Studio Rizzo La Fratta

Studio Rizzo La Fratta Il nostro Studio è sempre attento alle esigenze del cittadino. Da noi puoi trovare:
Assistenza per Lo studio è sempre attento alle esigenze del cittadino.

Da noi puoi trovare:

Assistenza per l’elaborazione del modello 730 e del modello UNICO persone fisiche e trasmissione all’Agenzia delle Entrate
Assistenza per il pagamento IMU e TASI
Assistenza alla predisposizione dei modelli ISE e ISEE
Aiuto alla compilazione del modello RED
Assistenza alla stesura delle pratiche di successione
Consulenza nelle varie tipologie di contratti di locazione
Compilaz

ione modulo Bonus Energia e Gas
Assistenza nelle cartelle esattoriali
Gestione rapporto di lavoro domestico. Vieni da noi anche per consulenze gratuite su problematiche di:
apertura e chiusura partita IVA professionisti e ditte
gestione della tua partita IVA

Pertanto, si occupa di pratiche, relative a:
- Contributi a Fondo Perduto (Prestiti d’onore, Microimpresa, Nidi)
- Contributo in conto impianti
- Credito d'imposta
- Bonus fiscale
- Finanziamenti a Tasso Agevolato
- Contributo in Conto Interessi
- Microcredito

⚡ Bonus bollette 2026: meno soldi e meno beneficiariIl nuovo bonus bollette 2026 rischia di aiutare meno famiglie rispet...
06/03/2026

⚡ Bonus bollette 2026: meno soldi e meno beneficiari

Il nuovo bonus bollette 2026 rischia di aiutare meno famiglie rispetto allo scorso anno e sta creando molta confusione.

📉 Cosa cambia rispetto al 2025?
➡️ Nel 2025 c’era un bonus da 200€ per chi aveva ISEE fino a 25.000€.
➡️ Nel 2026 questo bonus non esiste più.
➡️ Arriva solo un contributo extra di 115€ per chi già riceve il bonus sociale energia.

⚠️ Problema della norma
Secondo l’autorità energia ARERA, il bonus potrebbe andare solo a chi aveva già il bonus sociale attivo il 21 febbraio 2026.

➡️ Chi presenta l’ISEE dopo quella data rischia di restare escluso.

💰 Quanto si riceve nel 2026 (totale bonus)
👨‍👩‍👧‍👦 1-2 componenti ➜ 261€
👨‍👩‍👧‍👦 3-4 componenti ➜ 301,15€
👨‍👩‍👧‍👦 oltre 4 componenti ➜ 319,40€

📊 Limite ISEE per il bonus sociale
✔️ fino a 9.796€
✔️ fino a 20.000€ solo per famiglie con almeno 4 figli

❗ Chi ha ISEE tra 9.796€ e 25.000€ (e meno di 4 figli) nel 2026 non riceverà più aiuti statali sulle bollette.

💡 In questi casi è previsto solo uno sconto fino a 60€, ma facoltativo e applicato dai fornitori di energia.

💬 Secondo voi è giusto che nel 2026 il bonus sia più basso e per meno famiglie?

🔴 ISEE 2026: pronta la nuova DSU con importanti novità!Il Ministero del Lavoro ha aggiornato il modello DSU recependo le...
04/03/2026

🔴 ISEE 2026: pronta la nuova DSU con importanti novità!

Il Ministero del Lavoro ha aggiornato il modello DSU recependo le novità della Legge di Bilancio 2026.

📌 Cosa cambia?

🏠 Prima casa
✔️ Franchigia sale a 91.500 euro
✔️ 120.000 euro nei comuni capoluogo di città metropolitane
✔️ + 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo

👨‍👩‍👧 Maggiorazioni per i figli
➡️ 2 figli: +0,10
➡️ 3 figli: +0,25
➡️ 4 figli: +0,40
➡️ 5 o più figli: +0,55

🎯 Le novità si applicano a:
✔️ Assegno di Inclusione (ADI)
✔️ Supporto per la Formazione e il Lavoro
✔️ Assegno Unico
✔️ Bonus Asilo Nido
✔️ Bonus Nuovi Nati

📄 Nasce anche il nuovo ISEE “Specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”.

🔄 L’INPS aggiornerà automaticamente le DSU presentate dal 1° gennaio 2026. Non serve rifare domanda!

