Ducoli Marco - Private Banker

Ducoli Marco - Private Banker Consulenza finanziaria

-Costruzione di portafogli efficienti -Ottimizzazione fiscale del patrimonio -Gestione del passaggio generazionale (Polizze Vita , Donazioni e Successioni) -Protezione del patrimonio (Polizze Assicurative,Trust e Fondi patrimoniali) -Servizi di finanziamento (Mutui, Prestiti, Leasing e Finanziamenti)

"A BUN PAT" (Piemontesismi)Scorsa settimana, dopo aver ricevuto mandato da un mio cliente di smontare una posizione, in ...
08/11/2021

"A BUN PAT" (Piemontesismi)

Scorsa settimana, dopo aver ricevuto mandato da un mio cliente di smontare una posizione, in essere presso una banca concorrente, il "consulente" della medesima, al fine di giustificare i costi, (TER visto che si tratta di fondi/sicav) oserei direi spaventosi, scrive al mio cliente una vera perla che riporto testualmente:
"La vera qualità dura così a lungo nel tempo, da far dimenticare gli alti costi ottenuti per sostenerla"

Morale della favola:

- Le performance le creano i mercati e le decisioni di asset allocation, il resto è rumore di fondo (costi e commissioni).
- Una sana abitudine sta nel contestualizzare le performance, abitudine che fanno in pochi, con i clienti quasi nessuno.

LA TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE DAL 2011 AD OGGI.Dall'Imu all'imposta di bollo, dal canone TV al bollo auto, tan...
20/09/2021

LA TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE DAL 2011 AD OGGI.

Dall'Imu all'imposta di bollo, dal canone TV al bollo auto, tante mini-patrimoniali permettono allo Stato di incassare alcune decine di miliardi di euro senza ricorrere a provvedimenti estremi (patrimoniale vera e propria).
A gravare sulla ricchezza ci sono anche altri balzelli, che riguardano i rendimenti maturati dagli investimenti, le cui aliquote, come si può vedere dall'immagine, sono decisamente aumentate dal 2011 ad oggi.
Il problema vero non sono però tanto le aliquote, peraltro tra le più basse in Europa (Francia 34,5%, Regno Unito 28%, Germania 26,375%), ma l'impossibilità di compensazione di eventuali minusvalenze tra fondi di investimento ed in generale tra tutto ciò che genera "redditi di capitale", obbligando talvolta i consulenti ad effettuare i salti mortali per trovare strumenti adatti alla compensazione.
Sarebbe pertanto utile, da parte dello stesso Stato, eliminare la distinzione tra "redditi di capitale" e "redditi diversi" (di cui approfondirò la differenza in un post dedicato) in modo da omogeneizzare il regime di tassazione, permettendo quindi la compensazione totale delle eventuali minus con le plus prodotte a posteriori.

Oggi oltre ad essere venerdì 17 🤘 è anche Il "TRIPLE WITCHING DAY" che in finanza, è il terzo venerdì dell'ultimo mese d...
17/09/2021

Oggi oltre ad essere venerdì 17 🤘 è anche Il "TRIPLE WITCHING DAY" che in finanza, è il terzo venerdì dell'ultimo mese di ogni trimestre, in cui scadono contemporaneamente molti contratti derivati dei principali indici di Borsa mondiali:
-FUTURES SUGLI INDICI
-OPZIONI SUGLI INDICI
-OPZIONI SULLE AZIONI
-(Scadono anche i FUTURES SULLE AZIONI, infatti è usata anche l’espressione “quadruple witching day”).

PERCHE E' TEMUTO?

Le scadenze tecniche (ci sono tutti i mesi nell’ultimo venerdì, ma le 3 streghe sono solo nell’ultimo mese di ogni trimestre naturale) sono temute dagli operatori più avveduti perché quando arrivano le streghe:

I VOLUMI DI SCAMBIO AUMENTANO E LA VOLATILITA’ IMPAZZISCE

I volumi scambiati possono raggiungere quantità eccezionali; l'incremento di tali volumi non è determinato, tuttavia, da valutazioni dei fondamentali delle azioni sottostanti ma è dovuto a operazioni speculative.
Per questo motivo l'effetto sugli investitori di lungo periodo è generalmente minimo, visto che il mercato, dopo questa "scossa di assestamento", riprende il suo andamento naturale.

