16/08/2021
Vivo nella parte fortunata del mondo.
Nel mio guardaroba ho abiti corti, lunghi, attillati, scollati, colorati che posso indossare quando voglio, come voglio e con chi voglio.
Ho gioielli e ornamenti per il mio volto, per il mio corpo e i miei capelli.
Ho tacchi altissimi e seducenti, bikini e un cassetto pieno di brasiliana che indosso in spiaggia senza alcuna vergogna.
Ho un lavoro, ho una partita Iva e un'indipendenza economica che nessun uomo controlla e amministra.
Ho lasciato gli studi scolastici per mia scelta ma continuo a studiare, leggere, documentarmi, apprendere e imparare. Ho tanti libri, tantissimi libri. Sono la mia più grande fonte di libertà e conoscenza.
Sono una donna sensibile, vulnerabile con una voce forte e tenace.
Non ho nessun problema a tacere se su un argomento riconosco di non saperne abbastanza, così come non ho alcun problema ad infuocarmi difendendo con vigore e tenacia ciò che inceve non è solo un'idea, ma una posizione costruita sull'esperienza diretta e con ore, ore e ore passate a studiare, comprendere e approfondire quell'argomento.
E c'è una cosa che propria mi fa incazzare. Quando qualcuno prova a prevaricarmi e quel qualcuno è un uomo.
Attenzione
- e qui vi voglio molto attenti -
Sono assolutamente consapevole che ogni sano confronto è tale se basato su un contraddittorio, tuttavia un contraddittorio è un confronto consapevole che si svolge grazie al rispetto reciproco e al grado di informazione e padronanza dello stesso argomento.
Io adoro i confronti costruttivi, MA non devo percepire che tu non ne sappia un c***o e, durante il confronto, non devono esistere nomignoli, appellativi sessisti, aggettivi mortificanti e provocatori per squalificare l'altro.
Quindi ogni volta che queste aspettative vengono disattese, la dinamica è questa.
Luca incomincia a farsi il segno della croce mentre io stacco la schiena dalla sedia, spalanco le pupille, ti fisso dritto negli occhi, alzo il tono di voce e difendo con vigore e fermezza la mia opinione.
E credetemi, in quel momento neanche se mi spaccassero la testa riuscirebbero a farmi dubitare di me stessa e del valore delle mie parole.
C'è una parte del mondo però, proprio in questo momento, in cui veramente le lancette sono state spostate indietro nel tempo.
Donne che pagheranno la libertà di parola, pensiero e movimento con la loro stessa vita.
È per loro che dobbiamo urlare più forte.
È per loro che dobbiamo continuare a conquistare libertà economica, culturale, di movimento e di pensiero.
Noi fortunatamente non rischiamo l'incontro di talebani pronti a lapidarci.
Tuttalpiù rischiamo di sederci al tavolo con qualche co****ne.
Ogni volta che un uomo fa leva sul senso di supremazia sociale in cui vive e sfrutta uno stereotipo per rimarcare la propria opinione screditando l'interlocutrice con cliché stigmatizzanti, allora non c'è dubbio: siamo davanti ad una persona sessista.
Azzittitelo e andate avanti.