27/02/2026

𝐀𝐋 𝐕𝐈𝐀 𝐋𝐀 𝐑𝐎𝐓𝐓𝐀𝐌𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐐𝐔𝐈𝐍𝐐𝐔𝐈𝐄𝐒

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) stabilisce la possibilità di pagare in forma agevolata i debiti affidati in riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che derivano dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni (articoli 36-bis e 36-ter, D.P.R. n. 600/73 e agli articoli 54-bis e 54-ter, D.P.R. n. 633/72) o dall’omesso versamento di contributi previdenziali dovuti all’Inps, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Sono ammessi alla Rottamazione-quinquies, purché rientranti nelle suddette fattispecie, anche i debiti già oggetto delle precedenti tre rottamazioni o del “saldo e stralcio” per i quali i contribuenti sono incorsi nella decadenza, nonché quelli già oggetto della Rottamazione-quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, si sono persi i benefici.
La norma, invece, esclude i debiti già ricompresi in piani di pagamento della Rottamazione-quater (e relativa riammissione) per i quali, entro il 30 settembre 2025, risultano versate tutte le rate scadute.

La definizione agevolata consente di versare il solo importo del debito residuo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica.

Non saranno invece da corrispondere gli interessi e le sanzioni inclusi negli stessi carichi, gli interessi di mora, le cosiddette “sanzioni civili”, accessorie ai crediti di natura previdenziale, e l’aggio.

Sarà possibile pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni, di pari ammontare, con la rata che non potrà essere inferiore all’importo minimo di 100 euro. La scadenza della prima o unica rata è fissata al 31 luglio 2026.
La definizione agevolata risulterà inefficace a seguito di mancato o insufficiente versamento della prima e unica rata scelta per effettuare il pagamento, oppure di due rate, anche non consecutive, o dell’ultima rata del piano.

I contribuenti possono presentare la dichiarazione di adesione sia in area riservata sia in area pubblica del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

In area riservata – a cui si accede con Spid, Cie e Cns e, per professionisti e imprese, anche con le credenziali dell’Agenzia delle entrate – il servizio propone in automatico l’elenco dei carichi “rottamabili”, con la possibilità di selezionare quelli di interesse da inserire nella richiesta.

È sempre necessario indicare se si intende pagare in un’unica soluzione oppure a rate.

In alternativa, la domanda di adesione può essere presentata attraverso il servizio disponibile nell’ area pubblica del sito, senza la necessità di credenziali di accesso ma allegando la documentazione di riconoscimento.

Nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies)” si deve compilare la domanda inserendo, tra l’altro, i numeri identificativi dei documenti che si vogliono includere nella richiesta (cartelle di pagamento o avvisi di addebito dell’Inps), la soluzione con la quale si intende effettuare il pagamento e un indirizzo mail dove ottenere la ricevuta di presentazione.

AdeR renderà disponibile entro il 30 giugno 2026 la comunicazione delle somme dovute con l’esito della domanda, gli importi da versare ai fini della definizione e i moduli di pagamento.

È possibile richiedere il prospetto informativo direttamente dall’area riservata del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione, nella sezione “Definizione agevolata”, compilando l’apposita schermata.

Il sistema invierà, entro le successive 12 ore, una mail all’indirizzo indicato, con il link per scaricare il prospetto entro cinque giorni.

In alternativa, il prospetto informativo può essere richiesto nell’area pubblica del sito di Agenzia delle entrate-Riscossione, compilando il form disponibile nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione quinquies)” e allegando la documentazione di riconoscimento. In questo caso, dopo la convalida della domanda e la presa in carico da parte degli uffici, se la documentazione allegata è corretta, il contribuente riceverà una mail con il link per scaricare, entro cinque giorni, il prospetto informativo.

Ricordiamo che lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti ed approfondimenti: per qualsiasi necessità potrete contattarci via mail [email protected] , saremo lieti di rispondere alle vostre domande.

𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝟖𝟎 𝐄𝐮𝐫𝐨 𝐏𝐮𝐨̀ 𝐒𝐥𝐢𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨. 𝐂’𝐄𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥’𝐈𝐒𝐄𝐄La Carta Acquisti è un contributo economico ...
19/02/2026

𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝟖𝟎 𝐄𝐮𝐫𝐨 𝐏𝐮𝐨̀ 𝐒𝐥𝐢𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨. 𝐂’𝐄𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥’𝐈𝐒𝐄𝐄

La Carta Acquisti è un contributo economico pari a 480 euro annui (erogati in rate bimestrali da 80 euro) destinato alle famiglie in difficoltà con bambini sotto i 3 anni e agli over 65 con redditi bassi. La somma può essere utilizzata per acquistare generi alimentari nei negozi convenzionati, pagare bollette di luce e gas e comprare farmaci e parafarmaci.

