ArcheoTibur

ArcheoTibur Pagina ufficiale dell’A.P.S. ArcheoTibur, associazione archeologica tiburtina nata nel marzo 2017.

Dopo un lungo silenzio, per le ragioni che  abbiamo già scritto in passato, oggi vogliamo comunicarvi il raggiungimento ...
21/02/2026

Dopo un lungo silenzio, per le ragioni che abbiamo già scritto in passato, oggi vogliamo comunicarvi il raggiungimento di un grande risultato, un traguardo ottenuto grazie a tanta pazienza, perseveranza e all'aiuto di persone che si sono dimostrate preziose: durante il consiglio comunale dello scorso 11 febbraio, è stata finalmente approvata la mozione, presentata dal consigliere Damiano Leonardi della lista civica Una Nuova Storia, grazie alla quale sarà finalmente onorata la memoria del grande architetto Clemente Folchi, colui il quale progettò i grandiosi Cunicoli Gregoriani e la cascata artificiale dell'Aniene: opere avveniristiche che salvarono la nostra città dalle disastrose esondazioni dell'Aniene (e nei giorni scorsi, nonostante questo sistema di incanalamento, dighe e chiuse, abbiamo nuovamente rammentato quanto il nostro fiume possa fare possa far paura). È stato un percorso lungo, iniziato anni fa, costellato di imprevisti, difficoltà, ostacoli di ogni natura, tanto logistica quanto...umana.

Inizialmente, salvo poi complicazioni, da posizionarsi nella piazzetta di fianco Ponte Gregoriano, con l'affaccio sull'Orrido, monitoreremo affinché quanto già segnalato venga messo in sicurezza (ragione a causa delle quale è stato deciso lo spostamento dell'installazione celebrativa) e che il ponte Romano cosiddetto "dei Sepolcri", ubicato dietro e di lato la diga del Bacino di San Giovanni, sia oggetto di lavori di riqualificazione da concordarsi con la competente Soprintendenza. L'opera commemorativa sarà posta in Piazza delle Mole, con intestazione "Affaccio Clemente Folchi", tale da render finalmente giustizia al lascito di un personaggio tanto importante, quanto fino ad oggi dimenticato, per la nostra Tivoli.

Desideriamo, in questa sede, ringraziare tutti coloro che hanno contribuito affinché tutto ciò fosse possibile ma in particolar modo l'arch. Francesco Pecchi, storico consigliere e già Segretario della nostra associazione, colui il quale ha materialmente strutturato la nostra proposta ed il progetto per l'opera commemorativa, e la lista civica UNS - Una Nuova Storia, soprattutto il Consigliere Leonardi
che, per mesi, ha lavorato al nostro fianco coadiuvandoci e aiutandoci nella stesura e presentazione della mozione.

Sarà nostro tassativo impegno vigilare affinché, dopo l'approvazione, i lavori di attuazione procedano nel migliore dei modi rispettando e coniugando installazione e tutela del paesaggio, sorvegliando che venga attribuito il giusto merito a chi ha lavorato e non ad altri, costumanza largamente in uso nella nostra città.

A presto.

In occasione del finissage della mostra "Pellegrini di Speranza" ad opera degli artisti Italo Carrarini e Paula Caccaval...
03/10/2025

In occasione del finissage della mostra "Pellegrini di Speranza" ad opera degli artisti Italo Carrarini e Paula Caccavale, vi ricordiamo che domenica 5 ottobre alle ore 17:00 avrà luogo l'intervento dell'Arch. Francesco Pecchi del Direttivo della nostra associazione, sulla storia e sulla chiesa di S. Vincenzo martire a Tivoli, all'interno della stessa.

Molto di voi si staranno chiedendo il perchè del silenzio prolungato da parte della nostra associazione, da sempre così ...
10/09/2025

Molto di voi si staranno chiedendo il perchè del silenzio prolungato da parte della nostra associazione, da sempre così attiva tanto sui social quanto nell'organizzazione di eventi. Ebbene, la ragione è da ricercarsi nell'orribile ostracismo che abbiamo riscontrato nelle pubbliche amministrazioni della nostra città che si sono susseguite dalla nostra fondazione sino ad oggi: essendo l'attuale la naturale prosecuzione della precedente, non vi è nulla di cui stupirsi se la condotta nei nostri riguardi non solo è mutata, ma è persino peggiorata.

