CSQA Certificazioni

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CSQA Certificazioni CSQA è un ente di Certificazione Ispezione Formazione

CSQA è un Ente di certificazione che offre un’ampia gamma di servizi di certificazione, assessment, ispezione e formazione nei settori dell’agroalimentare e del packaging, dei beni di consumo, della ristorazione, dei servizi tecnici e professionali (laboratori, ICT, energia, società di ricerca, gestione rifiuti, società di consulenza, ecc), della PA e dei servizi alla persona. Sin dalla sua fondazione nel 1990, assume un ruolo di leadership a livello nazionale nei settori “agricoltura” e “alimenti e bevande”. Infatti oltre ad essere il primo ente italiano accreditato nel food, nel 2000 creerà il primo disciplinare per la certificazione volontaria di filiera controllata, che successivamente diventerà il documento di riferimento per lo sviluppo della UNI 10939, diventata poi ISO 22005. In questi anni di crescita continua, CSQA ha saputo incontrare le esigenze di una clientela sempre più vasta e differenziata, sviluppando i propri servizi in numerosi settori e ottenendo importanti accreditamenti e riconoscimenti europei e internazionali. Attraverso una struttura capillare di filiali in Italia e all’estero, più di 200 dipendenti e una rete di 400 professionisti che si contraddistingue per competenza, professionalità e affidabilità, garantisce audit indipendenti in 31 Paesi, supportando l’internazionalizzazione delle aziende italiane. Attraverso il Centro di Formazione, CSQA offre servizi di formazione a catalogo, in-house, e-learning, a diversi livelli di approfondimento, in Italia e all’estero. I docenti, selezionati sulla base di solide esperienze e adeguate capacità relazionali, garantiscono una preparazione efficace e specializzata. Organizza corsi online, webinar e seminari utili a conoscere e approfondire novità e cambiamenti in diversi ambiti. Per offrire un servizio completo e strutturato, CSQA ha fondato anche la prima scuola di Management agroalimentare in Italia: www.scuolacsqa.it

𝐔𝐍𝐈 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟏𝟒𝟎𝟏: 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨La Fiorida - Agrit...
19/10/2026

𝐔𝐍𝐈 𝐈𝐒𝐎 𝟐𝟏𝟒𝟎𝟏: 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨

La Fiorida - Agriturismo Beauty Farm **** è la 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐂𝐒𝐐𝐀 secondo lo standard UNI ISO 21401. Situtata a Mantello, in Valtellina, e gestita dalla famiglia Vanini, l’azienda agricola e agrituristica riunisce in un solo modello allevamento, coltivazioni, trasformazione di latte e carne, ristorazione e ospitalità.
La norma UNI ISO 21401 è lo standard internazionale che rende misurabile e definisce i requisiti di un 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞. Copre insieme gli aspetti ambientali, sociali ed economici dell’attività.

🌱 Sul piano ambientale la certificazione riconosce scelte già in atto:
• pannelli solari e una caldaia a biomassa alimentata a cippato;
• un impianto a biogas che usa i reflui dell’allevamento bovino;
• il ricorso alla produzione interna e alle filiere corte;
• l’attenzione al benessere animale.

📌 𝐋𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨. Rientrano qui il benessere e la sicurezza dei lavoratori e la formazione del personale. Contano anche il legame con la comunità locale, le visite didattiche per gli ospiti e le collaborazioni con produttori e artigiani della zona.

Gli impegni dell’azienda sono stati formalizzati in una politica aziendale e in obiettivi di sostenibilità specifici, con il coinvolgimento diretto della direzione. CSQA ha poi valutato il sistema di gestione con audit e verifiche indipendenti.
Secondo Viola Vanini, Amministratore Unico di La Fiorida, fissare “obiettivi precisi” permette di misurare i progressi e di capire dove migliorare.
Per Maria Chiara Ferrarese, Direttrice Generale e AD di CSQA, il percorso mostra come la sostenibilità nel turismo possa passare “da principio generale a sistema concreto di gestione”.