Proprio in questi giorni, però, molti beneficiari stanno riscontrando ritardi nella ricarica del bimestre gennaio-febbraio 2026. Il motivo è legato al rinnovo dell’ISEE: senza l’aggiornamento entro le scadenze previste, il pagamento può slittare.

Ecco cosa sta succedendo e quali sono le tempistiche da conoscere.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐨

La Carta Acquisti è legata direttamente all’ISEE in corso di validità. Ogni anno, infatti, il limite ISEE per accedere al beneficio cambia, pertanto l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente deve essere rinnovato per confermare il diritto al beneficio.

Nel 2026 la regola è chiara:

ISEE non rinnovato entro il 31 gennaio 2026: il pagamento viene sospeso e la ricarica posticipata a fine febbraio o inizio marzo, dopo l’aggiornamento.
ISEE rinnovato a febbraio: l’accredito è possibile solo dopo la registrazione del nuovo ISEE nei sistemi e la verifica del rispetto del nuovo limite.
ISEE rinnovato entro gennaio: se la ricarica non è ancora arrivata, bisogna attendere: l’accredito può avvenire a breve.
Tutto dipende quindi dalla data in cui è stato aggiornato l’ISEE.

𝐑𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨-𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔

La ricarica del bimestre gennaio-febbraio 2026 è stata effettuata l’11 febbraio, come prontamente comunicato da TuttoLavoro24.it.

Tuttavia, questa data vale solo per chi aveva già l’ISEE aggiornato correttamente nei tempi previsti. Per tutti gli altri, resta valido quanto detto sopra: senza ISEE valido, il pagamento viene sospeso fino alla regolarizzazione.

Non si tratta quindi di una perdita definitiva del beneficio, ma di uno slittamento tecnico legato alla verifica dei requisiti.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥’𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐢

L’ISEE serve allo Stato per verificare la reale situazione economica del nucleo familiare. È lo strumento che permette di stabilire chi ha diritto alla Carta Acquisti e ad altre misure di sostegno.

Senza un ISEE aggiornato:

il sistema non può confermare i requisiti,
la ricarica viene bloccata in automatico,
il pagamento riparte solo dopo la validazione del nuovo indicatore.
Rinnovarlo in tempo evita quindi sospensioni e ritardi nei pagamenti.

𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔

Come anticipato, il limite ISEE per accedere alla misura ogni anno viene rivalutato all’inflazione. Per ottenere la Carta Acquisti nel 2026, l’ISEE non deve superare gli 8.230,81 euro: superata questa soglia, il beneficio non spetta.

Restano inoltre validi gli altri requisiti previsti:

un’età minima 65 anni,
oppure la presenza di minori sotto i 3 anni,
un importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a 8.230,81 euro per i cittadini tra 65 e 70 anni,
un importo complessivo dei redditi percepiti non superiore a 10.974,42 euro per i cittadini over 70.

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐞 𝐥’𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢?

Chi ha aggiornato l’ISEE:

entro gennaio 2026: deve solo attendere l’elaborazione nei sistemi.
a febbraio 2026: potrebbe ricevere la ricarica tra fine febbraio e inizio marzo.
oltre febbraio: il pagamento sarà ulteriormente posticipato.
In ogni caso, una volta validato l’ISEE, le somme spettanti vengono riconosciute.

𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟐𝟓.𝟎𝟎𝟎€: 𝐢𝐧 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐨 𝟑𝟏𝟓€ 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐁𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝟔𝟎€ 𝐄𝐱𝐭𝐫𝐚Nel 2026 il sistema dei bonus energia ...
19/02/2026

𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟐𝟓.𝟎𝟎𝟎€: 𝐢𝐧 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐨 𝟑𝟏𝟓€ 𝐝𝐢 𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐁𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝟔𝟎€ 𝐄𝐱𝐭𝐫𝐚

Nel 2026 il sistema dei bonus energia viene rimodulato. Il decreto approvato il 18 febbraio stanzia 315 milioni di euro da trasferire alla Cassa per i servizi energetici e ambientali per rafforzare il sostegno alle famiglie. Le novità riguardano sia chi già percepisce il bonus sociale sia chi ha un ISEE medio-basso ma finora era rimasto escluso.

𝐅𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟑𝟏𝟓 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐧𝐮𝐜𝐥𝐞𝐢 𝐯𝐮𝐥𝐧𝐞𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢

Per i nuclei considerati vulnerabili, cioè quelli che già ricevono il bonus sociale elettrico da 200 euro l’anno, arriva uno sconto aggiuntivo in bolletta fino a 115 euro.

