30/05/2026
E con oggi si chiude un ciclo. Si cambia casa.
Dopo dieci anni, la SEF cambia sede a Telese Terme.
Pensavo fosse un passaggio naturale e indolore. Invece oggi, davanti a questi scatoloni, ho capito una cosa: non sto spostando mobili. Sto spostando anni di vita.
Questo ufficio non è mai stato solo mura e scrivanie. È il posto in cui la SEF si è affermata, in cui abbiamo costruito strategie e visioni. Da un ufficio siamo passati a due. Da otto persone a picchi di quarantadue.
Grazie a chi è passato di qui. A chi ha fatto altre scelte. A chi le ha dovute fare. E soprattutto a chi è rimasto e continua ad alimentare questo fuoco, giorno dopo giorno.
Perché un ufficio, in fondo, sono le persone che lo vivono. Gli sguardi al mattino, senza dire niente, e già ci capivamo. Le intese, gli abbracci, le gioie e i dolori, i pranzi nati all'improvviso.
Qui ho visto la SEF sudare, sbagliare, rialzarsi, ridefinirsi ancora. Abbiamo chiuso progetti impossibili e ci siamo guardati in faccia con un orgoglio che non si spiega. Abbiamo discusso, litigato, e il giorno dopo si ricominciava.
È difficile spiegarlo, e l'emozione mi assale anche ora che scrivo. Mi mancherà tutto: i caffè bruciati, le lamentele per il troppo freddo o il troppo caldo della mia stanza….le incursioni nel mio ufficio da entrambe le porte… per fortuna quello nuovo ha una sola entrata.
Andarsene non è facile. Resta una nostalgia, di quella buona: la nostalgia di chi sa di aver costruito qualcosa di vero, con le persone giuste.
Ma ogni ciclo che si chiude ne apre un altro.
Oggi entriamo in spazi nuovi: più luce, più aria, più posto per le idee e per le persone che verranno.
Mi porto dietro tutto: gli sguardi, gli affetti, le tensioni, gli abbracci, le urla, i gin tonic, le focacce
, le torte, le risate, la devozione …
le sfide vinte e quelle p***e.
Perché la SEF, alla fine, siete voi.
Un grazie aGiuseppe Farinae a tutto il condominio, che ci hanno fatto sentire a casa. Mi mancheranno gli incroci sulle scale e le chiacchierate nel parcheggio… ma ci ritroveremo sempre, perché casa non si perde.
Cambiano le mura. Noi restiamo gli stessi.
Grazie a chi ha riempito queste stanze di vita. Si comincia.
Errico Formichella