17/11/2022
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Quando i torinesi provano a spiegare il declino di Torino evocano un’immagine semplice e “dura”: il lento abbandono della città da parte dell’azienda-madre, la FIAT.
Per rendere più ricco il racconto magari snocciolano le tappe del calvario: la crisi degli anni 80, la marcia dei 40 mila, il terrorismo, le ristrutturazioni e i licenziamenti, le delocalizzazioni, la ricerca di alleati per sopravvivere, l’accordo con General Motors, l’illusione della rinascita con Sergio Marchionne e la sua prematura scomparsa, ed infine la nascita di Stellantis e la cessione del controllo ai francesi.
Ce n’è abbastanza per farsene una ragione.
Prima o poi però il dubbio viene fuori: e si ci fosse dell’altro?
Se ci fosse qualcosa di più profondo e sottile alla base del fatto che Torino “inventa” le industrie - l’auto, il cinema, la moda, la televisione, ecc. - ma poi emigrano altrove?
Abbiamo studiato Torino mettendola a confronto con altre grandi città italiane ed europee, scoprendo che alcune caratteristiche della città che sono vere e proprie zavorre per lo sviluppo.
Presenteremo i risultati della nostra indagine il 18 novembre prossimo, alle ore 17,30, a Torino, in Municipio, nella Sala delle Colonne.
Non mancare!!
Se sei interessato ma non puoi partecipare, potrai scaricare il report della ricerca che verrà reso disponibile nelle prossime settimane sul sito di Kkienn.