22/09/2026
Concordato preventivo biennale: nel cassetto fiscale arrivano le lettere di “autodiagnosi”.
Articolo rielaborato dal collega Francesco Vito sulla base del contributo
“Concordato preventivo, si parte”, di Giuliano Mandolesi,
pubblicato su ItaliaOggi del 22 settembre 2026
L’Agenzia delle Entrate avvia una nuova campagna informativa basata sui risultati ISA 2024. Nel mirino l’adesione al concordato 2026-2027 e la valutazione dei costi del ravvedimento per le annualità dal 2020 al 2023.
Il concordato preventivo biennale entra in una nuova fase operativa. L’Agenzia delle Entrate ha avviato l’invio, nel cassetto fiscale delle partite IVA, di specifiche comunicazioni contenenti una sorta di “autodiagnosi” della posizione del contribuente, elaborata sulla base del punteggio ISA conseguito per il periodo d’imposta 2024.
L’iniziativa è rivolta ai contribuenti che rientrano nell’ambito di applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale e punta a favorire una valutazione consapevole dell’adesione al concordato preventivo biennale per il 2026-2027.
Contestualmente, l’Amministrazione finanziaria renderà noti ai soggetti che non hanno aderito al primo biennio del concordato, relativo al 2024-2025, gli eventuali costi del ravvedimento speciale previsto per le annualità dal 2020 al 2023.
Il punteggio ISA diventa uno strumento di autovalutazione
Le comunicazioni mettono in evidenza il voto ISA attribuito al contribuente e gli eventuali elementi di incoerenza o anomalia riscontrati nei dati dichiarati.
Per i contribuenti con un punteggio compreso tra 0 e 5,99, l’Agenzia segnala una minore affidabilità fiscale e invita a verificare la correttezza delle informazioni trasmesse. Potrebbe infatti essere necessario rettificare i dati o integrare eventuali componenti positivi per migliorare il livello di affidabilità.
Per i punteggi compresi tra 6 e 7,99, le lettere possono evidenziare anomalie che impediscono di accedere ai benefici premiali collegati agli ISA.
Ai contribuenti con punteggi elevati, compresi tra 8 e 10, viene invece rappresentata la maggiore affidabilità fiscale e la possibilità di beneficiare delle premialità previste dalla disciplina.
Il cassetto fiscale diventa così uno strumento non soltanto informativo, ma anche di orientamento: il contribuente può conoscere preventivamente la valutazione attribuita dall’Amministrazione e verificare la presenza di criticità prima di decidere se aderire al concordato.
Il collegamento con il ravvedimento 2020-2023
La campagna informativa riguarda anche il ravvedimento previsto per le annualità dal 2020 al 2023.
Secondo quanto riportato, la relativa comunicazione sarà destinata ai contribuenti che aderiranno al concordato preventivo per il biennio 2026-2027 dopo aver già utilizzato lo strumento per il 2024-2025.
Il meccanismo consentirà di regolarizzare le annualità interessate mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva, calcolata tenendo conto del livello di affidabilità fiscale del contribuente.
I calcoli saranno predisposti dall’Agenzia delle Entrate, permettendo agli interessati di valutare anticipatamente il costo della regolarizzazione e la convenienza complessiva dell’operazione.
Le scadenze da monitorare
Per aderire al concordato preventivo relativo al biennio 2026-2027, i contribuenti interessati dovranno manifestare la propria adesione entro il 2 novembre 2026.
Dal 1° gennaio 2027 potranno essere attivati gli effetti del ravvedimento attraverso il versamento della prima rata oppure dell’importo complessivamente dovuto in unica soluzione.
Una valutazione che richiede attenzione professionale
Le comunicazioni presenti nel cassetto fiscale non devono essere considerate semplici avvisi automatici. I dati indicati dall’Agenzia richiedono un esame puntuale, soprattutto quando emergono anomalie o punteggi ISA non elevati.
Prima di aderire sarà opportuno verificare:
* la correttezza dei dati utilizzati per il calcolo dell’ISA 2024;
* le eventuali anomalie segnalate;
* il costo delle imposte proposte per il biennio 2026-2027;
* l’onere derivante dal ravvedimento delle annualità dal 2020 al 2023;
* la sostenibilità finanziaria dei versamenti;
* la convenienza complessiva dell’operazione rispetto alla situazione effettiva e prospettica del contribuente.
Il concordato non rappresenta, infatti, una scelta automaticamente vantaggiosa. La decisione deve essere assunta caso per caso, confrontando la maggiore prevedibilità del carico fiscale con gli importi richiesti, l’andamento atteso dell’attività e gli eventuali rischi connessi alle annualità pregresse.
La nuova campagna dell’Agenzia delle Entrate conferma, in definitiva, il ruolo sempre più centrale degli ISA come strumento di selezione, prevenzione e interlocuzione preventiva con il contribuente. Per professionisti e imprese si apre quindi una fase nella quale analisi dei dati, verifica delle anomalie e valutazione della convenienza saranno determinanti per assumere una decisione consapevole.