PROATTIVA

PROATTIVA L'eccellenza nei servizi per la protezione dei dati e la gestione tecnica e normativa delle aziende I servizi offerti sono i seguenti:

AREA LEGALE

a.

PROATTIVA è specializzata nei servizi per la protezione dei dati e nella gestione tecnica e normativa delle aziende, sia pubbliche che private, nonché degli studi professionali. Offriamo, infatti, consulenza sia per l'adeguamento al “GDPR” Reg. EU 2016/679, che per la creazione di un modello organizzativo sicuro e in linea con le normative vigenti; oltre che assistenza tecnica nella scelta, nella

gestione e nella manutenzione di sistemi informatici adeguati, sicuri ed efficienti. Il nostro obiettivo primario è quello di rendere e mantenere efficiente la gestione delle aziende nostre clienti, garantendo un corretto approccio alle migliori tecnologie e ai regolamenti, senza compromettere l’operatività aziendale. Inoltre, facciamo parte di un network di specialisti multidisciplinari, con competenze eterogenee, che ci permette di confrontarci per i casi più complessi, potendo così garantire sempre un servizio eccellente ai nostri clienti. Adeguamento al “GDPR” Regolamento EU 2016/679 - Privacy
b. Responsabile Protezione Dati “DPO”
c. Gestione e difesa della reputazione; Diritto all’oblio
d. Creazione e vigilanza modello organizzativo per la gestione dei rischi e la responsabilità amministrativa (D.lgs. 231/2001)
e. Consulenza e supporto legale giuslavoristico, contenzioso e per recupero crediti
f. Sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/2008 - Legge 215/2021)

AREA TECNICA E IMPIANTI

a. Consulenza tecnica e di sviluppo informatica sistemistica (anche nella scelta di nuove apparecchiature e tecnologie hardware e software)
b. Verifica adeguatezza impianti rete dati ed internet
c. Protezione dati e sicurezza informatica

AREA FINANZA AGEVOLATA
a. Consulenza per formazione finanziata
b. Consulenza per l’acquisizione del credito d’imposta
c. Ottenimento finanziamenti, leasing, mutui

AREA CERTIFICAZIONI
a. ISO 9000 – ISO 10000 – ISO 14000 – ISO 27000

L’85% delle PMI non ha visibilità completa sulla propria infrastruttura IT. Il problema della cybersecurity in Italia no...
03/09/2026

L’85% delle PMI non ha visibilità completa sulla propria infrastruttura IT.
Il problema della cybersecurity in Italia non è la mancanza di consapevolezza del rischio in astratto, ma la distanza tra la percezione di sicurezza e la realtà dei sistemi.
Le aziende sanno che il rischio esiste e si convincono di averlo sotto controllo senza averlo mai misurato davvero.

Il Rapporto Clusit 2026 registra che tra il 2024 e il 2025 c’è stato un incremento del 48,7% nella frequenza degli incidenti, il più elevato mai rilevato dall'associazione.

La sicurezza si misura con un'analisi.
Sapere dove sei esposto è già metà della soluzione, l'altra metà è fare qualcosa prima che qualcun altro la trovi al posto tuo.

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Si chiama BYOD (Bring Your Own Device) ed è una delle aree grigie più pericolose per la protezione dei dati.Il problema ...
26/08/2026

Si chiama BYOD (Bring Your Own Device) ed è una delle aree grigie più pericolose per la protezione dei dati.
Il problema non è che succede. È che nella maggior parte delle aziende succede senza nessuna regola.

Senza una policy BYOD scritta e condivisa, diventa molto difficile dimostrare l'adozione di misure tecniche e organizzative adeguate al rischio. In particolare, l'azienda si espone su più fronti:
→ Nessun controllo su dove finiscono i dati aziendali
→ Impossibilità di effettuare una cancellazione remota selettiva dei dati aziendali in caso di furto o smarrimento del dispositivo (servono strumenti MDM/MAM configurati correttamente per evitare di toccare i contenuti personali del dipendente)
→ Nessuna garanzia che i dati vengano rimossi quando il dipendente lascia l'azienda

Non serve vietare l'uso dei dispositivi personali. Serve regolamentarlo.

