LA STORIA
Il laboratorio di restauro del libro nasce nell'Abbazia benedettina di Praglia il 24 settembre 1951. Dalla fondazione, il laboratorio con i restauratori che si sono succeduti negli anni, ha messo mano a numerosissimi beni culturali cartacei e membranacei in genere. Nei registri che conservano la memoria del materiale restaurato si contano 25.000 voci, che rappresentano una parte dell'im
menso patrimonio culturale "passato" del laboratorio. Molti beni di pregio sono giunti in laboratorio nel corso di più di sessant'anni di storia: il codice membranaceo in onciale di Lattanzio del VI-VII sec. della Biblioteca Universitaria di Bologna, bolle di Papi e imperatori, lettere autografe di vari personaggi illustri tra cui, Galileo Galilei, Alessandro Manzoni, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Verdi. Tra ciò che ha segnato la storia passata del laboratorio, si ricorda il recupero e il primo intervento sul materiale alluvionato di Firenze e Venezia del 1966. Recentemente il restauro della pianta originale di Padova del cartografo Giovanni Valle (disegno datato 1781) proprietà dell'Accademia Galileiana. Per quanto riguarda l'attualità l'intervento sul Liber VII (prorpietà della Pontificia Biblioteca Antoniana di Padova) miniato da NIccolò da Bologna (sec.XIV). Negli ultimi anni il laboratorio è intervenuto su beni di pregio e di grande importanza
storico-artistica e culturale. Nel 2014, di grande prestigio è stato il restauro di tredici manoscritti dei sec. XIII – XV provenienti dalla biblioteca del Sacro Convento di Assisi. I codici, dopo il restauro, sono stati esposti eccezionalmente a New York. Tra questi da citare sono: il manoscritto 338, contenente il Cantico delle Creature,
il manoscritto 686 con la Vita seconda di san Francesco di Tommaso da Celano,
i manoscritti 345 e 347: Legenda Major e Legenda Minor di Bonaventura da Bagnoregio. Nel 2016 sono stati restaurati due codici ricchi di miniature e finemente decorati risalenti al sec. X: Il Sacramentario e l’Evangeliario di Fulda, di proprietà
della Biblioteca del Capitolo metropolitano di Udine. Nel 2017 siamo intervenuti su un diploma membranaceo attribuito a Carlo Magno dell’anno 808 della Cattedrale
di Piacenza. Nel 2018 sono stati restaurati i codici del Centro Dantesco di Ravenna: manoscritti, incunaboli e cinquecentine delle opere del sommo poeta. E’ del 2018 l’intervento sulla partitura originale della “Semiramide” di Rossini del teatro “La Fenice” di Venezia. Nel 2019 e nel 2020 sono stati restaurati manoscritti e documenti del violinista Tartini della Ca****la Musicale della Basilica del Santo. Sempre negli ultimi anni sono state restaurate opere di De Chirico, Fontana, Segantini, Guttuso, Morandi, Fattori, Mirò, e molti altri.