Rientrano in questa fascia:

famiglie con ISEE fino a 9.530 euro;
nuclei con ISEE fino a 20.000 euro e almeno 4 figli a carico.
In questi casi il beneficio complessivo può arrivare fino a 315 euro annui. Si tratta di un rafforzamento della tutela per chi si trova in condizioni economiche più fragili. Non serve fare domanda, il bonus viene applicato automaticamente in bolletta dal gestore.

𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟔𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝟐𝟓𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨

La vera novità riguarda però la fascia ISEE fino a 25.000 euro che non percepisce il bonus sociale.

Per gli anni 2026 e 2027, i venditori di energia elettrica possono riconoscere ai clienti domestici residenti un contributo straordinario pari alla componente PE, cioè la quota che copre il costo di acquisto dell’energia.

Considerando che la componente PE vale circa 12 centesimi per kWh, il contributo può arrivare fino a 60 euro. Lo sconto viene riconosciuto nelle fatture relative ai consumi del quinto mese successivo al bimestre di riferimento.

𝐋𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓

Rispetto al 2025 cambia l’impostazione. L’anno scorso il contributo straordinario era più ampio e uniforme per gli ISEE fino a 25mila euro.

Nel 2026, invece, si concentra l’intervento sui nuclei vulnerabili, mentre per la fascia medio-bassa il sostegno è più contenuto e legato direttamente al costo dell’energia consumata.

16/02/2026

✅ Dai 18 ai 21 anni cosa succede con assegno unico!
L’assegno continua, ma solo se il figlio rientra in una di queste condizioni:
📚 Frequenta un corso di studi
-scuola superiore
-università
-corso di formazione professionale
💼 Fa un tirocinio o lavora, ma con reddito annuo inferiore a circa 8.000 €
🧑‍💼 È registrato come disoccupato presso il centro per l’impiego
🇮🇹 Svolge il Servizio Civile Universale
👉 In questi casi l’assegno continua fino ai 21 anni, ma con importo ridotto rispetto ai minorenni.
💳 Pagamento diretto al figlio maggiorenne
Dai 18 anni, il ragazzo/a può chiedere che la sua quota venga:
-versata direttamente sul suo IBAN
oppure
-restare accreditata al genitore richiedente
Serve fare una modifica nella domanda sul portale INPS.
❌ Dopo i 21 anni
L’assegno si interrompe definitivamente, anche se il figlio:
-studia all’università
-è a carico fiscalmente
⚠️ Eccezione: se il figlio è disabile, l’assegno continua anche oltre i 21 anni (senza limiti di età).
📌 Serve fare qualcosa quando compie 18 anni?
Sì, è importante:
-aggiornare la domanda sul sito INPS
-confermare che il figlio rientra in una delle condizioni previste
-avere l’ISEE aggiornato

05/02/2026

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔?

L’Inps ha comunicato le date di pagamento dell’assegno unico (che arriveranno intorno alla metà di ogni mese) per tutto il corso del nuovo anno. Scopriamo, quindi, quando viene pagato l’assegno unico a febbraio 2026 alle famiglie residenti in Italia, a seconda dei casi, e quali sono le informazioni utili per richiederlo. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔?

Il pagamento dell’assegno unico di febbraio 2026 è in arrivo intorno alla metà del mese. Ricordiamo che si tratta di una prestazione concessa su domanda (valida per un solo anno) prevista dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni (non ci sono limiti d’età per i figli con disabilità). C’è però differenza sulle date di pagamento tra gli assegni che non hanno subito variazioni nel mese precedente e quelli che, invece, sono cambiati per via di nuove condizioni del nucleo familiare.

L’Inps, intanto, ha comunicato che il pagamento dell’assegno unico a febbraio 2026 arriverà nelle giornate del 19 e 20 febbraio per i nuclei familiari per i quali non sono intervenute modifiche. Mentre, gli assegni che hanno subito modifiche rispetto al mese precedente per via di cambiamenti delle condizioni del nucleo familiare verranno erogati orientativamente a fine mesa (entro la fine dell’ultima settimana). Chi invece sta per ricevere il primo pagamento, vedrà l'importo accreditato dall’Inps alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨

L’Inps ha specificato che le domande di assegno unico e universale per i figli a carico non sono soggette ad onere di presentazione con cadenza annuale. Infatti, le domande già presentate valgono anche per le annualità successive a quelle della presentazione, fatto salvo l’onere per gli utenti di comunicare le eventuali variazioni da inserire nel modello di domanda (es. nascita di un nuovo figlio).

Pertanto, per ricevere l’assegno unico nel 2026 non è necessario presentare una nuova domanda, fermo restando che la domanda già trasmessa all’Inps non si trovi nello stato di decaduta, revocata, rinunciata o respinta. Ai fini della determinazione dell’importo della prestazione sulla base della corrispondente soglia Isee è necessaria la presentazione di una nuova Dichiarazione Sostituiva Unica (Dsu) per il 2026, correttamente attestata.