Tralasciando momentaneamente altri disdicevoli episodi, tra i quali spicca la rimozione abusiva del basolato romano nei pressi dell'ospedale tiburtino "San Giovanni Evangelista", da noi denunciato alle competenti autorità (Polizia Locale, amministrazione tiburtina, competente soprintendenza, Procura della Repubblica) e quotidiani locali. Sulla vicenda è calato un silenzio sepolcrale nonostante le (vuote e stucchevoli) rassicurazioni degli attori coinvolti.

Oggi vogliamo informarvi di quanto accaduto nell'ultimo biennio circa una proposta della nostra associazione, avente carattere di ufficialità essendo stata oggetto di delibera comunale in nostro possesso. Buona lettura, e buon mal di stomaco.

"Egregi,

con la presente per chiedere numi circa nostra comunicazione, invitavi quasi due anni or sono (15/09/2023), alla quale non abbiamo mai ricevuto risposta.

Con la presente si intende rappresentare a codesta amministrazione che in data 14/09/2023 l'associazione A.P.S. ArcheoTibur ha effettuato un sopralluogo presso l'area indicata da Delibera G.C. N. 164 del 24/08/2023 per la installazione di targa commemorativa a libro dedicata alla memoria di Clemente Folchi, e ha rilevato situazioni di criticità che sconsigliano fortemente l'installazione di qualsiasi manufatto sul muretto di parapetto indicato, e anzi invitano ad una valutazione statica sulla sicurezza del muraglione con un elevato grado di urgenza.

Come si può notare dalle fotografie allegate lo sperone in aggetto presenta distaccamenti e fessurazioni che sembrerebbero dovute ad un inizio di ribaltamento locale, causato da possibili cedimenti fondali o da sovraccarichi, e risulta addirittura mancante un intero filare di conci nell'apparecchiatura muraria. Ovviamente rimandiamo ogni giudizio definitivo in merito ad una corretta indagine statica svolta da tecnici professionisti incaricati.

Data la situazione la ns. Associazione non ritiene di dover proseguire nella progettazione e realizzazione di qualsiasi opera commemorativa a meno che non venga indicata dall'Amministrazione una area alternativa, sempre nei pressi della medesima zona di interesse dei cunicoli gregoriani, oppure una soluzione tecnica alternativa alla targa prescritta. Avendo appreso della vostra decisione di apporre targa commemorativa lo scorso 04/07/2025, ricordante "Tivoli città della luce" quale prima città italiana illuminata da luce elettrica, (senza che fossero svolte opportune verifiche con eventuale ripristino della sicurezza dell'area in oggetto di deliberazione) esattamente nel medesimo punto da noi indicato come agilmente riscontrabile dalla delibera allegata, la quale ci risulta che mai è stata oggetto di annullamento, e considerato quanto sopra dettagliatamente riportato circa la pericolosità di qualunque installazione considerando lo stato del parapetto, domandiamo spiegazioni a questa Amministrazione, riservandoci la possibilità di diffondere la condotta tenuta dai vs. uffici.

Restando in attesa di vs. indicazioni in merito l'occasione è gradita per porgere i ns. più Cordiali Saluti.


Il Presidente
(dott. Stefano Del Priore)".

A oggi, l'attuale amministrazione (la quale conserva, negli uffici amministrativi, le medesime figure della precedente, ci preme ricordarlo) non solo non ha risposto alle nostre comunicazioni inviate a mezzo PEC, ma si è persino ben guardata dall'accettarle, ben pensando di non protocollarle direttamente.

La nostra segnalazione, al di là della possibilità d'installare un monumento volto a ricordare un personaggio fondamentale per lo sviluppo urbanistico della Tivoli odierna, riveste carattere di assoluta urgenza per la tutela dell'incolumità di tutti coloro che transitano e sostano quotidianamente nell'area interessata. Naturalmente, questi illuminati gestori hanno ritenuto fosse d'uopo ignorarci, arrivando persino a "rubare" il nostro progetto cambiandolo quel tanto che basta per donargli una parvenza di autenticità: come quando, a scuola, si chiedeva al compagno di banco più studioso di lasciarci copiare, promettendo di cambiare qualcosa tale da non destare sospetti nell'insegnate di turno.