Una policy BYOD chiara deve prevedere: MFA obbligatoria, blocco schermo con PIN/biometria, cifratura del dispositivo, aggiornamenti di sicurezza regolari, separazione degli ambienti (personale/aziendale), divieto di salvataggio locale non autorizzato e procedure di offboarding.

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Ambrosetti è uno dei think tank più noti d'Italia. Forum di Cernobbio, grandi nomi, alta consulenza strategica. Eppure i...
21/08/2026

Ambrosetti è uno dei think tank più noti d'Italia. Forum di Cernobbio, grandi nomi, alta consulenza strategica. Eppure il Garante Privacy li ha appena multati per 85.000 euro a seguito di un data breach che ha coinvolto oltre 61.000 persone.

Le criticità:
password conservate in chiaro, una vulnerabilità SQL injection non corretta, e la comunicazione tardiva agli utenti coinvolti.
Tenere il silenzio su un breach non è una strategia di gestione del rischio ma una violazione ulteriore.
La lezione è che queste cose succedono anche alle organizzazioni strutturate, e che ciò che fa la differenza tra una sanzione lieve e una pesante è quello che fai nei minuti, nelle ore e nelle 72 ore successive alla scoperta.

Avete una procedura di risposta scritta, testata, conosciuta da chi deve attivarla?
Se la risposta è "in qualche modo ci organizziamo", non è abbastanza.

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Scopri se rientri nei perimetri della NIS 2!
12/08/2026

Scopri se rientri nei perimetri della NIS 2!

Se vi occupate di protezione dei dati, c'è una parola che dovrete imparare: Digital Omnibus.La Commissione Europea sta r...
03/08/2026

Se vi occupate di protezione dei dati, c'è una parola che dovrete imparare: Digital Omnibus.

La Commissione Europea sta riscrivendo il quadro normativo digitale: GDPR, NIS2, ePrivacy, AI Act.
L'obiettivo dichiarato è semplificare un corpus frammentato che oggi mette in difficoltà soprattutto le PMI: definizioni non allineate, obblighi duplicati, autorità che si sovrappongono.

Cosa potrebbe cambiare in concreto?
La soglia di notifica per i data breach sale ai soli casi di alto rischio, si semplificano le DPIA, arrivano nuove regole sul consenso online e si chiarisce finalmente l'uso dei dati personali per addestrare sistemi AI.

Ma attenzione, semplificazione non è deregolamentazione. Chi interpreta questa riforma come un abbassamento della guardia rischia di trovarsi in una zona grigia normativa molto pericolosa.

I negoziati sono in corso e il testo finale potrebbe arrivare entro fine anno.
Il consiglio è sempre lo stesso: non aspettate che diventi legge per capirla.

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La domanda non è retorica, molti imprenditori italiani sono convinti di no. Anche se la tua azienda non rientra direttam...
28/07/2026

La domanda non è retorica, molti imprenditori italiani sono convinti di no.
Anche se la tua azienda non rientra direttamente nei 18 settori NIS2, potresti essere coinvolto come fornitore di un soggetto obbligato.

La NIS2 impone ai soggetti essenziali e importanti di valutare e monitorare la sicurezza della propria supply chain. Se fornisci servizi IT, logistici, di manutenzione o qualsiasi servizio a un'azienda NIS2, il tuo profilo di sicurezza entra nella loro compliance.

La scadenza per l'implementazione delle misure di sicurezza è il 31 ottobre 2026.
La responsabilità ricade anche sugli organi di amministrazione: i vertici aziendali non possono delegare completamente la questione al reparto IT.

Se non hai ancora verificato la tua posizione, questo è il momento giusto.
Contattaci su 📩 [email protected]

Quasi 8 dipendenti su 10, nel corso della giornata lavorativa, incollano dati aziendali in un chatbot AI, perché fa risp...
17/07/2026

Quasi 8 dipendenti su 10, nel corso della giornata lavorativa, incollano dati aziendali in un chatbot AI, perché fa risparmiare tempo e perché nessuno ha detto loro di non farlo.