Sul portale unico dell'Isee è possibile acquisire la Dsu precompilata dove sono riportati i dati fondamentali per determinare l’entità dell’assegno tra cui la composizione del nucleo familiare, il reddito annuo percepito e il patrimonio mobiliare e immobiliare. Una volta confermata o modificata, la Dsu va trasmessa al Sistema informativo dell’Isee. Spetta poi all’Agenzia dell’Entrate inviare all’Inps i dati aggiornati.

05/02/2026

𝐈𝐦𝐮 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐥𝐚𝐭𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔

𝐋'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐦𝐮 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐏𝐚𝐠𝐨𝐏𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔

L’Imu precompilata potrebbe debuttare in tutta Italia nel 2026. È il progetto a cui sta lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze, insieme all’Agenzia delle Entrate, a Sogei e PagoPa con l’obiettivo di semplificare l’adempimento da parte dei contribuenti e migliorare l’efficienza della riscossione. Proprio per discutere di questo, al Mef, nei giorni scorsi, si è svolta la prima riunione operativa convocata dal sottosegretario con delega agli Enti locali, Sandra Savino, d’intesa con il ministro Giancarlo Giorgetti.
Come riportato da Italia Oggi, l’intenzione è quella di avviare “un confronto tecnico-istituzionale per attuare definitivamente quanto previsto dalla legge di Bilancio 2020 (legge n.160/2019) che all’art.1, comma 765, già annovera la piattaforma PagoPa tra le modalità di versamento dell’Imu”. Alla prima riunione operativa seguirà un nuovo incontro previsto per settembre durante il quale delineare “un cronoprogramma operativo condiviso che dovrà portare all’adozione di un decreto interministeriale (Mef-Viminale-Innovazione tecnologica) necessario a rendere tecnicamente possibile il pagamento dell’Imu anche attraverso PagoPa”.

𝐏𝐚𝐠𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐈𝐦𝐮 𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐚𝐠𝐨𝐏𝐚

La possibilità di pagare l’Imu anche attraverso PagoPa dovrebbe arrivare a partire dall’anno di imposta 2026. Di conseguenza, come indicato da Italia Oggi, “il saldo Imu 2025 in pagamento al prossimo 16 dicembre continuerà ad essere pagato con F24”.
L’esperienza positiva registrata con la Tari del Comune di Roma ha spinto il Mef a lavorare per poter utilizzare il sistema PagoPa anche per la riscossione dell’Imposta municipale propria. Nella Capitale, infatti, grazie alla digitalizzazione c’è stato un significativo recupero della tassa rifiuti evasa. E si spera di ottenere lo stesso risultato sperimentando il pagamento con PagoPa anche per i tributi locali oggi pagati con F24.

𝐂𝐨𝐧𝐟𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨: 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐞 𝐠𝐚𝐬, 𝐦𝐚𝐱𝐢-𝐫𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟐.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞Le...
01/02/2026

𝐂𝐨𝐧𝐟𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨: 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐞 𝐠𝐚𝐬, 𝐦𝐚𝐱𝐢-𝐫𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟐.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐞

Lettera al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin verso il dl Energia: misure strutturali sugli oneri di sistema e riforma del mercato elettrico

𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐠𝐫𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐠𝐢𝐮̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢, 𝐩𝐨𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚: 𝐧𝐞𝐥 𝐐𝟒 +𝟑𝟖,𝟗% 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐞 +𝟓𝟐,𝟔% 𝐠𝐚𝐬