Evidentemente questa amministazione, così come la precedente, è maggiormente impegnata nel ricercare facili consensi da mercato del pesce, ben guardandosi dall'ascoltare le realtà del territorio, e le professionalità ad esso appartenenti, preferendo muoversi arrogantemente in autonomia nonostante abbia dimostrato, in questi 16 mesi di governo, di essere PROFONDAMENTE IGNORANTE nella maggior parte dei contesti ove si muove, finendo per arrecare più danni che benefici alla città e alla cittadinanza.

P.s. per chiunque volesse approfondire la vicenda, ci piace comunicare che la summenzionata delibera è ovviamente in nostro possesso e, ad oggi, non è stata annullata come prassi amministrativa vorrebbe.

In occasione dell'evento "Pellegrini di Speranza", con il patrocinio del Comune di Tivoli, interverrà l'arch. Francesco ...
04/07/2025

In occasione dell'evento "Pellegrini di Speranza", con il patrocinio del Comune di Tivoli, interverrà l'arch. Francesco Pecchi, del Direttivo di ArcheoTibur, con la conferenza "La Chiesa di San Vincenzo a Tivoli: Storia e Prospettive", in programma il 5 ottobre alle ore 17:00 presso la Chiesa di San Vincenzo Martire in Tivoli.

L'ARMILVSTRIVML'Armilustrium era la festività celebrata il 19 di ottobre, quindi il XIV giorno antecedente alle calendae...
20/10/2024

L'ARMILVSTRIVM

L'Armilustrium era la festività celebrata il 19 di ottobre, quindi il XIV giorno antecedente alle calendae di novembre, sul colle Aventino in onore di Mars-Marte, il Dio romano della Guerra, colui che proteggeva la Patria, la Salute e i Campi, il Padre dei Gemelli Divini e fondatori dell'Urbe, Romolo e Remo. In questa data le armi dei cittadini-soldati erano purificate ritualmente con dei lavacri sacri e riposte, depurate e santificate, a riposo per l'inverno. Le armi dei guerrieri romani erano percepite come ipostasi dirette di quelle appartenenti al Dio della Guerra, essendo il popolo della Lupa Capitolina "figlio", per discendenza diretta, del Dio stesso: in quest'ottica, la purificazione rituale delle armi assumeva una valenza assai profonda. In inverno le ostilità erano tradizionalmente sospese, e quest'usanza era comune alla maggior parte dei popoli dell'antichità, e gli strumenti bellici dovevano esser sanati prima di venir riposti, onde evitare accadimenti nefasti e di cattivo auspicio. Nel giorno preposto si svolgeva la sacra depurazione sul colle Aventino, tradizionalmente luogo di sepoltura del Re Sabino, e coreggente di Romolo, Tito Tazio, nell'edificio denominato anch'esso Armilustrium: la tradizione la descrive come una costruzione a tre piani, ornata da otto semicolonne per piano e coronata da doppia cupola sulla sommità, avente sette aperture di cui sei in forma di arco e la centrale di forma rettangolare, una per ogni piano. Come si può facilmente immaginare, tale struttura era destinata alla conservazione di tutto l'armamentario bellico, sia perchè esso rappresentava un costosissimo e necessario patrimonio statale, tanto perchè si evitava parimenti che i militari potessero passeggiare per l'Urbe armati di tutto punto nei periodi di inattività: la panoplia dei guerrieri capitolini veniva dunque mondata dalle impurità, ben oliata, e riposta con la massima cura. L'edificio, al tempo, dovette avere dinnanzi a sé un largo spazio, trovantesi prospiciente al Circo Massimo, e nel piazzale antistante si svolgeva dunque la cerimonia, officiata dalla danza dei sacerdoti Salii, l'antichissimo, danzante, collegio sacerdotale romano istituito da Numa Pompilio, e culminante con un sacrificio, accompagnato dalla preghiera “Mars Nos Protegat”; successivamente, la processione si snodava nel vicus Armilustri. Bisogna però specificare come, fino al tempo delle fondazioni di Augusto in favore di Mars Ultor, vendicatore del Dictator Cesare e delle Signa Legionis prese dai Parti nella disastrosa disfatta di Carre, tutti i santuari di Marte furono sottoposti a una regola, chiaramente formulata; al pari di una possente sentinella, i suoi luoghi di culto erano posizionati non all'interno del Pomerium urbano, entro il quale doveva vigere la pace e l'accesso in armi era severamente proibito, bensì al di fuori della cinta muraria, extra moenia, sul limitare della Wildnis (tedesco per "luogo selvaggio, isolato, natura selvaggia") checchè non fosse il suo ambito nativo. Era, però, da dove i pericoli più aspri provenivano, in primis quello rappresentanto dal nemico in armi.

