12/11/2019
Bombe inesplose e rischio bellico: la geofisica viene in aiuto 💣💥
La Prima e la Seconda guerra mondiale hanno lasciato una terribile eredità nel sottosuolo della pen*sola italiana. Migliaia di bombe d’aereo e ordigni bellici inesplosi giacciono ancora nel sottosuolo e costituiscono ancora oggi un grave pericolo
per chiunque realizzi degli scavi.
Grazie all'uso di georadar, magnetometri ed elettromagnetometri, Adastra Engineering conduce indagini integrate di tipo storico e geofisico per la valutazione del rischio bellico residuo, vale a dire la probabilità di rinvenire bombe inesplose durante gli scavi.
⚠Sono studi indispensabili per la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, prescritti dalla normativa vigente. ⚠
Attraverso le foto aeree dei ricognitori, la cartografia militare e i documenti d’archivio si costruiscono le Carte di Rischio Bellico. Studi storici accurati descrivono gli episodi bellici e gli scontri che possono essersi verificati nel sito in esame.
Quando il rischio bellico residuo è elevato, bisogna ricorrere alla bonifica bellica condotta da imprese specializzate.
➡️LA PRIMA GUERRA MONDIALE - Lo studio della cartografia storica militare e delle foto aeree originali ha permesso di ricostruire molti tratti del fronte, delimitando le aeree maggiormente colpite. Sono interessati prevalentemente il Fronte del Piave, quello carnico e l’arco alpino.
➡️LA SECONDA GUERRA MONDIALE - Si stima che nel corso della Seconda guerra mondiale, RAF (Royal Air Force) e USAF (United States Air Force) abbiano sganciato complessivamente un milione di bombe sull’Italia, più di 350.000 tonnellate di esplosivo. Furono prese di mira sia i più importanti obiettivi strategici quali impianti industriali, ponti, linee ferroviarie e installazioni militari, che le principali città e
nuclei abitati. Una frazione consistente (10%) degli ordigni non esplose.
💣 Si ritiene che, di tali ordigni, che possono essere arrivati anche a 20 m di profondità nel terreno, uno su quattro potrebbe essere ancora da recuperare, ovvero l’equivalente di 250.000 bombe per il territorio nazionale.
Molte delle bombe d’aereo lanciate su obiettivi sensibili erano dotate di spolette a tempo. Queste ultime erano preparate a scopo terroristico per causare danni a distanza di ore o anche di giorni dalla data del bombardamento. Si tratta di ordigni particolarmente pericolosi qualora siano accidentalmente spostati.
Per maggiori informazioni: http://bit.ly/rischio-bellico-residuo