🔗 𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐋𝐚 𝐅𝐢𝐨𝐫𝐢𝐝𝐚: 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

UNI ISO 21401 · turismo sostenibile · strutture ricettive · certificazione di sostenibilità · agriturismo

𝐄𝐍 𝟏𝟖𝟐𝟖𝟔:𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐞 𝐀𝐈 𝐀𝐜𝐭: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐈𝐀 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨Il 14 o...
16/10/2026

𝐄𝐍 𝟏𝟖𝟐𝟖𝟔:𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐞 𝐀𝐈 𝐀𝐜𝐭: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐈𝐀 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨

Il 14 ottobre 2026 la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ha pubblicato la Decisione di esecuzione (UE) 2026/2274. La decisione inserisce tra le norme di riferimento la EN 18286:2026, elaborata da CEN e CENELEC, che è la 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐚𝐫𝐦𝐨𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐈 𝐀𝐜𝐭 (Regolamento UE 2024/1689).

Perché conta? L’articolo 17 dell’AI Act chiede a chi fornisce sistemi di IA ad alto rischio di avere un sistema di gestione della qualità documentato e proporzionato. Fino a oggi però mancava un riferimento tecnico condiviso su come costruirlo. La EN 18286 serve proprio a questo: dice in modo concreto come rispettare l’obbligo.

📌 Gli ambiti coperti dalla norma:
• governance e responsabilità
• gestione del rischio
• controllo dei processi
• documentazione e tracciabilità
• monitoraggio dopo l’immissione sul mercato
• miglioramento continuo

🤖 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐭𝐚̀
Secondo l’articolo 40 dell’AI Act, un sistema conforme a una norma armonizzata già pubblicata si presume conforme ai requisiti coperti da quella norma. Questo però non rende automaticamente conforme l’intero sistema di IA e non cancella gli altri obblighi del fornitore.
Applicare la norma è volontario. Si rivolge soprattutto a chi sviluppa e fornisce sistemi di IA ad alto rischio, per esempio in sanità, istruzione, risorse umane, infrastrutture critiche e servizi pubblici. I vantaggi indicati:
• gli obblighi di legge diventano processi verificabili
• meno incertezza su come interpretare la norma
• audit più semplici
• più fiducia da parte di clienti, utenti e istituzioni

La EN 18286 si affianca ad altri due standard: la 𝐈𝐒𝐎 𝟗𝟎𝟎𝟏 (gestione della qualità) e la 𝐈𝐒𝐎/𝐈𝐄𝐂 𝟒𝟐𝟎𝟎𝟏 (sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale). Chi già usa questi due standard può quindi integrarla in un percorso unico di governance.

🔗 𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐈 𝐀𝐜𝐭. 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
AI Act · EN 18286 · norma armonizzata · sistemi di IA ad alto rischio · sistema di gestione della qualità

𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧𝐰𝐚𝐬𝐡𝐢𝐧𝐠: 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢, 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐮𝐫𝐢𝐫𝐞Dal 27 settembre 2026 ...
15/10/2026

𝐍𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧𝐰𝐚𝐬𝐡𝐢𝐧𝐠: 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢, 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐚𝐮𝐫𝐢𝐫𝐞

Dal 27 settembre 2026 si applicano in Italia le 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐞𝐞𝐧𝐰𝐚𝐬𝐡𝐢𝐧𝐠. Arrivano dalla Direttiva (UE) 2024/825, nota come Empowering Consumers for the Green Transition, recepita con il D.Lgs. 30/2026.

𝐏𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐮𝐛𝐛𝐢𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞. Che fine fanno i prodotti già confezionati e i materiali acquistati prima di quella data? 𝐈𝐥 𝐌𝐈𝐌𝐈𝐓 𝐡𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐀𝐐.

📌 I chiarimenti principali
• I 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐫𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟐𝟕 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐨. Serve però poter documentare quando sono stati prodotti e informare correttamente i consumatori.
• Per 𝐬𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐡𝐞𝐥𝐟 𝐥𝐢𝐟𝐞 per gli alimenti la data di scadenza o il TMC, per gli altri prodotti la durata utile indicata.
• Anche 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐦𝐛𝐚𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 già prodotti o acquistati rientrano nelle scorte esistenti. Il riferimento indicativo per esaurirli è di sei mesi, da adattare al settore e ai cicli di approvvigionamento.