Il caro-energia pesa sulle imprese del terziario, segnando +29% per l'elettricità e +70% per il gas rispetto al 2019. Lo rileva Confcommercio nel Rapporto Energia, chiedendo, in una lettera al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin in vista del dl Energia, misure strutturali sugli oneri di sistema e la riforma del mercato elettrico.
Secondo i risultati che emergono dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio Energia (Ocen) nel corso del 2025, i prezzi all’ingrosso del gas e dell’energia elettrica in Italia hanno mostrato una tendenza alla diminuzione (-28% per il gas e -36% per l’energia elettrica nei primi cinque mesi rispetto a inizio anno), grazie anche alle politiche di contenimento degli oneri adottate dal Governo, ma nella parte finale dell’anno si è registrata una nuova risalita con la bolletta energetica delle imprese che risulta ancora molto al di sopra del pre-Covid. Mediamente, infatti secondo i dati, nel 2025 la bolletta elettrica per le imprese del terziario di mercato è aumentata del 28,8% rispetto al 2019, ultimo anno considerato 'normale' prima della pandemia e degli shock che hanno colpito i mercati energetici, quella del gas addirittura del 70,4%.
Incrementi significativi anche nel confronto tra il quarto trimestre 2025 e il quarto del 2019: +38,9% per l’elettricità e +52,6% per il gas. A incidere sulle bollette elettriche, in particolare, non è solo la componente energia (60% del totale), ma anche gli oneri generali di sistema, tornati a pesare per quasi il 20% sul totale dopo la fine delle misure emergenziali.
In vista dell’atteso, nuovo provvedimento in materia di energia, Confcommercio in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, ha evidenziato la necessità di strumenti normativi e politiche di sostegno per tutelare le imprese. In particolare si chiede di rendere strutturali gli interventi sugli oneri di sistema e di riformare il mercato elettrico, attuando il disaccoppiamento dal prezzo del gas e garantendo alle pmi prezzi calmierati dell’energia, tra le altre proposte.
Secondo il rapporto di Confcommercio, i settori più penalizzati, sommando i costi della bolletta elettrica con quella del gas dell’ultimo trimestre 2025, sono gli alberghi di medie dimensioni con 9.117 euro di spesa media mensile, seguono i negozi di grandi dimensioni (5.979 euro), gli hotel di piccole dimensioni (5.263 euro), i negozi alimentari (2.334 euro), i ristoranti (2.083 euro), i bar (1.009 euro), i negozi non alimentari (855 euro). "Sono dati - afferma la confederazione - che confermano come il costo dell’energia continui a rappresentare un freno alla competitività delle imprese del terziario di mercato e che risultano ancora più penalizzanti nel confronto con gli altri Paesi europei".

31/01/2026

𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐥𝐨, 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐜𝐞, 𝐠𝐚𝐬, 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐓𝐀𝐑𝐈: 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀

𝐃𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐀𝐑𝐄𝐑𝐀 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐛𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐮 𝐥𝐮𝐜𝐞, 𝐠𝐚𝐬, 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐓𝐀𝐑𝐈, 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐯𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢

L'aggiornamento dei parametri per il sostegno alle famiglie in condizione di fragilità economica rappresenta uno dei passaggi più delicati nella gestione del welfare energetico nazionale. Con l'inizio del 2026, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha ufficializzato un adeguamento delle soglie d’accesso volto ad allineare le tutele pubbliche al contesto macroeconomico degli ultimi anni.
La delibera n. 2/2026/R/com del 24 gennaio 2026 consolida un sistema di protezione che riguarda non solo le forniture energetiche e idriche, ma anche il carico fiscale legato alla gestione dei rifiuti. Questo meccanismo, fondato su un automatismo sempre più raffinato nel dialogo tra banche dati, mira a trasformare il bonus da misura d’emergenza a pilastro strutturale della pianificazione finanziaria dei nuclei meno abbienti.

𝐋𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐞 𝐥'𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚𝐥𝐞

Il cuore della novità risiede nell'innalzamento del limite ISEE ordinario, che per il 2026 è stato fissato a 9.796 euro, superando il precedente sbarramento di 9.530 euro valido per il 2025. Questo incremento risponde a una precisa prescrizione normativa contenuta nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 29 dicembre 2016, che impone l'adeguamento delle soglie all'andamento dell'inflazione registrato nel triennio precedente.
Rimane invece fermo il limite di 20.000 euro per le famiglie numerose, intese come nuclei con almeno quattro figli a carico, per le quali il legislatore ritiene già sufficientemente ampia la protezione attuale. Tuttavia, nonostante il rialzo della soglia, il valore reale del sussidio rimane ancorato a parametri di povertà assoluta o relativa molto stringenti, lasciando fuori una vasta fascia di contribuenti che, pur non raggiungendo i nuovi limiti, subiscono l'erosione del potere d'acquisto causata dal costo della vita.

𝐋'𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢

Nel 2026 arriva anche il bonus sociale sulla tassa rifiuti. Sebbene introdotto normativamente nel periodo precedente, è con l'attuale esercizio finanziario che lo sconto del 25% sulla TARI entra a pieno regime. Il meccanismo di applicazione ricalca quanto già consolidato per luce e gas, basandosi sul trasferimento automatico dei flussi informativi dall'INPS ai gestori del servizio o direttamente ai Comuni.
Questo passaggio richiede tuttavia una coordinazione amministrativa complessa, poiché la natura locale del tributo sui rifiuti impone che i singoli enti comunali integrino i propri sistemi di riscossione con i dati reddituali centralizzati. La sfida risiede nella capacità delle amministrazioni locali di garantire che lo sconto venga applicato con la stessa tempestività dei bonus energetici, evitando ritardi burocratici.