LE AZIONI, IL MIGLIOR INVESTIMENTO NEL LUNGO PERIODO, MA...Come si può notare dal primo grafico nessun asset nel lungo p...
28/11/2020

LE AZIONI, IL MIGLIOR INVESTIMENTO NEL LUNGO PERIODO, MA...

Come si può notare dal primo grafico nessun asset nel lungo periodo ha performato meglio delle azioni, soprattutto non l’oro e ne le valute cash (come il dollaro americano)… un pochino meglio i bond (obbligazionario)…
Investire in azionario è senza dubbio la miglior strategia per creare valore nel lungo periodo, siccome i mercati azionari nel lungo periodo crescono sempre!
Questo assoluto è valido a patto di rispettare due fondamentali regole ovvero:
- investire in azionario globale e bel diversificato
- reinvestire i dividendi costantemente

Infatti se manca anche solo 1 di questi due punti potrebbe verificarsi che:
-se non reinvesto i dividendi anche con un orizzonte temporale di 20-30 anni il mio investimento non cresca di valore…
-se investo in nicchie di mercato, oppure se seleziono singolarmente un singolo paese od un singolo settore, (o peggio una singola società) anche con un orizzonte temporale di 20-30 anni il mio investimento non cresca di valore…

Infatti può succedere benissimo che un area del mondo, come Grecia Spagna ed Italia, o che un settore singolo vadano male.

Nel lungo periodo però vi è sempre il progresso e la voglia di fare, che vince su tutto…

La cosa paradossale (e anche br**ta da dire) è che noi progrediamo come società nonostante le guerre o le disgrazie ma anche grazie alle guerre ed alle disgrazie…Siamo antifragili!

Parlando di esempi, basta notare la differenza di performance dell'indice S&P 500 (secondo grafico) con il reinvestimento dei dividendi (linea verde) e senza (linea blu).
Un investimento di 100$ dal 1980 al 2019 su s&p500 sarebbe cresciuto del:
-17.9x senza i dividendi (in questo caso l’investitore avrebbe $1,790,000)
-52.9x circa reinvestendo i dividendi (in quest’ultimo caso l’investitore avrebbe $5,285,910)
UNA BELLA DIFFERENZA 😅

AZIONI VALUE VS AZIONI GROWTH....quale lo "stile" migliore?Il rapporto Price Earning ratio, noto anche come rapporto P/E...
23/11/2020

AZIONI VALUE VS AZIONI GROWTH....quale lo "stile" migliore?

Il rapporto Price Earning ratio, noto anche come rapporto P/E, è il rapporto tra il valore di mercato di un’azione e gli utili generati dalla stessa.
P/e= valore di mercato dell’azione / utile per azione

Supponiamo ad esempio che il prezzo di un’azione sia 100€, mentre gli utili per azione della società siano pari a 10€: il rapporto p/e di questo titolo azionario sarà di 10.
Ciò significa che ipoteticamente l’investimento su questa azione sarà ripagato nel giro di 10 anni, qualora la società dovesse avere sempre gli stessi utili ogni anno.

-Le azioni VALUE sono i titoli con un P/E spesso basso o contenuto. Sono le società più stabili, più mature, che generano annualmente una discreta quantità di utili e che quindi sono più appetibili per gli investitori con meno propensione al rischio. Infatti l’investimento in queste società se gli utili non dovessero calare drasticamente si ripagherebbe in poco tempo. Il loro nome deriva dal fatto che queste azioni hanno un valore intrinseco.
-Le azioni GROWTH sono invece titoli azionari con un rapporto p/e abbastanza alto se non estremo. Il prezzo di mercato è molto superiore agli utili per azione della società, i quali potrebbero anche non esistere ancora. Infatti alcune azioni growth non generano utili perché le entrate sono assorbite dai costi di amministrazione, ma hanno lo stesso un prezzo elevato perché gli investitori credono nel progetto e prospettano quindi la possibilità che la società generi utili negli anni a ve**re. La denominazione growth indica una potenziale alta crescita del titolo azionario in questione.

Ma qual è lo stile "migliore" allora? Value o growth?