Non si tratta di un via libera illimitato a materiali non conformi. È un equilibrio tra tutela del consumatore, esigenze operative ed esigenza di evitare sprechi.

🌱 Cosa cambia per i claim ambientali
Le dichiarazioni generiche come “green” o “ecologico” non bastano più senza basi adeguate. I marchi di sostenibilità devono poggiare su schemi di certificazione conformi oppure essere istituiti da autorità pubbliche. Gli impegni ambientali futuri vanno sostenuti da obiettivi misurabili e piani verificabili.

✅ Le priorità per le aziende sono cinque:
1. verificare i claim su prodotti, packaging, siti web e materiali promozionali;
2. mappare le scorte di prodotti finiti, etichette e imballaggi, separando quelle precedenti e successive al 27 settembre;
3. conservare le prove di produzione, confezionamento e acquisto;
4. pianificare l’aggiornamento delle etichette insieme a marketing, qualità, acquisti e produzione;
5. controllare la conformità di marchi e certificazioni ambientali.

In questo quadro le certificazioni indipendenti, se conformi ai requisiti, aiutano a rendere credibile la comunicazione ambientale. Su questi temi 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ e alla prevenzione del greenwashing.

🔗 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
greenwashing · Direttiva UE 2024/825 · claim ambientali · etichettatura ambientale · marchi di sostenibilità Ministero delle Imprese e del Made in Italy

𝐑𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢 𝐯𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟑 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐃.𝐋𝐠𝐬. 𝟏𝟕𝟖/𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐫𝐢𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚Il de...
14/10/2026

𝐑𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢 𝐯𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢: 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟑 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐃.𝐋𝐠𝐬. 𝟏𝟕𝟖/𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐫𝐢𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐥𝐮𝐧𝐠𝐨 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 ottobre, attua i 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 (𝐔𝐄) 𝟐𝟎𝟐𝟐/𝟏𝟔𝟒𝟒 𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟐/𝟏𝟔𝟒𝟔. Riguarda i 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 come medicinali veterinari o additivi per mangimi, sui loro residui negli alimenti di origine animale e sulle sostanze vietate o non autorizzate.
Coinvolge allevamenti, mangimifici, macelli, stabilimenti di trasformazione, importatori e operatori che commercializzano 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐢.

📌 Le novità principali
• 𝐈𝐥 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢 (𝐏𝐍𝐑) 𝐬𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞𝐧𝐭𝐢: un piano mirato basato sul rischio, un piano di sorveglianza con campionamento casuale e un piano dedicato a animali e prodotti importati da Paesi terzi.
• 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞, 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 “extrapiano”. Le aziende possono quindi essere campionate anche al di fuori della programmazione ordinaria.
• 𝐈𝐥 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧 “𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐮𝐢” 𝐝𝐢 𝟏𝟑 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢. Campionamenti, esiti, cause delle non conformità e azioni correttive confluiscono nel sistema NSIS/RaDISAN.
• 𝐈𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐨 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚, 𝐥𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐞. Servono a individuarne l’origine, attribuire le responsabilità e impedire che il problema si ripeta.
• Per 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞 valgono controperizia e controversia previste dal D.Lgs. 27/2021. 𝐈 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐨𝐫𝐢: 15 giorni per la controperizia documentale e 30 giorni per attivare la controversia davanti all’Istituto superiore di sanità.

𝐈𝐥 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐃.𝐋𝐠𝐬. 𝟏𝟓𝟖/𝟐𝟎𝟎𝟔. Le misure di controllo sui residui escono da quel testo, che continua a regolare il divieto di sostanze ormonali, tireostatiche e beta-agoniste.

