niente di decisivo dunque, ma un buon segnale.

08/03/2019

📌 La domanda della settimana all'avvocato Carta. Oggi gli abbiamo chiesto i "cinque requisiti essenziali per essere un buon Avvocato" ⚖️
✨ La risposta
"Si tratta di una professione complessa che richiede, per essere svolta secondo i canoni classici, ben più di cinque requisiti. Mi limito a sottolineare un aspetto non sempre valorizzato:
l’ , oltre che ai , ai dei nostri .
Dire che una certa cosa non si può fare è spesso il miglior modo per proteggere le persone che entrano nei nostri studi.
Gli altri requisiti di maggiore importanza?"
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