Non esiste lo stile migliore, esiste la sovra-performance di uno stile rispetto ad un altro in funzione del ciclo economico in cui ci troviamo, come si vede bene nel grafico.

Analizzando gli ultimi 20 anni noteremo infatti che dal 2001 al 2007 ha vinto il value, dal 2008 al 2014 c'è stato un sostanziale pareggio, dal 2015 ad oggi ha vinto il growth.

Anche il recovery period - il tempo di recupero dell'investimento, espresso di solito in giorni - è molto diverso: nella recessione del 2000 lo stile value ha recuperato i suoi massimi già nel 2004, il growth solo nel 2014.
Nella recessione del 2007 il tempo di recupero fra i stili si è invertito: il value ci ha messo dal 2007 al 2014, il growth dal 2008 al 2012.
Nel 2020, troviamo il value ancora sotto i massimi raggiunti nel 2019, mentre il growth ha recuperato in 3 mesi tutta la perdita creata durante il lockdown ed ha registrato nuovi massimi assoluti.

In linea generale in periodi recessivi la tendenza a sovraperformare è del value, grazie alla poca varianza degli utili, alla distribuzione dei dividendi, alla stabilità del fatturato.
In periodi di crescita avviene il contrario.
Le aziende di tipo value appartengono tipicamente ai settori dell’energia, della pubblica utilità (acqua, elettricità, telefoni, gas), delle comunicazioni (autostrade, ferrovie), della farmaceutica e al settore alimentare.
Sono aziende che alla fin fine servono sempre, qualcuna di loro scomparirà ma gran parte delle aziende value servirà sempre. Non si può digitalizzare tutto.
Sicuramente il Covid-19 avrà un impatto pesante... ma dubito che le aziende value vadano a scomparire del tutto...

Ri-guardando il grafico è evidente una certa distanza (eccessiva forse...probabile) tra i rendimenti delle growth ed i rendimenti del value.

Il rendimento del BTP a 10 anni da metà settembre è sceso sotto l'1%, oggi a circa lo 0,87%, addirittura ad un livello i...
28/09/2020

Il rendimento del BTP a 10 anni da metà settembre è sceso sotto l'1%, oggi a circa lo 0,87%, addirittura ad un livello inferiore al pre Covid-19, in un contesto economico nettamente diverso a quello odierno e nonostante l'inevitabile "esplosione"del nostro debito pubblico che ormai ha superato i 2.500 miliardi.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla BCE ed ai relativi piani Pepp e TLTRO che hanno (lasciatemelo passare) sedato il paziente.

EUROPA META' DEL 1800.In foto la popolazione nelle 100 città più grandi.Napoli da sola è più grande di Roma e Milano mes...
21/09/2020

EUROPA META' DEL 1800.

In foto la popolazione nelle 100 città più grandi.
Napoli da sola è più grande di Roma e Milano messe assieme ed entrambe più piccole di Palermo...

Questo insegna che i cambiamenti, anche quelli più evidenti, ci sono sempre stati, ma a volte non ce ne siamo accorti.

UN INVESTITORE CAPACE ACCETTA LA VOLATILITA' COME IL PREZZO DA PAGARE PER RENDIMENTI ELEVATI.Partendo da questa affermaz...
18/09/2020

UN INVESTITORE CAPACE ACCETTA LA VOLATILITA' COME IL PREZZO DA PAGARE PER RENDIMENTI ELEVATI.

Partendo da questa affermazione, in ottica life-strategy (ovvero in ottica di lungo e lunghissimo termine) sappiamo che l'azionario è l'asset class che ottiene i rendimenti migliori, il vero "rischio" pertanto diventa detenere (troppa) liquidità.
Nella tabella allegata, si può notare, l'effetto erosivo dell'inflazione CPI sul potere d'acquisto di 100€ dopo vent'anni.