𝐀𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐥𝐚 𝐃𝐒𝐔

Nonostante il riconoscimento del bonus sia ormai un processo automatizzato che non richiede la presentazione di una specifica domanda, il cittadino è gravato dall’onere fondamentale di presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Senza il rilascio di un'attestazione ISEE in corso di validità, l'incrocio dei dati operato da parte di ARERA e INPS non può attivarsi, precludendo l'accesso agli sconti in bolletta.
L'agevolazione si manifesta come una riduzione diretta sulla spesa per l'energia elettrica pari al 30% dell'utente medio, mentre per il gas naturale lo sconto si attesta al 15%. Sul fronte idrico, il sistema garantisce la gratuità di un quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno per abitante. Pertanto, la mancata presentazione dell'ISEE può comportare la perdita di intere mensilità di agevolazione, poiché l'automatismo agisce pro-rata a partire dalla data di validazione dell'indicatore reddituale.

31/01/2026

𝐁𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐨𝐭𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐥𝐨, 𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐮𝐜𝐞, 𝐠𝐚𝐬, 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐓𝐀𝐑𝐈: 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀

𝐃𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐀𝐑𝐄𝐑𝐀 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐛𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐮 𝐥𝐮𝐜𝐞, 𝐠𝐚𝐬, 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐞 𝐓𝐀𝐑𝐈, 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐠𝐞𝐯𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐢

L'aggiornamento dei parametri per il sostegno alle famiglie in condizione di fragilità economica rappresenta uno dei passaggi più delicati nella gestione del welfare energetico nazionale. Con l'inizio del 2026, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha ufficializzato un adeguamento delle soglie d’accesso volto ad allineare le tutele pubbliche al contesto macroeconomico degli ultimi anni.

La delibera n. 2/2026/R/com del 24 gennaio 2026 consolida un sistema di protezione che riguarda non solo le forniture energetiche e idriche, ma anche il carico fiscale legato alla gestione dei rifiuti. Questo meccanismo, fondato su un automatismo sempre più raffinato nel dialogo tra banche dati, mira a trasformare il bonus da misura d’emergenza a pilastro strutturale della pianificazione finanziaria dei nuclei meno abbienti.

𝐋𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐈𝐒𝐄𝐄 𝐞 𝐥'𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐢𝐞𝐧𝐧𝐚𝐥𝐞

Il cuore della novità risiede nell'innalzamento del limite ISEE ordinario, che per il 2026 è stato fissato a 9.796 euro, superando il precedente sbarramento di 9.530 euro valido per il 2025. Questo incremento risponde a una precisa prescrizione normativa contenuta nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 29 dicembre 2016, che impone l'adeguamento delle soglie all'andamento dell'inflazione registrato nel triennio precedente.

Rimane invece fermo il limite di 20.000 euro per le famiglie numerose, intese come nuclei con almeno quattro figli a carico, per le quali il legislatore ritiene già sufficientemente ampia la protezione attuale. Tuttavia, nonostante il rialzo della soglia, il valore reale del sussidio rimane ancorato a parametri di povertà assoluta o relativa molto stringenti, lasciando fuori una vasta fascia di contribuenti che, pur non raggiungendo i nuovi limiti, subiscono l'erosione del potere d'acquisto causata dal costo della vita.

𝐋'𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢

Nel 2026 arriva anche il bonus sociale sulla tassa rifiuti. Sebbene introdotto normativamente nel periodo precedente, è con l'attuale esercizio finanziario che lo sconto del 25% sulla TARI entra a pieno regime. Il meccanismo di applicazione ricalca quanto già consolidato per luce e gas, basandosi sul trasferimento automatico dei flussi informativi dall'INPS ai gestori del servizio o direttamente ai Comuni.
Questo passaggio richiede tuttavia una coordinazione amministrativa complessa, poiché la natura locale del tributo sui rifiuti impone che i singoli enti comunali integrino i propri sistemi di riscossione con i dati reddituali centralizzati. La sfida risiede nella capacità delle amministrazioni locali di garantire che lo sconto venga applicato con la stessa tempestività dei bonus energetici, evitando ritardi burocratici.

𝐀𝐮𝐭𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐥𝐚 𝐃𝐒𝐔

Nonostante il riconoscimento del bonus sia ormai un processo automatizzato che non richiede la presentazione di una specifica domanda, il cittadino è gravato dall’onere fondamentale di presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Senza il rilascio di un'attestazione ISEE in corso di validità, l'incrocio dei dati operato da parte di ARERA e INPS non può attivarsi, precludendo l'accesso agli sconti in bolletta.

