19/08/2026
La e le 7 regole del successo di .
L’aggettivo PROATTIVO […] è entrato in italiano pochi decenni fa proveniente dall’America. Nel GDLI è registrato nel Supplemento 2009, con un primo esempio tratto da “L’impresa Ambiente” del maggio 1993: “L’approccio proattivo fa vincere l’impresa”. In realtà, se ne può retrodatare l’uso almeno all’inizio degli anni Ottanta[…].
Il Nuovo De Mauro definisce bene l’aggettivo in questo senso come “che agisce in anticipo per prevenire futuri problemi, bisogni e cambiamenti”. L’aggettivo si è convertito prontamente in una parola di moda che non può mancare in un curriculum […]. Se qualcuno […] ha un’avversione istintiva per parole di moda del genere, non sarò io a cercare di dissuaderlo. Basta aspettare un po’ e le parole di moda finiscono per essere vittime del proprio successo, banalizzandosi e logorandosi per l’uso inflazionato.
Nel senso indicato, PROATTIVO è dunque un anglicismo (un americanismo, per essere precisi), diffuso in Italia attraverso la letteratura aziendalistica di divulgazione. Non l’origine, ma il successo della parola è attribuibile al best seller The seven habits of highly effective people (1989) dell’americano Stephen R. Covey, libro che ha venduto oltre 40 milioni di copie ed è stato tradotto in 40 lingue, fra le quali si trova anche l’italiano (7 regole per avere successo, trad. di Barbara Calvi, Milano, FrancoAngeli, 2003). La prima regola di Covey è appunto: “Sii proattivo!” (“Be proactive”, nell’originale americano). Come spiega l’autore stesso nella sezione 1.3 del libro, intitolata «Definiamo la “proattività”», il concetto è desunto dall’opera dello psichiatra viennese Viktor Frankl, mentre il termine − proactivity in inglese – proviene dall’uso aziendalistico dell’epoca… (per continuare a leggere la risposta di Franz Rainer: https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/proattivo-unamericanata/47990)