Sul Campus che recava il nome del Dio sorgeva un antichissimo altare, denominato Ara Martis in Campo, giunto a completamento solo nel 138 antecedente l'era cristiana, con l'edificazione di un tempio ex voto suscepto a opera di D. Giunio Bruto Callaico. Celebre era anche il Templum Martis extra portam Capenam, nei pressi del quale si radunavano le armate destinate a intervenire nelle regione a meridione di Roma e dal quale partiva la monumentale parata religiosa della cavalleria, denominata Transuectio Equitum, la quale scosse profondamente nell'animo, per la sua inequiparabile magnificenza, il grande storico Dionisio di Alicarnasso. Il Sacrarium Martis, della Regia, in Roma non fece certo eccezione alla regola di cui sopra: era, fondamentalmente, un deposito di oggetti sacri strettamente correlati alla guerra, in stretta e biunivoca relazione con alcuni riti legati alla regalità: era altresì necessario che anche, e soprattutto, la funzione guerresca fosse presente nella Reges Domūs, sintesi di ogni altra funzione. Gli oggetti sacri della Regia erano esclusivamente legati al mondo marziale: gli scudi, i XII Ancilia recati in processione dai Sacerdoti Salii, e le Hastae, le lance di Marte, quest'ultime simboleggianti esse stesse il Dio, che il comandante preposto toccava, pronunciando l'esclamazione “Mars Uigila” (“Marte, osserva”), prima di assumere le sue funzioni. Al giorno d'oggi, ove un tempo sorgeva l'Armilustium consacrato al Dio della Guerra, vi è la Piazza dei Cavalieri di Malta, progettata dal Piranesi nel 1765 e decorata da obelischi e trofei militari istoriati con motivi ornamentali inneggianti all'antichissimo rituale dell'abluzione delle sacre armi romane. Durante le Idi di Giugno, il 13, cadevano le Quinquatrus Minusculae in cui i Tubicines, i suonatori della tubae, si recavano in processione presso il tempio della Dea Minerva.

PIO II, IL PAPA DELLA ROCCA TIBURTINAIl duecentodecimo reggente del trono papale della Santa Romana Chiesa fu Pio II, al...
16/10/2024

PIO II, IL PAPA DELLA ROCCA TIBURTINA

Il duecentodecimo reggente del trono papale della Santa Romana Chiesa fu Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. Nacque il 18 ottobre del 1405, nell'allora contado senese di Corsignano (ribattezzata Pienza e attuale provincia di Siena) da Silvio Piccolomini e Vittoria Forteguerri.

Il 6 agosto del 1458 il Borgia Callisto III morì e nel conclave emerse con forza la figura del Piccolomini, in particolare sul rivale più accreditato, Cardinale di Rouen Guillame d'Estouteville. Finalmente il 19 agosto dell'anno Domine 1458 fu eletto Papa, scegliendo il nome di Pio II in omaggio non tanto a San Pio I ma al suo progenitore mitico Enea, denominato spesso da Virgilio nell'Eneide come “Pius”.

A luglio del 1461 canonizzò la grande Santa Caterina da Siena, sviluppando un vero e proprio impulso nell'edificazione, in gran parte d'Italia. Questo fervore edilizio è attestato anche a Tivoli, con il Monastero (parzialmente demolito e in costante rovina) con annesso campanile rettangolare della suddetta Santa, collocato nel Rione San Paolo, mentre nel 1462 iniziarono i lavori di edificazione della possente fierezza che ancora oggi domina il panorama tiburtino, la Rocca Pia, innalzata sulle rovine di un'ipotetica (ma mai confermata) fortezza federiciana e sulle rovine dell'Anfiteatro di Bleso, d'età romana. Spirò due giorni dopo, il 14 agosto del 1464: la sua salma fu traslata originariamente nella ca****la di San Gregorio Magno, nella San Pietro Costantiniana, per poi essere sepolta assieme al corpo del nipote Pio III nella Basilica di Sant'Andrea della Valle in Roma.