BUBBLE ECONOMYUn regime macrofinanziario con frequenti bolle ha prevalso dalla metà degli anni 90 (fig.1). La bolla si è...
15/09/2020

BUBBLE ECONOMY

Un regime macrofinanziario con frequenti bolle ha prevalso dalla metà degli anni 90 (fig.1). La bolla si è spostata dai titoli Internet nel Dot-com Boom, ai mercati immobiliari internazionali (crisi dei subprime negli Stati Uniti) e infine al mercato globale del credito.
Si prevede che lo shock Covid-19 peggiorerà significativamente i rapporti di leva finanziaria, tuttavia, questa crisi probabilmente non si rivelerà fatale per il regime dell’economia “a bolle”.
Al contrario, dovrebbe rafforzarla attraverso massicce iniezioni di liquidità; nello specifico, si suppone che la bolla sia in fase di trasferimento alla sfera pubblica (bilanci dello Stato e bilanci delle banche centrali). Ciò in linea con gli interventi ed i massicci
programmi di bilancio per contrastare i deleteri effetti economici del Covid (fig.2).
L’interventismo statale nell'economia sarà persistente e sempre più
importante. La maggior parte delle grandi potenze mondiali si sta
ora impegnando in programmi di bilancio pluriennali, agevolati dai bassi tassi d’interesse, per far fronte alle sfide che si trovano ad affrontare, in difficili circostanze geopolitiche rese ancora più ostiche dal Covid (fig. 3).

IMPARARE DAI MIGLIORI.Questa regola vale per la maggior parte degli aspetti della vita, e anche per gli investimenti. Jo...
11/09/2020

IMPARARE DAI MIGLIORI.
Questa regola vale per la maggior parte degli aspetti della vita, e anche per gli investimenti. John C. Bogle può essere legittimamente definito uno dei migliori. Nel 1999, è stato selezionato come uno dei quattro “Giganti degli Investimenti del Ventesimo secolo”, insieme a Warren Buffett, George Soros e Peter Lynch. Il “Padre dei fondi indicizzati” è il fondatore della società d’investimento “The Vanguard Group”, dove ha ricoperto la carica di Presidente per diversi anni.
Di seguito i consigli più importanti per investire che Bogle ha raccolto nei suoi decenni di esperienza nel mercato dei capitali. Bogle li ha pubblicati in un articolo per il CFA Institute nel 2017.
1. Investire è necessario
Il più grande rischio che gli investitori si trovano ad affrontare non è la volatilità di breve periodo, ma piuttosto il rischio di non ottenere un ritorno soddisfacente sul capitale che stanno accumulando.


2. Il tempo è tuo amico
Investire è un’abitudine virtuosa che è meglio coltivare il prima possibile per poter ottenere il massimo beneficio dai rendimenti composti. Anche investimenti modesti effettuati nei primi 20 anni d’età sono destinati a crescere in maniera considerevole nel corso del tempo.


3. L’impulsività è tua nemica
Elimina l’emotività dalla pianificazione dei tuoi investimenti. Mantieni aspettative realistiche sui rendimenti attesi, ed evita di modificare le tue aspettative in base alle notizie che provengono dai mercati. Evita di agire su intuizioni che possono sembrarti uniche ma che in realtà sono condivise da milioni di persone.


4. L’aritmetica di base funziona
Il rendimento netto è semplicemente il rendimento lordo al quale vanno sottratti i relativi costi. Mantieni bassi i costi, in quanto costi che si accumulano nel tempo possono eliminare i benefici che ottieni dai rendimenti composti.


5. Prediligi la semplicità
L’investimento di base è semplice – un’allocazione ragionevole fra azioni, obbligazioni e liquidità; una selezione diversificata di titoli ordinari e di qualità; un bilanciamento sensato fra rischio, rendimento e, ancora una volta, i costi.


6. Mai dimenticare il ritorno alla media
Una performance brillante di un fondo comune d’investimento molto probabilmente ritornerà verso la performance media del rendimento del mercato, e spesso anche al di sotto. Ricorda l’ingiunzione Biblica “Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi” (Matteo 20:16, Bibbia di re Giacomo).


7. Sii coerente
A prescindere da quello che accade nei mercati, sii coerente con il tuo programma d’investimento. Cambiare la tua strategia al momento sbagliato può diventare il più grande errore che puoi commettere come investitore. (Chiedi agli investitori che hanno destinato una buona parte dei loro investimenti nella liquidità durante le fasi peggiori della crisi finanziaria, per poi perdere in parte o completamente il rialzo che abbiamo vissuto da otto anni- e che viviamo ancora.) “Sii coerente” è il consiglio più importante che posso darti.

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