🔎 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞
Il decreto non introduce nuovi adempimenti generalizzati. Con 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐢, però, diventano più importanti alcuni aspetti già previsti dalla normativa:
• gestione e tracciabilità dei trattamenti veterinari;
• rispetto dei tempi di attesa e dei limiti massimi di residui;
• efficacia dell’autocontrollo e della gestione dei fornitori;
• registrazioni disponibili durante le verifiche ufficiali;
• procedure chiare per gestire le non conformità.
Si tratta di elementi che sostengono la conformità legislativa e che rafforzano anche la sicurezza dei prodotti e l’affidabilità delle filiere zootecniche.

▶️ 𝐍𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀, 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢. 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
residui di farmaci veterinari · D.Lgs. 178/2026 · Piano nazionale residui · controlli ufficiali · sicurezza alimentare

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼.Ma il suo campo di applicazione è molto più ...
13/10/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼.

Ma il suo campo di applicazione è molto più ampio.

Dalla qualità dei prodotti alla sicurezza alimentare, dalla sostenibilità alla protezione delle informazioni, fino alla certificazione delle competenze professionali: ogni giorno la certificazione contribuisce a rendere più affidabili organizzazioni, servizi e filiere.

Scopri il quarto capitolo di "Fiducia Certificata" e approfondisci il ruolo degli organismi di certificazione nella vita economica e sociale.

📖 Leggi l'articolo completo sul sito CSQA attraverso il 𝗹𝗶𝗻𝗸 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶.
CSQA · Fiducia Certificata · Certificazione · Qualità · Sostenibilità · Cybersecurity· AI · Valutazione Della Conformità

𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗨𝗡𝗜 𝗜𝗦𝗢 𝟳𝟭𝟬𝟭: 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮𝗻 𝗛𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗦𝗦𝗡, 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗖𝗦𝗤𝗔La UNI...
12/10/2026

𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗨𝗡𝗜 𝗜𝗦𝗢 𝟳𝟭𝟬𝟭: 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮𝗻 𝗛𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝗹, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗦𝗦𝗡, 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗖𝗦𝗤𝗔

La UNI ISO 7101 è il primo standard internazionale dedicato specificamente ai sistemi di gestione per la qualità nelle organizzazioni sanitarie. La sua novità sta nell’approccio: non guarda solo all’organizzazione, ma integra la gestione con i processi clinico-assistenziali.

Ora la norma entra anche nella sanità privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale. European Hospital, struttura romana del Gruppo Garofalo Health Care specializzata in cardiochirurgia dal 1986, ha ottenuto la certificazione accreditata Accredia.

📌 Su cosa si è concentrata la verifica:

- gestione dei processi clinici e organizzativi
- prevenzione e gestione dei rischi
- centralità e sicurezza del paziente
- monitoraggio delle prestazioni e miglioramento continuo

Il percorso ha coinvolto l’intera organizzazione, dalla Direzione Sanitaria ai professionisti sanitari fino alle funzioni amministrative. I requisiti della norma sono stati integrati nella pratica quotidiana di cura.

✅ La certificazione è stata rilasciata da 𝗖𝗦𝗤𝗔, primo organismo accreditato in Italia da Accredia per la UNI ISO 7101, al termine di un audit indipendente.

Il risultato conta anche oltre il singolo ospedale. In un settore sempre più complesso, una valutazione indipendente e imparziale del sistema di gestione rafforza la trasparenza e la fiducia di pazienti, istituzioni e stakeholder. Può inoltre diventare un riferimento per la governance delle strutture private accreditate.

🔎 Il percorso di European Hospital e i contenuti dello standard sono raccontati nell’approfondimento sul sito CSQA, con il link nei commenti.
UNI ISO 7101 · qualità in sanità · sicurezza del paziente · certificazione accreditata · governance clinica

📌 𝗗𝗮𝗹 𝟭𝟰 𝗮𝗹 𝟭𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗹𝗮 𝗙𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗪𝗘𝗟𝗙𝗔𝗜𝗥, 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺...
09/10/2026

📌 𝗗𝗮𝗹 𝟭𝟰 𝗮𝗹 𝟭𝟲 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗹𝗮 𝗙𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗪𝗘𝗟𝗙𝗔𝗜𝗥, 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗦𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀. 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗲̀ “𝗜𝗹 𝗦𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗖𝘂𝗿𝗮”.