PER APPROFONDIRE --> https://www.archeotibur.org/p/a-cura-del-dott_10.html?m=1

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🏛️Conoscete la tecnica scultorea detta "Panneggio bagnato?" 🏛️Per intenderci, è un effetto che lo scultore crea sulla pr...
10/10/2024

🏛️Conoscete la tecnica scultorea detta "Panneggio bagnato?" 🏛️

Per intenderci, è un effetto che lo scultore crea sulla propria statua replicando una sorta di velo, per l'appunto bagnato, posto su di una superficie, generalmente su di un corpo umano. L'impressione è proprio quella che sulla statua marmorea sia stato posto un tessuto semitrasparente che dona uno stupefacente effetto a chi ammira l'opera dell'artista. Si attribuisce l'invenzione di questa tecnica al famoso scultore ellenico Fidia (Atene, 490 a.C. circa - Atene, 430 a.C. circa) e difatti è possibile riscontrare, sui marmi del Partenone, questo peculiare tipo di esecuzione. Forse, però, la statua più famosa di tutte è il Cristo Velato, realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753 e oggi conservata all'interno della Ca****la Sansevero a Napoli.

A Tivoli, all'interno di Villa d'Este, vi è una statua d'epoca romana attribuibile alla Dea Minerva (riconoscibile grazie al vello della Gorgone posto sulle spalle, l'Aigìs Gorgoneion, e alla postura che indica la presenza, in passato, di una lancia e di uno scudo) che ricrea il panneggio effetto bagnato. La statua è posta al di sotto della scalinata di accesso al giardino, all'interno di una nicchia con pietre naturali che fanno da contorno all'antica opera della Dea della Sapienza.

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🦅🏺🏛️IUNO CURITIS 🏛️🏺🦅Il 7 ottobre, presso il Campo Marzio di Roma, erano festeggiati e onorati Iuno Curite e Iovi Fulgur...
07/10/2024

🦅🏺🏛️IUNO CURITIS 🏛️🏺🦅

Il 7 ottobre, presso il Campo Marzio di Roma, erano festeggiati e onorati Iuno Curite e Iovi Fulguri: nei Fasti di Ovidio troviamo, al giorno di cui sopra, "IOVI FVLGVRI [I]VNONI CVRRITI IN CAMPO" e "IOVI FVLGVRI IVNONI Q(VUIRITI) IN CAMP(O).

Essendo presenti tanto Ercole quanto suo padre Giove, il culto di Giunone non avrebbe certo potuto essere assente in Tibur. Il culto di Iuno Curitis, la cui attestazione la dobbiamo a Servio ("[...] Curitis, quae utitur curru et hasta [...], traducibile con "Curite, colei che utilizza carro e lancia"), sembra indissolubilmente legato a una divinità guerriera, dalle caratteristiche profondamente marziali. Il termine "Curitis", derivato di "Curis", sembrerebbe di origine sabina significante "Dalla Lancia" e dunque Iuno Curitis sarebbe perciò "Giunone che Brandisce la Lancia", una divinità bellicosa posta a protezione della comunità e della città, assimilabile per certi versi all'Athena Promachos, "Colei che combatte in Prima Linea". Divinità celeste e lunare, Dea del calendario, delle donne, della vita femminile e della fecondità, Divinità del matrimonio e, in quanto Regina, Divinità poliade di alcune città del Lazio e d’Italia. Il culto di Giunone deve esser stato di considerevole importanza nella nostra città, al pari di Aricia, Praenestes e Lanuvium, stando alla testimonianza di Ovidio nei Fasti (VI 59 - 62).

Una preghiera a lei rivolta, trovata nei pressi di Tibur, recita:

"Iuno Curitis tuo curro clipeoque tuere meos curiae vernulas" ossia

"Giunone Curite, proteggi i miei compagni della Curia con il tuo carro e il tuo scudo".

Carro, lancia e scudo la identificano chiaramente come una divinità guerriera, armata come i nobili eroi dell'età del Bronzo, quindi la sua istituzione deve esser avvenuta in epoche molto remote e, prevalentemente, officiato presso la classe guerriera dell'epoca, la nobiltà delle ere più ancestrali. L'origine di tale culto è piuttosto oscura e le ipotesi avanzate suggeriscono una derivazione Falisca oppure Sabina, con la seconda possibilità che si lascerebbe preferire alla prima per una serie di considerazioni tra le quali spicca, ovviamente, l'ubicazione della città di Tibur, in pieno territorio sabino.

