16/06/2026
IL GIORNO IN CUI HO CAPITO CHE NON ERO FATTA COSÌ.
Ricordo ancora quando, dopo una giornata intensa, tornavo a casa e cominciavo a pensare:
Sono stata troppo dura?
Oppure troppo morbida?
Avrei dovuto tenere di più il punto?
Non mi sono fatta valere?
E se gli avessi detto invece…
Forse non avrei dovuto dirgli…
Oltre allo stress della giornata si aggiungeva anche il continuo chiacchiericcio mentale con tanto di messa in discussione del mio valore, autocritica, a volte anche giudizio e autosvalutazione.
Ma non finiva lì, perché poi, il giorno dopo, ero di più sulla difensiva e gli altri se ne accorgevano: io ero in tensione, gli altri reagivano a quello e a me bastava uno sguardo o una frase per sbottare. Se sbottavo verso il malcapitato rischiavo di rovinare la relazione, se tenevo tutto dentro, continuavo a logorarmi e a vivere in uno stato di tensione e nervosismo che non faceva bene né a me, né alle persone che mi stavano accanto.
È stata l’intenzione di risolvere definitivamente questa situazione che mi ha spinto a impegnarmi con costanza e dedizione nelle pratiche. Ho cominciato ad ascoltarmi davvero. A sentire il mio corpo, a riconoscere quello che provavo e a tornare presente a me stessa, invece di vivere sempre con la mente proiettata su quello che era successo o su quello che sarebbe potuto accadere.
Ho cominciato a calmare quel mare in tempesta che mi stava sballottando continuamente e ho imparato a non riempire il mio vaso con le sciocchezze, per non farlo traboccare con la fatidica goccia.
Mi infastidiscono meno cose, non reagisco più per reattività, le parole giuste mi arrivano e fluiscono con naturalezza, sento di sapere cosa dire, di sapere quando dirlo e di scegliere anche quando restare in silenzio, anche dove la me di un tempo avrebbe goduto nel rispondere.
Sono calma senza sforzo, mi sento più serena, più leggera, più lucida, più efficace e questo non significa che non provi rabbia, frustrazione o dolore. Significa che oggi posso scegliere come attraversarli, invece di esserne trascinata.
Non è arrivato tutto subito, c’è voluto del tempo. D'altronde c’è voluta una vita per essere com’ero, non potevo pensare che una formula magica risolvesse tutto e subito, no? Però è successo, anche a me, anche se non pensavo di poterlo fare.
Perché ho capito che non ero fatta così. Avevo semplicemente imparato a vivere in uno stato che non mi apparteneva più. Ed è proprio da questa mia esperienza che nascono i miei percorsi, da una ricerca incessante per trovare quegli strumenti che possono aiutarti a fare lo stesso passo in avanti.
Se ti sei riconosciuta in quello che ho raccontato, nei commenti ti lascio due possibilità per approfondire, a seconda del punto in cui senti di essere oggi.