🤝 CSQA e ACS Italia saranno presenti con uno stand dedicato e parteciperanno ai tavoli di lavoro tematici in programma durante la manifestazione. csqa

L’idea di fondo è che la crescente complessità del Sistema Salute si possa affrontare solo se i suoi protagonisti agiscono e si confrontano insieme. Per governare l’innovazione, i nuovi processi hanno bisogno di tutte le competenze della filiera sanitaria, fin dalla fase di progettazione.

Per questo WELFAIR riunisce in un unico padiglione:

📍 i vertici della governance sanitaria, con decisori pubblici e privati dei diversi livelli istituzionali

📍 società scientifiche e categorie professionali, con i loro approfondimenti specialistici

📍 aziende, startup, istituzioni e organismi di certificazione, con tecnologie e servizi pensati per cittadini, operatori e strutture sanitarie

Tre giorni di convegni, congressi e incontri, affiancati da un’ampia area espositiva, per mettere a confronto competenze ed esperienze ed elaborare soluzioni concrete.

La registrazione è gratuita e dà diritto al pass di ingresso.

🔗 Programma completo e modalità di registrazione sono nella news sul sito CSQA: trovate il link nei commenti.

WELFAIR 2026 · sanità · Servizio Sanitario Nazionale · innovazione in sanità · certificazione in ambito sanitario

𝐋𝐢𝐟𝐞 𝐂𝐲𝐜𝐥𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐦𝐞𝐧𝐭 (𝐋𝐂𝐀): 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚Per cap...
08/10/2026

𝐋𝐢𝐟𝐞 𝐂𝐲𝐜𝐥𝐞 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐦𝐞𝐧𝐭 (𝐋𝐂𝐀): 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐬𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚

Per capire la 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 non basta osservare una singola fase. Un miglioramento ottenuto in produzione può tradursi in un peggioramento altrove: nelle materie prime, nei trasporti, nel fine vita.

Il Life Cycle Assessment, o 𝐕𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐜𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐭𝐚, nasce per evitare questo errore di prospettiva. È la 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨, 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 "dalla culla alla tomba", secondo le norme internazionali 𝐈𝐒𝐎 𝟏𝟒𝟎𝟒𝟎 e 𝐈𝐒𝐎 𝟏𝟒𝟎𝟒𝟒.

🔎 Un𝐔𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐋𝐂𝐀 𝐬𝐢 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐬𝐢:
1 - definizione di obiettivo e campo di applicazione (unità funzionale, confini del sistema);
2 - analisi dell'inventario: materie prime, energia, acqua, trasporti, emissioni, rifiuti;
3 - valutazione degli impatti ambientali potenziali;
4 - interpretazione dei risultati, con conclusioni e raccomandazioni.

Il valore per le imprese non sta solo nel calcolare un impatto. 𝐋'𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐟𝐚 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐡𝐨𝐭𝐬𝐩𝐨𝐭 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢, cioè le fasi e i flussi che pesano di più, e diventa un 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮 𝐞𝐜𝐨-𝐝𝐞𝐬𝐢𝐠𝐧, miglioramento dei processi, strategie climatiche, supply chain ed economia circolare.

📌 L'LCA è anche la base metodologica di altri strumenti:
- Carbon Footprint di Prodotto (𝐈𝐒𝐎 𝟏𝟒𝟎𝟔𝟕);
- Environmental Product Declaration, con la 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐈𝐒𝐎 𝟏𝟒𝟎𝟐𝟓:𝟐𝟎𝟐𝟔 in vigore da giugno;
- 𝐏𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐭 𝐄𝐧𝐯𝐢𝐫𝐨𝐧𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥 𝐅𝐨𝐨𝐭𝐩𝐫𝐢𝐧𝐭 (𝐏𝐄𝐅), promossa dalla Commissione europea con la Raccomandazione (UE) 2021/2279.