Nella nostra città erano certamente presenti dei templi dedicati tanto a Giunone Curite (e probabilmente anche al suo corrispettivo ellenico di Hera Argeia, l’Hera di Argo, in memoria delle origini argolidi di Tibur) quanto a Giove ma la loro ubicazione resta attualmente ignota. Si è a lungo creduto che il luogo di culto di Iuno Curite fosse da localizzarsi sotto l’odierna chiesa di San Biagio in virtù dell’antica denominazione di Piazza Plebiscito, ovverosia “Piazza delle Regina” toponimo creduto derivato da “Iuno Regina”: nonostante l’ipotesi si presenti fascinosa è da considerarsi, allo stato attuale delle conoscenze archeologiche, come non probante.


APPROFONDIMENTI:

- Publio Ovidio Nasone, "Fasti";

- Servio Mario Onorato, "Commentarii";

- Stefano Del Priore, "Culti&Dei nell'Antica Tibur - Secuda Pars", in "Annales" di ArcheoTibur, Volume 0, QuickEbook edizioni, Tivoli 2018 - 2019 -->https://www.archeotibur.org/p/culti-e-dei-nellantica-tibur-la-divina.html?m=1

- "Giunone: Madre di Dei, Regina e Guerriera", in "ORIGINES", pgg. 411-455. Stefano Del Priore - ArcheoTibur & Quick Ebook edizioni, Tivoli 2020.

IN FOTO: statua di Giunone, anche conosciuta come l' "Hera Barberini", copia romana di originale greco (attribuita allo scultore Ἀλκαμένης/Alcamenes) rinvenuta a Roma, sul colle del Viminale, al termine del XVI secolo, per mano dell'antiquario Leonardo Agostini. Viene datata al II secolo d.C ed è attualmente custodita al Pio - Clementino dei Musei Vaticani.

06/10/2024
🌾☠️~MVNDVS CERERIS~🌾☠️Per tre giorni l'anno, ovverosia il 24 agosto, il 5 OTTOBRE e l'8 novembre, la fossa circolare pos...
05/10/2024

🌾☠️~MVNDVS CERERIS~🌾☠️
Per tre giorni l'anno, ovverosia il 24 agosto, il 5 OTTOBRE e l'8 novembre, la fossa circolare posta nel santuario di Cerere, la greca Δημήτηρ-Demetra, era spalancata e fungeva verosimilmente da collegamento diretto con il mondo sotterraneo, l'Ade, il Mundus ctonio nel quale dimoravano gli Dei Mani, le anime dei defunti; in tali occasioni si verificava quindi il Mundus Patet, traducibile "il Mundus è aperto".

La forma circolare della fossa era volutamente plasmata affinché ricordasse la volta del Creato e l'Universo, seppur un'interpretazione assai interessante vede in essa un utero rovesciato, posto alla convergenza degli assi cittadini di decumano e cardio, dunque nel cosiddetto "centro di potere" ove sarebbe sorto l'abitato, rappresentando dunque un ideale congiungimento tridimensionale tra il celeste Macrocosmo, il terreno Mesocosmo e lo ctonio Ipocosmo, percepito come l'utero della Grande Dea Madre, della quale Cerere altro non era che una delle innumerevoli incarnazioni. Secondo il grande grammatico romano Sesto Pompeo Festo, nel momento in cui gli arcani della religione degli Dei Mani erano rivelati, e dunque portati alla luce conseguentemente all'apertura del Mundus Cereris, non si attaccava battaglia con i nemici, era vietato mobilitare truppe, tenere comizi e, in generale, si evitava di cimentarsi in qualunque attività ufficiale, se non in casi di estrema necessità.

PER APPROFONDIRE:
https://www.archeotibur.org/p/a-cura-del-dott_60.html?m=1

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IN FOTO:
📍Mosaico di tipologia “Memento Morii” con scheletro e apoftegma delfico “γνῶθι σαυτόν-Conosci te stesso”, proveniente dal Convento di San Gregorio Magno sulla Via Appia, ora custodito nel Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano, I secolo dell'era cristiana.📍

Indirizzo

Tivoli

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 20:00

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