L'agevolazione si manifesta come una riduzione diretta sulla spesa per l'energia elettrica pari al 30% dell'utente medio, mentre per il gas naturale lo sconto si attesta al 15%. Sul fronte idrico, il sistema garantisce la gratuità di un quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno per abitante. Pertanto, la mancata presentazione dell'ISEE può comportare la perdita di intere mensilità di agevolazione, poiché l'automatismo agisce pro-rata a partire dalla data di validazione dell'indicatore reddituale.

31/01/2026

𝐏𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐝𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐈𝐍𝐀𝐈𝐋 𝐭𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐮̀, 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟔𝟕 𝐚𝐧𝐧𝐢: 𝐞𝐜𝐜𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀

𝐁𝐮𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐞: 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐮𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐢𝐧𝐞𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐭𝐚̀ 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐢𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐟𝐚𝐬𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐬𝐢 𝐞𝐫𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐚 𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐥𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐚𝐢𝐥

Dal 2026 cambia il perimetro di tutela dell’assegno di incollocabilità INAIL, il sostegno economico destinato ai lavoratori che, a seguito di un infortunio o di una malattia professionale, non riescono più a reinserirsi nel mercato del lavoro. Il limite anagrafico per la corresponsione dell’assegno viene innalzato da 65 a 67 anni, in linea con l’attuale età prevista per la pensione di vecchiaia.
La novità, che era già stata ufficializzata con la circolare INAIL n. 55 dell’11 dicembre 2025, trova conferma nella Legge 29 dicembre 2025, n. 198 di conversione del decreto-legge n. 159/2025.
L’obiettivo è quello di armonizzare le misure assistenziali con l’evoluzione del sistema previdenziale, tenendo conto dell’allungamento della vita lavorativa e delle trasformazioni demografiche. In questo modo, la tutela si estende per un periodo più ampio a favore di chi si trova in una condizione di particolare fragilità.
Dal punto di vista pratico, l’assegno continuerà a essere erogato automaticamente a chi compirà 67 anni a partire dal 1° gennaio 2026. Inoltre, la misura riapre la possibilità di accesso anche a coloro che, al raggiungimento dei 65 anni, avevano visto interrompersi il beneficio. Si rafforza così il principio di continuità assistenziale, evitando vuoti di protezione proprio nella fase più delicata del percorso verso la pensione.
Ma cos’è e a chi spetta l’assegno di incollocabilità?
L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica, erogata dall'Inail ai lavoratori titolari di rendita per malattia professionale o infortunio qualora sia accertata la perdita di ogni capacità lavorativa oppure quando, per la tipologia o la gravità della menomazione, possano costituire un rischio per loro stessi, per gli altri o per la sicurezza degli impianti. Quindi, si tratta di lavoratori che non possono beneficiare nemmeno dell’assunzione obbligatoria del collocamento mirato.
La sua funzione è quella di garantire un sostegno economico stabile a chi non ha possibilità reali di reinserimento lavorativo, evitando interruzioni improvvise del reddito.
Quali i requisiti per potervi accedere?

𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐫𝐨𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐥𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐢:

età non superiore a 65 anni, ora innalzati a 67 anni;
impossibilità ad essere collocato in qualsiasi settore lavorativo, riconosciuta dagli organismi competenti;
grado di inabilità, per infortuni sul lavoro o malattie professionali, non inferiore al 34%, riconosciuto dall’INAIL secondo le tabelle allegate al Testo unico sull'assicurazione degli infortuni sul lavoro di cui al D.P.R. n. 1124 del 1965, per eventi verificatisi fino al 31 dicembre 2006;
grado di menomazione dell’integrità psicofisica – danno biologico superiore al 20%, riconosciuto secondo le tabelle allegate all’art. 13 del D. Lgs. n. 38 del 2000, per eventi verificatisi dal 1° gennaio 2007.
L’importo dell’assegno, aggiornato annualmente in base all’andamento dell’inflazione, è attualmente pari a 308,23 euro mensili (valore in vigore dal 1° luglio 2025). Anche in futuro la cifra potrà essere adeguata, così da preservare il potere d’acquisto e garantire un sostegno realmente efficace.
La riforma, inoltre, non esclude ulteriori interventi sul limite anagrafico qualora l’età pensionabile dovesse subire nuovi innalzamenti. Si delinea quindi un quadro normativo flessibile, pensato per accompagnare in modo coerente il passaggio dall’assistenza previdenziale al pensionamento definitivo, senza lasciare indietro chi è già stato duramente colpito da eventi invalidanti.

Indirizzo

Via Pupino , 97
Taranto
74123

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
Mercoledì 16:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:30
Venerdì 09:00 - 12:30
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

Telefono

+390999452436

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