Centro Studi “Ricercare Ricercarsi”

Centro Studi “Ricercare Ricercarsi” "Gli individui hanno in sé stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro conc

"Gli individui hanno in sé stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé.” Carl Rogers

Il counseling on line
08/10/2025

Il counseling on line

Chi dovrebbe offrire servizi di counseling on line? Per quali clienti è adatto il counseling on line? Quali sono le questioni etiche?

14/08/2022

Sul perdono

Non riuscire a perdonare è un atto di resistenza e opposizione verso te stesso, non verso l’altro. È una lotta contro ciò che proveresti se ti lasciassi andare pienamente dentro la tua ferita sanguinante. Una lotta contro la paura di sentire.

E allora diventi duro, piccato, chiuso e rancoroso per proteggerti da ciò che c’è laggiù, nei tuoi fondali più profondi. E rischi di intossicarti con il veleno della rabbia, del rancore, della sofferenza e di farti ancora più male del male ricevuto. E perdi un’apertura libera e gioiosa a te e alla vita.

Resti attaccato a come doveva essere, a come poteva andare, a cosa avrebbe dovuto fare o dire, a cosa la vita ti doveva dare. E senza rendertene conto contrai il corpo, blocchi il respiro, disperdi energia e l’anima ne soffre.

Attraversa fino in fondo il dolore, la rabbia e la delusione che provi verso chi ti ha ferito anche se quel qualcuno è la vita stessa. Non lottarci contro. Fai un bagno caldo nelle tue emozioni e accarezzale con tenerezza mentre fluiscono brucianti nel cuore e loro pian piano si trasformeranno.

Ricorda che il modo in cui l’altro ti ha fatto del male fa parte della sua storia; della tua fa parte la necessità di non tenerti addosso i sentimenti spiacevoli legati al male ricevuto e il non agirli. Questo non significa giustificare o condonare il comportamento lesivo subito ma attraversare la tua ferita e sciogliere il nodo di risentimento e dolore che ci sta attaccato li’.

Sii libero di lasciar andare ciò che non ti serve più, che non ti appartiene più e che fa parte del passato e conserva la lezione che la sofferenza vissuta ti ha insegnato.

Il dolore squarcia e apre il cuore nei modi più inaspettati.

Lascia fare, lascia essere, fidati.

C’è saggezza lì dentro. Una saggezza divina

(Francesca Scarano)

La Rivoluzione di Luis Sepulveda, costruttore di immaginari. a cura di Giovanni d'EliaAbbiamo più volte ripetuto a noi s...
16/04/2021

La Rivoluzione di Luis Sepulveda, costruttore di immaginari.
a cura di Giovanni d'Elia

Abbiamo più volte ripetuto a noi stessi, nel corso di questa emergenza, che ne saremmo usciti cambiati: con uno sguardo nuovo sul mondo e con un approccio rinnovato alla vita.
Non è sicuramente il tempo di ti**re le somme; di strada ne abbiamo da fare ancora ma, fotografando il presente mi sono chiesto: cosa è cambiato del nostro modo di stare nelle esperienze?
Mi è venuta subito in mente una frase che avevo letto qualche tempo fa in merito alla relatività generale di Einstein che recitava pressappoco così “La massa dice allo spazio come curvarsi e la curvatura dello spazio dice alla massa come muoversi”
Wow! Grandioso! Ma dove voglio andare a parare? Penso che, con estrema potenza, questa intuizione rappresenti il modo esatto con il quale stiamo provando a reagire ai continui cambiamenti del nostro spazio di vita.
Esiste una relazione, a volte impercettibile, tra noi e il mondo: ogni nostra azione lo deforma; ogni suo cambiamento ci spinge a evolverci.
Niente di nuovo, mi direte. Vero. Ma quanto ne eravamo consapevoli? Ci sono delle verità elementari che si scoperchiano solo in situazioni eccezionali quando siamo obbligati a fare i conti con noi stessi, con le nostre fragilità e con le nostre incertezze.
Italo Calvino, nelle sue Cosmicomiche, scriveva “Fu una bastonata dura per me. Ma poi che farci? Continuai la mia strada, in mezzo alle trasformazioni del mondo, anch’io trasformandomi”.
Forse è proprio la trasformazione la chiave di lettura di questo processo ancora in atto. Abbiamo ripensato gli spazi della nostra vita: li abbiamo riorganizzati, spostati, adattati ad un nuovo uso. Abbiamo ripensato il nostro modo di vivere il tempo soppesando il valore di ogni singolo minuto e dando valore al nostro agire.
Ma in questa prospettiva, la nostra trasformazione rischia di esaurirsi nel suo esperirsi non lasciando traccia del motivo per il quale si sia generata in noi.
Cosa stiamo tralasciando?
Esattamente un anno fa ci lasciava, in piena pandemia, lo scrittore Luis Sepulveda consegnandoci in eredità un tesoro di idee, parole e storie.
Ed è proprio nelle sue idee che ho intercettato la risposta alla mia domanda: “l’ultima rivoluzione – diceva Sepulveda - rimasta in sospeso è quella dell’immaginario: dobbiamo essere capaci di immaginare in quale mondo e in quale società vogliamo vivere”.
Probabilmente, l’ultima trasformazione che dobbiamo compiere per raggiungere quel cambiamento tanto desiderato è quella della nostra mente e del nostro ordine di idee.
Il cambiamento non passa esclusivamente da un cambio di paradigma del nostro agire, ma si radica nella consapevolezza dei "perché" e dei "come" certi processi riescono a prendere forma e vita.
È forse questo il motivo per il quale la nostra strada per raggiungere quel tanto desiderato cambiamento ha bisogno ancora di crescere e maturare nel tempo per sfuggire alla tentazione vacua del "tutto e subito".
Anche Ribelle, la lu**ca di Sepulveda, si chiedeva continuamente perché fosse destinata alla lentezza e ne fece la ragione del suo cammino: “in questo viaggio – ricco di esperienze e incontri - […] ho imparato tante cose. Ho imparato l’importanza della lentezza e, adesso, ho imparato che il Paese del Dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di noi”.
Mettiamoci in cammino allora, senza forzare i tempi e godendo delle esperienze e degli incontri e chiediamoci: in che modo e in che mondo voglio vivere?
È allora che avremo completato la nostra rivoluzione.

24/02/2021

Ricordando Franco Cassano, il sociologo barese che ci lasciati ieri, che ha fatto del "pensare meridiano" l’indicazione di un altro modo di abitare il tempo.

Continueremo a navigare avendo te come grande riferimento culturale. Grazie Professore
23/02/2021

Continueremo a navigare avendo te come grande riferimento culturale.
Grazie Professore

Addio a Franco Cassano (78 anni), sociologo e filosofo barese autore di "Pensiero Mediano", parlamentare e fondatore di 'Città Plurale'.

IV ed ultimo webinar.....Un abstract delle SENS-AZIONI dei Nostri partecipanti...
10/02/2021

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Siamo in fermento per il nostro quarto e ultimo appuntamento! Vi aspettiamo carichi per scoprire e scoprirci oltre le se...
08/02/2021

Siamo in fermento per il nostro quarto e ultimo appuntamento!

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Siamo pronti per il nostro terzo appuntamento! Poche ore e sarà... Cambiamenti 💡
02/02/2021

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Le paure: già! L'elenco sarebbe lungo: ma la più grande?
28/01/2021

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La parte più bella del film "Coach Carter " di Thomas Carter (2006).Tutti i diritti riservati alla Mtv Usa.

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