Il problema è che la responsabilità giuridica resta in capo all'azienda: se un'informazione relativa a un cliente finisce in un prompt privo di adeguate garanzie, è l'impresa a doverne rispondere.

La domanda che ogni titolare dovrebbe farsi non è "i miei dipendenti usano l'AI?", ma è: "sanno cosa possono e cosa non possono mettere dentro alle richieste?"

Senza una policy interna sull'uso degli strumenti AI, quella risposta è no.
E il no, in caso di ispezione o breach è un'aggravante.

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 ?Un plugin per Slack e Teams analizzava le conversazioni aziendali per misurare il livello di stress dei dipendenti. Il...
13/07/2026

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Un plugin per Slack e Teams analizzava le conversazioni aziendali per misurare il livello di stress dei dipendenti. Il Garante l'ha bloccato a fine maggio.
Non è fantascienza aziendale ma era già in uso e il problema non era solo etico.

Il GDPR e l'AI Act vietano esplicitamente i sistemi di intelligenza artificiale progettati per dedurre emozioni in contesti lavorativi. Usare questo tipo di strumento non è solo una scelta discutibile: è una violazione normativa diretta.

Questo provvedimento apre una questione che riguarda molte aziende: quanti strumenti AI avete integrato nei flussi di lavoro senza verificare se siano compatibili con il quadro normativo vigente?

Non tutti i tool sono uguali, e non tutti quelli che sembrano utili sono legali.
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Gestite un e-commerce? Allora trattate ogni giorno dati personali di clienti, utenti e prospect. E le sanzioni per chi n...
07/07/2026

Gestite un e-commerce? Allora trattate ogni giorno dati personali di clienti, utenti e prospect. E le sanzioni per chi non rispetta il GDPR sono concrete.

Cinque violazioni che riscontriamo costantemente:

→ Cookie di profilazione attivi prima del consenso. Meta Pixel, Google Analytics che trasmettono dati prima che l'utente abbia dato il consenso.
→ Informativa privacy generica o copiata da un altro sito.
→ Nessun accordo privacy formalizzato con i fornitori tecnologici. Attenzione: Shopify, Stripe, Mailchimp, non tutti sono necessariamente responsabili del trattamento. Alcuni operano come titolari autonomi. Va analizzato caso per caso e formalizzato il rapporto corretto.
→ Dati dei clienti conservati per sempre. Il GDPR dice il contrario.
→ Nessuna procedura per rispondere alle richieste di cancellazione. Avete 30 giorni. Senza un processo, rischiate un reclamo al Garante.

Il rischio non è solo la sanzione. È la perdita di fiducia, che per un e-commerce è tutto.

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State usando ChatGPT, Copilot o altri strumenti AI in azienda? Bene. Ma avete verificato cosa succede ai dati che inseri...
26/06/2026

State usando ChatGPT, Copilot o altri strumenti AI in azienda? Bene.
Ma avete verificato cosa succede ai dati che inserite?

Il GDPR non vieta l'uso dell'intelligenza artificiale. Ma impone regole precise su come trattare i dati personali, anche quando li tratta un algoritmo.

Cinque domande che dovreste farvi prima di integrare qualsiasi tool AI:

- I dati inseriti vengono usati per addestrare il modello? Se sì, state trasferendo dati personali a terzi senza base giuridica.
- Dove sono fisicamente i server? Se fuori dall'UE, servono garanzie specifiche per il trasferimento internazionale.
- L'informativa privacy copre questo trattamento? Se no, gli interessati non sono stati informati
- Avete fatto una valutazione d'impatto? Per trattamenti basati su profilazione automatizzata è obbligatoria.
- I dipendenti sanno cosa possono e cosa non possono inserire? Senza linee guida interne, il rischio è che qualcuno carichi dati sensibili di clienti senza rendersene conto.

PROATTIVA aiuta le aziende a integrare l'AI nel rispetto del GDPR, con policy interne, DPIA e formazione dedicata.
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Indirizzo

Strada Comunale Delle Corti, 71
Treviso
31100

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 08:30 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 08:30 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 08:30 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 08:30 - 13:00
14:00 - 18:00

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