✅ Un'avvertenza vale per tutti: i risultati sono solidi quanto lo sono i dati, i confini dello studio e la trasparenza delle ipotesi. Quando servono a comunicare al mercato le prestazioni ambientali, contano il rispetto delle metodologie di riferimento e, quando prevista o opportuna, una 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞. È l'ambito in cui si collocano i servizi CSQA dedicati a LCA ISO 14040 e ISO 14044.

🔗 𝐈𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨, 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐈𝐒𝐎 𝐚𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐢 𝐝𝐢 𝐄𝐧𝐯𝐢𝐫𝐨𝐧𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥 𝐅𝐨𝐨𝐭𝐩𝐫𝐢𝐧𝐭, 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐂𝐒𝐐𝐀: 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐧𝐤 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.

Life Cycle Assessment · ISO 14040 e ISO 14044 · Carbon Footprint di Prodotto · Environmental Product Declaration · Product Environmental Footprint

LAVORA CON NOI | CSQA cerca un 𝐋𝐞𝐚𝐝 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫 qualificat* per le attività di verifica e validazione di claim ambientali, s...
07/10/2026

LAVORA CON NOI | CSQA cerca un 𝐋𝐞𝐚𝐝 𝐀𝐮𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫 qualificat* per le attività di verifica e validazione di claim ambientali, schemi:
- 𝐄𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚
- 𝐄𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢
- 𝐈𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢
La figura potenzierà il nostro Team con la disponibilità a condurre audit in territorio nazionale e saltuariamente Estero (Europa).

Gli 𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 richiesti sono: ambito Food e prodotti agricoli, prodotti da costruzione, macchinari e dispositivi, arredamento, prodotti chimici, prodotti plastici, legno e prodotti carta e servizi.

Tipo di collaborazione: Freelance

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𝐄𝐔𝐃𝐑 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚🌱...
07/10/2026

𝐄𝐔𝐃𝐑 𝐞 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐨̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚

🌱 Il 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 (𝐔𝐄) 𝟐𝟎𝟐𝟑/𝟏𝟏𝟏𝟓 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐟𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐥𝐞 (𝐄𝐔𝐃𝐑) si applicherà dal 30 dicembre 2026 alle grandi e medie imprese e dal 30 giugno 2027 alle piccole. Chi immette sul mercato o esporta prodotti legati a materie prime a rischio dovrà dimostrare che non contribuiscono alla deforestazione e che rispettano la normativa dei Paesi di produzione.

𝐈𝐥 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞. È l'operatore a raccogliere le informazioni, valutare il rischio e firmare la 𝐃𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐯𝐮𝐭𝐚 𝐃𝐢𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚, assumendosi la piena responsabilità di ciò che afferma.

Ed è qui che si apre la questione centrale: 𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐥'𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢?
Origine delle materie prime, geolocalizzazione degli appezzamenti e tracciabilità dei flussi arrivano da molti soggetti, lungo filiere globali spesso complesse.

📌 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 𝐅𝐞𝐫𝐫𝐚𝐫𝐞𝐬𝐞, 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐂𝐒𝐐𝐀 𝐞 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚, 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢:
• Le Linee Guida della Commissione europea riconoscono che certificazioni, audit e verifiche indipendenti possono fornire elementi utili per la raccolta delle informazioni e la valutazione del rischio.
• Gli schemi volontari non sostituiscono gli obblighi EUDR e non trasferiscono la responsabilità, ma aggiungono un livello di controllo indipendente lungo la filiera.
• La stessa logica guida le norme contro il greenwashing: il D.Lgs. 30/2026, che attua la Direttiva (UE) 2024/825, richiede che le dichiarazioni ambientali poggino su elementi oggettivi e verificabili.

Il filo conduttore è il passaggio dalla dichiarazione alla dimostrazione. 𝐏𝐢𝐮̀ 𝐩𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨, 𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐳𝐨, competente e imparziale, diventa uno strumento concreto di due diligence.

▶️ L'analisi completa è sul sito CSQA, link nei commenti.

EUDR · deforestazione · due diligence · valutazione indipendente · greenwashing

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